Non vorrei andare troppo OT, comunque sia Lichtenberg che altri autori (vedi Liotti in contesto cognitivista) parlano di sistemi motivazionali interdipendenti, ognuno con la propria specificità. Parlare di piacere/dispiacere è troppo generico ed aspecifico rispetto alle motivazioni di base individuate.
Ad ogni modo il punto centrale è costituito dalla presenza di un referente unitario - il Sè o l'Io, a seconda dei linguaggi - che deve mantenere una costanza per non perdere di coerenza. Ciò è un punto piuttosto chiaro e condiviso rispetto a cui è difficile sostenibile che cambiamenti alla periferia del sistema e indotti esternamente producano un cambiamento in tutto il sistema.
Per cambiare una struttura dipendente quindi, è necessario che si verifichino trasformazioni strutturali prodotte dal sistema stesso mediante le proprie capacità auto-organizzanti che rendano attuabile l'abbandono delle vecchia struttura a favore di quella nuova.







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