E' possibile che ci sia anche una componente auto-punitiva, magari per non essere riuscita a "difendere" la vita che portavi in grembo: anche questo è un meccanismo psicologico abbastanza frequente dopo un aborto.
Ma, onestamente, non ci credo fino in fondo, non credo che sia la componente principale del tuo malessere psichico....
Quando io parlo di "punire" tuo marito, tu, probabilmente, la prendi, giustamente, in senso letterale e rifiuti anche la sola idea che tu possa essere in grado di fare una cosa del genere.
Ma l'inconscio è una cosa complicata e difficile da esplorare anche su se stessi, soprattutto su se stessi...

Tu in quel periodo hai avuto, come hai appena ripetuto, due diversi motivi di "dolore": le gravi malattie di tuo marito e la perdita del bambino.
In ambedue i casi, però, era sempre lui l'origine di questo dolore, tuo marito. E quando parlo di "punire", non parlo in senso letterale, conscio: ma in senso inconscio di un tentativo di allontanare da te tutto quel dolore, di "eliminarne" l'origine, sperando così di fuggire dalla sofferenza.
In ogni caso, che la mia interpretazione sia giusta o completamente sbagliata, mi permetto di insistere col mio consiglio: io non credo che ce la puoi fare da sola, non credo che ce la "potete" fare da soli tu e tuo marito.
Insisto nel dire che un aiuto professionale ( che sarà sicuramente meglio di me in grado di analizzare cause e modalità del tuo star male ) sia il miglior modo di venirne fuori.
Ancora mille auguri...
