...posso? ....mi piacerebbe sapere il mio cosa dovrebbe rappresentare secondo voi.
Io l'ho scelto per un motivo particolare, sarei curiosa di sapere se, più o meno, coincide.
grazie!
...posso? ....mi piacerebbe sapere il mio cosa dovrebbe rappresentare secondo voi.
Io l'ho scelto per un motivo particolare, sarei curiosa di sapere se, più o meno, coincide.
grazie!
il mio blog http://liberalamente-veronika.blogspot.com/
Ciao, Veronik@, se ho bene inteso (mi dirai, poi, se ho capito male), l'immagine del tuo avatar dovrebbe essere una tela con sopra disegnata una rosa bianca con striature rosse di sangue, su di uno sfondo rosso scuro.
Non posso, ovviamente, indovinare i significati che tu vuoi attribuire a questo insieme di simboli, né quelli a cui pensava l'artista che li ha disegnati; posso solo trasmetterti alcune risonanze che l'immagine ha suscitato in me.
I vissuti che mi comunica possono essere riferibili agli aspetti, per così dire, di “contraddittorietà” implicati nell'esistenza di ogni essere umano.
Mi pare che il simbolo racchiuda in se, per come è costruito, una serie di opposti: l'innocenza e la purezza (la rosa bianca) e l'aspetto tragico e “demoniaco” della vita (le macchie di sangue e lo sfondo rosso scuro); la bellezza e la contaminazione; l'ideale e la tragicità; il sogno e la realtà.
Sembrerebbe, inoltre, trasmettere l'idea che la “contraddizione” non è da intendere come esterna al soggetto; è intrinseca ad ogni aspetto dell'esistenza: la bellezza di ogni nostra azione, di ogni situazione che viviamo trasuda contraddizione (cela ansia, tormento, problematicità, tragicità...), proprio come la rosa che trasuda sangue.
In termini simbolici generali, la rosa rappresenta la perfezione della bellezza; il bianco la totalità.
La rosa bianca rappresenta la tensione a vivere la bellezza e la perfezione in ogni aspetto della vita.
Il sangue rappresenta l'energia vitale. Il sangue che sgorga da una ferita e viene disperso implica una perdita, una dispersione, appunto, di energia vitale.
Se, poi, la ferita è autoinferta, è possibile che si ci trovi di fronte ad un carico di energia che non è in grado di trovare una propria finalizzazione e, quindi, può esprimersi solo disperdendosi.
Nella “rosa” del tuo avatar, io percepisco una forte tensione a vivere la totalità della bellezza, in ogni aspetto della vita, ma, insieme, forse per mancanza di direzione (?), la difficoltà ad incanalare creativamente tale tensione, cosicché l'energia che la sostiene tende a disperdersi, come il sangue, che sgorga da una ferita, disperde l'energia vitale di una persona (alleviando, nel contempo, in qualche modo, la pena. Sto pensando al “salasso”, considerato, qualche secolo fa, il rimedio principe di tutti gli eccessi energetici).
Anche lo sfondo rosso scuro sembra rimandare ad una forma di intensità emotiva e passionale (rosso) che non trova sbocchi di espressione limpida (tonalità scura e torbida).
Il tutto a me richiama un misto di desiderio e di dolore, di volontà di espressione e di impotenza, di preghiera e di ripiegamento nel proprio dolore, di angelico e di demoniaco, di sublime e di tragico.
Mi fa pensare ad un'esistenza che si dibatte nelle contraddizioni, essendo tentata da direzioni diverse (non sempre collimanti fra loro), senza scegliere una strada definita (perché avvertita come limitante?).
L'immagine, infine, mi fa venire in mente una bella poesia di Montale, il mio poeta preferito:
“Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace – uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguito il solco d'un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.”
(da “Mediterraneo”)
Quello che ho sopra riportato, ovviamente, sono solo mie risonanze interiori.
Il significato personale, puntuale, ai simboli puoi darlo solo tu che li hai scelti.![]()
mamma mia hermes, sei un mostro!
complimenti
Io creo sogni, voi li uccidete
-----------------------
Si davvero ho pensato più o meno la stessa cosa ma visto che lo scrive peste te lo volgio dire anch'io
davvero interessanti le tue interpretazioni!!!
Poi c'ho giusto 2 avatar nuovi
beh uno se ci prendi sei un mago (quello qui su ops)
![]()
Ultima modifica di Arte1misia : 12-01-2009 alle ore 23.29.24
Grazie, Arte1misia e grazie anche a Peste.
Così, di getto, senza pensarci troppo, mi pare ci possano essere almeno tre buoni motivi per scegliere, come avatar, l'immagine di un suricato (l'immagine da te scelta è molto bella, fra l'altro).
In primo luogo, il suricato è un animale molto socievole e collaborativo. La collaborazione, nelle famiglie di suricati, si esprime in molti modi, ma soprattutto nella cura dei piccoli, per la quale prevedono anche una specie di istituto di baby-sitteraggio (concretamente realizzato da alcuni soggetti anziani o da femmine non dominanti), quando i genitori sono impegnati nel procurare il cibo.
In secondo luogo, il suricato, a dispetto dell'apparenza un po' buffa, è un animale molto simpatico.
Ma, soprattutto (ed è il terzo motivo), il suricato è un animale molto tenace, che non si scoraggia facilmente di fronte alle avversità. Anzi, quando qualcosa non va per il verso giusto, ripropone la propria attività in termini e modalità diverse (anche, materialmente, riscavando, ad esempio, altrove la propria tana).
Non è proprio un caso, credo, che, nel Re Leone, sia proprio il suricato Timon a impersonare lo spirito dell'hakuna matata, la filosofia di vita, positiva, per cui si va avanti con ottimismo, in qualunque situazione, non lasciandosi troppo condizionare dalle esperienze negative del passato.
Quello che mi è venuto in mente ha a che fare qualcosa con i motivi per cui hai scelto questo avatar?
Ultima modifica di Hermes Ankh : 12-01-2009 alle ore 19.42.49
ciao hermes, sono un pò curiosa, saresti così gentile da analizzare il mio avatar, senza fretta eh!!!grazie
"chi la dura la vince"
"non c'è niente di più comune che il desiderio di essere importanti"
"la vita è come una battaglia navale...oggi ci sei...domani effe otto"
Ciao, sportgirl, provo subito a scriverti le mie risonanze immediate, senza stare a rifletterci troppo (altrimenti chissà quando ti rispondo...).
Potrei cavarmela dicendo: l'avatar spiega con un'immagine inequivocabile quello che dice l'username che hai scelto, cioè l'amore per lo sport. Però non sarebbe onesto.
Vengo, quindi, a ragionare sui simboli (i palloni), il colore (arancio) e la forma dominante (la forma sferica).
La forma sferica e il colore arancio parlano della presenza di una forte carica energetica.
Questa carica energetica (sfere) dovrebbe spingerti a concepire la vita come un continuo miglioramento di te e delle tue prestazioni (arancio).
Inoltre, dovrebbe portarti ad espanderti all'esterno, nelle relazioni, fino anche a sostenere, in compagnia, la funzione di polo aggregante. Immagino che questa energia possa, in generale, essere percepita dagli altri come carattere solare ed aperto.
L'altro versante della simbologia (la parte oscura, l'ombra, se vuoi) è che, quando l'energia non può essere finalizzata, non trova sbocchi concreti, è possibile che tu ti abbandoni a momenti di chiusura in te stessa e, forse, di microdepressione, in cui sembra che quello che sta fuori di te non abbia alcuna importanza (a differenza di quello che, normalmente, invece, dovrebbe capitarti).
Vengo, ora, alla simbologia delle palle (dei palloni).
In primo luogo, il simbolo della palla parla di una concezione della vita come "gioco".
Gioco, in termini non banali, ha a che fare con la capacità di conseguire obiettivi, di realizzare mete, e di utilizzare, a tale scopo, strategie adeguate. L'interesse per le strategie e per le tattiche dovrebbe essere un aspetto importante del tuo modo di porti nelle situazioni della vita. Così come l'esigenza di avere mete verso cui dirigere la tua forte carica energetica.
Ma "gioco", ovviamente, vuol dire anche ricercare il divertimento, l'aspetto umoristico delle situazioni in cui si è implicati. La capacità di individuare gli aspetti divertenti dell'esistenza non dovrebbe esserti estraneo.
Per la controparte "ombra", vale quello detto sopra.
In particolare, quello che, forse, potrebbe preoccuparti (e darti fastidio) è che la forte energia che ti caratterizza possa essere guidata dagli altri (proprio come il pallone che viene "giocato" e tirato in tutte le direzioni).
Per questo, forse, anche se appari (e dovresti essere) molto estroversa, è ipotizzabile che le questioni per te importanti tu non le esterni facilmente, le tenga dentro e sii, comunque, restia a darle in pasto in situazioni pubbliche.
Da ultimo, il bisogno di esprimere, in maniera canalizzata, la forte energia che ti caratterizza, ti dovrebbe portare anche alla necessità di avere dei momenti di solitudine, in cui stare da sola con te stessa, a rigenerarti.
Queste sono le risonanze che mi suscita il tuo avatar (al di là del significato scontato di amore dello sport).![]()
Ultima modifica di Hermes Ankh : 12-01-2009 alle ore 19.38.32
Ultima modifica di Arte1misia : 12-01-2009 alle ore 23.31.02
Ultima modifica di Hermes Ankh : 13-01-2009 alle ore 01.41.17
Grazie Hermes è sempre bello leggerti
ricambio la poesia di Jimenez con una Szymborska
e un po' di emozione
UN INCONTRO INATTESO
Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.
Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.
Ci fermiamo a meta' della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.
Wislawa Szymborska
il mio blog http://liberalamente-veronika.blogspot.com/
Salve Hermes, sotto consiglio di un amico ho deciso di iscrivermi e sono particolarmente interessata alla tua analisi dell'avatar che noto incredibilmente chiara e precisa. Mi piacerebbe che potessi analizzare anche il mio se possibile, ringrazio per la disponibilità sin da ora. Saluti.
Vanessa
hermes stupefacentesei un grande
e ancora grazie
![]()
"chi la dura la vince"
"non c'è niente di più comune che il desiderio di essere importanti"
"la vita è come una battaglia navale...oggi ci sei...domani effe otto"
Ciao, Vanessa, non è una cosa semplice leggere l'avatar che hai scelto (anche se è una sfida interessante). In primo luogo, perché (come per molte altre opere - in genere fotografiche o digitali - che si collocano nell'ambito di quella che qualcuno chiama DeviantART) la volontà di trasgressione che la permea corre il rischio di mascherare le istanze profonde che ne hanno, forse, motivato la produzione.
In secondo luogo, perché l'intento trasgressivo e provocatorio corre il rischio di fare scattare, in maniera automatica, anche in chi vuole porsi, programmaticamente, in ascolto “neutrale”, una reazione di chiusura, se non un atteggiamento pregiudizievole.
Provo, comunque, a mettere per iscritto alcune risonanze e ti posto alcuni rimandi.
Se ho ben compreso, dovrebbe trattarsi di una scena che rappresenta una specie di rapporto sessuale fra due soggetti identificabili, in termini generici, come “zombie”.
Su di uno sfondo nero, in specifico, giace una figura femminile, dai tratti zombie, in posizione cadaverica, con sangue rappreso, sia a livello della bocca, sia a livello della testa.
Sopra di lei, una seconda figura, pure questa con tratti zombie, che sembra atteggiarsi in maniera meccanica, priva di passione, e che presenta, in modo speculare alla prima, macchie di sangue rappreso, nella fronte e a livello della bocca.
L'immagine, sicuramente non molto gradevole alla vista, può rinviare a contesti interpretativi diversi.
Alcuni non li prendo neppure in considerazione.
Non prendo in considerazione, in particolare, l'ipotesi di un contesto di necrofilia, che avrebbe, in ogni caso, bisogno, più che di un'interpretazione simbolica, di un intervento terapeutico ad hoc.
Non prendo in considerazione neppure l'ipotesi di un contesto caratterizzato dalla pura forma della provocazione (l'immagine trasgressiva a fini di provocazione) perché, in questo caso, bisognerebbe avventurarsi in un'analisi soggettiva delle motivazioni, che esula dalle possibilità consentite da un forum come questo.
Esclusi questi due contesti, rimangono, secondo me, altre tre principali ipotesi interpretative (che, volendo, potrebbero essere ridotte a due, unificando la seconda e la terza):
- un'interpretazione di tipo “rituale”;
- un'interpretazione di tipo metaforico (o anche allegorico);
- un'interpretazione strettamente simbolica.
- Per quanto riguarda l'ipotesi di interpretazione rituale, basta qui ricordare che diversi “rituali” (non solo a sfondo satanico, ma anche rituali di iniziazione a sette con caratteristiche più o meno esoteriche) prevedono la messa in scena di situazioni di possessione sessuale (o, addirittura, di stupro) di persone (di solito donne), rese prima prive di consapevolezza con droghe, sulle quali vengono agite, di solito in termini di rappresentazione “rituale”, prima dell'atto sessuale vero e proprio, sevizie, che giungono fino a mimare l'omicidio rituale.
Non credo, in ogni caso, che questo 3d sia il luogo adatto per approfondire interpretazioni di questo tipo.
- L'ipotesi metaforica (o allegorica) è, sicuramente, un'ipotesi interpretativa interessante.
Può essere, a mio parere, sviluppata in almeno due diverse direzioni.
In una prima direzione, l'immagine dell'avatar può essere intesa come raffigurazione metaforica della zona “ombra” dell'essere umano. Quella zona che non siamo disposti, spesso, ad ammettere neppure a noi stessi. E che, in ogni caso, le regole della cultura definiscono come innominabile.
Nella misura in cui, però, la zona ombra (l'angelo nero?) viene rimossa e non riconosciuta come parte di sé, tende ad emergere in forme estreme e provocatorie, a volte destabilizzanti l'equilibrio stesso di una persona.
In questa ipotesi interpretativa, il messaggio dell'avatar sarebbe, chiaramente, quello dell'esigenza di un riconoscimento di tale dimensione ombra e dell'attivazione di un processo di integrazione che la trasformi, da zona di trasgressione, in occasione di sviluppo della complessità di una persona, nei suoi diversi aspetti.
Da un altro punto di vista, l'immagine dell'avatar può essere anche intesa come allegoria di una vita (sociale) priva di senso, di una vita “non vita”, proprio come quella di uno zombie.
Lo zombie è un essere umano al quale è stata sottratta una parte di anima (nei riti della religione Vudu, ad esempio, si parla di “piccolo angelo guardiano”, una parte dell'anima che può essere posseduta o rubata, con conseguenze drammatiche sulla volontà e sull'insieme della personalità dell'individuo che diviene una specie di morto vivente, in balia del volere di chi ne possiede l'anima).
Privato dell'anima, lo zombie vive la sua vita in maniera meccanica, priva di passione.
Anche l'accoppiamento sessuale (massima espressione di vitalità e di forza creativa) perde il valore di condivisione fra persone ed assume quello di un mero scambio meccanico.
Allegoria di un mondo di relazioni dove la persona è oggetto e in cui non vi è spazio per i sentimenti.
- L'interpretazione simbolica in senso stretto può emergere da una lettura puntuale, per così dire “oggettiva”, degli elementi simbolici dell'immagine dell'avatar.
Lo “zombie”, come ho detto sopra, rappresenta, simbolicamente, una persona che, avendo perso l'anima, si muove nella vita senza passione, senza sentimenti e senza senso.
Vive le cose meccanicamente. Si lascia “accadere”.
Una persona in questo stato può essere facilmente oggetto di dominazione mentale da parte di altri o di ideologie. O può facilmente soggiacere a forme di dipendenza (droghe, etc.).
Incarna quello che Freud ha chiamato “istinto di morte”, come tendenza alla reificazione, alla pietrificazione dell'energia vitale.
Il “sangue” rappresenta la vita, la vitalità, l'energia.
Il sangue, nell'immagine dell'avatar, è sangue rappreso.
La persona inerme, supina come un cadavere, può essere una persona resa inerme da forme di violenza subita, oppure può essere una persona che si è aiutoinferta le ferite.
Nel primo caso, si tratta di energia vitale che viene “gelata” per ridurre la persona ad oggetto manipolabile.
Nel secondo caso, il sangue uscito e rappreso è energia vitale che, non trovando una sua finalizzazione significativa, si disperde.
In entrambi i casi, i punti in cui il sangue esce e si rapprende sono la zona della bocca e la fronte.
La fronte sanguinante, squarciata da una violenza esterna, raffigura la dominazione mentale. La fronte sanguinante, per una ferita autoinferta, ha a che fare con l'esplosione derivante da un insopportabile eccesso di pensieri (di domande, di interrogativi senza risposta?).
La bocca dilaniata dalla violenza esterna rimanda al significato di “chiudere” la bocca dell'altro, per poterlo meglio dominare; la bocca dilaniata dalla violenza autoinferta ha a che fare con l'impossibilità di esprimere i propri sentimenti profondi e con l'angoscia dell'essere che spinge al rifiuto della vita che vita non è.
Nell'immagine dell'avatar, anche la persona che giace sopra il cadavere sembra, a sua volta, priva di anima.
Sembra muoversi meccanicamente, senza vita.
Pure lei, forse, è una vita rubata.
Quali conclusioni si possono trarre, in termini generali?
Da un punto di vista simbolico, l'avatar raffigura una dispersione di energia vitale, forse legata ad una perdita di finalizzazione (di senso), che porta a vivere senza emozioni e senza sentimenti, in maniera meccanica, senza anima. Con il rischio di lasciarsi dirigere dalle situazioni della vita, senza averne il controllo.
L'immagine, però, come ho rilevato in precedenza, potrebbe anche essere letta come l'emersione, proiettata fuori di sé e reificata, della parte ombra, rimossa, della propria persona.
L'ombra, se non integrata, spinge verso la distruzione dell'intera persona.
Letto da questo punto di vista, il macabro avatar si trasforma in una muta preghiera.
In una preghiera che si può intravedere negli occhi tristemente interrogativi degli zombie: l'invocazione di un “quid” che possa dare vita a gesti senz'anima, aprendoli ad una prospettiva di senso.
Qui mi fermo. Non traggo conclusioni relative al caso particolare.
Ho postato esclusivamente risonanze, senza alcuna pretesa di dire alcunché circa il carattere o le intenzioni di chi ha scelto l'avatar.
Se qualcosa ti puo essere utile, in quello che mi è venuto spontaneo scrivere, ne sono felice. Altrimenti, "no matter".![]()
Ultima modifica di Hermes Ankh : 14-01-2009 alle ore 20.51.27
Caro Hermes, Ringrazio immensamente per aver posto attenzione alla mia richiesta e per aver espresso le tue risonanze in merito al mio avatar. Ti porgo i miei più sinceri complimenti poichè (escludendo il caso necrofilo fortunatamente...) moltissimi passaggi descrivono alla perfezione un mio vissuto e un mio stato mentale attuale.. ringrazio inoltre per non aver avuto un atteggiamento pregiudichevole e per aver risposto così celermente. Mi complimento ancora! Grazie infinite.
Vanessa