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  1. #526
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Che la durata non possa essere predeterminata mi vede pienamente d'accordo. Infatti trovo piuttosto banalizzante valutare la psicoanalisi come "sorpassata" solo perchè è di lunga durata. Se sono necessari 15 anni (così come 5 anni) di analisi non ci vedo alcunchè di antiterapeutico, come fanno intendere alcuni commenti. Si rispettano i tempi del soggetto e della patologia, come dici anche tu.
    Rispetto a quanto dici in seguito non ho l'impressione che nel mondo psicoanalitico contemporaneo ci sia questo rifiuto della ricerca empirca e clinica ed in generale della verifica dei risultati. La mole di dati pubblicata da ricercatori sulla teoria psicoanalitica è notevole ed aggiornata. Di matrice psicoanalitica sono strumenti di verifica del processo terapeutico come il CCRT di Luborsky, il modello dell'Attvità Referenziale di Bucci. Da anni l'IPA è impegnata nel sostegno della ricerca in psicoanalisi e ha inaugurato un ramo dell'organizzazione specificatamente dedicato a questa attività.
    Anche rispetto agli apporti di altre scienze e discipline non mi ritrovo nella situazione che descrivi. Leggo continuamente di autori che fanno riferimento e si confrontano con la neurologia (tutta la neuropsicoanalisi, ovviamente), con la biologia dello sviluppo (il Boston Group), con la teoria dei sistemi (Beebe, Lachmann), con le matematiche della complessità (Benjamin, Hoffman,...), con la narratologia (Ferro), con la fisica (teorie del campo).
    Mi farebbe piacere sapere a quali esponenti di rilievo ti riferisci. Sicuramente ci sono psicoanalisti meno attenti a questi sviluppi e a questi confronti, come credo non manchino terapeuti sistemici, cognitivisti, umanisti che non si concentrano sul proficuo interfaccia con altri vertici del sapere.
    Ultima modifica di gieko : 18-01-2009 alle ore 11.58.09
    gieko

  2. #527
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    17-01-2007
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Che la durata non possa essere predeterminata mi vede pienamente d'accordo. Infatti trovo piuttosto banalizzante valutare la psicoanalisi come "sorpassata" solo perchè è di lunga durata. Se sono necessari 15 anni (così come 5 anni) di analisi non ci vedo alcunchè di antiterapeutico, come fanno intendere alcuni commenti. Si rispettano i tempi del soggetto e della patologia, come dici anche tu.
    Rispetto a quanto dici in seguito non ho l'impressione che nel mondo psicoanalitico contemporaneo ci sia questo rifiuto della ricerca empirca e clinica ed in generale della verifica dei risultati. La mole di dati pubblicata da ricercatori sulla teoria psicoanalitica è notevole ed aggiornata. Di matrice psicoanalitica sono strumenti di verifica del processo terapeutico come il CCRT di Luborsky, il modello dell'Attvità Referenziale di Bucci. Da anni l'IPA è impegnata nel sostegno della ricerca in psicoanalisi e ha inaugurato un ramo dell'organizzazione specificatamente dedicato a questa attività.
    Anche rispetto agli apporti di altre scienze e discipline non mi ritrovo nella situazione che descrivi. Leggo continuamente di autori che fanno riferimento e si confrontano con la neurologia (tutta la neuropsicoanalisi, ovviamente), con la biologia dello sviluppo (il Boston Group), con la teoria dei sistemi (Beebe, Lachmann), con le matematiche della complessità (Benjamin, Hoffman,...), con la narratologia (Ferro), con la fisica (teorie del campo).
    Mi farebbe piacere sapere a quali esponenti di rilievo ti riferisci. Sicuramente ci sono psicoanalisti meno attenti a questi sviluppi e a questi confronti, come credo non manchino terapeuti sistemici, cognitivisti, umanisti che non si concentrano sul proficuo interfaccia con altri vertici del sapere.
    In effetti per molti analisti, questi sviluppi riportati da te, portano l'analisi in un campo non analitico, "la psicoanalisi relazionale, influenzata dal costruttivismo e dalla teoria dei sistemi, non sarebbe più psicoanalisi".

  3. #528
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Ovviamente so benissimo che ci sono contrasti teorici, spesso accesi, all'interno della psicoanalisi stessa. Apro e chiudo subito la parentesi: non capisco come mai questo fatto sia sempre citato in relazione alla psicoanalisi quando si può immaginare che sia comune a tutti i gli orientamenti psicoterapici (un cognitivista post-razionalista avrà molto da ridire, ad esempio, sulla teoria comportamentista classica e viceversa). Personalmente ritengo che questi contrasti in psicoanalisi denotino due cose: che la teoria psicoanalitica non è quel monolite che spesso viene raffigurato (con la conseguenza di risultare "antiscientifica" e "antistorica"); e che essa è un sapere vivo, in evoluzione, all'interno del quale è presente una dialettica tra posizioni anche molto differenti.
    Non so di chi sia la citazione che riporta bella primavera sulla psicoanalisi relazionale. Tuttavia la percezione rispetto alle innovazioni della psicoanalisi contemporanea è che ormai esse siano state accettate in buona parte anche sul piano istituzionale, come dicevo sopra. Se poi c'è chi dissente, benvenga: è nella dialettica tra posizioni scientifiche differenti che si ha arricchimento, ovviamente quando queste sono sostenute da dati.
    Ultima modifica di gieko : 18-01-2009 alle ore 14.09.32
    gieko

  4. #529
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Visto il titolo del thread sarebbe interessante parlare dei limiti delle terapie brevi. ..... Ecco perchè credo fermamente che il dibattito vada tenuto su questo livello: si presentano qui fondate critiche sia a modelli come la TBS o la CBT (brevemente: utilizzo della prima cibernetica) o le psicoterapie dinamiche brevi.
    Sarebbe interessante dibattere su questo, perchè credo che qui si giochi la possibilità di esplorare meglio la reale efficacia ed i limiti di questi approcci.
    Saluti
    Mi sembrava di aver capito che fosse opportuno dibattere su questo. Nomi non ne faccio; ne ho fatto uno e ne é nato un putiferio. Direi di rientrare entro i paletti che hai indicato.
    Ciao. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  5. #530
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Mi sembrava di aver capito che fosse opportuno dibattere su questo. Nomi non ne faccio; ne ho fatto uno e ne é nato un putiferio. Direi di rientrare entro i paletti che hai indicato.
    Ciao. Lucio
    Anche a me interesserebbe sapere a quali esponenti ti riferisci.
    Magari esponenti riconosciuti dalla comunità psicoanalitica, vedrai che non nascono putiferi.

    Saluti,
    ikaro

  6. #531
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Anche a me interesserebbe sapere a quali esponenti ti riferisci.
    Magari esponenti riconosciuti dalla comunità psicoanalitica, vedrai che non nascono putiferi.

    Saluti,
    ikaro
    Mi spiace, ma é un no, senza alcun dubbio. Sì, sono riconosciuti dalla comunità psicoanalita e sono anche stati bonariamente criticati da uno Psicoanalista italiano che stimo molto, in quanto aperto alla ricerca e propositivo nello stimolare alternative alle indagini sperimentali (quelle con i criteri della 12).
    Direi,per chi ne ha tempo e voglia, di continuare entro la via indicata da Gieko, in un confronto che sia utile a tutti e non una "baruffa" (litigio in veneto).
    Ciao.Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  7. #532
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    come credo non manchino terapeuti sistemici, cognitivisti, umanisti che non si concentrano sul proficuo interfaccia con altri vertici del sapere.
    Certamente.
    Ciao. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  8. #533
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Non vedo cosa ci sia da "baruffare" su posizioni scientifiche di alcuni psicoanalisti, condivisibili o meno ma solitamente sostenute da argomentazioni scientifiche. Se non fai nomi tu, ne faccio uno io. Mauro Mancia, che come credo si sappia è stato autorevole didatta della Società Psicoanalitica Italiana, ad esempio, ha sostenuto che la psicoanalisi non fosse compatibile con una verifica empirica tradizionale per la sua natura di scienza dell'inconscio che quindi sfugge a canoni di obbiettività razionalista. Tuttavia riteneva che la verifica in psicoanalisi fosse necessaria ponendo però nella supervisione clinica il punto di "controllo" fondamentale (cfr. Longhin e Mancia, Temi e problemi in psicoanalisi, Boringhieri).
    L'argomentazione di Mancia è piuttosto approfondita e so di averla solo accennata, ma ciò per dire che la "rigidità" di cui sono accusati troppo spesso gli psicoanalisti non è sempre fine a se stessa, e ha basi scientifiche.
    La mia proposta è di dibattere sulla tenuta di queste basi, sia che si parli di psicoterapia breve che di qualsiasi altra forma. Altrimenti rischiamo tutti di fare solo affermazioni apodittiche ed inverificabili.
    Ultima modifica di gieko : 18-01-2009 alle ore 18.00.01
    gieko

  9. #534
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non vedo cosa ci sia da "baruffare" su posizioni scientifiche di alcuni psicoanalisti, condivisibili o meno ma solitamente sostenute da argomentazioni scientifiche. Se non fai nomi tu, ne faccio uno io. Mauro Mancia, che come credo si sappia è stato autorevole didatta della Società Psicoanalitica Italiana, ad esempio, ha sostenuto che la psicoanalisi non fosse compatibile con una verifica empirica tradizionale per la sua natura di scienza dell'inconscio che quindi sfugge a canoni di obbiettività razionalista. Tuttavia riteneva che la verifica in psicoanalisi fosse necessaria ponendo però nella supervisione clinica il punto di "controllo" fondamentale (cfr. Longhin e Mancia, Temi e problemi in psicoanalisi, Boringhieri).
    L'argomentazione di Mancia è piuttosto approfondita e so di averla solo accennata, ma ciò per dire che la "rigidità" di cui sono accusati troppo spesso gli psicoanalisti non è sempre fine a se stessa, e ha basi scientifiche.
    La mia proposta è di dibattere sulla tenuta di queste basi, sia che si parli di psicoterapia breve che di qualsiasi altra forma. Altrimenti rischiamo tutti di fare solo affermazioni apodittiche ed inverificabili.
    Conosco queste proposte per una ricerca di tipo alternativo a quella sperimentale ( mi riferisco al tipo empirico che segue i criteri della 12).
    Sono d'accordo con chi sostiene che indagine clinica e sperimentale dovrebbero avere pari dignità.
    Purtroppo,per quanto riguarda la psicoterapia, sembra che solo quella sperimentale (tipica delle brevi) sia il corretto modo di procedere scientifico.
    Comunque,secondo me, quella clinica deve esplicitare criteri precisi, che possono essere diversi - a seconda del modello e di altre variabili - m ben definiti.
    Ciao. Lucio
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 19-01-2009 alle ore 11.36.14
    Lucio Demetrio Regazzo

  10. #535
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Purtroppo,per quanto riguarda la psicoterapia, sembra che solo quella sperimentale (tipica delle brevi) sia il corretto modo di procedere scientifico.
    Sì, però dipende anche in base a quali criteri scientifici ci si riferisce. Nella maggior parte dei casi mi sembra che prevalga una visione neopositivista e neoempirista, legata a schemi causa effetto. Tuttavia non tutta la scienza si muove su questo binario. Sarebbe interessante adottare criteri di verifica extra-clinica legati a schemi non monocausali o deterministici.

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Comunque,secondo me, quella clinica deve esplicitare criteri precisi, che possono essere diversi - a seconda del modello e di altre variabili - m ben definiti.
    Sono d'accordo, infatti penso che così vada fatto: criteri specifici nella verifica intraclinica. Ma una supervisione psicoanalitica, per continuare un esempio, viene svolta proprio in questo modo, con criteri e parametri specifici e coerenti con il modello di riferimento.

    Saluti
    gieko

  11. #536
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sarebbe interessante adottare criteri di verifica extra-clinica legati a schemi non monocausali o deterministici.
    Saluti
    Gieko,
    su questo passaggio potresti fare un esempio di ricerca extra-clinica.
    Non riesco bene a capire a che tipo di procedimento tu ti riferisca.
    Ciao. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  12. #537
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Mi riferisco a processi di verifica legati al confronto con altri domini scientifici (come ad esempio la neurologia) o comunque che rimandano a criteri di verifica estrinseci al metodo (come ad esempio la misura di alcune variabili non contemplate dall'approccio utilizzato).
    gieko

  13. #538
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi riferisco a processi di verifica legati al confronto con altri domini scientifici (come ad esempio la neurologia) o comunque che rimandano a criteri di verifica estrinseci al metodo (come ad esempio la misura di alcune variabili non contemplate dall'approccio utilizzato).
    Ho capito e sono convinto che sia un modo corretto di trovare alternative alla sperimentale.
    A proposito, qual'é la tua opinione sui criteri della 12?
    Ciao. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  14. #539
    gianli86
    Ospite non registrato

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    Io ho già espresso le mie valutazioni sul metodo sperimentale della 12.
    Evidentemente non avete argomenti scientifici per proporre alternative.
    Buonasera

  15. #540
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Oppure si è in altre faccende affaccendati, caro gianli.
    Personalmente trovo i criteri della Divisione 12 piuttosto limitati perchè riferiti ad un modello di stampo positivistico ed unicamente incentrati sulla sintomatologia. Credo di essere quindi d'accordo con Lucio e con quanti altri li trovino comunque inadeguati. Perseguire la "scientificità" mi pare più che auspicabile, ma bisogna vedere che concetto di scienza viene adoperato.

    Saluti
    gieko

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