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  1. #91
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    ho fatto un esperimento... ho valutato il profilo di personalità di questo caso usando la SWAP-200. Questa procedura oltre a dare una valutazione categoriale e dimensionale [indica tutti i livelli nei vari cluster A, B, C, quindi non solo quelli che raggiungono il cut-off] dei disturbi di personalità secondo il DSM-IV-TR, inoltre aggiunge altre scale come il livello di perfezionismo, disregolazione emotiva, stile depressivo ad alto funzionamento ecc. Per poter usare questa procedura viene indicato un numero non inferiori ai 5 incontri... comunque secondo me il caso offre molti spunti di riflessione...

    Dai risultati emergono in comorbilità [asse II]:
    1- Disturbo schizoide di personalità
    2- Disturbo evitante di personalità
    3- Disturbo schizotipico di personalità

    Mentre sull'asse I ho pensato a:
    1- fobia sociale
    2- disturbo d'ansia NAS - disturbo misto ansioso-depressivo

    in questo caso dobbiamo distinguere tra fobia sociale e disturbo evitante di personalità [eventualmente possono anche essere diagnosticate entrambe]. Per quanto riguarda il disturbo schizoide bisogna approfondire il livello di non interesse sociale [mentre il soggetto evitante in un certo senso desidera avere più relazioni sociali soddisfacenti, il soggetto schizoide non si cura di questo]. Il disturbo schizotipico di personalità condivide alcuni criteri con il disturbo schizoide ma in questo caso mi sentirei di metterlo in secondo piano o comunque indagarlo in seguito negli altri colloqui.
    Qualora venisse confermata l'ipotesi di disturbo evitante di personalità in comorbilità con la fobia sociale [secondo me più probabile], possiamo indirizzare il soggetto verso una terapia sopportivo-espressiva individuale [valutazione empatica dell'imbarazzo e incoraggiamento ad esporsi in situazioni temute]. Uno dei punti forti potrebbe essere quello di una motivazione intrinseca nella ricerca di aiuto [infatti D. si presenta da solo al colloqui e di sua spontanea volontà]. Il disagio da lui percepito è piuttosto pervasivo e dura sin dall'infanzia, dobbiamo domandarci perché proprio adesso [40 anni...] ha scelto di ricercare un aiuto [...].
    bella idea quella di provare con la Swap-200

    Comunque io avevo ipotizzato un disturbo evitante di personalità (il DSM richiede almeno 4 elementi tra quelli previsti, e secondo me ci siamo)
    ho poi preso in considerazione la diagnosi differenziale col disturbo schizoide di personalità; anche se potrebbe sembrare non interessato alle relazioni interpersonali, affermazioni come "l'angoscia non mi aiuta di certo a trovare l'anima gemella" possono far presupporre un interesse per le relazioni ostacolato dalla sua inibizione e dal suo timore... è comunque un aspetto da indagare più approfonditamente

    Inoltre D. sembrerebbe soddisfare anche i criteri per la fobia sociale, tipo generalizzato; in questi casi è possibile porre una diagnosi aggiuntiva (spesso questi disturbi si presentano in comorbidità e sono difficilmente distinguibili l'uno dall'altro -> limiti del DSM)

    Infine, D. presenta "umore depresso, difficoltà di concentrazione, senso di inadeguatezza e risentimento"... questi sono aspetti da indagare, in particolare da quanto tempo si sente così e se ci sono altri elementi per poter pensare ad un disturbo dell'umore, visto che oltre ai disturbi d'ansia i soggetti con disturbo evitante di pers tendono a presentare anche dist dell'umore...

    sono d'accordo per il tipo di terapia supportivo-espressiva

  2. #92
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    ho fatto un esperimento... ho valutato il profilo di personalità di questo caso usando la SWAP-200. Questa procedura oltre a dare una valutazione categoriale e dimensionale [indica tutti i livelli nei vari cluster A, B, C, quindi non solo quelli che raggiungono il cut-off] dei disturbi di personalità secondo il DSM-IV-TR, inoltre aggiunge altre scale come il livello di perfezionismo, disregolazione emotiva, stile depressivo ad alto funzionamento ecc. Per poter usare questa procedura viene indicato un numero non inferiori ai 5 incontri... comunque secondo me il caso offre molti spunti di riflessione...

    Dai risultati emergono in comorbilità [asse II]:
    1- Disturbo schizoide di personalità
    2- Disturbo evitante di personalità
    3- Disturbo schizotipico di personalità

    Mentre sull'asse I ho pensato a:
    1- fobia sociale
    2- disturbo d'ansia NAS - disturbo misto ansioso-depressivo

    in questo caso dobbiamo distinguere tra fobia sociale e disturbo evitante di personalità [eventualmente possono anche essere diagnosticate entrambe]. Per quanto riguarda il disturbo schizoide bisogna approfondire il livello di non interesse sociale [mentre il soggetto evitante in un certo senso desidera avere più relazioni sociali soddisfacenti, il soggetto schizoide non si cura di questo]. Il disturbo schizotipico di personalità condivide alcuni criteri con il disturbo schizoide ma in questo caso mi sentirei di metterlo in secondo piano o comunque indagarlo in seguito negli altri colloqui.
    Qualora venisse confermata l'ipotesi di disturbo evitante di personalità in comorbilità con la fobia sociale [secondo me più probabile], possiamo indirizzare il soggetto verso una terapia sopportivo-espressiva individuale [valutazione empatica dell'imbarazzo e incoraggiamento ad esporsi in situazioni temute]. Uno dei punti forti potrebbe essere quello di una motivazione intrinseca nella ricerca di aiuto [infatti D. si presenta da solo al colloqui e di sua spontanea volontà]. Il disagio da lui percepito è piuttosto pervasivo e dura sin dall'infanzia, dobbiamo domandarci perché proprio adesso [40 anni...] ha scelto di ricercare un aiuto [...].

    Non conosco lo strumento di cui parli, ma mi chiedevo che metodologia di applicazione ha…nel senso, è come la SCID? Cioè in base alla presenza/assenza di sintomi giunge ad una diagnosi (categoriale o dimensionale che sia)?

    il disturbo schizoide io al massimo lo metterei nella differenziale…non emerge un vero e proprio disinteresse per le relazioni sociali –D. afferma che è dispiaciuto di non aver mai avuto una ragazza, anche se dopo afferma che le ragazze non lo interessano veramente (il che potrebbe anche essere considerato come una sorta di difesa date le sue difficoltà relazionali)…inoltre nella parte finale dice di sentirsi continuamente non all’altezza e di vivere nel timore di essere giudicato e umiliato (tipico del disturbo evitante e della fobia sociale, che tra l’altro contrasta con un criterio del disturbo schizoide - sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri-)…tuttavia il fatto di dichiarare che gli unici momenti di umore stabile si verificano quando è a casa da solo a leggere o ad ascoltare musica, potrebbe deporre a favore di una differenziale con il disturbo schizoide…in sintesi, alcuni elementi a favore ci sarebbero, ma emergono anche elementi di esclusione…per questo non lo metterei in comorbilità…
    il disturbo schizotipico non ce lo vedo né come differenziale né in comorbilità: condivide con quello schizoide il ritiro sociale e il disinteresse per le relazioni, ma presenta in aggiunta distorsioni cognitive e comportamento eccentrico, che non mi sembrano rilevabili in D.

    In breve io diagnosticherei provvisoriamente un disturbo evitante di personalità (sembra che la parte finale in cui D. afferma di non aver mai manifestato ansia improvvisa e attacchi di panico, sia stata messa per escludere la diagnosi di fobia sociale in cui l’esposizione alla situazione temuta provoca quasi sempre ansia che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico). Per la differenziale proporrei quindi il disturbo schizoide e la fobia sociale. Indagherei anche un eventuale disturbo dell’umore (lamenta umore depresso, difficoltà di concentrazione, senso di inadeguatezza e risentimento), per verificare se ci siano gli estremi per un episodio depressivo o se i sintomi lamentati siano la conseguenza dell’isolamento e della solitudine (ricordiamo che D. si presenta spontaneamente al colloquio, quindi probabilmente non vive bene la sua attuale situazione) dovuti al senso di inadguatezza sociale.

  3. #93
    Partecipante Affezionato L'avatar di MERILUIS
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    sono d'accordo,inoltre l'abc di falabella dice che il disturbo evitante di personalità (così come il disturbo dipendente) compare raramente come unica diagnosi, ma spesso viene associato al disturbo distimico, alla depressione o ansia.

  4. #94
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    il disturbo schizoide io al massimo lo metterei nella differenziale…non emerge un vero e proprio disinteresse per le relazioni sociali –D. afferma che è dispiaciuto di non aver mai avuto una ragazza, anche se dopo afferma che le ragazze non lo interessano veramente (il che potrebbe anche essere considerato come una sorta di difesa date le sue difficoltà relazionali)…inoltre nella parte finale dice di sentirsi continuamente non all’altezza e di vivere nel timore di essere giudicato e umiliato (tipico del disturbo evitante e della fobia sociale, che tra l’altro contrasta con un criterio del disturbo schizoide - sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri-)…tuttavia il fatto di dichiarare che gli unici momenti di umore stabile si verificano quando è a casa da solo a leggere o ad ascoltare musica, potrebbe deporre a favore di una differenziale con il disturbo schizoide…in sintesi, alcuni elementi a favore ci sarebbero, ma emergono anche elementi di esclusione…per questo non lo metterei in comorbilità…
    il disturbo schizotipico non ce lo vedo né come differenziale né in comorbilità: condivide con quello schizoide il ritiro sociale e il disinteresse per le relazioni, ma presenta in aggiunta distorsioni cognitive e comportamento eccentrico, che non mi sembrano rilevabili in D.

    In breve io diagnosticherei provvisoriamente un disturbo evitante di personalità (sembra che la parte finale in cui D. afferma di non aver mai manifestato ansia improvvisa e attacchi di panico, sia stata messa per escludere la diagnosi di fobia sociale in cui l’esposizione alla situazione temuta provoca quasi sempre ansia che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico). Per la differenziale proporrei quindi il disturbo schizoide e la fobia sociale. Indagherei anche un eventuale disturbo dell’umore (lamenta umore depresso, difficoltà di concentrazione, senso di inadeguatezza e risentimento), per verificare se ci siano gli estremi per un episodio depressivo o se i sintomi lamentati siano la conseguenza dell’isolamento e della solitudine (ricordiamo che D. si presenta spontaneamente al colloquio, quindi probabilmente non vive bene la sua attuale situazione) dovuti al senso di inadguatezza sociale.[/QUOTE]

    sono d'accordo il disturbo schizoide [anche che se il soggetto ha alcuni tratti schizoidi importanti che non fanno la dignosi] e schizotipico possiamo metterli nella differenziale insieme alla fobia sociale [anche se risulta difficile distinguerla bene dal disturbo evitante di personalità]. Comunque l'esperimento della SWAP-200 è servito a qualcosa [in effetti le informazioni per differenziare bene non sono molte] ci ha fornito uno schema per fare la diagnosi principale e differenziale...

  5. #95
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    [QUOTE=disappear;1886992]Non conosco lo strumento di cui parli, ma mi chiedevo che metodologia di applicazione ha…nel senso, è come la SCID? Cioè in base alla presenza/assenza di sintomi giunge ad una diagnosi (categoriale o dimensionale che sia)?

    la SWAP-200 ci permette di fare una diagnosi di personalità sia categoriale [presenza/assenza del disturbo] che dimensionale [nel senso che da un punteggio relativo a tutti i disturbi di personalità anche quelli che non raggiungono il cut-off]. Consiste in 200 affermazioni [simili ai criteri del DSM-IV] che vanno ordinati in 7 pile per ordine di importanza dai più caratteristici del disturbo sino a quelli della pila 0 che vengono del tutto esclusi. E' costruita su basi psicoanalitiche e fornisce inoltre un indice del funzionamento globale e altre scale aggiuntive non contemplate dal DSM-IV [depressivo ad alto funzionamento, ossessività, disforico, ostile, disregolazione emotiva].

    l'ho inserita perchè adesso sto facendo molti profili con questo strumento che cerco di confrontare con il Rorschach e con l'OPD...
    Comunque, tornando al caso mi ci stanno tutte le vostre puntualizzazioni [soprattutto per l'esame di stato]...

    a presto

  6. #96
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    sono d'accordo il disturbo schizoide [anche che se il soggetto ha alcuni tratti schizoidi importanti che non fanno la dignosi] e schizotipico possiamo metterli nella differenziale insieme alla fobia sociale [anche se risulta difficile distinguerla bene dal disturbo evitante di personalità]. Comunque l'esperimento della SWAP-200 è servito a qualcosa [in effetti le informazioni per differenziare bene non sono molte] ci ha fornito uno schema per fare la diagnosi principale e differenziale...
    scusa se insisto bluesriver...ma proprio non capisco quali elementi (a parte le indicazioni di comorbilità fornite dalla SWAP) ti portano a pensare ad un disturbo schizotipico...io non lo metterei per i motivi che ti ho spiegato nel precedente post....

  7. #97
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    Citazione Originalmente inviato da disappear Visualizza messaggio
    scusa se insisto bluesriver...ma proprio non capisco quali elementi (a parte le indicazioni di comorbilità fornite dalla SWAP) ti portano a pensare ad un disturbo schizotipico...io non lo metterei per i motivi che ti ho spiegato nel precedente post....
    Nella swap mi da valori molto alti sia per il disturbo schizotipico sia per il disturbo schizoide... credo che questo sia dovuto al fatto che innanzi tutto abbiamo poche informazioni sulle parti più funzionali della personalità di D. che di conseguenza incrementano i livelli di questi disturbi... poi storicamente questi due disturbi sono i meno studiati [e forse i più difficili da differenziare]. Nella letteratura internazionale non c'è molta concordanza nelle loro differenze tranne sul fatto il disturbo schizotipico è molto correlato con schizofrenia sull'asse I, nel senso che questo disturbo di personalità potrebbe evolvere in qualche disturbo psicotico. Anche io mi sento di escluderlo anche dalla differenziale... nelle prime considerazioni che ho fatto ho semplicemente riportato i mie risultati relativi alla psicodiagnosi per mezzo della swap.
    Questo discorso esce un po' dal lavoro che stiamo facendo, mi dispiace se ho creato un po' di confusione...

  8. #98
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    Questo discorso esce un po' dal lavoro che stiamo facendo, mi dispiace se ho creato un po' di confusione...
    non preoccuparti...
    ne approfitto per farti una domanda sulle terapie...dal momento che mi sembri molto ferrato sull'approccio sistemico-familiare, vorrei sottoporti un dubbio, esposto già nell'altro thread, ma che ancora non ha trovato risposta certa....
    che tu sappia l'enfasi espressivo-supportiva è applicabile anche all'approccio cognitivo-comportamentale e sistemico-familiare?perchè da come esposto dalla falabella, sembrerebbe di si, ma io personalmente ho i miei dubbi...la terapia di tipo espressivo, ad esempio, utilizza strumenti quali le interpretazioni, il transfert, che sinceramente non sono applicabili nè all'orientamento cognitivo comportamentale (la ristrutturazione cognitiva non usa interpretazioni), nè a quello sistemico-familiare (vengono indagate le regole del sistema, i miti, i ruoli, la comunicazione)...
    puoi dissolvermi questo dubbio? grazie mille

  9. #99
    Partecipante Esperto L'avatar di lisa1980
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    ragazzi, scusate, ma vorrei approfittare della vostra disponibilità e preparazione! io sto incontrando parecchie difficoltà nella preparazione di questa prova e il mio più grande timore è quello di non capirci niente del caso e non riuscire a fare ipotesi diagnostiche. lo so che non valutano se azzecchiamo la diagnosi, ma il modo in cui procediamo per individuarla, ma ho tanti dubbi proprio sul procedimento diagnostico in sè...sto studiando i disturbi dal dsm e oggi mi sono imbattuta nei disturbi dell umore, a parte che non riuscirò mai distinguere un bipolare I da un bipolare II, comunque...presa dall ansia, sono andata alla ricerca di casi clinici per vedere un po' come vengono prsentati e mi sono imbattuta nel caso che vi scrivo di seguito.
    non so se l avete già discusso e vi chiedo scusa in anticipo qualora l aveste fatto, ma vorrei un vostro parere: secondo voi i sintomi elencati possono soddisfare i criteri per un disturbo ossessivo compulsivo di asse I? a me sembra così strano che i sintomi siano così palesi che ho il dubbio di aver preso un mega abbaglio! aspetto vostre critiche, siate buoni però, ok???

    Traccia I
    Michele. 28 anni, si rivolge al Centro di Salute Mentale chiedendo di uno psicologo; è accompagnato da una sorella
    maggiore, preoccupata dell'intenzione da lui manifestata di lasciare il lavoro.
    Durante il colloquio (la sorella lo aspetta, su suo invito, in sala d'attesa) appare teso, piuttosto reticente nel parlare di
    sé e sospettoso.
    E' stato assunto a lavorare da qualche mese nell'Arma dei Carabinieri e si sente molto angosciato nel portare la
    Pistola. Egli racconta che è stato il padre 85enne ad averlo spinto ad intraprendere la carriera militare per la quale si è
    dovuto trasferire in un'altra città. In seguito ad una crisi d'ansia molto forte, gli sono stati dati alcuni giorni di riposo;
    adesso e a casa in malattia.
    In precedenza aveva fatto vari lavori precari, terminati perché subentravano incomprensioni con il datore di lavoro.
    Spesso si sente in ansia nei rapporti con gli altri per il timore di essere rimproverato per qualcosa.
    Da sempre fa vari gesti rituali riguardanti la chiusura delle porte, delle manopole del gas e si sente costretto a
    ripetere tra sé e sé frasi riguardanti la combinazione tra numeri e oggetti.
    Orfano di madre dall'età di 4 anni, è stato cresciuto dalle sorelle maggiori. Ha un corso di studi regolare, ha poche
    amicizie e una fidanzata a cui cerca di nascondere le sue ansie e i comportamenti ripetitivi: egli infatti, teme che essi
    potrebbero essere ritenuti strani. Nonostante ciò, egli non può fare a meno di eseguirli.

  10. #100
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da lisa1980 Visualizza messaggio
    ragazzi, scusate, ma vorrei approfittare della vostra disponibilità e preparazione! io sto incontrando parecchie difficoltà nella preparazione di questa prova e il mio più grande timore è quello di non capirci niente del caso e non riuscire a fare ipotesi diagnostiche. lo so che non valutano se azzecchiamo la diagnosi, ma il modo in cui procediamo per individuarla, ma ho tanti dubbi proprio sul procedimento diagnostico in sè...sto studiando i disturbi dal dsm e oggi mi sono imbattuta nei disturbi dell umore, a parte che non riuscirò mai distinguere un bipolare I da un bipolare II, comunque...presa dall ansia, sono andata alla ricerca di casi clinici per vedere un po' come vengono prsentati e mi sono imbattuta nel caso che vi scrivo di seguito.
    non so se l avete già discusso e vi chiedo scusa in anticipo qualora l aveste fatto, ma vorrei un vostro parere: secondo voi i sintomi elencati possono soddisfare i criteri per un disturbo ossessivo compulsivo di asse I? a me sembra così strano che i sintomi siano così palesi che ho il dubbio di aver preso un mega abbaglio! aspetto vostre critiche, siate buoni però, ok???

    Traccia I
    Michele. 28 anni......
    trovi tutto nelle pagine precedenti

    Il disturbo Bipolare I è caratterizzato da uno o più Episodi Maniacali o Misti, solitamente accompagnati da Episodi Depressivi Maggiori, mentre il Bipolare II è caratterizzato da uno o più Episodi Depressivi Maggiori accompagnati da almeno un Episodio Ipomaniacale; inoltre, nel Bipolare II l'episodio non è abbsatnza grave da comportare una marcata compromissione in ambito sociale o lavorativo, o da richiedere l'ospedalizzazione

  11. #101
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
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    Citazione Originalmente inviato da lisa1980 Visualizza messaggio
    non so se l avete già discusso e vi chiedo scusa in anticipo qualora l aveste fatto, ma vorrei un vostro parere: secondo voi i sintomi elencati possono soddisfare i criteri per un disturbo ossessivo compulsivo di asse I? a me sembra così strano che i sintomi siano così palesi che ho il dubbio di aver preso un mega abbaglio! aspetto vostre critiche, siate buoni però, ok???
    come ti ha detto ghost l'abbiamo già discusso...trovi tutti i post della discussione da questo punto
    http://www.opsonline.it/forum/psicol...ml#post1876663

  12. #102
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    grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeee

  13. #103
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    Citazione Originalmente inviato da disappear Visualizza messaggio
    non preoccuparti...
    ne approfitto per farti una domanda sulle terapie...dal momento che mi sembri molto ferrato sull'approccio sistemico-familiare, vorrei sottoporti un dubbio, esposto già nell'altro thread, ma che ancora non ha trovato risposta certa....
    che tu sappia l'enfasi espressivo-supportiva è applicabile anche all'approccio cognitivo-comportamentale e sistemico-familiare?perchè da come esposto dalla falabella, sembrerebbe di si, ma io personalmente ho i miei dubbi...la terapia di tipo espressivo, ad esempio, utilizza strumenti quali le interpretazioni, il transfert, che sinceramente non sono applicabili nè all'orientamento cognitivo comportamentale (la ristrutturazione cognitiva non usa interpretazioni), nè a quello sistemico-familiare (vengono indagate le regole del sistema, i miti, i ruoli, la comunicazione)...
    puoi dissolvermi questo dubbio? grazie mille

    tutte le terapie possono essere inserite lungo un continuum che va dalle "più espressive" [psicoanalisi freudiana classica] a quelle più supportive [...]. All'interno delle diverse scuole sistemico-relazionali [terapie famigliari e di coppia] la cosa si complica un po' nel senso che sono sicuramente meno espressive non solo della psicoanalisi classica ma anche delle sue forme più relazionali [anche in analisi adesso si tende ad adottare un'ottica più circolare dove l'analista in alcuni casi parla anche di se stesso, "svelamento" e fa più interpretazioni, in definitiva è più attivo]. Alcune scuole di psicoterapia famigliare adottano concetti derivati dalla psicologia dinamica [magari invece di parlare di transfert parlano di risonanza...], anche se la teoria di fondo è comunque sistemico-relazionale. La scelta di qualsiasi tipo di psicoterapia secondo me dipende da una serie di fattori come:
    1- la gravità del disturbo psichico in relazione all'esame di realtà [sappiamo che la psicoanalisi non è adatta per i disturbi psicotici per una serie di motivi]
    2- la capacità di insight [inutile fare interpretazioni complesse o con livelli di astrazione molto alti con persone che hanno scarse capacità introspettive]
    3- pervasività e durata del disturbo
    4- la motivazione al trattamento [tempo, denaro, ecc.]

    Alcune psicoterapie funzionano meglio per determinati disturbi:
    il gioco d'azzardo e i disturbi alimentari con la psicoterapia famigliare, i disturbi nevrotici con tutte le varianti della psicologia dinamica... ecc.
    le terapie cognitivo-comportamentali non si occupano dei processi inconsci, ne tanto meno delle dinamiche tra i sistemi, mettono l'accento principalmente sul sintomo dove il terapeuta da delle "indicazioni" per modificare lo stile cognitivo ed eliminare comportamenti disfunzionali.
    In definitiva parlare di terapia espessivo-supportiva va bene nella teoria sistemico-famigliare ma non per quella cognitivo-comportamentale [dove manca totalmente la parte espressiva come da te descritta]. Parlare di mitologie all'interno di una psicoterapia famigliare significa fare interpretazioni molto complesse sul funzionamento del sistema. I termini espressivo e supportivo creano molta confusione nel senso che per certi aspetti la stessa psicoanalisi è sia espressiva che supportiva [non lo mettiamo all'esame se no ci bocciano], basta pensare alla relazione di dipendenza che si crea dopo un certo periodo... [alcune persone non riescono a stare 2/3 settimane senza andare in analisi...].

    non so se ho risposto alla tua domanda, ho cercato di articolare il discorso anche per me risulta difficile questa dicotomia...
    a presto

  14. #104
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    tutte le terapie possono essere inserite lungo un continuum che va dalle "più espressive" [psicoanalisi freudiana classica] a quelle più supportive [...]. All'interno delle diverse scuole sistemico-relazionali [terapie famigliari e di coppia] la cosa si complica un po' nel senso che sono sicuramente meno espressive non solo della psicoanalisi classica ma anche delle sue forme più relazionali [anche in analisi adesso si tende ad adottare un'ottica più circolare dove l'analista in alcuni casi parla anche di se stesso, "svelamento" e fa più interpretazioni, in definitiva è più attivo]. Alcune scuole di psicoterapia famigliare adottano concetti derivati dalla psicologia dinamica [magari invece di parlare di transfert parlano di risonanza...], anche se la teoria di fondo è comunque sistemico-relazionale. La scelta di qualsiasi tipo di psicoterapia secondo me dipende da una serie di fattori come:
    1- la gravità del disturbo psichico in relazione all'esame di realtà [sappiamo che la psicoanalisi non è adatta per i disturbi psicotici per una serie di motivi]
    2- la capacità di insight [inutile fare interpretazioni complesse o con livelli di astrazione molto alti con persone che hanno scarse capacità introspettive]
    3- pervasività e durata del disturbo
    4- la motivazione al trattamento [tempo, denaro, ecc.]

    Alcune psicoterapie funzionano meglio per determinati disturbi:
    il gioco d'azzardo e i disturbi alimentari con la psicoterapia famigliare, i disturbi nevrotici con tutte le varianti della psicologia dinamica... ecc.
    le terapie cognitivo-comportamentali non si occupano dei processi inconsci, ne tanto meno delle dinamiche tra i sistemi, mettono l'accento principalmente sul sintomo dove il terapeuta da delle "indicazioni" per modificare lo stile cognitivo ed eliminare comportamenti disfunzionali.
    In definitiva parlare di terapia espessivo-supportiva va bene nella teoria sistemico-famigliare ma non per quella cognitivo-comportamentale [dove manca totalmente la parte espressiva come da te descritta]. Parlare di mitologie all'interno di una psicoterapia famigliare significa fare interpretazioni molto complesse sul funzionamento del sistema. I termini espressivo e supportivo creano molta confusione nel senso che per certi aspetti la stessa psicoanalisi è sia espressiva che supportiva [non lo mettiamo all'esame se no ci bocciano], basta pensare alla relazione di dipendenza che si crea dopo un certo periodo... [alcune persone non riescono a stare 2/3 settimane senza andare in analisi...].

    non so se ho risposto alla tua domanda, ho cercato di articolare il discorso anche per me risulta difficile questa dicotomia...
    a presto
    direi che il tuo post ha perfettamente risposto alla mia domanda....
    grazie mille

  15. #105
    Partecipante Esperto L'avatar di lisa1980
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    ragazzi,
    nella discussione del caso clinico diamo per scontato che i sintomi presentati non siano dovuti agli effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale, nè all uso di sostanze, o proponiamo di indagare attraverso il colloquio ed esami di laboratorio tale aspetto prima di escluderlo a priori????

    scusate se è una domanda forse un po' banale...

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