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Discussione: L'avvenire del lettino

  1. #31
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Capisco che abbiamo punti di riferimento teorici differenti. E questa è una difficoltà nel capirci.

    Il problema, nel metodo che esponi, è che facendo in quel modo dai per scontato che le richieste espresse a livello cosciente siano tutto quello che il paziente esprime.

    Per me, che faccio riferimento ad un altro modello, il desiderio del paziente, la domanda, è tutta da scoprire. Da parte sua, come da parte mia.

    Con tutto il rispetto per l'AT (che mi interessa, che mi ha portato anche benefici sul piano personale quando ho seguito una psicoterapia transazionale), non esiste solamente il livello cosciente. E non tenerne conto mi pare un modo per dimezzare una persona.

    Buona vita

    Guglielmo
    Si credo che il riferimento teorico di appartenenza sia fondamentale x capirsi.
    Ma d'altronde non parliamo di scienze esatte.. come si fa a sostenere che dietro una richiesta esplicita ve ne sia un'altra celata e lo psicoterapeuta deve tenere questa in considerazione???
    Da profana dico che è un pochino presuntuoso...
    Credo che dietro a una richiesta esplicita si possa celare dell'altro ma ha sempre a che fare con la richiesta fatta dal cliente.
    Il cliente può non sapere da dove ha avuto origine la sua difficoltà ma attraverso i collegamenti che il terapeuta fa (parlo di fatti reali ad es. del passato del cliente e non di qualcosa di inconscio) diviene cosciente di ciò.
    Nell'A.T,in alcuni casi,viene invitato il cliente a leggere un manuale di analisi transazionale in modo che terapeuta e cliente possano condividere lo stesso codice; inoltre il cliente ha accesso in ogni momento agli appunti del terapeuta.

    Lungi da me, discutere della veridicità di un approccio a scredito dell'altro.
    Certo ho il mio orientamento.
    Non sono poi una psicoterapeuta anche se conosco l'A.T e la prendo in considerazione nel mio lavoro come come educatore e come futura counsellor.

  2. #32
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Si credo che il riferimento teorico di appartenenza sia fondamentale x capirsi.
    Ma d'altronde non parliamo di scienze esatte.. come si fa a sostenere che dietro una richiesta esplicita ve ne sia un'altra celata e lo psicoterapeuta deve tenere questa in considerazione???
    Da profana dico che è un pochino presuntuoso...
    Credo che dietro a una richiesta esplicita si possa celare dell'altro ma ha sempre a che fare con la richiesta fatta dal cliente.
    .
    non so se conosci il testo di Carli-Paniccia "Analisi della domanda" (fra l'altro, credo sia uno dei pochi testi sull'argomento): ebbene, si dice che il paziente si rivolge ad uno psicologo (o counsellor, a seconda dei casi) quando vi è il fallimento di una collusione nella vita quotidiana, e lo scopo del paziente (o cliente) è di instaurare una collusione sostitutiva con lo psicologo, il tutto mascherato dalla richiesta cosciente di aiuto. E l'analisi della domanda serve proprio a non colludere, e ad esplorare la vera motivazione che ha portato il paziente (cliente) a richiedere aiuto.
    Altrimenti non avrebbe senso un'analisi della domanda

  3. #33
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Mi accodo agli interventi di Willy, Gieko e Luigi. Complimenti anche a Johnny che cita l'ottimo Carli!

    A presto,
    ikaro

  4. #34
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Si credo che il riferimento teorico di appartenenza sia fondamentale x capirsi.
    Ma d'altronde non parliamo di scienze esatte.. come si fa a sostenere che dietro una richiesta esplicita ve ne sia un'altra celata e lo psicoterapeuta deve tenere questa in considerazione???
    Da profana dico che è un pochino presuntuoso...
    Credo che dietro a una richiesta esplicita si possa celare dell'altro ma ha sempre a che fare con la richiesta fatta dal cliente.
    Il cliente può non sapere da dove ha avuto origine la sua difficoltà ma attraverso i collegamenti che il terapeuta fa (parlo di fatti reali ad es. del passato del cliente e non di qualcosa di inconscio) diviene cosciente di ciò.
    Nell'A.T,in alcuni casi,viene invitato il cliente a leggere un manuale di analisi transazionale in modo che terapeuta e cliente possano condividere lo stesso codice; inoltre il cliente ha accesso in ogni momento agli appunti del terapeuta.
    Non voglio che tu creda che c'è l'ho con te, visto anche l'altro thread, ma non capisco dove risieda la presunzione (?) nel considerare un livello che non corrisponde a quello comunicativo verbale o non verbale. Senza tirare in ballo l'inconscio freudiano, anche i "più rigorosi" colleghi cognitivisti ritengono consolidata l'acquisizione del concetto di schema o modello di attaccamento, che non è consapevole (vedi Liotti). Le neuroscienze mostrano l'esistenza di "memorie affettive" che operano prevalentemente sull'asse sub-corticale, al di fuori della coscienza, con tempi di reazione molto bassi ed elevata stabilità nel tempo. Nel colloquio clinico sono tali modalità sono identificabili e successivamente trattabili.

    Saluti
    gieko

  5. #35
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non voglio che tu creda che c'è l'ho con te, visto anche l'altro thread, ma non capisco dove risieda la presunzione (?) nel considerare un livello che non corrisponde a quello comunicativo verbale o non verbale. Senza tirare in ballo l'inconscio freudiano, anche i "più rigorosi" colleghi cognitivisti ritengono consolidata l'acquisizione del concetto di schema o modello di attaccamento, che non è consapevole (vedi Liotti). Le neuroscienze mostrano l'esistenza di "memorie affettive" che operano prevalentemente sull'asse sub-corticale, al di fuori della coscienza, con tempi di reazione molto bassi ed elevata stabilità nel tempo. Nel colloquio clinico sono tali modalità sono identificabili e successivamente trattabili.

    Saluti
    Non ho mai pensato che tu ce la possa avere con me.
    La presunzione la collego al fatto che ci sia x forza qualcos'altro dietro la richiesta del cliente e non accoglierla così com'è mi sembra un modo per squalificarlo.
    L'A.T. parte dal presupposto che qualunque comportamento è frutto di un apprendimento e come tale può essere compreso e sostituito da uno nuovo.
    Fa poi riferimento a ingiunzioni e controingiunzioni alcune delle quali possono essere state trasmesse anche ad un'età prelinguistica del cliente (ad es. dalla madre in gravidanza o da neonato). Certo queste vanno poi confermate nel corso degli anni dalle figure più rappresentative per il bambino (genitori, educatori, etc)
    In questo ti posso dar ragione forse un pò sull'inconscio anche se non è su questo che l'A.T si focalizza ma sul qui e ora.

  6. #36
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    ...La presunzione la collego al fatto che ci sia x forza qualcos'altro dietro la richiesta del cliente e non accoglierla così com'è mi sembra un modo per squalificarlo.
    Dici bene: ti sembra... il che implica la possibilità che le cose stiano diversamente, quantomeno.
    Da un punto di vista diverso dal tuo, la possibilità che dietro alla richiesta del paziente ci sia "dell'altro" è un modo per "qualificarlo". Qualificarlo in quanto soggetto, portatore di una domanda e di un modo di essere. Qualificarlo in quanto essere singolare, decidore della sua vita, non semplice risultato dell'azione di forze esterne a lui.

    Gli esseri umani non sono fil di ferro, che puoi piegarlo come ti pare. Mi sembra.


    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    ...L'A.T. parte dal presupposto che qualunque comportamento è frutto di un apprendimento e come tale può essere compreso e sostituito da uno nuovo.
    Forse vale per il comportamento. Non credo valga per il desiderio.


    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    ...Fa poi riferimento a ingiunzioni e controingiunzioni alcune delle quali possono essere state trasmesse anche ad un'età prelinguistica del cliente (ad es. dalla madre in gravidanza o da neonato). Certo queste vanno poi confermate nel corso degli anni dalle figure più rappresentative per il bambino (genitori, educatori, etc)
    In questo ti posso dar ragione forse un pò sull'inconscio anche se non è su questo che l'A.T si focalizza ma sul qui e ora.
    Appunto, l'AT si focalizza sul cosciente. Ma qui si discute del lettino e della psicoanalisi. Non dell'AT.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #37
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Appunto, l'AT si focalizza sul cosciente. Ma qui si discute del lettino e della psicoanalisi. Non dell'AT.

    Buona vita

    Guglielmo
    Prendendo come riferimento un approccio diverso sto discutendo del fututo del lettino......

  8. #38
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Da un punto di vista diverso dal tuo, la possibilità che dietro alla richiesta del paziente ci sia "dell'altro" è un modo per "qualificarlo". Qualificarlo in quanto soggetto, portatore di una domanda e di un modo di essere. Qualificarlo in quanto essere singolare, decidore della sua vita, non semplice risultato dell'azione di forze esterne a lui.



    Forse vale per il comportamento. Non credo valga per il desiderio.


    Buona vita

    Guglielmo
    Non mi sembra che così si qualifichi il soggetto portatore di esperienze e di richieste ma sembra che il soggetto sia relegato sullo sfondo, in secondo piano.
    Non lo si ritiene capace di porre attenzione ai propri bisogni.
    L'attenzione non viene posta su quello che il soggetto dice o fa nel qui e ora ma in realtà su quello che secondo il terapeuta (in un rapporto io so- tu non sai)il paziente non dice.....

    Per quanto riguarda il comportamento...
    Io non muto un comportamento, con tutto quello che tale mutazione comporta in termini di impegno se esso non coincide effettivamente con un mio desiderio reale!!!

  9. #39
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'avvenire del lettino

    Non mi sembra che così si qualifichi il soggetto portatore di esperienze e di richieste ma sembra che il soggetto sia relegato sullo sfondo, in secondo piano. Non lo si ritiene capace di porre attenzione ai propri bisogni.
    L'attenzione non viene posta su quello che il soggetto dice o fa nel qui e ora ma in realtà su quello che secondo il terapeuta (in un rapporto io so- tu non sai)il paziente non dice.....
    Ma stai acherzando? E' l'esatto opposto di quel che dici: "tu non sai di sapere" dice (si fa per dire) l'analista al paziente: è il soggetto dell'inconscio che sa, non l'analista!! L'attenzione, pertanto, viene posta su quello che il soggetto dice ("dica tutto quello che le viene in mente", regola fondamentale) il punto è che l'ascolto dell'analista si orienta tra le falle del discorso cosciente, quindi tra ciò che il soggetto dice ma che non ha ancora imparato ad ascoltare.

    Saluti,
    ikaro

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