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Discussione: psicologo psichiatra

  1. #196
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Non si può concepire un ripristino ad una situazione iniziale in un essere vivente, che ha caratteristiche di complessità, di attività auto ed etero organizzanti che rendono semplicemente impossibile tornare nella stessa condizione ad un momento x del passato. Ecco cosa è paradossale in una visione non ortopedica o meccanicistica.
    gieko

  2. #197
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    ok....e come lo chiameresti il caso dell'anoressica che torna a mangiare(per farla breve)?

  3. #198
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Trasformazione della struttura sottesa al sintomo.
    gieko

  4. #199
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Questa ragazza prima non era anoressica, lo è diventata in seguito a degli eventi......nel corso della sua vita. Se guardi un attimo al solo risultato.....non lo definiresti un ripristino(in effetti la ragazza torna alla vita normale che conduceva prima)!

  5. #200
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Tale risultato può essere raggiunto da uno psichiatra tranquillamente senza l'uso di farmaci!

  6. #201
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Questa ragazza prima non era anoressica, lo è diventata in seguito a degli eventi......nel corso della sua vita. Se guardi un attimo al solo risultato.....non lo definiresti un ripristino(in effetti la ragazza torna alla vita normale che conduceva prima)!
    non è un ripristino della situazione iniziale, perché se la ragazza dopo ricomincia a mangiare lo fa con un'altra coscienza.
    Anche la ruota bucata e rappezzata (per restare nel tuo esempio precedente) non è più quella di prima, è impossibile, è "rappezzata", appunto. E difatti chi guarisce dall'anoressia comunque mantiene una certa ossessività e meticolosità verso il cibo, pur essendo guarito dall'anoressia.

    E poi, chi stabilisce quel è la "vita normale"? Chi ha il potere di stabilire cosa è normale per me, per te?
    E' proprio questa una delle critiche al modello medico: se può essere "normale" che il fegato funzioni in un certo modo, che lo stomaco funzioni in un certo modo, ecc...quando si parla di "psicopatologia", in cui la patologia non è scissa dalla persona, ma anzi riguarda il "modo di essere" della persona stessa, chi può permettersi di giudicare e stabilire cos'è "giusto" o "sbagliato", "normale" o "anormale"? Tutto ciò implica un giudizio di valore che è pericoloso e che in passato ha fatto danno (vedi i vecchi manicomi ad esempio, o lo sterminio di disabili e malati mentali nel nazismo, in nome di una "deviazione dalla norma da correggere").


    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Tale risultato può essere raggiunto da uno psichiatra tranquillamente senza l'uso di farmaci!
    allora, non è l'uso o meno dei farmaci che differenzia l'operato di uno psichiatra da uno psicoterapeuta (ad esempio, ad indirizzo sistemico relazionale, piuttosto che cognitivista, o psicoconalista, ecc...).
    L'uso dei farmaci è la conseguenza diretta di una certa visione del Soggetto e del sintomo.
    Ogni modello teorico ha una propria visione del funzionamento dell'essere umano, della genesi della psicopatologia, e quindi del modo di trattare questa patologia.
    Lo psichiatria (medico+psichiatria) adotta il modello medico, che è quello che ha descritto bene Ikaro. Al di là del fatto che dia o non dia farmaci. Potrebbe decidere di non prescrivere farmaci ad un paziente in un certo momento, ad esempio ma ciò non toglie che la teoria di riferimento sia comunque quella.

    PS: Non c'è niente di male nel prescrivere farmaci per alleviare i sintomo all'inizio di una psicoterapia, anzi a volte è necessario. Ovviamente quel che si contesta è l'impostazione teorica del modello medico (modello-scarto dal modello) applicata alla psicopatologia e tutto ciò che questo comporta.
    Ultima modifica di Johnny : 14-01-2009 alle ore 12.32.21

  7. #202
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Troppo semplice così, purtroppo il discorso non regge proprio perchè parliamo di persone, di sistemi viventi. La complessità è quindi ineliminabile. Guardare alla semplice presenza del sintomo non dice molto, anche perchè a ben vedere l'asintomaticità della condizione pre e post malattia sarà differente (il sistema-persona si sarà evoluto nel tempo, insieme all'ambiente circostante). Non solo: il sintomo è stato creato in base ad una struttura organizzativa della data paziente.
    Il problema della formazione in psichiatria e del modello medico è che molto spesso questa considerazione non viene fatta: si ragiona ancora in base all'assunto medico per cui il sintomo non ha alcun significato, nè rilevanza strutturale, e che quindi è possibile eliminarlo con farmaci o "quattro chiacchere" senza intervenire con un lavoro sulla struttura appunto. Appunto come cambiare la gomma dal meccanico. Peccato che in questo caso è ineludibile il fatto che l'essere umano non è una macchina...
    gieko

  8. #203
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Non è detto che se sparisce il sintomo ci sia stato un intervento sulla struttura sottesa, anzi spesso il sintomo può sparire temporaneamente e ritornare in altre forme. A volte invece, quando il sintomo mascherava una struttura psicotica latente, l'eminazione radicale del sintomo può portare ad uno scatenamento della psicosi, non è infrequente nella clinica, anzi.

    Saluti,
    ikaro

  9. #204
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Sì ikaro, sono d'accordo, ma per non complicare troppo le cose inizierei a proporre il punto di vista per cui il sintomo è collegato ad una struttura.
    gieko

  10. #205
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Sì ikaro, sono d'accordo, ma per non complicare troppo le cose inizierei a proporre il punto di vista per cui il sintomo è collegato ad una struttura.
    Lo so che sei d'accordo, infatti scrivevo per la nostra zuccherosa sanguisuga e per spiegare perchè, se non teniamo conto della struttura, si rischia davvero grosso...

  11. #206
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Lo so che sei d'accordo, infatti scrivevo per la nostra zuccherosa sanguisuga e per spiegare perchè, se non teniamo conto della struttura, si rischia davvero grosso...

    Scusami ikaro, mi viene un dubbio ed un suggerimento; perchè non le date a Zuccherina, una breve spiegazione di cosa intendete per "struttura" di personalita', (forse, è piu' semplice capirne con la connessione con i sintomi, se no, da qui a stasera, ti fanno una "trasfusione") per facilitare un po' le cose? Mi sembra che abbia detto che studia per fare l'AS, e che in ogni caso, abbia molta voglia di apprendere, no?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  12. #207
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Beh l'esperienza dice il contrario......molti psichiatri hanno curato persone tenendo conto anche del sintomo e della struttura sottostante....Ormai il modello medico-paziente è come dire "fuori moda" nel senso che non si applica più interamente poichè la società ha capito che ogni persona è unica e irripetibile e pertanto va considerata la struttura della sua personalità. In primis ciò è stato riconosciuto proprio dagli psichiatri.....ad eccezione dei casi più estremi in cui i farmaci sono obbligatori.
    Io penso che il vostro sia più un pregiudizio legato a quella che secondo voi è la visione medica....ma ripeto..non è più così.......

  13. #208
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Beh l'esperienza dice il contrario......molti psichiatri hanno curato persone tenendo conto anche del sintomo e della struttura sottostante....Ormai il modello medico-paziente è come dire "fuori moda" nel senso che non si applica più interamente poichè la società ha capito che ogni persona è unica e irripetibile e pertanto va considerata la struttura della sua personalità. In primis ciò è stato riconosciuto proprio dagli psichiatri.....ad eccezione dei casi più estremi in cui i farmaci sono obbligatori.
    Io penso che il vostro sia più un pregiudizio legato a quella che secondo voi è la visione medica....ma ripeto..non è più così.......

    In effetti, in certi casi di estremismi, anch'io ci vedo una forma di pregiudizio; pero' guarda che almeno ikaro78, in un altro post, non mi è sembrato avere una visione così assolutista, (piuttosto, ha spiegato 2 diversi modelli) dato che è risaputo che ormai anche molti psichiatri sono formati e curano in base a personalita' ed anche del contesto e della reciproca interazione. E' difficile capire perchè a volta si sostenga a tutti i costi qualcosa che poi sul "campo" non è mai "cosi" uguale a sè stessa", per fortuna, anzi.
    Gaia

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  14. #209
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Infatti.....anche io non approvo rigide classificazioni.....e poi non è una gara dove qualcuno deve dimostrare di saperne di più altrimenti si rischia di cadere nell'infantilismo....si deve discutere da persone adulte!

  15. #210
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Beh l'esperienza dice il contrario......molti psichiatri hanno curato persone tenendo conto anche del sintomo e della struttura sottostante....Ormai il modello medico-paziente è come dire "fuori moda" nel senso che non si applica più interamente poichè la società ha capito che ogni persona è unica e irripetibile e pertanto va considerata la struttura della sua personalità. In primis ciò è stato riconosciuto proprio dagli psichiatri.....ad eccezione dei casi più estremi in cui i farmaci sono obbligatori.
    Io penso che il vostro sia più un pregiudizio legato a quella che secondo voi è la visione medica....ma ripeto..non è più così.......
    Qui tocchiamo veramente il fondo secondo me: mai come nella contemporaneità il discorso sociale (di cui quello medico e psicologico fanno parte) annulla la singolarità del soggetto, stiamo assistendo ad un vero e proprio svanimento del soggetto (è un effetto del capitalismo e del trionfo della scienza e della tecnica) in nome del conformismo. Il tutto chiaramente dietro la facciata del "ogni soggetto è unico e irripetibile", che è diventato ovviamente uno slogan (l'ennesimo) pubblicitario e demagogico. Già a fine anni '60 Pasolini parlava di questo fenomeno come una vera e propria "mutazione antropologica" (Lacan gli faceva eco, seppur da un punto di vista diverso) e ovviamente non solo loro, molti altri intellettuali e artisti illuminati avevano previsto tutto questo, con disillusione e amarezza, ma con il coraggio dei "cani sciolti". L'aspetto drammatico è che non ce ne rendiamo nemmeno conto, ci han fatto credere il contrario... e ci abbiamo creduto!

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 14-01-2009 alle ore 13.22.02

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