L'angoscia fra le due topiche di Freud
I topica
l'angoscia è uno stato affettivo, quindi una combinazione tra sensazioni della serie piacere-dispiacere e le corrispondenti innervazioni di scariche e le loro percezioni.
Il primo tipo di angoscia, è registrato alla nascita, a causa dei cambiamenti della respirazione e del battito cardiaco, quindi parliamo di un'angoscia tossica.
Facciamo una prima distinzione fra angoscia reale e angoscia nevrotica: la prima è una reazione in seguito ad un pericolo esterno, che comporta uno stato di tensione e un aumento delle varie capacità motorie e percettive (preparazione all'angoscia). Da questa si sviluppa la reazione all'angoscia, che porta porta allo sviluppo d'angoscia che può sfociare in fuga o difesa; se però il nostro passato mantiene il sopravvento, ci sarà solo uno sviluppo d'angoscia senza reazione alcuna che ci porterà ad una sorta di "paralisi" di fronte al pericolo esterno, senza possibilità di affrontarlo o fuggire.
Per quanto riguarda l'angoscia nevrotica, esso è un fenomeno "interno" e può essere diviso in tre forme: "angoscia d'attesa" (nevrosi d'angoscia), "fobie" e "angoscia nell'isteria".
La prima è una libera angoscia fluttuante che può legarsi a qualsiasi situazione.
La seconda è un'angoscia che ha relazioni con un pericolo esterno, ma con un apporto di angoscia troppo sproporzionato per definirla angoscia reale.
La terza è l'angoscia presente nell'isteria e in altre forme di nevrosi, che compare con certi sintomi o sotto forma di attacco o stato persistente.
La causa principale della nevrosi d'angoscia è l'eccitamento frustraneo, cioè un eccitamento libidico suscitato ma non soddisfatto. Questa libido non soddisfatta, tolta dal suo impiego, contribuisce allo stato di ansietà.
Tramite l'osservazione di angoscia d'attesa e fobie arriviamo alla conclusione che l'angoscia nevrotica viene creata tramite trasformazione diretta della libido, e il meccanismo che permette questa trasformazione è la rimozione.
La rappresentazione subisce la rimozione, ma il suo ammontare libidico permane, venendo tramutato in angoscia.
Quindi l'angoscia può essere vista come l'antecedente alla formazione del sintomo, sintomo che viene creato per evitare l'esplosione dello stato d'angoscia.
Ciò che noi temiamo è quindi proprio la nostra stessa libido insoddisfatta e inutilizzata.
Riassumendo possiamo quindi dire che l'angoscia sorge sia da libido divenuta inutilizzabile sia dal processo di rimozione; viene quindi sostituita e legata alla formazione dei sintomi.
II topica
Introduzione la nuova strutturazione del sistema Io, Super-Io, Es.
Possiamo dire ora che l'Io è l'unica sede dell'angoscia, che soltanto l'Io può provare e produrre angoscia.
Le tre principali forme d'angoscia sono considerate: l'angoscia reale, l'angoscia nevrotica e l'[U]angoscia morale[/U, relative all'Io, all'Es e al Super-Io.
L'angoscia risulta ora come segnale che annuncia una situazione di pericolo.
Possiamo ora fare un passo indietro e analizzare come l'investimento libidico nella madre come oggetto avrebbe dovuto trasformarsi in angoscia tramite rimozione, e comparire sotto forma di sintomi, riferito a un sostituto del padre. Il risultato invece fu l'opposto.
Non è la rimozione a creare angoscia, ma è l'angoscia che genera rimozione, per un pericolo esterno, ossia un pericolo reale.
Tale pericolo è il castigo dell'evirazione, la perdita del proprio membro.
Per quanto riguarda le donne invece la paura riguarda la perdita dell'amore, che è una prosecuzione dell'angoscia del lattante che sente la mancanza della madre.
Osservando lo sviluppo possiamo vedere come ogni età comporta un conflitto che determina condizione d'angoscia con una precisa situazione di pericolo.
Se questi conflitti non vengono risolti, si può incombere in gravi conseguenze per la stabilità psichica, causati dalla debolezza dell'Io che mantiene quindi la persona ad uno stato infantile (dimostrazione degli stadi di sviluppo infantile presente nei nevrotici).
L'unica angoscia che non viene mai superata è l'angoscia morale di fronte al Super-Io, angoscia che ci permetterà di sottostare ed accettare le restrizioni del nostro vivere "sociale".
Abbiamo quindi notato quindi che l'angoscia produce rimozione, e che una situazione pulsionale temuta risale ad una situazione esterna di pericolo.
L'Io quindi si accorge che il soddisfacimento di una pretesa pulsionale potrebbe rievocare uno di queste situazioni pericolose del passato; tale pretesa va quindi repressa. Se è forte l'Io ci riesce, altrimenti sfocierà nella rimozione senza riuscire ad inglobarlo nella propria organizzazione e mantenendo quindi la sua appartenenza all'Es.
L'Io ricorre quindi ad una tecnica: anticipa il soddisfacimento, riproducendo quindi la sensazione spiacevole. Si attiva l'automatismo del principio di piacere-dispiacere, il quale effettua la rimozione del moto pericoloso.
Poi o l'attacco d'angoscia si sviluppa in pieno e l'Io si ritira dalla fonte di eccitamento sconveniente, oppure oppone un contro-investimento che viene accolto nell'Io come formazione reattiva (creazione del sintomo).
L'angoscia nevrotica si è quindi trasformata in angoscia reale, in angoscia di fronte a determinate situazioni esterne di pericolo.
Chiamiamo uno stato di eccitazione che viene avvertito come dispiacere, che non può essere dominato mediante scarico, e di fronte al quale gli sforzi del principio di piacere-dispiacere falliscono, momento traumatico.
Abbiamo quindi attraversato la sequenza angoscia nevrotica -> angoscia reale -> situazione di pericolo, alla conclusione che ciò che è temuto, è ogni volta la comparsa di un momento traumatico, che non può venire eliminato secondo il principio di piacere.
Spero sia stata un'esposizione chiara.







Rispondi citando

tutto quello che hai scritto io l'avevo capito ma non riuscivo a collegarlo bene con le cause e le conseguenze...
Marina
che ansiaaaaaaaaaaaaaa
fateci sapè!