Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti
Secondo me è solo questione di volere.
Poi serve una buona dose di costanza e di buona volontà.
Per scrivere un libro non basta scrivere di tanto in tanto, quando si ha l'estro.
E' un lavoro costante che permette di avere risultati.
Si scrive ogni giorno, nei ritagli di tempo che si hanno, e questo vuol dire magari dover sacrificare uscite, relax o sabati e domeniche...
Ma se è una cosa che piace non pesa...o meglio: la fatica viene ricompensata.
Io non solo ci ho provato, ma l'ho anche finito, dopo un anno e mezzo di lavoro costante...e di nottate in cui magari stavo fino alle due a scrivere.
Assolutamente. Anche se non è solo volere: sia perchè magari qualcuno "sente" qualcosa dentro ma non sa come esprimerla, sia perchè magari la volontà è affievolita dalla necessità, dall'emergenza di raccontare. Come dire: "Ho dovuto scrivere, ho dovuto raccontare questo".![]()
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io anni fa ho provato a scriverlo,a dir la verità non mancava neanche tanto per completarlo.poi il mio fidanzato ha avuto un attacco di gelosia nei confronti di ciò che avevo scritto e mi ha strappato tutti quei lunghi fogli intrisi dei miei pensieri.
è come se avesse strappato una parte di me
a me piacerebbe tantissimo... mi piace scrivere l'ho fatto anni fa e lo custodisco
gelosamente
cercami sarò la luce del tuo domani.....
ammazzato???l'avrei sepolto vivo!!quando l'ha fatto ho pianto..purtroppo si ingelosisce per tutto!!ognuno la sua croce....
Dalla mia esperienza mi sono resa conto che per scrivere è sicuramente necessaria la tecnica, (infatti molte volte si ha qualcosa in testa ma non si sa come renderlo oppure capita che quando rileggi ti accorgi che ha un "suono" diverso da come l'avevi immaginato), ma serve molto molto molto molto metodo.
L'insegnante di un corso di scrittura creativa che ho frequentato insisteva sempre sull'importanza di scrivere tutti i giorni, anche se per poco tempo. All'inizio lo trovavo "troppo", ma poi ho sentito che più scrivi più ti viene facile farlo: se infatti interrompo per qualche motivo quando riprendo mi sembra come di avere "la mente incriccata"....un pò come quando non ti alleni da un pò in palestra, è la costanza a fare la differenza.
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A mio avviso se il fatto di scrivere con metodo e costanza fa perdere la naturalezza e l'istinto.......allora non è una passione vera, ma solo il piacere di scrivere di tanto in tanto.
Non so... certe volte la scrittura emerge come un fiume in piena, che naturalmente devi saper canalizzare altrimenti straripa. Secondo me, scrivendo costantemente si pongono troppi vincoli a quest'eruzione e le fa perdere efficacia.
Magari scrivere poco, di tanto in tanto... far nascere la creatività, o incrementarlapuò essere un esercizio che l'abitudine può saldare e rinforzare.
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l'esercizio costante dovrebbe semplicemente essere una conseguenza dell'urgenza della scrittura. il fiume in piena, canalizzato o non canalizzato, è una pulsione ego-centrata non dissimile dal bisogno di mangiare o andare in bagno. uno scrittore - uno scrittore, non una persona che scrive - è sempre scrittore, ventiquattr'ore su ventiquattro, sette giorni su sette: vede, sente, legge, pensa, vive attraverso il filtro della parola - non ha bisogno di fare nascere la creatività perché qualunque cosa - un gesto intravisto per strada, una frase sentita per sbaglio, un odore - contiene una storia.
e se è vero che tutta la scrittura è autobiografia, non tutta l'autobiografia è scrittura: un conto è scriversi, un altro è scrivere.
[“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters
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Io giro sempre con un quadernetto dove annotare le cose che mi colpiscono![]()