Bravo Luigi!Il mercato può anche andare a farsi benedire per quanto mi riguarda. Può darsi infatti che ''il mercato'' delle terapie lunghe sia morto e sepolto ma non lo sono le terapie stesse...e gli eminenti autori che sostengono la loro necessità. E direi meno male. Ma questo discorso di ampia portata conduce là dove possiamo rintracciare quell'ancor più ampio problema che riguarda il destino dell'occidente e il dominio della tecnica: se infatti 'funzionalità' ed 'efficienza' sono diventati criteri indiscussi di giudizio e se tutto ciò che ci fa 'esseri-umani' viene gradualmente messo al bando (biografie,sentimenti,umori, ecc...)come intralcio alla funzionalità degli apparati (tecnologici,scientifici,economici,sanitari) che non hanno scopi se non quello di autopotenziarsi all'infinito...bè,da questo punto di vista l'adeguamento delle psicoterapie a questi parametri era oltremodo prevedibile.E così non c'è più tempo per parlare di sogni, di biografie che pulsano all'infinito,di tempi psichici dilatati,di dialoghi spesso surreali per la loro capacità di eccedere i limiti di ogni impianto razionale...dobbiamo essere BREVI e STRATEGICI perchè il sintomo 'non deve comunicare nulla' oltre a ciò che direttamente esperisce:sofferenza. Possiamo intervenire sulla sofferenza in tanti modi ed ovviamente date le premesse di cui sopra due sono le vie essenziali che recidono totalmente questa 'sofferenza' da quello 'sfondo' ormai inessenziale che è 'biografia','persona','coscienza','unità di senso': farmaci e suggestione. Le due cose sono molto simili in effetti. Qui non voglio portare esempi,dati,evidenze che supportino la terapia analitica (e ce ne sarebbero...ovviamente bisogna leggere i libri e forse non c'è tempo neanche per questo) e non voglio dire che la suggestione non abbia il suo valore (mi interessa molto l'ipnosi per dirla tutta) ma solo evidenziare una tendenza generale a comprimere i tempi che mi sembra il filo rosso della nostra cultura...sui farmaci si commettono i soliti errori logici che una attenta analisi porta alla luce...senza dilungarci, bisogna essere umili e dire la loro funzione: tamponi (per carità necessari in molti casi) ma che non possono di per se stessi 'ri-organizzare' una vita devastata (gli psichiatri che hanno coscienza del limite non hanno problemi ad ammettere questo)...perchè la vita non è neuroni, mediatori chimici, mappe...'vita' implica il concetto di 'mondo' e se non siamo in grado di restituire un mondo al paziente (ed eventualmente ai suoi squilibri serotoninergici...) nel quale possa rimettere radici non possiamo definirci 'psico-terapeuti' giacchè vita e mondo sono due concetti che insieme ne fanno uno: anima,psiche...o quello che si preferisce.
Anzi... Santo subito!!!![]()










