• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 51 di 76 PrimoPrimo ... 41495051525361 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 751 fino 765 di 1128
  1. #751
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny
    appunto, è proprio questo il transfert: vai da un analista , che non conosci, e in base alla prima impressione ti è simpatico o antipatico! Il transfert è proprio ciò che hai descritto nel tuo post
    Ma possiamo passare anche alla seconda o la terza impressione, come si fa a distinguere tra una simpatia autentica ed una da transfert?
    Tutto quel che conosciamo e ci piace in fin dei conti dipende anche dalle nostre esperienze precedenti, mangiamo un gelato adesso ed il gusto ci sembra piacevole ad una prima impressione, un'altra volta magari lo riassaggiamo e non ci piace più, quand'è che abbiamo provato un gusto ed un piacere autentici? Prima ci sbagliavamo e dopo no?
    Secondo me in entrambi i casi abbiamo provato qualcosa di autentico nei confronti di quel gelato, non c'è modo di distinguere l'autentico dal non autentico quando si ha a che fare con queste cose, tutto quel che proviamo ora dipende da qualche forma di transfert... Anche l'"amore autentico" (quello che si vive al di fuori di ogni analisi) dipende in buona parte dalle esperienze precedenti.
    Io non ho capito come fate a tracciare una vera e propria distinzione tra emozioni e sentimenti da transfert e quelli non da transfert.
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-01-2009 alle ore 07.50.04

  2. #752
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma possiamo passare anche alla seconda o la terza impressione, come si fa a distinguere tra una simpatia autentica ed una da transfert?
    Tutto quel che conosciamo e ci piace in fin dei conti dipende anche dalle nostre esperienze precedenti, mangiamo un gelato adesso ed il gusto ci sembra piacevole ad una prima impressione, un'altra volta magari lo riassaggiamo e non ci piace più, quand'è che abbiamo provato un gusto ed un piacere autentici? Prima ci sbagliavamo e dopo no?
    Secondo me in entrambi i casi abbiamo provato qualcosa di autentico nei confronti di quel gelato, non c'è modo di distinguere l'autentico dal non autentico quando si ha a che fare con queste cose, tutto quel che proviamo ora dipende da qualche forma di transfert... Anche l'"amore autentico" (quello che si vive al di fuori di ogni analisi) dipende in buona parte dalle esperienze precedenti.
    Io non ho capito come fate a tracciare una vera e propria distinzione tra emozioni e sentimenti da transfert e quelli non da transfert.
    Su 'autenticità o meno' si potrebbe aprire una discussione intorno a ciò che viene definito ''identificazione proiettiva'': meccanismo arcaico,primitivo,istintuale che traccia precise mappe relazionali...
    Ci torno in seguito.

    Saluti,
    Luigi

  3. #753
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io non ho capito come fate a tracciare una vera e propria distinzione tra emozioni e sentimenti da transfert e quelli non da transfert.
    probabilmente gli unici "sentimenti" (per sentimenti intendo anche idee, affetti, sensazioni, ecc...) non influenzati dal transfert sono i primi che spertimentiamo nei primi tempi di vita verso le figure per noi importanti.
    Difatti, secondo la teoria psicoanalitica, sono questi ad essere trasferiti poi nel transfert.

    Sull'autenticità e sul discorso fatto da te....si tratta di una questione complessa, come dice Luigi84. Cmq non è in dubbio l'autenticità dei sentimenti provati (se prendiamo come punto di riferimento la sensazione soggettiva del pz, un odio di transfert è odio punto e stop, un amore di transfert è amore punto e stop).

    Comunque, per dirla in breve, la relazione analitica è sempre dovuta a un misto di transfert e presenza reale dell'analista
    Ultima modifica di Johnny : 04-01-2009 alle ore 12.39.15

  4. #754
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Obiettivo dell'analista è mettere a disposizione la sua esperienza emozionale e mentale, conscia e inconscia, a cui il pz attinge per formare o trasformare il proprio sentire e far emergere man mano il suo transfert sommerso.
    Sono un po' scettico su questa definizione degli obbiettivi dell'analisi, mi sembra che ci sia una sfumatura di dipendenza dall'analista che non mi vede d'accordo. Penso piuttosto che obbiettivo dell'analista sia interpretare (o come ironicamente diceva Winnicott "mi basta che il paziente non si addormenti!"): i processi trasformativi sono cosa del paziente, perchè sua è la vita e sue quindi le decisioni su che strade intraprendere. Chiaramente a fronte dell'attività interpretativa dell'analista, il paziente potrà fare scelte che prima non erano possibili, sperimentarsi, cogliere il permanere di soluzioni antiche accanto a quelle nuove...

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Ma come leggere nel pensiero del terapeuta? La lettura del desiderio di cui parli è muta....?!
    Ecco perchè non c'è bisogno di alcuna lettura del pensiero del terapeuta. Ciò che conta è la comunicazione intrepretativa che viene fatta, che è comunque portatrice del desiderio del terapeuta (è comunicazione di co-transfert in un'ottica relazionale) su cui il paziente può e deve eventualmente esprimersi. In questo senso l'interpretazione è lettura del desiderio del paziente e dell'analista (sebbene spesso silente), ovvero lettura del campo emotivo costruito insieme, effettuata mediante la possibilità che l'analista si dà di "portare un terzo sguardo" sulla relazione analitica.

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Supponiamo che questo transfert assume connotati persecutori; poniamo il caso di un pz che si sente svalutato, sbagliato perchè sempre criticato dai genitori per tutto quello che faceva o pensava diverso da loro; egli vivrà lo spettro della non accettazione e dunque avrà estremo bisogno di conferme, di sentire l'analista come quell'oggetto buono da cui ricevere quella stima e fiducia e che gli sono mancate. Nell'attualità del rapporto analitico, ogni commento non condiviso o prematuro o inopportuno spezza la sintonia, provoca angoscia, mette in crisi il suo bisogno di credibilità e affettività e sopratutto lo riporterà tra le ombre di quel passato angoscioso non ancora elaborato. Percorso doloroso ma necessario, sano e produttivo, direte voi, ma quanta sofferenza scatena!
    Ti cito un'immagine che ha usato Lewis Aron per rendere l'idea della dialettica che bisogna creare con il paziente ed il ruolo di ciò che chiama "terzo analitico" (tratto da Analytic Impasse and the Third, Int. J. Psychoanal. 2006, 87, 349-68). Aron immagina che la relazione analizzando ed analista si polarizzi su un'asse e si possa quindi raffigurare come un'altalena a due: da un lato il paziente spinge per elevare il suo desiderio ad assoluto, dall'altro - e come conseguenza l'altalena porta giù l'altro partecipante - l'analista interpreta cercando di "sgonfiare" il desiderio. Finchè si rimane bloccati in questa dinamica non c'è reale progresso: l'unico asse presente è quello del desiderio espresso tra paziente ed analista. E' necessario introdurre un terzo polo che permetta un ampliamento, la possibilità di prendere direzioni differenti, e ciò è possibile mediante una lettura dell'impasse relazionale che si è verificato.
    Venendo al tuo esempio, quindi, il paziente e l'analista rischiano di rimanere incastrati per sempre nella dinamica della richiesta-negazione di affetto che descrivi. Non si crea lo spazio necessario per cogliere ciò che sta accadendo nè tantomeno per creare possibilità di uscita dall'impasse: manca una reale dialettica, che implica il superamento della posizione in cui la coppia è attestata.

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Flessibilità, dunque, dedizione, disponibilità ad offrire, quando necessita, un contributo, una partecipazione emotiva che consentirà di costruire, di co-generare un campo analitico in cui il paziente sente di fare parte , di essere in contatto autenticamente con il mondo interiore dell'analista.
    E' per questo motivo che avevo inteso che flessibilità fosse un termine usato con accezzioni differenti. Per quanto mi riguarda la partecipazione emotiva è condizione necessaria ma non sufficiente al superamento dell'impasse che analizzando ed analista devono continuamente affrontare e per questo motivo non è il contatto con il mondo interiore dell'analista a permettere il processo terapeutico, quanto la possibilità di leggere ciò che genera l'incontro tra due mondi soggettuali.

    Saluti
    gieko

  5. #755
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    appunto, l'amore del pz verso l'analista è un sintomo.
    Quei sentimenti sono reali, ma fanno parte del transfert. Quindi quei sentimenti (che, ribadisco, sono sentimenti reali) il pz li avrebbe provati su qualunque figura sostituiva del presunto genitore dell'esempio.
    Se al posto di quell'analista, ci fosse stato un altro analista, grande, piccolo, magro, grasso, bello, brutto, coi baffi, con la barba, coi capelli lunghi, rasato, ecc...il pz avrebbe provato comunque quei sentimenti, perché sentimenti di transfert. Perciò non è vero "amore", ma un'illusione.

    Così come quei sentimenti sono stati provati dal pz durante la sua vita su tutte le fiugure sostitutive del genitore, (sempre per stare nell'esempio). Solo che stavolta, invece di agire il transfert, l'analista gli dà uno stop e viene elaborato.
    Caro johnny, la personalità, la soggettività dell’analista può favorire sicuramente il tipo di transfert, la sua trama e intensità, ma avrei su questo qualche riserva. Come si spiega che una donna eterosessuale, sposata, innamorata del marito, possa provare un potente transfert erotico verso la sua analista? E' diventata omosessuale? E una ragazza giovane e molto bella, essere travolta da una passione incontrollabile verso il suo analista ultracinquantenne, di aspetto sgradevole e metodi rudi e preistorici? Forse una remota somiglianza col padre può rafforzare il desiderio? Per lei nessun uomo può reggere il confronto, lo vede come un eroe nei cui confronti riversa una gratitudine ingiustificata e spreca i suoi anni migliori in questo invalidante desiderio irrealizzabile. E la terapia dura già da 4 anni. Ora io dico,uno psi corretto e sensibile, come può consentire una storia del genere? Non si rende conto che trasmette solo angoscia e che non è capace di gestire, analizzare, e contenere quel folle transfert? Perché non molla? Maliziosamente si può pensare che è fortemente coinvolto anche lui...
    L’obiettivo del paziente è diverso da quello dello psicologo. Spesso come nel caso di questa mia amica, il pz insiste capricciosamente, come un bambino, nel desiderio di un amore impossibile...
    Sempre molto semplicisticamente, paragono il transfert a qualunque rapporto di coppia: l’inizio è dirompente…farfalline nello stomaco, sogni ad ad occhi aperti. Vedi l’ogggetto del tuo amore perfetto….poi però un giorno cominci a scoprire dei difetti in quella persona, diventi più lucido e rimetti i piedi a terra: il momento magico è svanito e rimane la stima, l’affetto la complicità.
    Si cresce, si cambia, si matura, si ci rende conto che le favole non sono reali e che non tutte finiscono: e vissero felici e contenti...
    E allora se nella realtà avviene questo, come può accadere che una relazione terapeutica , vissuta così dolorosamente, non trova uno sbocco?
    Può il transfert essere più potente di un sentimento reale?
    Ciao.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #756
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    .....E' per questo motivo che avevo inteso che flessibilità fosse un termine usato con accezzioni differenti. Per quanto mi riguarda la partecipazione emotiva è condizione necessaria ma non sufficiente al superamento dell'impasse che analizzando ed analista devono continuamente affrontare e per questo motivo non è il contatto con il mondo interiore dell'analista a permettere il processo terapeutico, quanto la possibilità di leggere ciò che genera l'incontro tra due mondi soggettuali.

    Saluti
    Se vi allenate tanto, con analisi didattiche dispendiose e difficili, per non fare trasparire le vostre emozioni, e siete capaci di non alzare neanche un ciglio, anche dopo una rivelazione tipo tsunami... , come poi potete pretendere che il paziente possa intuire e leggere ciò che genera l'incontro tra due mondi soggettuali?
    Se siete consapevoli che è questo un possibile fattore curativo, mollatevi un pò!
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 04-01-2009 alle ore 13.12.12
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  7. #757
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Come si spiega che una donna eterosessuale, sposata, innamorata del marito, possa provare un potente transfert erotico verso la sua analista? E' diventata omosessuale?
    potrebbe essere, ad esempio, che, per la pz etero e sposata, l'analista donna rappresenti quello che lei stessa avrebbe voluto essere e dunque l'attrazione erotica sia una amore narcisistico, ad esempio


    E una ragazza giovane e molto bella, essere travolta da una passione incontrollabile verso il suo analista ultracinquantenne, di aspetto sgradevole e metodi rudi e preistorici? Forse una remota somiglianza col padre può rafforzare il desiderio?
    (...) E la terapia dura già da 4 anni. Ora io dico,uno psi corretto e sensibile, come può consentire una storia del genere?
    oppure potrebbe aver subito violenze da parte di un parente da piccola e quell'aspetto sgradevole e modi rudi dell'analista attivano i sentimenti provati in quel momento e, per effetto di un meccanismo di difesa detto "sessualizzazione", la paura si trasforma in attrazione erotica.

    Questi ovviamente sono solo esempi campati per aria, che però mettono in evidenza che non è semplice interpretare il transfert, e tirare conclusioni affrettate può compromettere il lavoro,...a volte servono anche più di 4 anni, perché ogni paziente ha i suoi tempi che l'analista deve rispettare.
    Ultima modifica di Johnny : 04-01-2009 alle ore 13.19.47

  8. #758
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Se siete consapevoli che è questo un possibile fattore curativo, mollatevi un pò!
    A furia di mollarci un po' siamo arrivati a pagina 51 e le questioni sono esattamente le stesse di pagina 1!! Come vedi, potremmo andare avanti all'infinito, un infinito giro a vuoto! Io, da buon lacaniano, ci dò un taglio! ;-)

    Saluti e buona domenica!
    ikaro

  9. #759
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny
    Sull'autenticità e sul discorso fatto da te....si tratta di una questione complessa, come dice Luigi84. Cmq non è in dubbio l'autenticità dei sentimenti provati (se prendiamo come punto di riferimento la sensazione soggettiva del pz, un odio di transfert è odio punto e stop, un amore di transfert è amore punto e stop).
    Beh ma alla fine dell'altro messaggio hai detto che l'amore da transfert non è un vero "amore" ma un'illusione...

    Citazione Originalmente inviato da Johnny
    Se al posto di quell'analista, ci fosse stato un altro analista, grande, piccolo, magro, grasso, bello, brutto, coi baffi, con la barba, coi capelli lunghi, rasato, ecc...il pz avrebbe provato comunque quei sentimenti, perché sentimenti di transfert. Perciò non è vero "amore", ma un'illusione.
    io però dico che se è un'illusione l'amore che si prova per l'analista come si fa poi ad individuare quello reale? E' un amore da transfert soltanto perché lo si prova nei confronti del proprio analista?
    Ora provo dei sentimenti nei confronti di qualcuno e magari posso non conoscere i motivi per cui provo questi sentimenti, ma in fin dei conti sono tutti reali, non si può tracciare alcuna linea che separa quelli veri da quelli illusori.
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-01-2009 alle ore 15.49.38

  10. #760
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    quel che intendevo dire è che dal punto di vista del soggetto il contenuto del transfert viene vissuto come se fosse reale, anzi per il soggetto "è" reale (il transfert non è "spostamento" solo di senitmenti, ma anche di affetti, idee, pensieri, ecc....). Però, se tu vedi una persona, e pensi che questa persona sia "cattiva", magari ti dà questa impressione perché inconsciamente ti ricorda tua madre che ti ha abbandonato da piccolo (e quindi non per caratteristiche proprie della persona che hai di fronte, ma per effetto del transfert), ma il soggetto non se ne rende conto, e crede che la persona sia realmente cattiva, e agisce di conseguenza, magari anche suscitando nell'Altro una reazione che conferma la sua percezione (le cosiddette "profezie che si autoavverano", però qui non siamo più nell'ambito della Psicoanalisi, ma della Psicologia sociale..il transfert infatti è un fenomeno che viene considerato anche in altri ambiti della psicologia, tipo il Cognitivismo, ovviamente interpretandolo in modo completamente diverso. In Psicoanalisi invece potremmo dire che il transfert è legato al Controtransfert e all'Identificazione proiettiva).
    Ultima modifica di Johnny : 04-01-2009 alle ore 16.11.50

  11. #761
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    A furia di mollarci un po' siamo arrivati a pagina 51 e le questioni sono esattamente le stesse di pagina 1!! Come vedi, potremmo andare avanti all'infinito, un infinito giro a vuoto! Io, da buon lacaniano, ci dò un taglio! ;-)

    Saluti e buona domenica!
    ikaro
    Mi sembra che proprio tu non ti sia mai molto mollato.
    In ogni caso su queste problematiche esistono vere enciclopedie di testi e articoli dei più autorevoli autori . L'argomento è attuale e molto interessante.
    Se ti sembra ti girare a vuoto liberissimo...faremo a meno dei tuoi interventi.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  12. #762
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Sono d'accordo con francesca che l'argomento è interessante e attuale. Però volevo precisare che un'analisi didattica non ha lo scopo di "allenarsi a non vivere le emozioni", e che non mi sembra che "non si alzi ciglio". Il punto non è questo, a mio parere. Non è partecipando o stupendosi o mollandosi che si ottiene qualcosa in più (magari, sarebbe chiedere troppo...). E' iniziando a rendere meno assoluto il desiderio che si possono aprire nuove prospettive fino a lì praticamente ignorate. Quindi rispondere al desiderio non è la strada, anche se questo a volte comporta fatica per entrambi...
    gieko

  13. #763
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sono d'accordo con francesca che l'argomento è interessante e attuale. Però volevo precisare che un'analisi didattica non ha lo scopo di "allenarsi a non vivere le emozioni", e che non mi sembra che "non si alzi ciglio". Il punto non è questo, a mio parere. Non è partecipando o stupendosi o mollandosi che si ottiene qualcosa in più (magari, sarebbe chiedere troppo...). E' iniziando a rendere meno assoluto il desiderio che si possono aprire nuove prospettive fino a lì praticamente ignorate. Quindi rispondere al desiderio non è la strada, anche se questo a volte comporta fatica per entrambi...
    Un bravo analista sa quale è la strada più corretta da seguire.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  14. #764
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Un bravo analista sa quale è la strada più corretta da seguire.
    Ciao
    Sì, però distinguerei tra la teoria e la tecnica (essendo quest'ultima che rende il "bravo analista" tale...). Dal punto di vista teorico è stato abbondantemente spiegato quello che deve essere il percorso, le modalità di svolgimento, e come ciò esuli dalla semplice rispondenza al desiderio del paziente. La teoria prevede che sia inutile soddisfare le richieste dinamiche, e i motivi mi sembrano altamente fondati. Bisogna uscire da una pseudo-dialettica che in realtà è irrigidita su due polarità di un unico desiderio. Bisogna fare in modo che venga introdotto uno spazio terzo.
    Poi siamo perfettamente d'accordo che nel far ciò ci sono analisti più o meno tecnicamente bravi, creativi, fino addirittura al colpo di genio di utilizzare situazioni apparentemente insignificanti. Ma questo è un altro discorso...

    Un saluto
    gieko

  15. #765
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
    Residenza
    Sicilia
    Messaggi
    1,509

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sì, però distinguerei tra la teoria e la tecnica (essendo quest'ultima che rende il "bravo analista" tale...). Dal punto di vista teorico è stato abbondantemente spiegato quello che deve essere il percorso, le modalità di svolgimento, e come ciò esuli dalla semplice rispondenza al desiderio del paziente. La teoria prevede che sia inutile soddisfare le richieste dinamiche, e i motivi mi sembrano altamente fondati. Bisogna uscire da una pseudo-dialettica che in realtà è irrigidita su due polarità di un unico desiderio. Bisogna fare in modo che venga introdotto uno spazio terzo.
    Poi siamo perfettamente d'accordo che nel far ciò ci sono analisti più o meno tecnicamente bravi, creativi, fino addirittura al colpo di genio di utilizzare situazioni apparentemente insignificanti. Ma questo è un altro discorso...

    Un saluto
    Credo che ormai tutti siamo dell'avviso che la figura dell'nalista specchio, che rimanda, asetticamente al paziente tutti i suoi vissuti trasferali è superata in quanto fonte di incomprensioni, resistenze e sfiducia. I fantasmi del passato non vengono vissuti come esperienze lontane ma attualizzate e cariche di significati trasferali. E' proprio tramite l'attualità, la veridicità dei propri sentimenti che si riesce ad analizzare insieme all'analista il proprio transfert.
    Solo se l'interpretazione è credibile, condivisa, reale, chiara, sincera si produce cambiamento: la storia della propria vita che si intreccia con la storia della propria analisi e dunque del transfert, viene avvertita in modo nuovo, diverso, più quieto. Quando l'analisi volge al termine il pz vede l'analista non più come un oggetto trasferale, ma come una persona reale con i suoi pregi e difetti, si emancipa e tutta l'energia, il potenenziale umano, prima investiti nel transfert, si incanalano in interessi e iniziative stimolanti, si trasferiscono nella vita reale, che sarà una vita sicuramente migliore.
    Arduo il compito dell'analista che deve accompagnare per anni il paziente in questo percorso in cui, a mio avviso la teoria non deve essere mai applicata rigidamente ma adattata caso per caso, ma ancora piu essenziale come dici tu, la tecnica, l'intuito, la sensibilità.
    Sicuramente più arduo il compito del paziente a cui, da una parte si chiede di rivivere episodi anche traumatici del suo passato, di abbadonarsi in quei ricordi, dall'altra di prenderne le distanze, di non aderire ingenuamente ad una realtà di emozioni e sentimenti di transfert che quei fatti sollecitano.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

Pagina 51 di 76 PrimoPrimo ... 41495051525361 ... UltimoUltimo

Privacy Policy