
Originalmente inviato da
neuromancer
cosa intendiamo quando parliamo di psicologia scientifica?
con le dovute definizioni forse potremmo accettare una psicologia scientifica entro certe condizioni epistemologiche con una definita e coerente metodologia.
ma qualora ritenessimo fattibile una psicologia "scientifica", difficilmente potremmo derivarne una psicoterapia scientifica.
in questo caso, non solo avremmo modelli teorici e terapeutici differenti anche su medesimi disturbi mentali, ma una paradossale situazione:
la spiegazione e predizione sarebbero in netto contrasto con il carattere irripetibile e soggettivo del caso umano in terapia.
quindi se nel metodo e negli obiettivi modellizzanti la ricerca psicologica potrebbe essere analoga ad altre discipline scientifiche, la psicoterapia rimarrebbe imbrigliata in un paradosso epistemologico, apparentemente aggirabile con la pratica clinica, ma si farebbe beffe della pratica teorica.
a meno che riteniamo che ci siano delle proprietà, strutture e processi universali, storicamente e culturalmente caratterizzati, che ci permettano di congetturare dei modelli teorici scientifici, riproducibili e quindi operativi in clinica.
ma se avessimo ragione con il paradosso, modelli non assimilabili con soggettività, che tipo di autorità se non morale e politica (quindi mitica, al di fuori dei fatti) uno psicoterapeuta può avere nei confronti dei pazienti?
cosa ne pensate?