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  1. #76
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da silviaxxx Visualizza messaggio
    Caro Evolution, scusami ma io non stavo parlando della mia situazione che come sai non si riferisce ad un contesto Italiano. Stavo solo dicendo che se il percorso per diventare counsellor in Italia e' strutturato in modo diverso rispetto al percorso di uno psicologo o psicoterapeuta, allora anche le sue competenze saranno diverse.

    Poi parto sempre dal presupposto che ci sia una certa meritocrazia ad un certo punto, per cui l'esperienza accumulata dal singolo individuo che puo' ( e magari dovrebbe) essere il piu' possibile variegata, sia quella che conta nel momento in cui ci si mette in competizione con altri professionisti per aggiudicarsi un posto di lavoro.

    Credo che se una struttura organizza un bando di concorso per uno psicologo, si aspetti certe competenze. Se come ho letto in precedenza, un counsellor ha 'preso il posto di uno psicologo' credo che sia perche' quello che la struttura richiedeva si avvicinasse di piu' alle competenze di un counsellor che di uno psicologo.

    Forse sto dicendo cose banali. Ma mi sembra un po' superficiale pensare che la figura del counsellor sia stata introdotta in Italia per permettere a chi non e' psicologo di diventarlo tarmite scorciatoie. A beneficio di chi? E a discapito di chi altro? Non credo sia questo il punto da cui partire e dal quale osservare la situazione.

    Come dice Rosablu77, ci sono regolamentazioni ben definite sul Counselling e sicuramente vista la 'novita'' del ruolo verranno via via sempre piu' definite...Non so, questo e' il mio pensiero (forse anche una speranza?).

    Saluti, silviaxxx
    Grazie Silvia,
    nelle tue parole colgo l'accettazione e l'apertura di pensiero verso una nuova professione come è quella del counsellor in Italia.
    Sul fatto che taluni psicologi ritengono che la figura sia stata creata x avere una scorciatoia x fare lo psicologo..è un'idea quanto meno bizzarra...
    Tra l'altro questo significherebbe che gli psicologi stessi allora si stanno dando la zappa sui piedi visto che la maggior parte delle scuole sono dirette proprio da questi ultimi...

  2. #77
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    01-09-2008
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi sembra che ti trovi abbastanza d'accordo nel pensare che, sotto la facciata del problema momentaneo, sono solitamente presenti dinamiche ben più consolidate (e quindi difficilmente coglibili dal soggetto, singolo o istuzione che sia). Il livello strutturale è quindi imprescindibile e comporta un intervento che ne tenga conto e che lavori sulle dinamiche di apertura-resistenza al fine di permettere processi trasformativi stabili.
    Non nego l'esistenze di risorse personali nemmeno nelle patologie più gravi - e proprio per questo motivo ritengo infondata la distinzione che ormai sta sempre più diventando luogo comune tra "disagio occasionale" e "psicopatologia" -, ma fin a quando permane una struttura di un certo tipo, queste sono "imbrigliate". Gli obbiettivi personali di cui parli rimangono infatti legati alla stessa struttura (sono emanazione del desiderio inconscio). Per questo è necessario un intervento di tipo psicoterapico strutturale.
    Non conosco Virginia Satir nè le sue modalità di lavoro. Il focalizzarsi dei terapeuti umanistici come Rogers sulle risorse, mi ha sempre fatto pensare che rimanga però tagliato fuori proprio ciò che ne impedisce l'utilizzo.

    Saluti
    Qui entriamo nel dettaglio dei diversi orientamenti psicologici.
    Mi dispiace ma non condivido la teoria psicoanalitica ma invece mi rifaccio a Rogers, alla Satir e in particolare all'analisi transazionale che ritiene (anche in ambito psicoterapeutico) che il cliente possieda già in sè tutte le risorse e che abbia solo bisogno di riscoprirle...
    Da qui anche la distinzione tra cliente e paziente!!!
    Cmq qui si sta parlando sempre ed esclusivamente di cura, di struttura di personalità...
    Come dice Silvia, dalla discussione pare non vi sia posto per altri professionisti, in questo caso counsellor, ma anche pedagogisti che affrontano situazioni di disagio e di cura.
    Personalmente non ho nex problema ad effettuare un invio o meglio a dare un consiglio di questo genere (come mi è già capitato) perchè ritengo la persona capace di autodeterminarsi e gli riconosco sempre il libero arbitrio e quindi la capacità di effettuare la scelta migliore x se stessa.
    Ultima modifica di rosablu77 : 01-02-2009 alle ore 14.04.47

  3. #78
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Qui entriamo nel dettaglio dei diversi orientamenti psicologici.
    Mi dispiace ma non condivido la teoria psicoanalitica ma invece mi rifaccio a Rogers, alla Satir e in particolare all'analisi transazionale che ritiene (anche in ambito psicoterapeutico) che il cliente possieda già in sè tutte le risorse e che abbia solo bisogno di riscoprirle...
    Da qui anche la distinzione tra cliente e paziente!!!
    Cmq qui si sta parlando sempre ed esclusivamente di cura, di struttura di personalità...
    Cara rosablu, non basta dire "non condivido la teoria psicoanalitica e mi rifaccio a Rogers". Bisogna fondare epistemicamente le proprie posizioni per poter discutere ad un livello di maggiore profondità.
    Per questo motivo ritengo che sarebbe utile cercare di confrontarsi su quanto dite sia tu che IT_modeler, rispetto alla distinzione tra "funzionale" e "strutturale", tra "disagio" e "patologia", e quant'altro. Da parte mia ho già accennato al perchè non ritengo sostenibile questa distinzione: esiste un continuum tra la cosiddetta "sanità" e la "patologia conclamata", che non possono essere quindi distinte categorialmente, se non in termini puramente convenzionali. Inoltre il concetto di interazione tra struttura di personalità ed ambiente è un dato assodato che rende difficoltoso isolare una dimensione puramente psicopatologica ed una di disagio. Il riferimento ad esempio alla teoria dei sistemi dinamici rende tale modello sostenuto anche dal punto di vista epistemico.
    Mi piacerebbe finalmente sentire da voi i motivi e le basi scientifiche della distinzione operata in AT o in altri orientamenti e che sostiene la scelta di effettuare un counselling piuttosto che una psicoterapia.
    Rispetto alle risorse, ribadisco quanto detto: nessuna persona è priva di risorse, ma esse sono "al servizio" della struttura di personalità. Non lavorando su quest'ultima le risorse potranno anche essere utilizzate, riscoperte e tutto quello che volete, ma faranno riferimento sempre e solo alle dinamiche strutturali della persona (ponendo eventualmente le basi per una successiva crisi).
    Un altro punto problematico è, a mio modo di vedere, l'accento sul linguaggio e sulla simbolizzazione posto da IT_modeler, dal momento che il campo emotivo non simbolico viene tagliato fuori da questa scelta. Ma è una questione più approfondita...

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Come dice Silvia, dalla discussione pare non vi sia posto per altri professionisti, in questo caso counsellor, ma anche pedagogisti che affrontano situazioni di disagio e di cura.
    Personalmente ritengo che non vi sia spazio per altri professionisti in campi che non sono i propri. La domanda di cura psicologica è rivolta ad un professionista che deve intervenire per fare in modo che la persona possa "riprendersi in mano la propria vita". E' quindi domanda di psicoterapia e a questo settore spetta. La domanda di un intervento socio-educativo ha finalità differenti ed è di competenza di educatori e assistenti sociali.
    Quanto alla critica che sono gli psicologi ad alimentare il mercato del counselling, mi trova d'accordo: la crisi lavorativa porta a non pensare più ai fondamenti scientifici ma a preoccuparsi solo del portafoglio.

    Saluti
    gieko

  4. #79
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Cara rosablu, non basta dire "non condivido la teoria psicoanalitica e mi rifaccio a Rogers". Bisogna fondare epistemicamente le proprie posizioni per poter discutere ad un livello di maggiore profondità.
    Per questo motivo ritengo che sarebbe utile cercare di confrontarsi su quanto dite sia tu che IT_modeler, rispetto alla distinzione tra "funzionale" e "strutturale", tra "disagio" e "patologia", e quant'altro. Da parte mia ho già accennato al perchè non ritengo sostenibile questa distinzione: esiste un continuum tra la cosiddetta "sanità" e la "patologia conclamata", che non possono essere quindi distinte categorialmente, se non in termini puramente convenzionali. Inoltre il concetto di interazione tra struttura di personalità ed ambiente è un dato assodato che rende difficoltoso isolare una dimensione puramente psicopatologica ed una di disagio. Il riferimento ad esempio alla teoria dei sistemi dinamici rende tale modello sostenuto anche dal punto di vista epistemico.
    Mi piacerebbe finalmente sentire da voi i motivi e le basi scientifiche della distinzione operata in AT o in altri orientamenti e che sostiene la scelta di effettuare un counselling piuttosto che una psicoterapia.
    Rispetto alle risorse, ribadisco quanto detto: nessuna persona è priva di risorse, ma esse sono "al servizio" della struttura di personalità. Non lavorando su quest'ultima le risorse potranno anche essere utilizzate, riscoperte e tutto quello che volete, ma faranno riferimento sempre e solo alle dinamiche strutturali della persona (ponendo eventualmente le basi per una successiva crisi).
    Un altro punto problematico è, a mio modo di vedere, l'accento sul linguaggio e sulla simbolizzazione posto da IT_modeler, dal momento che il campo emotivo non simbolico viene tagliato fuori da questa scelta. Ma è una questione più approfondita...



    Personalmente ritengo che non vi sia spazio per altri professionisti in campi che non sono i propri. La domanda di cura psicologica è rivolta ad un professionista che deve intervenire per fare in modo che la persona possa "riprendersi in mano la propria vita". E' quindi domanda di psicoterapia e a questo settore spetta. La domanda di un intervento socio-educativo ha finalità differenti ed è di competenza di educatori e assistenti sociali.
    Quanto alla critica che sono gli psicologi ad alimentare il mercato del counselling, mi trova d'accordo: la crisi lavorativa porta a non pensare più ai fondamenti scientifici ma a preoccuparsi solo del portafoglio.

    Saluti
    Ciao, sono perfettamente d'accordo con lei

  5. #80
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Grazie pei il tuo intervento che secondo me chiarisce molto a rigurado del counselling.
    Come vedete è già stato regolamentato molto in materia già dagli anni '70 e cosa più importante a livello internazionale.
    Mi auguro che l'Italia presto recepisca.

    P.S. Modeler, con che scuola di counselling ti sei specializzata??
    Sono maschietto, quindi... diplomato Counselor presso l'ASPIC.
    Ma "about Virginia Satir"...l'ho conosciuta attraverso il lavoro di Modeling
    a cui mi hanno invitato i diversi Corsi di Programmazione Neuro Linguistica che ho fatto all'estero, dove dopo giornate d'aula di fuoco (rapida alternanza tecnica/dimostrazione/esecuzione per tutti), la sera si formavano dei gruppi di studio che dovevano discutere ancora temi e tecniche e vedere filmati dei Modelli come Virginia: credo che ciò che ho imparato da quel lavoro, che ho proseguito negli anni successivi, non ha prezzo.
    Ripeto: mi dispiace sentire in Italia che Virginia Satir non sia conosciuta, la sua esperienza ha aperto la strada alla terapia familiare in tutto il mondo ed è stato "Modello d'eccellenza" anche per l'AT.
    In lei si ritrovano i fondamenti della teroria interazionale e della Gestalt, uniti però a una grande umanità, a un grande "personal power" evocativo delle risorse interne della persona, il tutto espresso attraverso abilissime tecniche linguistiche. E una grande empatia (bisogna vederla per capire ciò a cui mi riferisco).
    Io, pure, sto ultimando il mio percorso universitario, ma ho anche concluso il mio percorso di Counseling, non "mi ha fatto comodo"...l'ho trovato semplicemente molto utile, si innesta sul quadro di riferimento universitario.
    Quest'ultimo non l'avrebbe mai potuto sostituire.
    psi_net

  6. #81
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Grazie Silvia,
    nelle tue parole colgo l'accettazione e l'apertura di pensiero verso una nuova professione come è quella del counsellor in Italia.
    Sul fatto che taluni psicologi ritengono che la figura sia stata creata x avere una scorciatoia x fare lo psicologo..è un'idea quanto meno bizzarra...
    Tra l'altro questo significherebbe che gli psicologi stessi allora si stanno dando la zappa sui piedi visto che la maggior parte delle scuole sono dirette proprio da questi ultimi...
    Non è affatto bizzarra, è la realtà dei fatti. Silviaxxx nel suo primo post descrive la situazione inglese così:

    "Ho appena conseguito il mio diploma di Counsellor Psicodinamico presso l'universita' di Reading. Per accedere corsi di counselling (che sono sempre post-lauream e non ad un livello inferiore a questo) bisogna avere gia' conseguito un degree inerente alla psicologia. In quello da me frequentato e c'e' pure un limite di eta' non inferiore ai 25 anni per accedervi. Si fanno colloqui e controcolloqui per essere ammessi. Nei due anni di corso la teoria e la pratica sono assolutamente intersecati. I pazienti vengono visti con la supervisione settimanale di un Supervisor".

    In Italia non succede niente di tutto questo: basta avere un diploma e pagare. I counsellor italiani, nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno nemmeno loro quello che fanno. Io credo nella loro buona fede, ma se solo provate ad addentrarvi un po' nel discorso vedrete che la confusione regna sovrana. Che gli psicologi si danno la zappa sui piedi, alimentando questo mercato, è fuor di dubbio.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 01-02-2009 alle ore 20.17.06

  7. #82
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    ...........
    Ultima modifica di rosablu77 : 01-02-2009 alle ore 22.04.37

  8. #83
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Cara rosablu, non basta dire "non condivido la teoria psicoanalitica e mi rifaccio a Rogers". Bisogna fondare epistemicamente le proprie posizioni per poter discutere ad un livello di maggiore profondità.
    Per questo motivo ritengo che sarebbe utile cercare di confrontarsi su quanto dite sia tu che IT_modeler, rispetto alla distinzione tra "funzionale" e "strutturale", tra "disagio" e "patologia", e quant'altro. Da parte mia ho già accennato al perchè non ritengo sostenibile questa distinzione: esiste un continuum tra la cosiddetta "sanità" e la "patologia conclamata", che non possono essere quindi distinte categorialmente, se non in termini puramente convenzionali. Inoltre il concetto di interazione tra struttura di personalità ed ambiente è un dato assodato che rende difficoltoso isolare una dimensione puramente psicopatologica ed una di disagio. Il riferimento ad esempio alla teoria dei sistemi dinamici rende tale modello sostenuto anche dal punto di vista epistemico.
    Mi piacerebbe finalmente sentire da voi i motivi e le basi scientifiche della distinzione operata in AT o in altri orientamenti e che sostiene la scelta di effettuare un counselling piuttosto che una psicoterapia.
    Rispetto alle risorse, ribadisco quanto detto: nessuna persona è priva di risorse, ma esse sono "al servizio" della struttura di personalità. Non lavorando su quest'ultima le risorse potranno anche essere utilizzate, riscoperte e tutto quello che volete, ma faranno riferimento sempre e solo alle dinamiche strutturali della persona (ponendo eventualmente le basi per una successiva crisi).
    Un altro punto problematico è, a mio modo di vedere, l'accento sul linguaggio e sulla simbolizzazione posto da IT_modeler, dal momento che il campo emotivo non simbolico viene tagliato fuori da questa scelta. Ma è una questione più approfondita...



    Personalmente ritengo che non vi sia spazio per altri professionisti in campi che non sono i propri. La domanda di cura psicologica è rivolta ad un professionista che deve intervenire per fare in modo che la persona possa "riprendersi in mano la propria vita". E' quindi domanda di psicoterapia e a questo settore spetta. La domanda di un intervento socio-educativo ha finalità differenti ed è di competenza di educatori e assistenti sociali.
    Quanto alla critica che sono gli psicologi ad alimentare il mercato del counselling, mi trova d'accordo: la crisi lavorativa porta a non pensare più ai fondamenti scientifici ma a preoccuparsi solo del portafoglio.

    Saluti
    Credo che la discussione, per quanto mi riguarda, non possa proseguire su questo binario.
    Non trovo utile ne costruttivo continuare a giustificare una relazione d'aiuto di counselling a persone che si ostinano a ritenerla afferente esclusivamente al loro campo d'azione.
    Come si dice.."Non c'è più sordo di chi non vuol sentire"!!!
    Ho l'impressione che più che un confronto ci sia uno scontro, un'arroganza e un'arroccamento sulle proprie posizioni.
    Tra l'altro non ho mai detto che l'intervento di counselling sia al posto di una psicoterapia e non mi sognerei mai di dirlo..
    Sono due livelli completamente diversi.
    Tra l'altro secondo questa affermazione anche lo psicologo non potrebbe far molto e quindi ci si dovrebbe rivolgere per forza allo psicoterapeuta!!!
    Per chi poi volesse conoscere i tratti salienti della teoria dell'A.T consiglio un qualsiasi manuale di A.T. (personalmente adotto quello di James M., Jongeward D.).
    Consiglio di leggere anche il libro "Il colloquio intenzionale e il counselling" per chi volesse capire su cosa lavora il counselling.
    Ultima modifica di rosablu77 : 01-02-2009 alle ore 22.17.02

  9. #84
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Mi piacerebbe finalmente sentire da voi i motivi e le basi scientifiche della distinzione operata in AT o in altri orientamenti e che sostiene la scelta di effettuare un counselling piuttosto che una psicoterapia.
    Rispetto alle risorse, ribadisco quanto detto: nessuna persona è priva di risorse, ma esse sono "al servizio" della struttura di personalità. Non lavorando su quest'ultima le risorse potranno anche essere utilizzate, riscoperte e tutto quello che volete, ma faranno riferimento sempre e solo alle dinamiche strutturali della persona (ponendo eventualmente le basi per una successiva crisi)
    Chi ha finora parlato o scritto di "basi scientifiche"?? Neppure Tu, mi sembra.
    Se esistono mi interessa molto conoscerle. Finora si era parlato di "basi epistemiche". Tutto il 3d ha affrontato il livello epistemico.
    Ma il livello epistemico non è solo quello da Te evidenziato.
    Non conosco "successive crisi" alla riscoperta delle Risorse, perchè riscoprire le Risorse e utilizzarle non è un "gioco di società", non è ridare una verniciatina superficiale alla struttura "in disagio"...le Risorse diventano opera della struttura, è la struttura stessa che si muove.
    Un sistema dinamico si può muovere solo in una direzione o è bidirezionale?
    Hai mai visto un video di Carl Rogers?
    Hai mai visto un video di Virginia Satir?
    Cosa fanno? Giocano, forse, con le parole? E l'Altro nei colloqui successivi, quando testimonia il miglioramento e poi il cambiamento (con fatica) è un "adattamento" in termini di AT?
    Mi fa molto piacere parlare di livello epistemico, ma il problema era precedentemente in termini più semplici e l'avevi evidenziato proprio Tu:
    "l'intervento dove non c'è domanda di cura non può considerarsi psicoterapeutico"...mi sembrava già una buona distinzione del campo d'azione.
    Negli ultimi post il tono è cambiato.

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    In Italia non succede niente di tutto questo: basta avere un diploma e pagare. I counsellor italiani, nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno nemmeno loro quello che fanno.
    "I counselor italiani" è una vasta generalizzazione: siamo diversi e di scuole di diversa provenienza (ne conosco addirittura una di 4 anni di durata).
    "Basta un diploma e pagare" (casomai è il contrario)...fai il nome di qual'è la scuola dove basta pagare per avere il diploma...perchè sicuramente non è la mia, dove ho dovuto recuperare lezioni perse e riscrivere la Tesi.
    Nella stessa scuola ora insegno ad altri Counselor.
    psi_net

  10. #85
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Scusate ma non so ancora come fare le citazioni, qualcuno me lo può spiegare? Grazie.
    Comunque sono daccordo con ikaro78 riguardo al fatto che qui in Italia la situazione delle scuole di counseling sia diversa. Ripeto che a mio avviso per accedervi ci vorrebbe almeno una laurea in Psicologia. L'università forse non darà la stessa formazione pratica, ma almeno da delle basi, o fondamenta importanti. Una formazione molto pratica, ma breve e senza una base scientifica penso che possa creare proprio dei danni ai clienti. Ci sono molti counselors che stanno scompensando un sacco di gente, perchè realmente non sanno quello che fanno, sono molto "new age" ma poco professionali. Se il cliente ha un nucleo psicotico non riconosciuto può finire dritto in psichiatria, e questo è successo più di una volta. Non so cosa dovrebbe fare il counselor, ma di fatto quelli che conosco fanno gli psicoterapeuti. Vedono clienti anche da anni e addirittura uno fa fare anche regressioni. Il problema è che se un odontotecnico fa il dentista oggettivamente è più facile da scoprire come abuso della professione; mentre tutti i counselors che con poca formazione fanno gli psicoterapeuti o gli psicologi sono difficili da individuare. Ribadisco comunque il fatto che il counselor non è una figura sanitaria, quindi non può lavorare nell'ambito della salute.
    Per quanto riguarda gli psicologi che insegnano nelle scuole di counseling aperte anche ai non psicologi è dovuto anche al fatto che ci sono troppi psicologi, quindi per guadagnare fanno qualcosa che poi va contro loro stessi e soprettutto i clienti.

  11. #86
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Ribadisco comunque il fatto che il counselor non è una figura sanitaria, quindi non può lavorare nell'ambito della salute.
    Mi rendo conto ora della disinformazione in materia..
    Probabilmente anche il counsellor entrerà in ambito sanitario.
    Cmq anche l'educatore e il pedagogista lavorano nel campo della salute e sono presenti nelle ASL.
    Quello che sostiene Evolution sul fatto che per accedere alla specializzazione in counselling ci voglia almeno la laurea in psicologia mi conferma quanto sostenuto fin'ora...
    Gli psicologi vorrebbero essere tuttologi!!
    Sono laureata in scienze dell'educazione e ritengo di avere una conoscenza psicopedagogica più che sufficiente per accedere al campo....
    Gli psicologi avranno pure una formazione di tutto rispetto ma purtroppo solo ed esclusivamente in un'unica area e ignorano completamente le altre scienze dell'educazione che concorrono a 360° alla relazione d'aiuto..
    Ecco perchè parlate sempre di diagnosi e di cura..trascurate la dimensione educativa, relazionale e comunicativa della relazione.
    Ultima modifica di rosablu77 : 02-02-2009 alle ore 15.11.20

  12. #87
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Scusate ma non so ancora come fare le citazioni, qualcuno me lo può spiegare? Grazie.
    Sono molto "new age" ma poco professionali. Non so cosa dovrebbe fare il counselor, ma di fatto quelli che conosco fanno gli psicoterapeuti. Vedono clienti anche da anni e addirittura uno fa fare anche regressioni. Tutti i counselors che con poca formazione fanno gli psicoterapeuti o gli psicologi sono difficili da individuare.
    Prima di partecipare ad una discussione "schierandosi completamente a favore di un parte" (personalmente, mi sembra, avevo creato un terreno comune per discutere) criticando aspramente l'altra ("tutti quelli che...") bisognerebbe sapere "che cosa dovrebbero fare i Counselor", in modo da mettere in evidenza (per criticare) gli aspetti manchevoli, cioè che mancano rispetto a come dovrebbero essere.
    Bene, conosci casi di presunti abusi?? Non vedo occasione migliore per farli rispettare (puoi convolgere amici Psicologi, informarTi su cosa fare esattamente, affrontare direttamente gli interessati, ecc.)...perchè l'azione da fare sarebbe motivata dalla eventuale tutela del cliente (non paziente), come ha scritto Guglielmo più sopra.
    Ma partecipare a questa discussione scrivendo "tutti i Counselor con poca formazione fanno gli psicoterapeuti"...è pesante da digerire per chi Ti legge e ha la mia formazione e si sta laureando in Psicologia.
    Tra l'altro, sopra (conviene leggersi i msg precedenti...prima di scrivere) avevo posto un problema: è giusto, come in un caso di un laureato che conosco, che appena usciti dall'Università si possa collaborare ad un Centro di Ascolto senza mai aver fatto neppure non dico un training vero, reale, che apra a una "professionalità", ma un Corso di 2 gg. sull'"Ascolto attivo"??
    Che dirà a chi avrà di fronte: "non si preoccupi, all'Università mi hanno fornito le basi - scientifiche(?)"
    Questa è, forse, tutela del cliente, chiunque egli/ella sia?
    Una mia collega americana mi ha detto che durante il percorso universitario le mostravano i video di C. Rogers...e facevano diverse prove di colloqui, perchè non vogliono assolutamente che i laureati in Psicologia escano di lì "senza esperienza"!
    Le lacune ci sono e cominciano proprio all'Università, xchè secondo me sono necessarie le basi epistemologiche, ma non sufficienti per affrontare il cliente che chiede di raggiungere uno o più obiettivi (non di cura).
    Per coloro - Counselor - che non credono in questa professionalità, non posso farci nulla. In verità credo che facendo così - "facendo gli psicoterapeuti" - danno ragione ad un ragionamento come il Tuo: dato che questa professione non esiste, mi metto a scimmiottare lo psicoterapeuta! In realtà svalutano la professione di Counselor che esiste in tutto il mondo.
    E gli psicoterapeuti potranno dire: "Un altro che ci ruba il mestiere...visto che avevamo ragione? La professione di Counselor non esiste!".
    psi_net

  13. #88
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Ecco perchè parlate sempre di diagnosi e di cura..trascurate la dimensione educativa, relazionale e comunicativa della relazione.
    Cos'è la dimensione relazionale della relazione !?! Boh...

  14. #89
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    "I counselor italiani" è una vasta generalizzazione
    Hai ragione e me ne scuso. Mi spieghi cosa fa un counsellor libero professionista? Io non ho ancora capito...
    Ultima modifica di ikaro78 : 02-02-2009 alle ore 15.58.14

  15. #90
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Non conosco "successive crisi" alla riscoperta delle Risorse, perchè riscoprire le Risorse e utilizzarle non è un "gioco di società", non è ridare una verniciatina superficiale alla struttura "in disagio"...le Risorse diventano opera della struttura, è la struttura stessa che si muove.
    No, non è un gioco di società, infatti da come lo descrivi sembra proprio che stai parlando di un intervento sulla struttura che, a mio parere, si chiama psicoterapia.

    Saluti,
    ikaro

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