Ciao a tutti,
cerco di raccontarvi la mia situazione nella maniera più chiara e sintetica possibile.
Da due anni divido un appartamento con una donna di un anno più giovane di me. Ci conoscevamo già da sei mesi prima di andare ad abitare insieme: lavorando nello stesso posto e pensando di risparmiare un po' di soldi, abbiamo deciso di diventare coinquilini.
Per i primi sei mesi tutto perfetto, sempre andati d'accordo ed è anche nata una profonda e sincera amicizia.
Ma dopo quel primo periodo sono cominciati dei piccoli problemi: niente di particolare, normali screzi tra coinquilini, ma in fondo sentivo di soffrire un po' per il fatto che lei portasse a casa ragazzi che, a periodi, frequentava. Mi sentivo come di troppo, non a mio agio.
Per un anno siamo andati avanti così, anch'io nel frattempo ho avuto le mie storie, ma cercavo di non coinvolgerla più di tanto nella mia vita privata, come invece faceva lei abitualmente, mettendomi a volte anche in imbarazzo.
Ma proprio dopo un anno e mezzo di convivenza ho cominciato a capire qual era la causa di quel disagio e quell'imbarazzo: mi ero innamorato di lei, ma non volevo ammetterlo per non rompere quel rapporto di fraterna amicizia che aveva caratterizzato il primo periodo della nostra convivenza. Inoltre sapevo che lei nei miei confronti non provava niente del genere, quindi ho tenuto tutto dentro di me.
Fino a quando un giorno, durante un periodo in cui lei ha avuto bisogno di un grosso appoggio morale da parte mia, per via di grossi problemi sia sentimentali sia lavorativi, ci siamo ritrovati molto più vicini del solito... e abbiamo cominciato ad avere una relazione.
Ero al settimo cielo, la donna che amavo finalmente si era accorta di me e io ero pronto a dedicarmi al 100% per renderla felice.
Ma l'illusione è durata poco: già dopo poche settimane, lei mi ha confessato che ciò che stava succedendo non era dovuto a sentimenti reciproci, ma al fatto che aveva un grosso bisogno di attenzioni per via dei problemi che stava passando e al fatto che provava una forte attrazione fisica nei miei confronti. Io in lei avevo trovato la compagna della mia vita, ma lei in me aveva trovato il migliore amico e l'amante da letto, niente di più.
Le cose da allora vanno avanti in maniera sregolata: continuiamo ad avere rapporti, io non riesco a smettere di amarla e soffro perché il mio amore non è ricambiato, lei non vuole perdere l'amico/amante, ma non vuole nemmeno iniziare una storia seria, anzi continua a ribadire di volere la sua libertà di andare con chi vuole. Così i momenti intensi e i distacchi si alternano in continuazione.
Ovviamente il fatto di continuare a vivere e a lavorare insieme non aiuta per niente. Abbiamo valutato diverse soluzioni: abbiamo cercato più volte di riportare tutto come prima che iniziasse questa storia, ma non ha mai funzionato; abbiamo considerato la possibilità di andare a vivere in due appartamenti diversi, ma nessuno dei due se la sente di fare il primo passo. Abbiamo entrambi un disperato bisogno l'uno dell'altra, ma in due modi completamente diversi.
Io sto davvero malissimo in questa situazione, lei a volte mi è vicina e io mi illudo che stia cambiando idea, ma poi si riallontana e mi ritrovo di nuovo a soffrire. A volte mi dico "meglio avere una relazione con lei di questo tipo, piuttosto che non averla affatto", ma poi mi rendo conto che non è corretto, soprattutto nei confronti di me stesso.
Spero di aver espresso chiaramente ciò che sto vivendo. Ogni opinione o consiglio da parte vostra è ovviamente ben accetto.
Grazie.






