Lucio Demetrio Regazzo
Ma figurati, nessun problema, anzi, tutt'altro!
Sì, sei "andato a dama". In effetti trattasi di un rapporto un po' distruttivo, spalmato lungo un quindicennio. E il bello è che non era il primo borderline a cui mi rapportavo, ma il terzo, se non addirittura il quarto.
Ti chiederai come mai cado regolarmente su persone di questo tipo. Una spiegazione me l'ha fornita qualche mese fa la moglie di un anziano neuropsichiatra (ambedue mi conoscono da più di vent'anni). Sostiene che il mio essere sempre carino, paziente e gentile con tutti ha anche l'effetto controproducente di mettere a loro agio un certo tipo di persone.
Sono parole sue, io non mi attribuisco nessuna di queste qualità. Però mi sono reso conto nel tempo che bambini, adolescenti e persone anziane sembrano avere una predilezione per me.![]()
Per Marguerite.
Ho diviso il tuo intervento e oggi rispondo alla prima parte (ovvio che è una mia visione della situazione). In rosso il mio contributo.
Mi spiego meglio : il materiale che ho consultato riporta vari studi sull'efficacia di interventi psicoterapeutici (ad esempio ,Gabbard,per citarne uno),che non sto qui a discutere. In contesti informali ,ad esempio discutendo con pazienti ed ex pazienti anche borderline,mi è parso di notare che spesso nella pratica si preferisca ricorrere soltanto a terapie farmacologiche e ricoveri in strutture psichiatriche.
Sì. Questo accade spesso,ma non è determinato dagli elementi fondanti la personalità Borderline, bensì dalle numerose complicanze che essi presentano (Diagnosi di Asse I).
Direi, anche, che non si può parlare di un protocollo Psichiatrico per la cura del DPB, piuttosto di diverse tendenze della Psichiatria nell’affrontare questo disagio: riporto i due che, secondo me, sono i più significativi,ponendosi ai poli opposti:
1- Il DPB è una sindrome cronica da curare come la Bipolare (molti dicono: per sempre) e che si può controllare e non guarire;
2- Il DPB è guaribile: si consiglia un breve trattamento con stabilizzatori e (cautamente) con SSRI; ricoveri, s necessari, molto brevi. Viene raccomandato un contestuale trattamento psicoterapeutico.
Ciao. Lucio
Lucio Demetrio Regazzo
Anzitutto questi soggetti sono portati a scompensarsi anche a fronte di eventi che, per altri, si possono considerare marginali.
Per la Psicoterapia: a mio avviso, ci possono essere due meccanismi che possono indurre peggioramenti nel DPB.
1- Un modello che interviene troppo rapidamente su uno o più sintomi che compongono il quadro di personalità borderline, perdendo di vista gli elementi centrali del disturbo.
2- Un modello troppo lento che può indurre un abbassamento dell’autostima del soggetto e può portare ad una sorta di effetto “nocebo”. Abbiamo allora rabbia e fluttuazioni ancora più rapide che si generalizzano a tutto il funzionamento globale.
Personalmente credo che sia necessario agire contemporaneamente su entrambe le dimensioni (sintomi e nodi centrali).
Spiegarti questa opinione, credo richiederebbe un libro; ma dobbiamo tenere presenti molti aspetti: compliance, bisogno di affetto e sostegno, fluttuazioni, inglobamento……! Veramente moti aspetti; la mia convinzione è che sia il disturbo più difficile da curare e più pericoloso per lo psicoterapeuta.
Infine, non reputo che gli stabilizzatori siano sempre necessari.
Ciao. Luio
Lucio Demetrio Regazzo
mi riferisco a quel "pericoloso per lo psicoterapeuta"
Perchè? Cosa c'è di pericoloso?
Io creo sogni, voi li uccidete
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Già, me lo chiedo anch'io...mi riferisco a quel "pericoloso per lo psicoterapeuta"
Perchè? Cosa c'è di pericoloso?
Si definisce "inglobamento"; sappiamo che con queste persone non si può utilizzare la neutralità......hanno spesso un elemento (persona) che utilizzano ( con onestà,credimi) come elementi sui quali scaricare rabbia o chiedere amore.
Ogni psicoterapeuta che interviene sui Borderline ( non chi lo fà una tantum e interviene impropriamente) conosce questo apetto e l'importanza che ha di operare uno spostamento di "figura di riferimento" - come prima precisato- su di sé.
Ovvio che comporta un pericolo.......mi sembra di una evidenza estrema, non per te, ma per chi si definisce professionista.
Lo Psicoterapeuta, pur entrando in una relazione d aiuto attiva e disponibile, ha bisogno di porre attenzione a non farsi inglobare.
Finisco: con i Borderline non si lavora un giorno al mese, bisogna dedicare anni di studio, preparazione e supervisione: non é semplice coniugare le cose che ho definito prima, anzi può risultare pericoloso per l'identità dello Psicoterapeuta e per il mantenimento di un ruolo di auto
Piccola, se non ti ho risposto o ho risposto in modo non soddisfacente,scrivilo (proverò a spiegarlo meglio a chi si ritiene o é stato ritenuto Borderline - non a chi scrive tanto per scrivere).
Ciao. Lucio
Ultima modifica di Lucio Regazzo : 20-01-2009 alle ore 15.25.18
Lucio Demetrio Regazzo
ma questa è una presa in giro, o che?
Grazie Lucio, sei stato molto esauriente
Volevo aggiungere soltanto una cosa.
Secondo me un ulteriore pericolo per lo psicoterapeuta quando tratta con un soggetto con questo tipo di disagio, è quello di rischiare di andare continuamente fuori pista....e magari infrangere anche qualche regola, a volte senza nemmeno accorgersene.
Vabeh, potrei aggiungere anche molte altre cose, ma per ora mi fermo qui![]()
Io creo sogni, voi li uccidete
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