che avete messo voi come terapia per il disturbo acuto da stress e quello dell'adattamento?
per quello acuto da stress, gabbard rimanda alla terapia dei disturbi dissociativi, anche se poi in quel capitolo affronta prevalentemente la terapia del DID...che suggerite?
per il disturbo dell'adattamento non ho trovato indicazioni nè sul gabbard nè sull'abc...avevo pensato ad una terapia simile a quella per il post-traumatico....che dite?
ho trovato poco per entrambi
dist acuto da stress: può essere utile un approccio psicoeducativo e l'esplorazione cognitiva
dist adattamento: la maggior parte degli individui guarisce spontaneamente con il tempo o l'attenuarsi dell'evento stressante; in caso contrario: manipolazione ambientale (non chiedetemi cosa sia!) e interventi familiari
accidenti...speriamo allora che non esca nessuno di questi due disturbi....la falabella per il disturbo acuto da stress consiglia una terapia supportivo-espressiva ad orientamento psicodinamico....potrebbe andare secondo te? almeno per coloro che non presentano sintomi dissociativi...
per il disturbo dell'adattamento....bella gatta da pelare
grazie mille
una terapia supportivo-espressiva ad orientamento psicodinamico per il dist acuto da stress.......non so.....
il dsm-iv case studies consiglia un approccio psicoeducativo, per aiutare il soggetto a conoscere i sintomi ai quali andrà incontro, in modo da capire che queste reazioni non sono strane ma sono normali, prevedibili e generalmente di breve durata, aumentando così il senso di controllo.... mi sembra più ragionevole...
che ne pensi?
....sarà che io dell'ABC non mi fido più, boh!![]()
neanche io mi fido molto dell'abc, proprio per questo volevo confrontarmi..
gli interventi psicoeducativi fanno parte del versante supportivo delle terapie...magari meglio limitarsi a consigliare una terapia supportiva con gli obiettivi che hai esposto tu, lasciando stare l'enfasi espressiva (stasera scrivo proprio da cani...sono stanchissima)![]()
c'è nessunoooooo!!!!!???? vi posto un caso e aspetto i vostri elaborati io non l'ho scritto sul pc ce l'ho in cartaceo!!!!!
A. è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha
raccomandato definendolo un professionista serio e preparato.
Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere
aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto esigente con sé stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente.
Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un
pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di
meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è
associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si
sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività.
A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio".
Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli.
Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un
figlio.
Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
Quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustificazione
dell'ipotesi fatta
Di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale
Di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe
Quali indagini, consulenze specialistiche o altro richiederebbe alla persona e perché
Se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro.
In caso di indicazione di psicoterapia specificare il tipo di orientamento, obiettivi, setting. Chiarire le motivazioni della scelta
fatta. Eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare. I candidati sono invitati ad indicare la lettera di risposta per ciascun
punto mantenendo l'ordine dato.
confrontiamoci che è molto utile!!!! aspetto![]()
sul sito della sapienza ho trovato questo caso:
http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20211PENO1.pdf
che ne dite se lo analizziamo insieme
io ho buttato giù qualche idea ma non ne sono tanto sicura.
grazie![]()
Ciao
ho dato un'occhiata al caso che hai postato....ho trovato un po' di difficoltà, non ci sono molti elementi....
partiamo dal motivo della consultazione: mal di testa e perdita di sensibilità agli arti superiori, resistente a qualsiasi trattamento farmacologico..... questo sembra un tipico quadro somatoforme, in particolare un disturbo di conversione.... come criteri DSM ci dovremmo essere....
per quanto riguarda il fattore psicologico associato col sintomo o col deficit, richiesto dal DSM, la paziente soffre del disturbo da 9 anni, ed è insoddisfatta della sua posizione lavorativa che occupa da 10 anni.....ci potrebbe essere una relazione tra questi 2 elementi, anche se andrebbero indagati tanti altri aspetti, come la relazione con la madre, il padre, il fratello e la sorella, con i colleghi di lavoro e con il capo.....
inoltre, riporta di preoccuparsi di come possa apparire agli altri e di essere giudicata negativamente (dist evitante di personalità? fobia sociale?) e pensa di meritare una posizione lavorativa migliore (tratti narcisistici?).....
prendendo per buona la diagnosi di disturbo di conversione........che trattamento sarebbe utile?.....non ho trovato molto su questo disturbo....
potrebbe essere utile una terapia in un primo momento supportiva, per empatizzare con la sofferenza del paziente, e poi espressiva, per rielaborare il conflitto espresso attraverso i sintomi fisici??.....sul DSM case studies dice che una terapia orientata all'insight può non essere utile, in quanto i pazienti possono sentirsi in colpa scoprendo di aver "simulato" i sintomi.....
che ne pensate??
dai, riprendiamo questo post che è molto utile!!![]()
ho affrontato anche questo caso, anche qui con molti dubbi....
emerge un quadro di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive (affettività coartata, disinteresse per qualsiasi tipo di attività, pochi amici)..... questo elementi sembrano potersi inquadrare in un disturbo schizoide di personalità, ma non sono molto convinto..... il DSM richiede la presenza di almeno 4 criteri.... si dovrebbe indagare il piano delle relazioni intime, il piacere o meno di far parte di una famiglia (anche se questo aspetto sembra abbastanza compromesso),se è indifferente alle lodi o alle critiche degli altri........forse sarebbe utile la somministrazione della SCID-II, per valutare la presenza di questo o di altri disturbi di personalità.....
per il trattamento (considerando il dist. schizoide) Gabbard consiglia una psicoterapia supportivo-esperessiva, anche affiancata da una terapia di gruppo per aiutare il paziente con la socializzazione e a "sciogliersi", entrando in contatto con le proprie emozioni....
che ne dite??![]()
anch'io con molti dubbi pensavo ad un disturbo schizoide di personalità
La donna viene indirizzata al colloquio con lo psicologo da un'amica, questo tipo di motivazione intrinseca può farci pensare ad uno scarso insight psicologico da parte della donna. Questo viene ulteriormente confermato dalla sua "sfiducia nella psicologia" che in un certo senso suona un po' come "evitiamo di pensare su", di fatti la donna vorrebbe essere aiutata a risolvere il problema con delle "sedute di rilassamento" che di conseguenza evitano un coinvolgimento più emotivo... Il motivo della consultazione non è di ordine psicologico, nel senso che lei lamenta forti mal di testa e dolori agli arti superiori. In un certo senso sia la donna che l'amica intuiscono che il disturbo lamentato potrebbe essere di natura non medica infatti la donna si è sottoposta a diversi trattamenti farmacologici senza alcun risultato... La donna sembra eccessivamente controllata per paura che le proprie azioni o parole possano essere interpretate negativamente o in maniera distorta dagli altri [meccanismo della proiezione]
[si sente spesso giudicata e si preoccupa di come può apparire agli altri]. Di solito le persone che usano in maniera pervasiva questo meccanismo tendono a "mettere fuori" i propri vissuti proiettandoli appunto su altre persone. Inoltre nel descrivere i propri famigliari sembra avere una visione polarizzata delle relazioni [scissione dell'oggetto]... Infatti la madre viene descritta come "possessiva e invadente" il padre come "meraviglioso" senza parlare dei fratelli e dei colleghi di lavoro dove le relazioni sembrano altrettanto scisse. Nei colloqui successivi sarebbe importante approfondire le sue storie affettive fallimentari... analizzando le dinamiche collusive alla base della formazione della coppia e le motivazioni principali nella rottura del legame. Bisogna mettere l'accento anche sulla fase del ciclo vitale... dove la donna sembra faticare a mantenere una relazione stabile e di conseguenza un'impossibilità a divenire madre. Possiamo inoltre approfondire il fatto che i mal di testa in un certo senso coincidono con il suo lavoro di giornalista nel senso che si sono sviluppati qualche tempo dopo aver iniziato a lavorare [approfondire svincolo e capacità di separazione dalle figure genitoriali].
come strumenti di approfondimento psicodiagnostico possiamo mettere un Rorschach, il disegno della famiglia della Machover [facendo riferimento alla famiglia d'origine e alla famiglia futura che intende costruire]. Per quanto riguarda la terapia possiamo consigliare una psicoterapia ad orientamento psicodinamico [1/2 volta alla settimana, vis a vis].
ho evitato di parlare di disturbi perchè in realtà ci sono pochi elementi anche per fare ipotesi... possiamo parlare di un disturbo psicosomatico... forse di una forma isterica [isteria di conversione]... forse tratti di personalità evitanti... io escluderei i disturbi di personalità del gruppo a e quelli del gruppo b...
non è un caso semplice, la mia opinione è che non vada affrontato con le categorie del DSM.
comunque confrontiamoci
a presto