
Originalmente inviato da
gieko
Cara rosablu, non basta dire "non condivido la teoria psicoanalitica e mi rifaccio a Rogers". Bisogna fondare epistemicamente le proprie posizioni per poter discutere ad un livello di maggiore profondità.
Per questo motivo ritengo che sarebbe utile cercare di confrontarsi su quanto dite sia tu che IT_modeler, rispetto alla distinzione tra "funzionale" e "strutturale", tra "disagio" e "patologia", e quant'altro. Da parte mia ho già accennato al perchè non ritengo sostenibile questa distinzione: esiste un continuum tra la cosiddetta "sanità" e la "patologia conclamata", che non possono essere quindi distinte categorialmente, se non in termini puramente convenzionali. Inoltre il concetto di interazione tra struttura di personalità ed ambiente è un dato assodato che rende difficoltoso isolare una dimensione puramente psicopatologica ed una di disagio. Il riferimento ad esempio alla teoria dei sistemi dinamici rende tale modello sostenuto anche dal punto di vista epistemico.
Mi piacerebbe finalmente sentire da voi i motivi e le basi scientifiche della distinzione operata in AT o in altri orientamenti e che sostiene la scelta di effettuare un counselling piuttosto che una psicoterapia.
Rispetto alle risorse, ribadisco quanto detto: nessuna persona è priva di risorse, ma esse sono "al servizio" della struttura di personalità. Non lavorando su quest'ultima le risorse potranno anche essere utilizzate, riscoperte e tutto quello che volete, ma faranno riferimento sempre e solo alle dinamiche strutturali della persona (ponendo eventualmente le basi per una successiva crisi).
Un altro punto problematico è, a mio modo di vedere, l'accento sul linguaggio e sulla simbolizzazione posto da IT_modeler, dal momento che il campo emotivo non simbolico viene tagliato fuori da questa scelta. Ma è una questione più approfondita...
Personalmente ritengo che non vi sia spazio per altri professionisti in campi che non sono i propri. La domanda di cura psicologica è rivolta ad un professionista che deve intervenire per fare in modo che la persona possa "riprendersi in mano la propria vita". E' quindi domanda di psicoterapia e a questo settore spetta. La domanda di un intervento socio-educativo ha finalità differenti ed è di competenza di educatori e assistenti sociali.
Quanto alla critica che sono gli psicologi ad alimentare il mercato del counselling, mi trova d'accordo: la crisi lavorativa porta a non pensare più ai fondamenti scientifici ma a preoccuparsi solo del portafoglio.
Saluti