• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 27 di 32 PrimoPrimo ... 172526272829 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 391 fino 405 di 476

Discussione: EdS Novembre 2008

  1. #391
    Matricola L'avatar di minarella
    Data registrazione
    26-08-2007
    Residenza
    pescara
    Messaggi
    16

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    complimenti a tutti per l'esame superato! domandina: ma nessuno farà il caso evolutivo? io farò quello e volevo un po' confrontarmi! fatemi sapere!

  2. #392

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    ciao,
    io farò il caso di evolutiva...
    speriamo bene!
    tu su cosa stai studiando?

  3. #393
    Matricola L'avatar di minarella
    Data registrazione
    26-08-2007
    Residenza
    pescara
    Messaggi
    16

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da carribean Visualizza messaggio
    ciao,
    io farò il caso di evolutiva...
    speriamo bene!
    tu su cosa stai studiando?

    ciao! io sto studiando il DSM-IV "disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza"(quella azzurro per intenderci); li sopra trovo più che altro i criteri diagnostici e la diagnosi differenziale, qualora servisse..
    poi integro con il libro di Celi "psicopatologia dello sviluppo, storie di bambini" molto utile per l'ipotesi psicodiagnstica e per il trattamento. almeno per avere un'idea.
    io ho studiato e sto studiando i seguenti disturbi:
    ritardo mentale
    disturbi generalizzati dello sviluppo (autismo, asperger, rett..)
    disturbo reattivo dell'ataccamento
    dist dell'apprendimento e della comunicazione
    DDAI, della condotta e oppositivo-provocatorio
    dist dell'alimentazione (studiando anche anoressia e bulimia in caso capiti un adolescente)
    dist dell'umore
    dist d'ansia
    un'occhiata a disturbi di personalità, sempre se capita un adolescente.

    poi, alla dìfine del testo, in appendice ci sono le scale di valutazione..gli dò un'occhiata, anche perchè il tempo è quello che è...

    sul falabella non ho trovato molto, spt per l'infanzia...
    tu hai trovato qualche caso clinico svolto su internet? io non ci sono riuscita

    un abbraccio..

  4. #394
    Partecipante Assiduo L'avatar di NiceLiz86
    Data registrazione
    21-09-2006
    Residenza
    Pe
    Messaggi
    225

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    raga ma quindi è sicuro che daranno 4 casi diversi?
    Tra gli schemi di OPs quale mi consigliate di scaricare sul DSM IV? Ce ne sono molti!
    Ultima modifica di NiceLiz86 : 19-01-2009 alle ore 11.53.59

  5. #395
    babymoon
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Ciao amestri, ho letto sul forum che hai consigliato di non usare il termine terapia espressiva e quale termine bisogna utilizzare in sostituzione? avrei un'altra domanda: per quanto riguarda il caso clinico, la scorsa volta hanno richiesto anche la diagnosi differenziale?cosa chiedevano?grazie mille...buono studio!!!

  6. #396
    mantapsico
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Salve ragazzi/e io ho sostenuto l'eds a giugno e ho svolto il caso clinico evolutivo...
    studiando solo sul DSM IV...la parte riguardante i disturbi dell'infanzia e ho approfondito su internet la parte riguardante i trattamenti dei diversi disturbi (che nn sn affrontati dal DSM-IV)...qst x la parte teorica...x la parte pratica ho letto + di una volta i casi clinici del DSM IV CASI CLINICI...ke mi ha aiutato tantissimo x svolgere il compito.
    Nella traccia scorsa nn era specificato FARE LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE...forse xkè è 1 pò logico che venga fatta.....RICORDATEVI SEMPRE KE STATE FACENDO 1 IPOTESI DIAGNOSTICA.....
    x quanto riguarda le tracce la Commissione consegnerà ad ognuno 1 foglio sul quale sn riportate 4 TRACCE: (le tracce sn = x tt)
    - CLINICO
    - EVOLUTIVO
    - LAVORO
    - DEMENZA
    ognuno è libero di svolgere la traccia ke desidera...la Commissione consiglia "qll ke sappiamo svolgere"...indipendentemente dal ns indirizzo di laurea.....quindi se siete dell'evolutivo e volete svolgere la taccia del lavoro (è 1 es.) potete farlo tranquillamente...1 consiglio ke vi do...leggete attentamente le tracce ke + vi interessano...io ad es la traccia sul lavoro nn l'ho neanche letta in quanto nn ho mai studiato nulla al riguardo...il tempo mi sembra ke sia = a qll della prima prova...2 ore o 2 e mez...leggete tantissimo i casi clinici del DSM IV vi saranno di aiuto...buono studio a tt...

  7. #397
    -lisia--
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    ciao a tutti!!!!!!!!!!!
    ma dove sono i risultati, io non riesco a trovarli.......................

  8. #398

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Ciaooooooooo raga,
    io sto studiando tutti i disturbi esposti nel FALABELLA, DISTURBI DELL'UMORE, ANSIA, DI PERSONALITà, SCHIZOFRENIA , TOSSICODIPENDENZA, DISTURBI ALIMENTARI E SOMATOFORMI, MA QUESTI SONO SUFFICIENTi per il caso clinico? c'è qualcos'altro da studiare???
    grazie mille e buono studio a tutti....
    ps: sconsigliate la terapia espressiva, ma quella supportivo-espressiva non va bene??? SUL FALABELLA è QUASI OMNIPRESENTE...

    ps: UN ABBRACCIO SPECIALE A MANTAPSICO E 3 BACI ;-)

  9. #399
    mantapsico
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da pazzerella3000 Visualizza messaggio
    Ciaooooooooo raga,
    io sto studiando tutti i disturbi esposti nel FALABELLA, DISTURBI DELL'UMORE, ANSIA, DI PERSONALITà, SCHIZOFRENIA , TOSSICODIPENDENZA, DISTURBI ALIMENTARI E SOMATOFORMI, MA QUESTI SONO SUFFICIENTi per il caso clinico? c'è qualcos'altro da studiare???
    grazie mille e buono studio a tutti....
    ps: sconsigliate la terapia espressiva, ma quella supportivo-espressiva non va bene??? SUL FALABELLA è QUASI OMNIPRESENTE...

    ps: UN ABBRACCIO SPECIALE A MANTAPSICO E 3 BACI ;-)
    Grazie infinitamente...e naturalmemte ricambio...

  10. #400
    mantapsico
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Ragazzi/e leggete qst schema (preso da internet)RIGUARDANTE IL CASO CLINICO...potrebbe risultarvi utile...


    Il caso clinico nell'esame di Stato per psicologi
    linee guida per la stesura del caso clinico all'esame di Stato per l'abilitazione professionale


    Campagna di informazione psicologica professionale a cura del settore "professione" della Psicologia (INDICE.COM)

    La prova clinica (seconda prova di psicologia clinica nel vecchio ordinamento) dell'Esame di Stato per l'abilitazione alla professione di psicologo consta di un caso clinico circa il quale viene richiesto di elaborare un intervento diagnostico ed indicare possibilità di trattamento. È “consuetudine” delle varie commissioni ridurre a due sole pagine di foglio protocollo la stesura del caso. Questo comporta inevitabilmente una scelta rispetto a ciò che vogliamo dire. Occorre pertanto selezionare il materiale a disposizione ed organizzarlo in modo sintetico e puntuale, senza perdersi troppo “in chiacchiere”.

    Il primo passo consiste in una attenta lettura del testo del caso così come proposto dalla commissione. Chi conosce il modello dell'”analisi della domanda” dovrà utilizzarlo non tanto nella stesura del caso, ma nella lettura stessa del testo! Questo perché il candidato psicologo dovrà comprendere l'orientamento teorico prevalente di chi ha redatto il testo cioè di coloro che hanno stabilito i criteri di correzione. Per esempio, se nel testo sono presenti i genitori di un
    ragazzo con problemi “x”, forse la commissione si aspetta che il candidato orienti l'intervento sul versante sistemico, relazionale e/o familiare.
    Molta attenzione va posta quando emergono sintomi apparentemente eclatanti. Dobbiamo ricordare, e questo vale anche nella relazione clinica reale, che spesso tali sintomatologie non sono il disturbo in sé. Non lasciamoci quindi sedurre da tutto questo e allo stesso tempo evitiamo forme “paranoidi” del tipo “c'è sempre qualcosa sotto”. In questo caso il modo migliore di procedere è evitare di pensare a ciò che farebbero altri e limitarsi ad utilizzare le proprie conoscenza. Molte persone tendono a vedere ad un problema maggiormente evidente come il vero problema soltanto perché sarebbe così per se stessi, ma non è detto che lo sia per chi abbiamo di fronte. Ricordiamo sempre che anche se ci sono sintomatologie evidenti, nella lettura del testo, non possiamo fermarci solo ad esse.
    Quindi prima di avanzare qualsiasi ipotesi leggiamo tutto: la prima vola rapidamente e subito dopo, con un seconda lettura, più attentamente. Attenzione va posta ai dettagli. Non esiste nessuna parola scontata. Se sul testo appare una frase del tipo “una signora ben vestita si reca dallo psicologo”, quel “ben vestita”, dovrà essere sottolineato così come l'intera frase. Il
    motivo di tutto questo è semplice. Chi ha redatto il testo ci ha prestato attenzione, altrimenti non lo avrebbe scritto!

    Una volta letto con meticolosità e tenuto in memoria ogni dettaglio del testo, dobbiamo organizzarlo secondo uno schema piuttosto semplice che è il seguente:

    1) apertura: dichiarare il modello diagnostico utilizzato
    nella maggior parte dei casi si utilizza il DSM nelle versioni IV o IV-TR. Così inizieremo a dichiarare “per le finalità diagnostiche richieste ci riferimento prevalentemente al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione (DSM-IV)”.

    2) ipotesi diagnostiche e diagnosi differenziale
    Ciò che viene richiesto non è “indovinare” una diagnosi. Quello che conta è dimostrare di aver capito il processo diagnostico. È come pensare di risolvere una espressione aritmetica, di quelle con parentesi graffe, quadre e tonde tipiche nelle scuole medie inferiori. Se abbiamo capito il processo è probabile che il risultato sia 99 volte su 100 quello giusto (una volta su cento si può sbagliare!). Mentre se non conosciamo il processo possiamo solo “indovinare” (99 volte su 100 sarà sbagliato!).

    Il processo diagnostico differenziale rappresenta la parte sostanziale del nostro elaborato. Dall'analisi attenta del testo emergeranno più possibilità diagnostiche, spesso nessuna di tali possibilità esclude aprioristicamente le altre. Pertanto procederemo nel modo seguente:

    2.1) elencare le sintomatologie descritte
    2.2) creare una gerarchia tra i sintomi più evidenti per primi fino a quelli apparentemente meno rilevanti
    2.3) associamo ogni sintomo ad uno o più disturbi dei quali il sintomo rappresenti un criterio diagnostico

    esempio: "il paziente racconta di sentire spesso il posto dove si trova come estraneo".
    Nel nostro esempio questo sintomo può far pensare ad episodi di "derealizzazione" o più in generale ad un sintomo "dissociativo". Non sappiamo nulla di più, quindi ci rendiamo conto che si ha la necessità di altre informazioni. Ma di quali informazioni bisogno? Per saperlo occorre procedere con il processo diagnostico differenziale. Il sintomo dissociativo descritto può essere un tratto di più disturbi. Prenderemo in considerazione almeno due-tre ipotesi generali che secondo noi sono principali, descrivendo prima la categoria più ampia in cui i sintomi sono contenuti e successivamente andremo nello specifico dei singoli disturbi.

    a) disturbi dissociativi (amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo dissociativo dell'identità)
    b) disturbi d'ansia (disturbo da attacchi di panico, disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress)
    c) disturbi di personalità (disturbo borderline di personalità)
    d) disturbi somatoformi (somatizzazione, ipocondria, conversione)

    Ora abbiamo una scaletta da seguire. Dobbiamo quindi fare lo stesso per ogni altro sintomo che emerge nella lettura del testo d'esame. Questa operazione non va scritta immediatamente quindi dovremmo tenerla in mente. Appena sono stati trovati sia la categoria generale di appartenenza di ogni sintomo descritto che la categoria specifica, andremo semplicemente a sommare stilando una classifica. Ci saranno quindi sintomi che convergeranno in uno stesso disturbo. Il disturbo in grado di giustificare la maggior parte dei sintomi diverrà l'ipotesi diagnostica principale (ma non quella certa, ricordiamolo sempre) a seguire nella classifica tutte le altre. Prendiamo quindi in considerazione le prime tre (comunque mai meno di due) ipotesi diagnostiche.

    3) altri dati e fonti di informazione
    Analizziamo tutti gli altri dati del testo che non rappresentano direttamente un sintomo ma che sono rilevanti per le finalità diagnostiche (es. relazioni del paziente, personaggi implicati e fonti di informazione, abbigliamento, lavoro, scuola, ecc.). Questi dati dovranno essere quanto più coerenti con i disturbi presi in considerazione. I dati ricavati dal testo daranno quindi conferma di uno o più possibilità diagnostiche. Tra le ipotesi avanzate quella che riesce a spiegare meglio i sintomi e che sia anche coerente con gli altri dati rilevanti sarà la nostra ipotesi principale definitiva (di nuovo non escluderemo le altre). Le altre diagnosi diverranno le possibili comorbilità (o comorbidità) che andranno sempre tenute in considerazione o diagnosi secondarie.

    4) eventuali test psicodiagnostici
    Rispetto all'ipotesi principale quindi dichiareremo quali altri dati sono necessari al fine di confermarla oppure quali test psicodiagnostici potremmo consigliare per risolvere eventuali dubbi diagnostici.
    Questo è essenzialmente il processo diagnostico differenziale, che ci permetterà di offrire una diagnosi principale, valutare eventuali comorbilità e indicare diagnosi secondarie. Ricordiamo che se viene richiesto nel testo d'esame una valutazione diagnostica, noi dobbiamo sempre fornire una risposta adeguata alla domanda posta. Quindi anche nel caso di un elemento sintomatico in un contesto familiare disfunzionale, se nella domanda è richiesta la diagnosi di questo elemento sarà necessario proporla. Mentre il trattamento può seguire le ipotesi che il problema sia di tipo relazionale familiare.

    5) il trattamento
    Ora passiamo all'indicazione del piano di trattamento. Tutto il resoconto sarà descritto con cautela rimanendo sempre possibilisti rispetto ad altre diagnosi. Utilizzeremo quindi, nella stesura del testo, un linguaggio ipotetico (“nel caso in cui fosse dimostrato... allora...”, “dai dati emersi sarebbe ipotizzabile...”, “sembrerebbe che...”). Una volta concluso il processo diagnostico differenziale e valutati i dati mancanti in grado di migliorare la nostra diagnosi si procede nel definire un breve consiglio di trattamento. Diremmo quindi "qualora fosse confermata attraverso ulteriori colloqui ed altri eventuali strumenti diagnostici l'ipotesi principale si potrebbe orientare il paziente verso un tipo di trattamento X..." tutto questo sarà seguito da una brevissima spiegazione degli obiettivi del trattamento indicato. E' consigliabile proporre anche un'alternativa di trattamento, ma molto brevemente visto che lo spazio disponibile sarà praticamente terminato

  11. #401
    mantapsico
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    .....altri suggerimenti:
    usare SEMPRE il CONDIZIONALE e parlare di IPOTESI DIAGNOSTICA (1° xkè nn siamo ancora psicologi, e anke se lo fossimo con pokissssssssssssimi elementi nn si può assolutamente fare una diagnosi definitiva).
    Cercate di essere + schematici ma esaustivi e spt giustificare SEMPRE le vostre scelte.
    Vi riporto 1 es. di cosa poter scrivere:
    - B]DATO I SINTOMI RIPORTATI AL COLLOQUIO DAL "RAGAZZO/A, SIGNORE/A.....(in base al soggetto del caso...evitate lì dove potete di usare il termine paziente xkè è + psichiatrico, e dicono che l'Aureli nn lo condivida molto)...potrete sostituirlo o inserendo il "nome" del soggetto del caso (ragazzo, ragazza, signora...) o con il termine utente.
    Allora ritornando a noi.....POTREI IPOTIZZARE UN DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATA (es.). I SINTOMI CHE POSSONO FARMI SUPPORRE TALE DIAGNOSI SONO QUELLI CHE IL "RAGAZZO" RIFERISCE COME ( e qui elencate i sintomi che ci mette la traccia in elenco senza tralasciare nulla) INSONNIA, IPERATTIVITA', IRRITABILITA'.
    - X APPROFONDIRE MEGLIO IL DISTURBO ED AVERE 1 QUADRO + AMPIO DELLA SITUAZIONE UTILIZZEREI DEGLI STRUMENTI QUALI (scrivetene al max 3/4 nn di + forse è meglio rimanere sui 3) RORSCHACH (X INDAGARE LA STRUTTURA DI PERSONALITA' E L'AFFETTIVTA'), LA WAIS (X ESCLUDERE CHE LA SUA SINTOMATOLOGIA SIA DOVUTA AD 1 DEFICIT COGNITIVO)etcetc (poi in base al caso verranno inseriti i test...ricordatevi mantenetevi sui 3 test e anche tra parentesi motivate il loro utilizzo cm nell'es del Rorschach e della Wais).
    - ATTRAVERSO ULTERIORI COLLOQUICERCHEREI DI APPROFONDIRE ASPETTI IMPORTANTI: LA VITA FAMILIARE (tra parentesi specificate qualke es ma sempre inerente quel caso dopo vi riporterò 1 specie di schemino di riferimento), i legami affettivi.....
    - SE L'IPOTESI DIAGNOSTICA DOVESSE ESSERE CPNFERMATA CONSIGLIEREI AL RAGAZZO 1 INTERVENTO CHE PREVEDAUNA PSICOTERAPIA ORIENTATA PSICODINAMICAMENTE DI TIPO BREVE... (motivate la vostra scelta)...


    Ragaze/i spero sia 1 pokino + chiaro e mi auguro di nn avervi confuso le idee.
    L'importante ve lo ripeto MOTIVATE SEMPRE TT CIò CHE SCRIVETE e quando siete incerti meglio nn scriverlo.
    Ora vi riporto gli elementi che potreste aggiungere circa l'approfondimento x la diagnosi (qll che la commissione definisce cm "altre fonti di informazione"):
    sintomi ecc
    terapia consigliata a seconda delle ipotesi
    FONTI DI INFORMAZIONE

    1.COMPOSIZIONE DELLA FAMIGLIA D’ORIGINE E SUO CLIMA AFFETTIVO: età, mestiere, salute fisica,livello culturale strutturazione e sviluppo delle relazioni affettive interne alla fam. ed eventuali conflitti,atteggiamenti e reazioni del sogg. quali freddezza, ansia, oppressione, indifferenza, incostanza, attaccamento alla famiglia, rapporti con eventuali fratelli o sorelle, procedimenti educativi e reazioni alle punizioni.
    2.EVENTI FONDAMENTALI DELL’INFANZIA:controllo degli sfinteri, deambulazione, sviluppo del linguaggio.
    3.SALUTE FISICA: malattie o incidenti
    4.RELAZIONI EXTRAFAMILIARI: giochi, vita di gruppo con gli altri (sottomesso, cooperante, tollerante, aggressivo, competitivo, timido, riservato, ribelle, scaltro).
    5.ESPERIENZE ED EDUCAZIONE SCOLASTICA: carriera scolastica, materie preferite, atteggiamenti nei confronti della scuola.
    6.VITA AFFETTIVA: nozioni inerenti al sesso e emozioni suscitate alla prima esperienza
    7.RELAZIONI SOCIALI: solitudine o partecipazione, numero e varietà dei rapporti sociali, ruoli sociali, persone e modelli imitati o ammirati.
    8.VITA PROFESSIONALE: soddisfazioni o delusione, aspirazione, ambizioni.
    9.UTILIZZO DEL TEMPO LIBERO
    10.LIVELLO SOCIOECONOMICO RAGGIUNTO
    11.RAPPORTI AMBITO FAMILIARE se ha una nuova famiglia!

    Ragazze/i l'elenco è generico...voi dovrete scrivere sl qll inerenti al caso...le informazioni inutili ASSOLUTAMENTE NO!!! ricordate SEMPRE POCO MA BUONO!! e sempre motivato!!!

    BACIONI A TT se avete dubbi...chiedete

  12. #402
    Partecipante Assiduo L'avatar di diana2005
    Data registrazione
    18-01-2005
    Residenza
    chieti scalo
    Messaggi
    122

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    questo sì che è un aiutone!!!grazie mantapsico

  13. #403
    mantapsico
    Ospite non registrato

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    [QUOTE=diana2005;1876540]questo sì che è un aiutone!!!grazie mantapsico[/QUOTEN

    Nn c'è bisogno di ringraziarmi...x qls dubbio sn sempre qui...baci

  14. #404

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    cara mantapisco,
    sei stata gentilissima e ci hai aiutato davvero con i tuoi suggerimenti indipendentemente dall'esito...
    ma potresti essere così gentile da togliermi i dubbi che ho segnalato nel mio precedente messaggio?
    1) PER CHI FA IL CASO CLINICO DELL'ADULTO è SUFFICIENTE STUDIARE I DISTURBI DELL'UMORE, DELL'ANSIA, SCHIZOFRENIA, DISTURBI SOMATOFORMI E TOSSICODIPENZA O C'è DELL'ALTRO?
    2) LA TERAPIA SUPPORTIVO-ESPRESSIVA NON PUò ESSERE CITATA ANCHE SE NEL MIO LIBRO DI RIFERIMENTO IN CUI STO STUDIANDO (IL FALABELLA è PRATICAMENTE OMNIPRESENTE?)
    CHE COSA NON PIACE ALLA COMMISSIONE DI QUESTA TERAPIA? PER CASO LORO HANNO UN TIPO DI TERAPIA CHE PREFERISCONO??? GRAZIE MILLE CARA

    E BUONANOTTE A TUTTI NOIIIIIIIIIIIIIII!!!!! DAI SU FORZA, PENSIEMO POSITIVO!!! E BUONO STUDIO...

  15. #405
    Partecipante Affezionato L'avatar di amestri7
    Data registrazione
    07-06-2008
    Residenza
    guardiagrele
    Messaggi
    94

    Riferimento: EdS Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da pazzerella3000 Visualizza messaggio
    cara mantapisco,
    sei stata gentilissima e ci hai aiutato davvero con i tuoi suggerimenti indipendentemente dall'esito...
    ma potresti essere così gentile da togliermi i dubbi che ho segnalato nel mio precedente messaggio?
    1) PER CHI FA IL CASO CLINICO DELL'ADULTO è SUFFICIENTE STUDIARE I DISTURBI DELL'UMORE, DELL'ANSIA, SCHIZOFRENIA, DISTURBI SOMATOFORMI E TOSSICODIPENZA O C'è DELL'ALTRO?
    2) LA TERAPIA SUPPORTIVO-ESPRESSIVA NON PUò ESSERE CITATA ANCHE SE NEL MIO LIBRO DI RIFERIMENTO IN CUI STO STUDIANDO (IL FALABELLA è PRATICAMENTE OMNIPRESENTE?)
    CHE COSA NON PIACE ALLA COMMISSIONE DI QUESTA TERAPIA? PER CASO LORO HANNO UN TIPO DI TERAPIA CHE PREFERISCONO??? GRAZIE MILLE CARA

    E BUONANOTTE A TUTTI NOIIIIIIIIIIIIIII!!!!! DAI SU FORZA, PENSIEMO POSITIVO!!! E BUONO STUDIO...
    ciao pazzarella...alla commissione non è che non piaccia la terapia in sè...a loro non piace il termine per definirla, quindi proprio la parola "espressiva" poichè (cito le loro parole..) "espressiva di cosa??come ci si esprime con questa terapia per essere definita tale??? ... quindi ripeto...per loro non ha alcun senso il termine "espressiva"

    So che può sembrare una cosa insensata, dato che è un termine riportato sulla maggior parte dei testi che abbiamo studiato....non so cosa dire!!

Pagina 27 di 32 PrimoPrimo ... 172526272829 ... UltimoUltimo

Privacy Policy