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  1. #31

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da carozzicarozzi Visualizza messaggio
    Allora spiega alla tua collega (ma non solo) che in italia le cose stanno in un altra maniera, anche solo per legge. Anche io riconosco una funzionalità e una capacità lavorativa autonoma per i consuellor...ma non certo quando fanno i discorsi come sopra.....


    Saluti
    Ancora insisti carozzicarozzi????

    Ho gia' detto di avere peccato di superficialita' quando ho fatto questa affermazione...Devo forse mettere il cilicio e frustarmi la schiena per questo?
    Un altro utente che ha voluto approfondire in modo intelligente le mie affermazioni senza sparare a zero su queste ha riportato la differenza tra counsellor e psicoterapeuta cosi' come e' definita qui in Inghilterra dalla British associaltion for Counselling e Psychotherapy (BACP).

    Carozzicarozzi dai un'occhiata...e' scritto in inglese...

    Saluti

  2. #32

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Io, invece, mi congratulo con Te!
    Per il coraggio ad affrontare una realtà "faccia a faccia", come quella inglese, o meglio, anglo-sassone che, forse, parte da un blocco di partenza con un po' di presunzione, rispetto ad altre realtà nazionali (europee) come quella italiana...ma, almeno, alla fine, riconosce il sacrificio e la professionalità, se e quando siano acquisite, anche di un Italiano.
    In questo riconosco che i paesi anglo-sassoni sono esempi di regolamentazione e di meritocrazia.
    Tornando a quanto sopra: a me è capitato che un collega scozzese, dopo la dimostrazione finale ad un Corso a Londra, si sia avvicinato e si sia complimentato con me ("Sono orgoglioso di averTi conosciuto")...in Italia non mi è mai capitato!
    E neanche, come negli Stati Uniti, avere seduto accanto a me un Professore universitario che a sessant'anni stava frequentando un Corso di PNL "advanced", inteso, per lui come aggiornamento!
    "Rivalità professionale": è il termine giusto...Rivalità, appunto, e non competizione. Almeno fosse in Italia riferito a rivalità tra pari...mentre spesso si assiste (o si vive iin prima persona. come nel mio caso) a "sceneggiate" dovute più a "gelosia professionale" e allo "sgomitamento" per emergere, senza nessuna acquisizione di competenze ulteriori, oltre alla Laurea...è capitato a me personalmente che una collega, formatrice aziendale come me (ho vent'anni di lezioni frontali con gli adulti e undici nella formazione manageriale), quando, alla mia domanda sulla preparazione tecnica (per accordarci su una condotta comune in aula)...al telefono è partito un urlo: "Lo vuoi capire che sono Laureata in Psicologia?!!".

    Non voglio dire, come il vecchio (ma "rifatto") Baglioni "Viva l'Inghilterra"...ma ci vorrebbe un po' di umiltà in più da parte di tanti colleghi italiani, per accrescere le proprie competenze, con Corsi anche in Italia, non dico quasi tutti all'estero come ho fatto io.
    Poi, da pari buttarsi nella "competizione professionale"...ma alla pari.
    Non vedo un buon futuro in Italia, senza regolamentazione e senza una sana voglia di competere tra pari.
    Se è scorretta e ingiusta la competizione tra Counselor-non Psicologi e Psicologi che possono sotenere colloqui di Counseling psicologico, ci deve essere anche negli altri ambiti...ma, a oggi, la realtà mi sembra tutt'altro.
    Ti ringrazio....
    sei tra i pochi che ha capito il senso del mio intervento...

    Come psicologa avevo difeso gli psicologi Italiani se il problema era quello di chiedere una maggiore definizione della professione del Counsellor in Italia. Ma come Counsellor dinamico volevo precisare che nel mio paese 'acquisito'e' una professione seria e minuziosamente controllata da un codice etico molto severo, e che forse l'introduzione di questa figura professionale in Italia era stata fatta con critei diversi, tutto qua...

    Sulla rivalita'/gelosia professionale...beh alcune risposte che ho ricevuto qui putroppo confermano i nostri cumuni pensieri su questo argomento...

    Saluti, silviaxxx

  3. #33
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Ciao Silvia,
    beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
    I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
    A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
    Grazie.

  4. #34
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da silviaxxx Visualizza messaggio
    come Counsellor dinamico volevo precisare che nel mio paese 'acquisito'e' una professione seria e minuziosamente controllata da un codice etico molto severo.
    Ciao Silvia,
    beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
    I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
    A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
    Grazie.

  5. #35

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Ciao Silvia,
    beh io vorrei approffittare x chiederti che tipo di formazione professionale deve affrontare un cousellor in UK x diventare tale.
    I docenti del master che frequento in Italia mi hanno detto che in effetti da "voi" è abbastanza organizzato, così come dici tu e che ci sn dei criteri di controllo di qualità sulla professione.
    A quanto ne so io i counsellor in UK si occupano ad es. nelle scuole di orientamento scolastico, fanno orientamento professionale etc etc.
    Grazie.

    Io ti posso dire quale e' stata la mia esperienza, perche' le cose cambiano a seconda dell'orientamento teorico dello specifico corso in Counselling.

    Come 'Psychodynaic Counsellor', questo e' il mio titolo qui, ho frequentato un corso biennale post-lauream e adesso sto facendo il terzo anno per completare il ciclo, che e' l'anno di Master dedicato al mio progetto di ricerca. Durante il corso ho frequentato settimanalmente ( e non solo per un weekend al mese) l'universita' per i seminari teorici. Dopo i primi 4 mesi ho iniziato il mio tirocinio clinico presso una struttura di Counselling dove ricevevo una Supervisione one-to-one settimanale per coprire un totale di 150 ore di counselling svolto con i pazienti che mi venivano riferiti dalla'Agenzia, alla quale venivano aloro volta riferiti per lo piu' da medici di base o da altre strutture che svolgono interventi a breve termine.

    Ho anche dovuto sottopormi come paziente a terapia psicoanalitica (come ho gia' precisato, a mie spese!) per tutta la durata del corso.

    Ora ricevuta la qualifica (la cerimonia di laurea e' stata molto diversa dalla nostra come potrai immaginare...) che io lavori come libera professionista o presso una struttura pubblica/privata, sono obbligata a ricevere Supervisione continua, la cui frequenza varia a seconda del numero di pazienti visti settimanalmente. E questo vale per sempre.

    Sono inscritta al BACP dove, per diventare ulteriormente accreditata, devo dimostrare di avere raggiunto un totale di 450 ore di counselling one-to-one. Una volta raggiunta l''accreditation' devo continuamente aggiornarla per mantenere lo status, attraverso la frequentazione di seminari o scrivendo articoli e cosi' via.

    Utilizzando un modello di intervento dinamico, lavoro sull'interpretazione di transfert e controtransfert, rifacendomi ai modelli teorici di BION, WINNICOTT,KLEIN, BOWLBY et al...

    Qualsiasi altro corso di counselling comunque, che sia Integrativo,Cognitivo-comportamentale etc, richiede una laurea per accedervi. Se la qualifica precedentemente acquisita non e' affine all'ambito psicologico bisogna frequentare un anno introduttivo al counselling presso l'universita'...

    Ti dico di piu'. Qui in Inghilterra esitone la figura professionale di Counselling Psychologist, che e' un percorso ancora diverso...


    Come vedi si tratta di un percorso ben strutturato.

    Saluti, silviaxxx

  6. #36

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Per chi volesse discutere con maggior cognizione di causa sul sistema anglosassone ecco quanto c'è nel web inglese....

    Psychotherapy
    What's the difference between a psychotherapist and a counsellor?
    In practice, very little: some practitioners may choose to call themselves counsellors, while others - even with identical qualifications - may call themselves psychotherapists.
    Traditionally, people offering short-term help to patients or clients - especially those in the voluntary sector - tended to call themselves counsellors, while people who had trained on a psychotherapy course, lasting at least two years, would call themselves psychotherapists. But nowadays this distinction seems to have blurred.
    Quite apart from anything else, many psychotherapists also call themselves counsellors.
    One reason for this is that they think the public find 'counselling' a more understandable and less frightening term than 'psychotherapy'.
    Another reason is that when practitioners pay to put themselves into a telephone directory, they are aware that many potential clients will start by looking up 'counsellors' because it comes before 'psychotherapists' alphabetically. So they put their advert into the counselling section.
    Sometimes therapists advertise in both the counselling and psychotherapy sections. And if they also have a qualification in hypnosis they often put themselves into the hypnosis section, too. So one therapist can be listed under all three headings. Confusing, isn't it?
    The British Association for Couselling and Psychotherapy

    Altre info anche al link
    BACP - The British Association for Counselling and Psychotherapy

    e, naturalmente, al sito della British Psychological Society The British Psychological Society

    Il titolo "psicologo" in UK non è protetto e non lo è neanche in Germania. In Germania eiste un Ordine degli Psicoterapeuti, ma non degli Psicologi. In UK mi pare di capire che non c'è nè l'uno nè l'altro e che dal 2001 la British Psychological Society ha istituito un Registro dei "Chartered Psychologists" senza però valore legale. Confesso che non ho avuto tempo per leggermi proprio tutto a questo proposito, ma vi passo i links per chi volesse approfondire.
    Comunque, per quel che ho potuto vedere, mi pare che la legislazione che protegge la nostra professione in Italia sia la migliore e la più avanzata.

    Non e' esatto. La British Psychological Society (BPS) e' di fatto un albo professionale ed e' l'unico per psicologi in UK. Al suo interno ci sono le varie sezioni dedicate allo specifico ambito professionale (Clinical, Occupational etc..). Se non si raggiunge lo status di 'chartered' non si puo' lavorare come psicologo. Uno psicologo italiano iscritto all'albo in Italia non diviene automaticamente chartered in UK, anzi...

    Sull'aspetto legale, concordo con l'assoluta indipendenza legislativa della BPS. Ma di fatto nessuno puo' esercitare come psicologo senza essere un membro dellla BPS.

    Saluti

  7. #37

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Traditionally, people offering short-term help to patients or clients - especially those in the voluntary sector - tended to call themselves counsellors, while people who had trained on a psychotherapy course, lasting at least two years, would call themselves psychotherapists. But nowadays this distinction seems to have blurred.
    Quite apart from anything else, many psychotherapists also call themselves counsellors.
    One reason for this is that they think the public find 'counselling' a more understandable and less frightening term than 'psychotherapy'
    .

    GRAZIE Milleune, Questo e' cio' che dicevo...
    Ultima modifica di silviaxxx : 30-01-2009 alle ore 14.08.17

  8. #38
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Da quanto ho letto mi sembra che il percorso che ha fatto silvia in Inghilterra sia sovrapponibile a quello che svolgiamo in Italia per diventare psicoterapeuti. Personalmente non ho nulla da dissentire, ma ma bisogna tenere presente che in Ingheliterra i termini "counsellor" e "psicoterapeuta" sono praticamente sinonimi.
    Non così accade in Italia, invece. La realtà italiana appare molto più confusa, oltre che per la regolamentazione, per ciò che riguarda lo statuto scientifico del counselling psicologico. A mio modo di vedere la distinzione tra "disagi momentanei" e "disagi della personalità" è arbitraria e non ha fondamenti epistemici ufficienti per essere sostenuta. L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
    A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di prblematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 30-01-2009 alle ore 14.22.09
    gieko

  9. #39

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Da quanto ho letto mi sembra che il percorso che ha fatto silvia in Inghilterra sia sovrapponibile a quello che svolgiamo in Italia per diventare psicoterapeuti. Personalmente non ho nulla da dissentire, ma ma bisogna tenere presente che in Ingheliterra i termini "counsellor" e "psicoterapeuta" sono praticamente sinonimi.
    Non così accade in Italia, invece. La realtà italiana appare molto più confusa, oltre che per la regolamentazione, per ciò che riguarda lo statuto scientifico del counselling psicologico. A mio modo di vedere la distinzione tra "disagi momentanei" e "disagi della personalità" è arbitraria e non ha fondamenti epistemici ufficienti per essere sostenuta. L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
    A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di prblematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).

    Saluti

    Sono perfettamente d'accordo.
    Saluti, Silviaxxx

  10. #40
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    L'idea che vi possano essere eventi episodici che determinino uno stato di malessere che porta alla richiesta di un aiuto psicologico si scontra con il dato della presenza di una struttura di personalità (più o meno patologica, questo poco importa) che "non regge più" determinando la domanda di aiuto. Anche una psicosi può slatentizzarsi per eventi occasionali, ad indicare che la struttura psicotica è già presente, seppure asintomatica.
    A mio parere cade quindi la definizione di counselling, così come quella di sostegno psicologico, come tipologia di intervento specifica in situazioni "non gravi", quando si tratta piuttosto di problematiche strutturali (eventualmente di ordine nevrotico).

    Saluti
    Quindi secondo questa definizione una persona che attraversa un momento nella sua vita di malessere deve avere per forza un problema psicologico e non di natura educativa e quindi di conseguenza non patologico.
    Beh interessante questo...
    Mette in evidenza una differenza sostanziale tra un pedagogista o un educatore ad esempio e uno psicologo..
    La differenza è che come professionista non svaluto e ritengo professionalmente diversa e utilissima la professione di psicologo ma non colgo questo stesso apprezzamento inversamente...
    Mi pare di cogliere, ma vedete se vi torna, come avevo già detto, l'onniscenza di alcuni psicologi su tutto ciò che riguarda le relazioni d'aiuto...
    Ultima modifica di rosablu77 : 30-01-2009 alle ore 15.24.18

  11. #41
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Allego un estratto del Regolamento del CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti) in Italia.

    ARTICOLO 6 - DEFINIZIONI
    Il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente, o Clienti (individui, famiglie, gruppi o istituzioni).
    Il Counsellor è la figura professionale che aiuta a cercare soluzioni di specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a sviluppare risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza personale su specifici temi.
    L’obiettivo del Counselling è fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.


    Il Cliente è la persona, la coppia, la famiglia o l’organizzazione che richiede di essere aiutata mediante un’opera di supporto, in un percorso formativo o un processo di sviluppo personale inerente una specifica problematica.

    CRITERI DI ACCREDITAMENTO PER I PROGRAMMI DI FORMAZIONE AL COUNSELLING


    In vista dell’accreditamento, il CNCP definisce come “programma” una sequenza strutturale di esperienze e di studio, riconoscendo che un’ Ente, un’ Istituzione o una Scuola possono avere più programmi.
    I programmi di formazione possono includere la formazione a distanza, ma questa non può ricoprire più di un terzo dell’intero monte ore.
    Gli standard stabiliti dal CNCP comprendono livelli minimi di conoscenze, esperienze e competenze.
    La Commissione preposta all’accreditamento, prima di valutare i programmi, deve assicurarsi che siano soddisfatti i seguenti criteri iniziali:

    1. Un terzo del monte ore teorico deve essere dedicato ad elementi di psicologia.
    2. Le unità didattiche di cui al punto 1. devono essere effettuate da Docenti che abbiano conoscenze
    approfondite in psicologia e siano iscritti all’Albo degli Psicologi.
    3. Per la qualifica di Counsellor, tutti gli allievi dovranno effettuare esperienze e conseguire conoscenze e competenze nelle seguenti aree comuni di base:
    • Identità professionale
    • Crescita e sviluppo umano nei diversi contesti culturali e sociali
    • Relazioni di aiuto e ambiti applicativi
    • Lavoro di gruppo
    • Assessment
    • Ricerca e programmi di valutazione
    4. Gli ambiti applicativi del Counselling riconosciuti dal CNCP sono i seguenti:
    • Orientamento professionale ed universitario
    • Counselling socio-educativo
    • Counselling di comunità
    • Counselling per la terza età
    • Counselling per la coppia e per la famiglia
    • Counselling per la salute
    • Counselling scolastico
    • Counselling aziendale

    ART. 1) STANDARD CORSI
    I criteri di accreditamento dei programmi di formazione sono contenuti nell’Allegato A.
    I livelli di competenza professionale per la qualifica di Counsellor sono 3 (tre) e sono autonomi l’uno dall’altro: Counsellor, Counsellor Professionista e Counsellor Professionista Avanzato.
    In questo articolo sono riportati i requisiti minimi per il conseguimento delle differenti qualifiche.
    Qualifica di Counsellor:
    a) per l’ammissione: titolo di studio corrispondente almeno alla licenza di scuola
    superiore;
    b) attività formative con le seguenti caratteristiche:
    1) almeno 450 ore da espletare in non meno di due anni e comprensive di
    tirocinio alla fine del percorso;
    2) tra gli insegnamenti impartiti devono essere presenti “elementi di etica e
    deontologia professionale” e “fondamenti di psicologia”;
    c) il Corso deve fare riferimento ad un modello di Counselling riconosciuto dalla cultura
    nazionale o internazionale;
    d) al termine del Corso deve essere prevista la verifica (prova pratica e tesina).
    Qualifica di Counsellor professionista:
    a) per l’ammissione: qualifica di Counsellor (450 ore);
    b) attività formative, comprensive di tirocinio e supervisione, per un totale di almeno
    450 ore da espletare in non meno di un anno.
    Qualifica di Counsellor professionista avanzato:
    a) per l’ammissione: qualifica di Counsellor professionista (900 ore);
    b) attività formative per un totale di almeno 850 ore costituite in prevalenza da tirocini e attività supervisionata.
    Qualifica di Formatore in Counselling:
    In attesa della definizione di propri standard di formazione, il CNCP riconosce i criteri per Docenti Formatori in counselling e Supervisori adottati dalle Scuole, Istituti e Centri che presentano i loro programmi all’accreditamento.

  12. #42
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Allego un estratto del Regolamento del CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti) in Italia.

    ....

    Ciao Rosablu

    L'ho letto, come ho letto altri documenti dello stesso tipo prodotti da scuole di counselling.
    Se posso, riprendo la domanda che avevo posto, e a cui ITModeler (del quale apprezzo molto il contenuto e la forma degli interventi) aveva onestamente risposto.

    Un'associazione può avere tutti i regolamenti che vuole. E possono contenere cose bellissime. Ma non esistono sanzioni contro chi li violi.

    Non siamo nella situazione inglese, o statunitense, dove se l'associazione di appartenenza ti butta fuori, non lavori più. Siamo in Italia. Dove se un counsellor viola il segreto professionale, nessuno gli può contestare nulla.

    A me non importa denigrare uno o l'altro. Né sostenere che io ce l'ho più lungo del tuo (gioco cui indulgono con particolare facilità i maschietti, psicologi o meno che siano). Però davvero me lo chiedo chi protegga il cliente, e come.


    Per quanto riguarda il rapporto tra educazione e malessere, sinceramente, non comprendo la tua posizione. A meno che tu non ritenga che la salute psichica sia una questione che dipende dall'educazione (il che, magari, è pure possibile, ma ti chiedo di spiegarmi come funziona, perché io non ne ho mai sentito parlare).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #43
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Quindi secondo questa definizione una persona che attraversa un momento nella sua vita di malessere deve avere per forza un problema psicologico e non di natura educativa e quindi di conseguenza non patologico.
    Beh interessante questo...
    La distinzione tra problemi "psicologici" ed "educativi" non è sostenibile. La mente è relazionale ed, in quanto tale, il soggetto è prodotto dell'incontro tra le proprie istanze organizzative (vd. ad es. quanto Maturana e Varela hanno scritto in proposito) e l'ambiente parentale e sociale. Se poi ci sono argomenti a sostegno di questa scissione, sarebbe interessante conoscerli.
    La definizione di counselling che hai postato sotto dice il contrario, il problema è che è tutto da dimostrare che sia così...

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Mette in evidenza una differenza sostanziale tra un pedagogista o un educatore ad esempio e uno psicologo..
    La differenza è che come professionista non svaluto e ritengo professionalmente diversa e utilissima la professione di psicologo ma non colgo questo stesso apprezzamento inversamente...
    Mi pare di cogliere, ma vedete se vi torna, come avevo già detto, l'onniscenza di alcuni psicologi su tutto ciò che riguarda le relazioni d'aiuto...
    Sinceramente non capisco dove tu veda questa svalutazione. Mi sembra più che corretto che ci siano distinzioni e specificità di intervento.

    Saluti
    gieko

  14. #44
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    [QUOTE=willy61;1892693]Ciao Rosablu


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao Rosablu


    Un'associazione può avere tutti i regolamenti che vuole. E possono contenere cose bellissime. Ma non esistono sanzioni contro chi li violi.

    Non siamo nella situazione inglese, o statunitense, dove se l'associazione di appartenenza ti butta fuori, non lavori più. Siamo in Italia. Dove se un counsellor viola il segreto professionale, nessuno gli può contestare nulla.

    A me non importa denigrare uno o l'altro. Né sostenere che io ce l'ho più lungo del tuo (gioco cui indulgono con particolare facilità i maschietti, psicologi o meno che siano). Però davvero me lo chiedo chi protegga il cliente, e come.


    Per quanto riguarda il rapporto tra educazione e malessere, sinceramente, non comprendo la tua posizione. A meno che tu non ritenga che la salute psichica sia una questione che dipende dall'educazione (il che, magari, è pure possibile, ma ti chiedo di spiegarmi come funziona, perché io non ne ho mai sentito parlare).

    Buona vita

    Guglielmo


    Io ci lavoro quotidianamente nel rapporto tra educazione e malessere...
    Se parliamo dell'assenza o meno di regole ad es. in famiglia, a scuola, nei vari contesti sociali come la vedi la relazione educazione-malessere???
    Se parliamo di regole interiorizzate senza essere passate al vaglio di una riflessione critica e che poi creano malessere perchè l'individuo non le riconosce come proprie???
    In questo non vedo psicopatologie!!!

    La differenza cmq non è tra educazione e psicologia ma tra patologia e cura di questa e benessere e promozione di questo.
    E' chiaro che l'approccio è psicopedagogico e che si prendono in esame tanto le teorie dell'educazione, dell'apprendimento quanto quelle di tipo psicologico...
    Il counselling non si focalizza sulla malattia cosa che invece fa la psicoterapia.
    Il counsellor si occupa prevalentemente del livello relazionale del problema del cliente con il quale si lavora nel qui-e-ora mentre il terapeuta invita a lavorare sui vissuti regressivi. Sia per un clinico che per un counsellor, il cliente è prima di tutto una persona che è "disfunzionale" a più livelli: a livello sociale o psicologico; Il counsellor lavora sul primo livello.

    Riguardo la protezione del cliente credo di aver già risposto.
    Io sarei x una regolamentazione che ovviamente dipende però dallo Stato che in questo momento pare assente, tuttavia ci sono già professionisti che svolgono relazioni d'aiuto senza la presenza di un albo (come nel mio caso).
    Riprendo poi come qualcuno ha già fatto notare che difficilmente un cliente o paziente può riconoscere una terapia fatta bene o male a meno di comportamenti moralmente scorretti (es. abusi, relazioni sessuali, etc).
    Ultima modifica di rosablu77 : 30-01-2009 alle ore 16.31.35

  15. #45
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Io ci lavoro quotidianamente nel rapporto tra educazione e malessere...
    Se parliamo dell'assenza o meno di regole ad es. in famiglia, a scuola, nei vari contesti sociali come la vedi la relazione educazione-malessere???
    Se parliamo di regole interiorizzate senza essere passate al vaglio di una riflessione critica e che poi creano malesere perchè l'individuo non le riconosce come proprie???
    In questo non vedo psicopatologie!!!
    E allora in che cosa le vedi "le psicopatologie"?
    gieko

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