...oppure i sistemi ortodossi, a voi psi tanto cari e di cui non potete fare a meno, creano un tale malessere al pz che vuole rendersi conto di cosa sta succedendo...
Tutto dipende dalla sensibilità analitica del terapeuta e dai tempi in cui si attiva una reciproca affettività.
E' vero, essere paziente, sottoporsi ad una psicoterapia "seria", ti offre una capacità di comprensione che nessun libro ti può offrire. Un bravo analista ti offre la possibilità di esplorare l'infinito del tuo orizzonte esistenziale e ti addestra continuamente alla ricerca di una verità che non finisce mai di essere esauriente.
Si capisce veramente cosa è l'analisi, non apprendendo dai manuali, ma attraverso un training personale che ti addestra e sensibiliza ad esplorare il tuo inconscio e a trovare una soluzione e un intimo significato ai propri sintomi.
Devo, mio malgrado, più passa il tempo e più me ne rendo conto, ammettere..che certe regole di verticalità e asimmetria del rapporto sono necessarie...Ma il pz avverte se c'è partecipazione emotiva, e se e quando acquista questa fiducia, la terapia non può che fluire a gonfie vele.
Ciao.








Ma il pz avverte se c'è partecipazione emotiva, e se e quando acquista questa fiducia, la terapia non può che fluire a gonfie vele.
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