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  1. #736
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    [...] non ci potrà mai essere cambiamento e benessere per il paziente, che ammettiamolo, è un pò come un bambino e che, ogni tanto, per affidarsi ha bisogno di una caramellina per sentirsi, un pò gratificato, capito e trovare l'energia per proseguire un percorso sicuramente arduo.
    E' questa metafora che non va presa sul serio! Il paziente non è un bambino, al massimo crede di essere un bambino. Una cosa ben diversa... E' per questo che non bisogna agire il piano dinamico ("sono un bambino bisognoso") ed interpretarlo. Ma sono sicuro che la cosa ormai ti è chiara.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 02-01-2009 alle ore 16.43.54
    gieko

  2. #737
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    E' questa metafora che non va presa sul serio! Il paziente non è un bambino, al massimo crede di essere un bambino. Una cosa ben diversa... E' per questo che non bisogna agire il piano dinamico ("sono un bambino bisognoso") ed interpretarlo. Ma sono sicuro che la cosa ormai ti è chiara.

    Saluti
    Penso che se il campo dove si gioca la relazione è veramente psico-dinamico l'analista 'dovrebbe guardarsi' dal non considerare la dialettica in ''tutte le sue forme'': affinchè ci sia dialettica ci deve essere relazione almeno tra due termini e se uno di questi termini (paziente) sprigiona la sua essenza in tutte quelle 'forme' che il transfert porta alla luce (per esempio la forma ''bambino bisognoso''...) l'altro termine (analista), a mio parere, deve fare in modo di non 'rigettare' questa 'forma' perchè sempre di una forma o fase del transfert si tratta: si all'interpretazione, ma si anche all'accoglimento di questa forma, perchè c'è il rischio che l'analista abbia poi a che fare con ''qualcosa d'altro'', di interpretare ''parzialmente'', oltretutto con lo spiacevole inconveniente di ''occludere'' il fluire delle altre forme o fasi del transfert che si celano o hanno ''letteralmente bisogno'' di essere precedute da altre che descrivono, nella loro purezza, la natura reale della difesa che il paziente, di volta in volta, pone in essere.

    Saluti,
    Luigi

  3. #738
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    E' questa metafora che non va presa sul serio! Il paziente non è un bambino, al massimo crede di essere un bambino. Una cosa ben diversa... E' per questo che non bisogna agire il piano dinamico ("sono un bambino bisognoso") ed interpretarlo. Ma sono sicuro che la cosa ormai ti è chiara.

    Saluti
    Ok Gieko è vero, è solo una metafora, un illudersi di trovare nel setting quel genitore ideale che ti è mancato. Io finalmente lo ho capito ma l'inghippo sta nel fatto che, prima che il paziente acquista questa consapevolezza, passa parecchio tempo, secondo la gravità del disagio del pz e della capacità dell'analista di farlo sentire a suo agio e compreso e il pz soffre finchè non comincia ad avvertire che il suo analista lo accetta e partecipa emotivamente .
    Se anche voi avete fatto una psicoterapia e se è vero che anche per voi addetti, il percorso è altrettanto denso di difficoltà e scoperte anche scioccanti, anche la caramellina è una metafora che può "addolcire" il clima del setting, che se troppo rigido impedisce al pz di aprirsi e affidarsi.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #739
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Penso che se il campo dove si gioca la relazione è veramente psico-dinamico l'analista 'dovrebbe guardarsi' dal non considerare la dialettica in ''tutte le sue forme'': affinchè ci sia dialettica ci deve essere relazione almeno tra due termini e se uno di questi termini (paziente) sprigiona la sua essenza in tutte quelle 'forme' che il transfert porta alla luce (per esempio la forma ''bambino bisognoso''...) l'altro termine (analista), a mio parere, deve fare in modo di non 'rigettare' questa 'forma' perchè sempre di una forma o fase del transfert si tratta: si all'interpretazione, ma si anche all'accoglimento di questa forma, perchè c'è il rischio che l'analista abbia poi a che fare con ''qualcosa d'altro'', di interpretare ''parzialmente'', oltretutto con lo spiacevole inconveniente di ''occludere'' il fluire delle altre forme o fasi del transfert che si celano o hanno ''letteralmente bisogno'' di essere precedute da altre che descrivono, nella loro purezza, la natura reale della difesa che il paziente, di volta in volta, pone in essere.

    Saluti,
    Luigi
    Hai centrato il problema! Qui si parla di transfert...Se il paziente trasla sul terapeuta una figura genitoriale che non gli ha dato quell'affettività di cui aveva bisogno, e si aspetta da lui una partecipazione, un accoglimento che non arrivano, non riesce a percepire, accumula una rabbia, un'aggressività che, a mio avviso, non giovano alla cura, anche se analizzate.
    Si chiuderà a riccio, mentirà, il suo orgoglio verrà fuori, farà di tutto per apparire forte e indipendente, mentre che non chiederebbe altro che un pò di comprensione, empatia e qualche sorriso in più.
    Scusate se le mie sono considerazioni troppo semplicistiche , ma vi assicuro che sono proprio questi i sentimenti che provano i pazienti.
    Ciao.
    Ultima modifica di francesca63 : 02-01-2009 alle ore 22.13.35
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #740
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    vi assicuro che sono proprio questi i sentimenti che provano i pazienti.
    Ciao.
    Io ne sono pienamente convinto.
    Oltretutto qui non si parla di isterici o paranoici: li si che c'è da sudare! Propriamente qui si parla di persone ormai con quadri incerti,nebulosi che solo una clinica fatta di sudore e che si trattenga sempre in una terra di mezzo tra ''rigore'' e ''mettersi in gioco'' può ''comprendere''...le spiegazioni rigorose le lasciamo a chi ha deciso che ''clinica'' sia o significhi qualcosa di già scritto e ben soffocato dall'inchiostro...

    Saluti,
    Luigi

  6. #741
    Johnny
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Qui si parla di transfert...Se il paziente trasla sul terapeuta una figura genitoriale che non gli ha dato quell'affettività di cui aveva bisogno, e si aspetta da lui una partecipazione, un accoglimento che non arrivano, non riesce a percepire, accumula una rabbia, un'aggressività che, a mio avviso, non giovano alla cura, anche se analizzate.
    Si chiuderà a riccio, mentirà, il suo orgoglio verrà fuori, farà di tutto per apparire forte e indipendente, mentre che non chiederebbe altro che un pò di comprensione, empatia e qualche sorriso in più.
    Scusate se le mie sono considerazioni troppo semplicistiche , ma vi assicuro che sono proprio questi i sentimenti che provano i pazienti.
    Ciao.
    appunto, l'amore del pz verso l'analista è un sintomo.
    Quei sentimenti sono reali, ma fanno parte del transfert. Quindi quei sentimenti (che, ribadisco, sono sentimenti reali) il pz li avrebbe provati su qualunque figura sostituiva del presunto genitore dell'esempio.
    Se al posto di quell'analista, ci fosse stato un altro analista, grande, piccolo, magro, grasso, bello, brutto, coi baffi, con la barba, coi capelli lunghi, rasato, ecc...il pz avrebbe provato comunque quei sentimenti, perché sentimenti di transfert. Perciò non è vero "amore", ma un'illusione.

    Così come quei sentimenti sono stati provati dal pz durante la sua vita su tutte le fiugure sostitutive del genitore, (sempre per stare nell'esempio). Solo che stavolta, invece di agire il transfert, l'analista gli dà uno stop e viene elaborato.
    Ultima modifica di Johnny : 03-01-2009 alle ore 10.37.18

  7. #742
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Penso che se il campo dove si gioca la relazione è veramente psico-dinamico l'analista 'dovrebbe guardarsi' dal non considerare la dialettica in ''tutte le sue forme'': affinchè ci sia dialettica ci deve essere relazione almeno tra due termini e se uno di questi termini (paziente) sprigiona la sua essenza in tutte quelle 'forme' che il transfert porta alla luce (per esempio la forma ''bambino bisognoso''...) l'altro termine (analista), a mio parere, deve fare in modo di non 'rigettare' questa 'forma' perchè sempre di una forma o fase del transfert si tratta: si all'interpretazione, ma si anche all'accoglimento di questa forma, perchè c'è il rischio che l'analista abbia poi a che fare con ''qualcosa d'altro'', di interpretare ''parzialmente'', oltretutto con lo spiacevole inconveniente di ''occludere'' il fluire delle altre forme o fasi del transfert che si celano o hanno ''letteralmente bisogno'' di essere precedute da altre che descrivono, nella loro purezza, la natura reale della difesa che il paziente, di volta in volta, pone in essere.
    Per fare chiarezza. Sono d'accordo con voi, il livello dinamico va colto, accolto, vissuto. Non ho mai affermato il contrario. Tuttavia trovo che ci sia una certa tendenza a reificare ciò che sono i bisogni dinamici a causa di letture teoriche che sono assolutizzate. A mio parere ciò avviene ad esempio con l'impiego della metafora bambino-genitore applicata alla situazione analitica. Bisogna tenere presente che questa è una metafora appunto, e che in quanto tale non può divenire lo schema teorico di riferimento principale, specialmente se ci sono dati che contraddicono una visione classica del bambino come totalmente dipendente dalla madre. Si rischia, in altre parole, di leggere con la lente deformante della patologia e della regressione (secondo l'accezione della teoria pulsionale) una situazione che è anche altro. Da lì ad una visione dell'analisi come rapporto di dipendenza e di educazione il passo è breve.
    Inoltre non dimentichiamoci che interpretare significa già accogliere il piano dinamico e che il rischio di tagliare fuori livelli dinamici può essere presente anche in un eccessivo coinvolgimento emotivo (che genera parimenti scotomi del campo). E' quindi necessaria, a mio modesto parere, una grande attenzione ed una grande capacità dialettica, uno stare tra gli spazi del dinamico e del reale.

    Saluti
    gieko

  8. #743
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Per fare chiarezza. Sono d'accordo con voi, il livello dinamico va colto, accolto, vissuto. Non ho mai affermato il contrario. Tuttavia trovo che ci sia una certa tendenza a reificare ciò che sono i bisogni dinamici a causa di letture teoriche che sono assolutizzate. A mio parere ciò avviene ad esempio con l'impiego della metafora bambino-genitore applicata alla situazione analitica. Bisogna tenere presente che questa è una metafora appunto, e che in quanto tale non può divenire lo schema teorico di riferimento principale, specialmente se ci sono dati che contraddicono una visione classica del bambino come totalmente dipendente dalla madre. Si rischia, in altre parole, di leggere con la lente deformante della patologia e della regressione (secondo l'accezione della teoria pulsionale) una situazione che è anche altro. Da lì ad una visione dell'analisi come rapporto di dipendenza e di educazione il passo è breve.
    Inoltre non dimentichiamoci che interpretare significa già accogliere il piano dinamico e che il rischio di tagliare fuori livelli dinamici può essere presente anche in un eccessivo coinvolgimento emotivo (che genera parimenti scotomi del campo). E' quindi necessaria, a mio modesto parere, una grande attenzione ed una grande capacità dialettica, uno stare tra gli spazi del dinamico e del reale.

    Saluti
    Certamente è così. E tutti i rischi che citi sono reali: ma forse è questa la sfida più grande! Come dici centrando pienamente il discorso: uno 'stare tra gli spazi'...questa espressione dice tutto, non c'è niente da aggiungere.

    Saluti,
    Luigi

  9. #744
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    ...E' quindi necessaria, a mio modesto parere, una grande attenzione ed una grande capacità dialettica, uno stare tra gli spazi del dinamico e del reale.

    Saluti
    Potrebbe forse trattarsi di quella flessibilità , caratteristica per me fondamentale di un buon analista?
    Ciao.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #745
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny
    Se al posto di quell'analista, ci fosse stato un altro analista, grande, piccolo, magro, grasso, bello, brutto, coi baffi, con la barba, coi capelli lunghi, rasato, ecc...il pz avrebbe provato comunque quei sentimenti, perché sentimenti di transfert. Perciò non è vero "amore", ma un'illusione.
    Sul fatto che ci si sarebbe potuti innamorare di qualsiasi analista beh, non capisco cosa tu voglia dire, come si fa a distinguere tra il vero amore ed un presunto falso amore? Sostituisci l'analista ed a parer mio non è detto che risulti più nemmeno simpatico ad un certo paziente, come fai a dire che certi sentimenti che prova una persona non dipendono anche dall'aspetto dell'analista, dal sesso o magari da altri fattori?
    Secondo me non è vero quello che dici, ci si relaziona in ogni caso con una persona singolare e non con uno schermo vuoto privo di qualsiasi struttura sul quale si proiettano tutti i propri sentimenti.
    Per fare un esempio banale se io parlo di qualcosa, non so magari di un film, un libro, o di un avvenimento che mi ha colpito e l'altro dimostra di conoscere quello di cui sto parlando si apre uno scenario molto diverso rispetto ad una situazione in cui l'altra persona non ne sa nulla.
    Sostituisci gli analisti e abbastanza spesso otterrai effetti ed emozioni diverse.
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-01-2009 alle ore 16.59.32

  11. #746
    danzante
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ho già preannunciato nella mia presentazione che non sono un'addetta ai lavori, nè con grandissime esperienze di psicoanalisi o altro, anzi, sono molto dura e scettica nei confronti di una schematizzazione teorica della complicata materia mentale.
    Così le mie considerazioni, forse, vi potranno sembrare ignoranti e aculturate e forse sarà vero...
    Comunque credo che per quanto riguarda il transfert non ha a che fare solo con il terapeuta a livello psichico, ma è il bisogno d'amore/affetto che nasce in qualsiasi rapporto in cui la persona predisposta si sente considerata e degna d'interesse.
    Io non sono mai andata da uno psicoterapeuta, ma vi possso confidare che da quando avevo 12 anni, ogni volta che avevo a che fare con una persona più adulta (o forse più saggia) confidavo in essa miliardi di speranze per un futuro affettivo (sempre ricco d'amore e privo di malizia): dall'insegnante di ginnastica per la schiena al professore he ti dice brava per un tema svolto, dal medico che ti opera salvandoti la vita e che si siede al capezzale per rassicurarti all'infermiera che ti fa compagnia fuori orario solo perchè le sei simpatica, fino al ginecologo, che esaltandoti come la mamma migliore del mondo ti fa sentire la più importante sulla faccia della terra.
    Ho capito questa mia debolezza e, prendendone atto, ho capito che ho bisogno e sempre ne avrò di parole a pagamento che nel mio cuore traduco in affetto mancante.
    Questa è la mia esperienza!
    Non so se sarà d'aiuto, ma sono sicura che ciò che chiamate "transfert" è una patologia dell'anima di chi ha bisogno d'amore e che si aggrappa a chiunque gli da un po' d'importanza.
    Come al solito... scusate l'intrusione!
    Danza

  12. #747
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Potrebbe forse trattarsi di quella flessibilità , caratteristica per me fondamentale di un buon analista?
    Ciao.
    Non so. Per come ne hai parlato finora, mi sembra di aver capito che tu intenda la flessibilità come una risposta al piano dinamico. Per me si può parlare di flessibilità volendo, ma l'intendo come capacità di essere contemporaneamente presente sul piano dinamico e su quello interpretativo.
    Insomma un cedere al desiderio, seppure sporadico, contrapposto ad una lettura del desiderio.
    gieko

  13. #748
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non so. Per come ne hai parlato finora, mi sembra di aver capito che tu intenda la flessibilità come una risposta al piano dinamico. Per me si può parlare di flessibilità volendo, ma l'intendo come capacità di essere contemporaneamente presente sul piano dinamico e su quello interpretativo.
    Insomma un cedere al desiderio, seppure sporadico, contrapposto ad una lettura del desiderio.

    Obiettivo dell'analista è mettere a disposizione la sua esperienza emozionale e mentale, conscia e inconscia, a cui il pz attinge per formare o trasformare il proprio sentire e far emergere man mano il suo transfert sommerso. Ma come leggere nel pensiero del terapeuta? La lettura del desiderio di cui parli è muta....?!
    Supponiamo che questo transfert assume connotati persecutori; poniamo il caso di un pz che si sente svalutato, sbagliato perchè sempre criticato dai genitori per tutto quello che faceva o pensava diverso da loro; egli vivrà lo spettro della non accettazione e dunque avrà estremo bisogno di conferme, di sentire l'analista come quell'oggetto buono da cui ricevere quella stima e fiducia e che gli sono mancate. Nell'attualità del rapporto analitico, ogni commento non condiviso o prematuro o inopportuno spezza la sintonia, provoca angoscia, mette in crisi il suo bisogno di credibilità e affettività e sopratutto lo riporterà tra le ombre di quel passato angoscioso non ancora elaborato. Percorso doloroso ma necessario, sano e produttivo, direte voi, ma quanta sofferenza scatena!
    Flessibilità, dunque, dedizione, disponibilità ad offrire, quando necessita, un contributo, una partecipazione emotiva che consentirà di costruire, di co-generare un campo analitico in cui il paziente sente di fare parte , di essere in contatto autenticamente con il mondo interiore dell'analista.
    Ciao
    FRANCESCA

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  14. #749
    Johnny
    Ospite non registrato

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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Sul fatto che ci si sarebbe potuti innamorare di qualsiasi analista beh, non capisco cosa tu voglia dire, come si fa a distinguere tra il vero amore ed un presunto falso amore? Sostituisci l'analista ed a parer mio non è detto che risulti più nemmeno simpatico ad un certo paziente, come fai a dire che certi sentimenti che prova una persona non dipendono anche dall'aspetto dell'analista, dal sesso o magari da altri fattori?

    (...)

    Sostituisci gli analisti e abbastanza spesso otterrai effetti ed emozioni diverse.
    appunto, è proprio questo il transfert: vai da un analista , che non conosci, e in base alla prima impressione ti è simpatico o antipatico! Il transfert è proprio ciò che hai descritto nel tuo post

    Ovviamente il transfert non è esclusivo della situazione analitica, poiché si attiva sempre e spontaneamente (Freud, 1905).
    Ultima modifica di Johnny : 03-01-2009 alle ore 21.58.33

  15. #750
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non so. Per come ne hai parlato finora, mi sembra di aver capito che tu intenda la flessibilità come una risposta al piano dinamico. Per me si può parlare di flessibilità volendo, ma l'intendo come capacità di essere contemporaneamente presente sul piano dinamico e su quello interpretativo.
    Insomma un cedere al desiderio, seppure sporadico, contrapposto ad una lettura del desiderio.
    Penso quasi che una risposta del genere potrebbe 'chiudere la discussione' perchè estremamente chiara e netta...anzi dirò di più: su queste parole si gioca il futuro di tutte quelle pratiche che in qualche modo, pur nella loro caratterizzazione, si dicono ''analitiche''. Questa è una massima da seguire ''sempre'' con la massima sensibilità! Questo dovrebbero capire tutti quelli che vanno a posare un misero fiore al presunto loculo della psicoanalisi: non si esce mai completamente dal desiderio finchè siamo uomini ma il 'cedere' ad esso in ''contesti importanti'' e al tempo stesso ''conservare'' lo sguardo lucido verso la totalità della vita che il 'sintomo' non può afferrare, rappresenta una sfida importante...ecco: ''cessione e lettura''...io anzi toglierei il termine ''contrapposto'' perchè esprime una volontà di potenza...direi piuttosto che la ''lettura'', di per se, fa sempre da contrappunto alla realtà del desiderio: il resto è clinica e processo analitico, quindi ''nebbia fitta''...

    Saluti,
    Luigi

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