Erica![]()
certe professioni, in teoria, dovrebbero essere governate da una buona dose di Etica Professionale più che dalla fame di pazienti.
Ad un cliente che ha avuto 3 attacchi di panico ed esprime il desiderio di lavorare su questo, preferirei offrire una terapia realtivamente breve e mirata (CBT o strategica) prima di imbarcarmi in una lunga terapia di indirizzo psicodinamico.
Il paziente va rispettato e tenuto in alta considerazione: cosa vuole? su cosa vuole lavorare? quali sono le sue risorse? quello che posso offrirgli si addice alle sue esigenze e richieste?
Altrimenti finiamo per concepirlo come un povero stupido che deve solo fidarsi dell'esperto (terapeuta) e accettare quanto gli offriamo a priori.
E se si tratta di terapeuti con lo stesso indirizzo: abbiamo abbastanza tempo per il paziente? gli orari in cui abbiamo appuntamenti liberi coincidono con quelli del paziente? abbiamo dubbi che un collega potrebbe offrire di più di quello che possiamo offrire noi in questo momento?
Ultima modifica di Axamer Ibk : 13-01-2009 alle ore 09.08.04
io non penso che millelune abbia voluto dire che tutto possa essere spiegato sotto un'ottica fisiologica... Penso che chiunque sia di questo mestiere non possa ragionare esclusivamente così.
Vero è d'altro canto che non si può ignorarare anche l'aspetto neurofisologico,e la chimica di tutti i processi che avvengono nel nostro cervello. In fin dei conti noi,le nostre azioni,le nostre percezioni sono governate dal cervello(in tutte le sue componenti). E secondo me si dovrebbe porre più attenzioni all'ambiente,a come fattori sociali provochini modificazioni e squilibri chimici all'interno del nostro organismo(o per meglio dire all'interno dei circuiti neuronali). Non ci scordiamo che il SN è plastico ed è proprio in virtù di questa sua peculiarità che possono agire forme di psicoterapia senza l'uso dei farmaci
Nel lavoro psicoterapeutico di queste modificazioni non ce ne facciamo proprio nulla, hanno più che altro un interesse per la ricerca, non per la clinica. Non è in virtù della plasticità del SN che la parola ha degli effetti, ma in virtù delle significazioni che si producono e che non sono riducibili al solo livello neurofisiologico.Vero è d'altro canto che non si può ignorarare anche l'aspetto neurofisologico,e la chimica di tutti i processi che avvengono nel nostro cervello. In fin dei conti noi,le nostre azioni,le nostre percezioni sono governate dal cervello(in tutte le sue componenti). E secondo me si dovrebbe porre più attenzioni all'ambiente,a come fattori sociali provochini modificazioni e squilibri chimici all'interno del nostro organismo(o per meglio dire all'interno dei circuiti neuronali). Non ci scordiamo che il SN è plastico ed è proprio in virtù di questa sua peculiarità che possono agire forme di psicoterapia senza l'uso dei farmaci
Saluti,
ikaro
può darsi che:
a) le modificazioni a livello neuronale producano l'insight e il cambiamento in psicoterapia.
b) l'insight e la significazione in psicoterapia produce le modificazioni a livello neuronale.
Qual è l'affermazione vera? Dipende dai punti vista, sono vere entrambe. Affermare una ed escludere l'altra è una limitazione, poiché l'esere umano può essere letto sotto vari livelli (sociale, familiare, intrapsichico, interpersonale, bio-chimico)
Ultima modifica di Johnny : 13-01-2009 alle ore 12.32.27
Appunto, secondo me è una questione malposta fin dall'inizio, in ogni caso come psicoterapeuti non siamo chiamati ad occuparci delle modificazioni neuronali perchè non ci portano da nessuna parte (oltre al fatto che, non so voi, ma io non saprei nemmeno come osservarle...). Voglio dire, se emerge un ricordo in seduta quello che conta è la significazione che il soggetto ne dà, non il circuito neuronale che vi è sotteso.può darsi che:
a) le modificazioni a livello neuronale producano l'insight e il cambiamento in psicoterapia.
b) l'insight e la significazione in psicoterapia produce le modificazioni a livello neuronale.
Qual è l'affermazione vera? Dipende dai punti vista, sono vere entrambe. Affermare una ed escludere l'altra è una limitazione, poiché l'esere umano può essere letto sotto vari livelli (sociale, familiare, intrapsichico, interpersonale, bio-chimico)
Saluti,
ikaro
Certo dei circuiti neuronali in quanto terapeuti non ce ne facciamo nulla...Poi dipende sempre dalle conoscenze e attitudini di ognuno di noi. A me per esempio interessanoe sono convinto che si debba sempre andare più in fondo. Ora non ti sto dicendo che se mi viene una paziente anoressica io devo ricercare quell'area cerebrale che non funziona, ma il capire il processo che ha portato a questo disturbo, l'influenza ambientale che ha portato a questo evento e soprattutto capire al livello cerebrale cosa è diverso(ripsetto a prima,a quando non era considerata anoressica)...potrebbe essere interessante.(un giusto mix tra psicologia e neurobiologia, non si dovrebbero escludere nessuna di queste variabili, secondo me)
Sarebbe stupido uno psichiatra che riconducesse il tutto ad un livello prettamente neurologico. Lui sa benissimo che oltre tale livello c'è anche quello psichico ed ha la capacità di integrarli entrambi.....come dire è una professione completa!!![]()
Ultima modifica di Johnny : 13-01-2009 alle ore 13.18.12
lo psichiatra può effettivamente vedere da cosa dipende cosa.....una volta stabilito che le cause sono ambientali può offrire all'utente una psicoterapia senza l'uso di farmaci.....
sai qual è il punto?io lo vedo, ho molti amici che stanno facendo medicina e altri già medici. Quando fai psichiatria sei già un medico e ciò significa che sei già formato,che hai acquisito in 6 anni una determinta impostazone. L'impostazione che acquisisci in medicina è diversa da quella che ottieni in psicologia(ovviamente). Un corso di laurea in medicina è quasi esclusivamente deterministico(ad una causa corrisponde un effetto). In un corso di laurea in psicologia si prendono in considerazioni altre variabli(vedi per esempio l'influenza sociale). Ti faccio un esempio pratico.
Ieri parlavo con un amico 16 anni e da 3 giorni si è lasciato con la morosa(lei gli ha messo le corna). Lui è a pezzi(ovviamente) e da 3 giorni mangia poco e niente. La mamma preoccupata(senza saperne il motivo)lo porta da uno psichiatra. Colloquio di 20 minuti e il ragazzo esce con la prescrizione di un antidepressivo. Ora io non discuto dei metodi di questo psichiatra(che ne sa più di me)però se un ragazzo a 16anni si lascia con la tipa e dopo 3 giorni tu gli sommininistri un antidepressivo..bè secondo me qualcosa non quadra.
Poi le mele marce ci sono in ogni campo...
il punto è che per quanto riguarda la psicopatologia, diversamente dalla patologie mediche, non bisogna cercare le cause, ma i significati.
Mi spiego meglio: nel modello medico si ragiona in termini causa-effetto (X=causa, Y=effetto, perciò basta modificare X per ottenere conseguenze in Y, e questa modificazione di X è ottenuta tramite l'utilizzo di farmaci, poiché la causa è di origine organica).
Invece, poiché l'essere umano è un Soggetto che agisce pianificando e attribuendo significati ai propri atti (=paradigma antropomorfico), bisogna comprendere il significato che per il soggetto ha quel determinato sintomo (ad esempio l'anoressica non mangia perché prova un senso di onnipotenza controllando il cibo e in questo modo realizza sé stessa). Non è una causa organica a produrre il comportamento "non mangiare", ma il significato che il soggetto gli attribuisce. Ovviamente questo modo di vedere le cose vale per tutte le patologie psichiche