Ciao a tutte
nell'attesa dei risultati della seconda commissione, colgo l'occasione per fare un grosso in bocca al lupo a tutte voi

nel frattempo vorrei tirare le somme e dire cosa ne pensate di quanto io ho dedotto dopo un anno e mezzo consecutivo di tirocinio in un'ASL di roma:
* innanzitutto credo sia basilare imparare bene i criteri del DSM-IV TR (ultima versione) dei principali disturbo (mi chiedo se anche noi del clinico dobbiamo imparare i disturbi dello sviluppo).
*non farcire il compito di test! ricordate che anche un pò di logica e minore voglia di strafare è permiata...i test jolly che vanno bene sempre e comunque sono l'MMPI e il Rorschach, va da sè che con un soggetto PSICOTICO è pressochè inutile somministrare test- salvo rinnovo patente per sospetto disturbo o guida stato di ebbrezza - rinnovo porto d'armi.
* tenere a mente che gli Psicotici non hanno senso di realtà, vivono in una realtà artefatta delirante o con allucinazioni, il loro disturbo poi, come nel caso della schizofrenia o dei deliri, li pone ai margini della società: sono persone che spesso non hanno casa, vagabondi oppure con scarsi rapporti sociali. la peculiarità dei loro disturbi, inoltre, diffiicilmente fa garantire loro un lavoro, eccetto quelli umili. per questi motivi, non si possono nè tentare nè effettuare psicoterapie classiche, espressive di qualsiasi approccio esse siano. ma cercare, al limite, con quelle di sostegno, inserimento in centri diurni o comunità residenziali. avvicinarli, insomma, con tutto ciò che non è simbolico o indiretto: con l'empatia, ascoltando i loro deliri senza cercare di interpretarli o dargli senso, avvicinarli con attività ricreative per stabilire un rapporto con loro e soprattutto reintegrarli nella società.importante uso di farmaci per lenire il disagio e la sofferenza. il farmaco è un mezzo che permette di entrare in contatto con il paziente, ma deve essere abbinato al sostegno dell'operatore e controllare che venga preso, altrimenti peggiora la situazione.
* diverso il discorso per i nevrotici: queste persone hanno il contatto con la realtà e a differenza dello psicotico, loro sanno che le fobie, ossessioni, manie e paure sono frutto della loro mente e del tutto irragionevoli: per questo vengono a chiedere aiuto ai terapeuti o ai centri di salute mentale: perchè non sanno come fronteggiarle e combatterle. anche se sanno che sono assurdità non possono non obbedirvi. il nevrotico cerca aiuto, lo psicotico manco per sogno, perchè è convinto che la sua realtà sia assolutamente normale..(anzi, gli psicotici arrivano a noi perchè li mandano le strutture del comune che non li vogliono per strada oppure le famiglie che non sanno più come gestirli, perchè a volte sono anche violenti)...con i nevrotici, dicevo, le terapie classiche, cognitive, psicoanalitiche, di gruppo, brevi, lunghe, ecc vanno fatte perchè o cerchi di scavare a fondo per capire cosa si cela dietro tutte quelle paure invalidanti oppure le fai superare esponendoli o abituandoli agli stimoli fobici. test: MMPI, RORSCHAC e se vi va test dell'ansia STAI. attenzione con i farmaci: da un lato permettono di tranquillare i pazienti e quindi di favorire il processo terapeutico, dall'altro, però, possono portare ad un abuso o a una dipendenza.
* i disturbi dell'umore: fare attenzione a non scambiarli per psicotici. i depressivi vanno trattati con psicoterapie di sostegno ed espressive.fare attenzione con i farmaci depressivi: sono tanto efficaci quanto pericolosi! se interrotti di botto, infatti, determinano l'effetto BOOMERANG (gergo psichiatrico) cioè ripresentano i sintomi peggio di prima. i bipolari con terapia di gruppo, farmaci e attenti con la terapia che deve adeguarsi alla polarità dell'umore.
* disturbi alimentari. l'anoressica mentale vera NON verrà mai e poi mai da voi. si ritroverà in un ospedale solo a qualche giorno dalla sua morte. ogni tentativo di terapia è inutile e sofferto perchè mancheranno SEMPRE i presupposti di alleanza terapeutica: voi siete il nemico che vuole farla ingrassare e lei NON VUOLE guarire.
diverso il discorso con la bulimica. nelle asl di roma si registra una percentuale più alta di ricerca spontanea di aiuto presso le strutture pubbliche. con loro si può tentare terapia di gruppo, individuale, familiare, purchè per parecchio tempo non si nomini il cibo ma si parli di loro: di cosa sentono e perchè soffrono così. ricordare però che SEMPRE ci saranno ricadute. test figura umana, rorschac, MMPI
* disturbi personalità: tra questi il più importante ( e dificile) è il borderline. spesso nei csm viene confuso con la schefronia o viceversa. sembrerà assurdo ma spesso accade, giuro. comunque, sono spesso donne con storie quasi sempre di abuso di alcool, a volte episodica omosessualità (no che di per sè sia una cosa brutta, per carità, ma è un dato che si ritrova spesso). le psicoterapie vengono avviate, ma dopo aver letto 30 cartelle di queste pazienti, alla fine presto o tardi TUTTE abbandonavano la terapia per poi presentarsi dopo qualche anno, addirittura 5 o 6.
..questo è quanto, non so se può aiutarvi, ma spero di sì..
bacio bacio