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  1. #691
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    non te lo so dire, ma....come per la pnl, l'analisi transazionale puo servire ancche per nedere le enziclopedie.

    E' come la magia: Puo' essere bianca o nera.
    Sta al mago la scelta sull'utilizzazione.
    Oscar, la domanda era "seria", non era una presa per i fondelli.

    La ripropongo in altro modo.

    Qualcuno ha posto la questione del perché un paziente vuole diventare terapeuta (e, magari, lo fa anche). Se questa scelta potesse dipendere da una mancata risoluzione del transfert che si era costruito nel corso della psicoterapia. Tu rispondi in un modo che sembra sostenere questa tesi.

    Io non mi sento in accordo. Nel senso che questa è una delle possibili spiegazioni. Ma che non è detto valga per tutti. Può anche essere che una psicoterapia (o un'analisi) ben fatta porti allo scoperto risorse che prima, pur esistendo, non erano utilizzabili da parte del paziente. E che, in seguito all'esperienza che il paziente fa di queste risorse, decida di diventare lui stesso un terapeuta. Sinceramente, non ci vedrei nulla di male.

    Quanto al percorso che hai delineato, sono curioso di comprendere alcune cose. Sembri vedere le difese solamente dal loro lato negativo, come non possedessero una loro ragione d'esistere che sia anche di salvaguardia, di protezione (di difesa, per l'appunto) contro una regressione a livelli strutturali più primitivi. E, mi sembra, proponi una visione di un'essere umano che, quante meno difese ha, tanto meglio è. Una visione che a me pare, contemporaneamente, utopica e falsa. Utopica, perché le difese sono onnipresenti. Falsa perché le difese sono utili.

    Altrimenti, nessuno dovrebbe fare il terapeuta, a questo mondo.

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: Napoli, ovviamente
    Ultima modifica di willy61 : 10-12-2008 alle ore 16.52.12 Motivo: Dimenticavo la ruota
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  2. #692
    Johnny
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    grazie...in effetti ne sono soddisfatto anch'io.
    beato te, perché in genere, oltre che entrare nella vita degli altri impropriamente e non sapendo quali effetti avrà sulla persona in questione, si rischia anche di dire un sacco di putt****te

  3. #693
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Oscar, la domanda era "seria", non era una presa per i fondelli.

    La ripropongo in altro modo.

    Qualcuno ha posto la questione del perché un paziente vuole diventare terapeuta (e, magari, lo fa anche). Se questa scelta potesse dipendere da una mancata risoluzione del transfert che si era costruito nel corso della psicoterapia. Tu rispondi in un modo che sembra sostenere questa tesi.

    Io non mi sento in accordo. Nel senso che questa è una delle possibili spiegazioni. Ma che non è detto valga per tutti. Può anche essere che una psicoterapia (o un'analisi) ben fatta porti allo scoperto risorse che prima, pur esistendo, non erano utilizzabili da parte del paziente. E che, in seguito all'esperienza che il paziente fa di queste risorse, decida di diventare lui stesso un terapeuta. Sinceramente, non ci vedrei nulla di male.

    Buona vita

    Guglielmo
    Ciao Willy, non ho capito bene cosa ci azzecca con Oscarmoreno, la questione
    che avevo posto un bel pò di tempo fa . Comunque, ti ringrazio di averla ripresa.
    Allora, secondo te, per un paziente in psicoterapia, l'interessarsi alla psicologia, potrebbe spiegarsi come la soluzione, l'incanalizzazione del transfert? Lo definiresti transfert intellettualizzato? Sicuramente un percorso analitico efficace apre orizzonti infiniti e aumenta anche le conoscenze del pz; ma perchè vuole orientare queste nuove risorse che scopre di avere in sè proprio verso la psicologia e non verso altre disciplne?

    Oscarmoreno, complimenti....! Il tuo grande pregio è di non arrenderti mai, anche se attaccato da tutte le parti e ormai perduto
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #694
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Ma penso che in un contesto tranquillo la serenita', cioe' la mancanza di emozioni, sia lo stato d'animo piu' costruttivo.

    questa credo che sintetizza bene il tuo fare psicologia cinematografica.
    continui a divertirmi.
    sebbene le tue argomentazioni siano una strampalata accozzaglia di considerazioni troppo applicabili, quindi troppo sterili.

    ciaz.

  5. #695
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Ciao Willy, non ho capito bene cosa ci azzecca con Oscarmoreno, la questione
    che avevo posto un bel pò di tempo fa . Comunque, ti ringrazio di averla ripresa.
    Con Oscar non c'entra nulla. C'entra con la caricatura che Oscar ha tracciato del percorso di una persona che passa dall'essere paziente al voler essere terapeuta.


    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Allora, secondo te, per un paziente in psicoterapia, l'interessarsi alla psicologia, potrebbe spiegarsi come la soluzione, l'incanalizzazione del transfert? Lo definiresti transfert intellettualizzato? Sicuramente un percorso analitico efficace apre orizzonti infiniti e aumenta anche le conoscenze del pz; ma perchè vuole orientare queste nuove risorse che scopre di avere in sè proprio verso la psicologia e non verso altre disciplne?
    ...
    Secondo me non si tratta di intellettualizzazione del transfert. O, meglio, potrebbe anche essere ma, in quel caso, credo che il percorso inizierebbe ma on verrebbe portato a conclusione. Perché esercitare la professione di psicoterapeuta equivale ad assegnare un'importanza sostanziale al lato emotivo e non a quello intellettivo. Si comprende col cuore, non con la mente, per me.
    Perché quel percorso e noon un altro? Probabilmente dipende dalle persone. Alcuni sceglieranno quel percorso, altri no. Per chi lo sceglie, le risposte sarano diverse ancora. Non lo so.
    Però non ho sentito di molti casi in cui questo passaggio sia avvenuto. Ho conosciuto diverse persone che erano passate per una psicoterapia o una psicoanalisi. Alcune avevano cambiato lavoro, ma pochissime avevano deciso di diventare a loro volta terapeuti.

    Tu come la pensi, in proposito?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  6. #696
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Con Oscar non c'entra nulla. C'entra con la caricatura che Oscar ha tracciato del percorso di una persona che passa dall'essere paziente al voler essere terapeuta.
    Secondo me non si tratta di intellettualizzazione del transfert. O, meglio, potrebbe anche essere ma, in quel caso, credo che il percorso inizierebbe ma on verrebbe portato a conclusione. Perché esercitare la professione di psicoterapeuta equivale ad assegnare un'importanza sostanziale al lato emotivo e non a quello intellettivo. Si comprende col cuore, non con la mente, per me.
    Perché quel percorso e noon un altro? Probabilmente dipende dalle persone. Alcuni sceglieranno quel percorso, altri no. Per chi lo sceglie, le risposte sarano diverse ancora. Non lo so.
    Però non ho sentito di molti casi in cui questo passaggio sia avvenuto. Ho conosciuto diverse persone che erano passate per una psicoterapia o una psicoanalisi. Alcune avevano cambiato lavoro, ma pochissime avevano deciso di diventare a loro volta terapeuti.

    Tu come la pensi, in proposito?

    Buona vita

    Guglielmo
    Capisco che non si può generalizzare, ma a me risulta che i casi di pz che durante e dopo una psicoanalisi si sono accostati allo studio e alla pratica della stessa, sono numerosi e non solo in passato quelli che fanno storia, ma anche nel presente. Una paziente di Carotenuto, è psicoterapeuta e non è l'unica.
    Ma la mia domanda è come spieghi, per un paziente, il desiderio di interessarsi alla psicologia? Per i pazienti che lo fanno, a mio avviso, è puro transfert.
    Ti sarei molto grata se mi dai una qualche risposta.
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 11-12-2008 alle ore 09.44.54
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  7. #697

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Oscar, la domanda era "seria", non era una presa per i fondelli.
    La mia era una risposta figurata, ma seria ...tanto quanto riesco ad esserlo io.


    Qualcuno ha posto la questione del perché un paziente vuole diventare terapeuta (e, magari, lo fa anche). Se questa scelta potesse dipendere da una mancata risoluzione del transfert che si era costruito nel corso della psicoterapia. Tu rispondi in un modo che sembra sostenere questa tesi.

    Io non mi sento in accordo. Nel senso che questa è una delle possibili spiegazioni. Ma che non è detto valga per tutti. Può anche essere che una psicoterapia (o un'analisi) ben fatta porti allo scoperto risorse che prima, pur esistendo, non erano utilizzabili da parte del paziente. E che, in seguito all'esperienza che il paziente fa di queste risorse, decida di diventare lui stesso un terapeuta. Sinceramente, non ci vedrei nulla di male.
    Mi pare evidente che io mi riferivo ad un caso specifico, anche se trattato in modo generico.
    Che poi succeda non ci vedo nulla di strano, anche se l'interesse, secondo me, e' solo di due tipi:
    O per via di un disagio che si vuole sublimare attraverso questa strada, o come strumento di manipolazione a proprio vantaggio.

    Poi ci saranno anche altri motivi, ma mi sembrano marginali.

    Quanto al percorso che hai delineato, sono curioso di comprendere alcune cose. Sembri vedere le difese solamente dal loro lato negativo, come non possedessero una loro ragione d'esistere che sia anche di salvaguardia, di protezione (di difesa, per l'appunto) contro una regressione a livelli strutturali più primitivi. E, mi sembra, proponi una visione di un'essere umano che, quante meno difese ha, tanto meglio è. Una visione che a me pare, contemporaneamente, utopica e falsa. Utopica, perché le difese sono onnipresenti. Falsa perché le difese sono utili.
    Guarda...l'opinione e' una mera opinione e questa e' la mia.

    Le resistenze quando ci sono hanno la loro ragion d'essere e a volte bastano per tenere in piedi una persona.
    Per alcuni e' meglio essere un po' nevrotici che sentirsi delle nullita' nel confronto con se stessi, gli altri e il mondo.

    Poi, se uno ha coraggio e interesse, trovera' anche il modo di andare a fondo dei propri pelaghi.

    Comunque, siccome sembra che l'autonomia comporti consapevolezza, spontaneita e capacita di intimita', le difese dovrebbero essere quelle fisiologiche, volte alla conservazione. Questo e' il modello ideale. Sempre un modello rimane [Adamo ed eva prima del peccato].

    Altrimenti, nessuno dovrebbe fare il terapeuta, a questo mondo.

    P.S.: Napoli, ovviamente
    forse dovrebbe farlo chi ha veramente raggiunto una maturita' esistenziale e non soltanto scolastica o nozionistica. Ma non mi sento di esprimermi su questo.
    Quando leggo qualcosa di Feud, di Jung o di Adler, mi domando quanto i loro clienti fossero contenti...e sopratutto quanti ne avessero...

    ps stassera sapremo se sei un mago o no.

  8. #698

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    beato te, perché in genere, oltre che entrare nella vita degli altri impropriamente e non sapendo quali effetti avrà sulla persona in questione, si rischia anche di dire un sacco di putt****te
    un conto e' far cio' che credi
    un altro e’ esser fra i prodi
    mentre invece per sciogliere i nodi
    bisogna essere a volte un po’ crudi

  9. #699
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ricordo a tutti questo articolo del regolamento di OPS:

    Diagnosi e consulenza psicologica on line: i forum di OPsonline.it non prevedono attività di diagnosi e consulenza, né relazioni di supporto ed aiuto. Studenti di Psicologia e psicologi tutti, frequentanti i forum, sono quindi invitati a non lanciarsi in consulenze, diagnosi ed interpretazioni su casi/problematiche portate da altri partecipanti, come previsto dalle "Linee Guida sulle Prestazioni Internet" approvate dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi il 18.12.2003.

    Evitiamo quindi di lanciarci in fantasiose interpretazioni sulla base di poche parole scritte da qualcuno relative ad una propria situazione personale. Mi riferisco in particolar modo ad oscarmoreno (pagina precedente) che ricordo ha già un'infrazione: cerca di non violare altre regole, perchè altrimenti mi costringi al ban, grazie.

    Un'occhiatina al regolamento sui comportamenti non consentiti fa sempre bene per tutti:
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    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
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  10. #700
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    Citazione Originalmente inviato da ama77 Visualizza messaggio
    Ricordo a tutti questo articolo del regolamento di OPS:

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    Evitiamo quindi di lanciarci in fantasiose interpretazioni sulla base di poche parole scritte da qualcuno relative ad una propria situazione personale. Mi riferisco in particolar modo ad oscarmoreno (pagina precedente) che ricordo ha già un'infrazione: cerca di non violare altre regole, perchè altrimenti mi costringi al ban, grazie.

    Un'occhiatina al regolamento sui comportamenti non consentiti fa sempre bene per tutti:
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    non a difesa di oscarmoreno. volevo soltanto aggiungere che spesso si fanno richieste, si aprono thread, si insiste in domande che invitano altri incauti (e qui mi fermo) ad entrare nel personale con fantasiose interpretazioni. caso emblematico in questa parte del thread.
    si fanno in due le danze...

    ciaz

  11. #701
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ma la mia domanda è come spieghi, per un paziente, il desiderio di interessarsi alla psicologia? Per i pazienti che lo fanno, a mio avviso, è puro transfert.
    Domanda molto intrigante, complimenti! Partendo dal presupposto che, come è stato già detto, ogni caso è singolare (tanto più perchè è in gioco il rspporto del soggetto col proprio desiderio), a mio parere è necessario distinguere tra la fascinazione immaginaria per la psicoanalisi (possibile effetto del transfert, come giustamente sottolinei, e come tale destinto a esaurirsi o in una identificazione all'analista o a svanire) da quello che Lacan definiva come "desiderio dell'analista" quale formazione dell'inconscio che segna la fine dell'analisi, la destituzione dell'analista (il proprio) e il passaggio dalla posizione di analizzante a quella di analista. Tra il primo e il secondo c'è di mezzo l'analisi, con tutto quello che questa comporta...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 12-12-2008 alle ore 22.30.20

  12. #702
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Domanda molto intrigante, complimenti! Partendo dal presupposto che, come è stato già detto, ogni caso è singolare (tanto più perchè è in gioco il rspporto del soggetto col proprio desiderio), a mio parere è necessario distinguere tra la fascinazione immaginaria per la psicoanalisi (possibile effetto del transfert, come giustamente sottolinei, e come tale destinto a esaurirsi o in una identificazione all'analista o a svanire) da quello che Lacan definiva come "desiderio dell'analista" quale formazione dell'inconscio che segna la fine dell'analisi, la destituzione dell'analista (il proprio) e il passaggio dalla posizione di analizzante a quella di analista. Tra il primo e il secondo c'è di mezzo l'analisi, con tutto quello che questa comporta...

    Saluti,
    ikaro
    Grazie Ikaro, per la risposta.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  13. #703

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio

    ps stassera sapremo se sei un mago o no.
    E no, non lo sei...sei uno psicologo.

  14. #704
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    E no, non lo sei...sei uno psicologo.

    Meno male! Avrei avuto una seria crisi d'identità

    Buona vita

    Guglielmo
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  15. #705
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Traendo spunto dalla lettura di Pierre Daco vorrei fare alcune semplici considerazioni.
    La psicoanalisi è una potente concentrazione di sentimenti, questo spiega la violenza di alcuni transfert.
    Il trasfert è uno strumento di lavoro utile, ma doloroso per il paziente.
    Chi, vittima di una nevrosi si rivolge ad un analista, ha bisogno più di ogni altra cosa, di dimostrazioni d'affetto. E poichè il medico non può dimostrargli il suo amore il paziente si sente sconcertato e frustrato: un soggetto nevrotico ha bisogno di sentirsi amato, accettato oppure disprezzato, punito. Ma se l'analista entrasse in questo gioco, farebbe fallire l'analisi.
    Sopratutto nelle prime fasi del percorso analitico, il paziente accentra tutta la sua attenzione non sul contenuto della seduta, ma sull'analista....si rende conto che un clima particolare si sta impadronendo dei suoi pensieri e del suo sentire; il paziente è disorientato, le sue reazioni possono essere tante: bisogno di essere ammirato, amato, di affetto, ostilità, aggressività, panico, sottomissione, vergogna, ecc. Tanto più forte è la proiezione quanto più i meccanismi inconsci sono potenti, o l'età mentale inferiore. Spesso il paziente si lega, si fissa sull'analista. Per progredire, tale fissazione deve cessare armoniosamente, a mano, a mano che si rafforza la personalità adulta del paziente; la guarigione psicologica consiste nello ristabilire dei "legami" armoniosi, prima all'interno di una personalità, poi fra questa personalità e il mondo.
    Per distaccarsi dal transfert e divenire adulto e autonomo, l'analista deve aiutare il pz a prendere coscienza del proprio transfert. Quando ciò avviene si rende conto che sul nostro pianeta non vi sono nè superiori, nè inferiori, ma uomini, ciascuno dei quali fa sua parte. Si rende pure conto che ognuno ha le sue forze e le sue debolezze, la sua ampiezza e i suoi limiti. Chi per effetto della nevrosi, si sentiva in un mondo popolato da giganti, via, via che torna ad essere se stesso, scopre che i giganti esistono solo nelle favole.
    L'analista -traghettatore, che ha aiutato il pz ad attraversare l'oceano della nevrosi, ha raggiunto il suo obiettivo finale: ottenere un Io forte e autonomo.
    L'analista non è, nè più nè meno, che uno strumento.
    Ciao
    FRANCESCA

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