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Visualizzazione risultati 166 fino 180 di 457
  1. #166
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    ciao a tutte..mi intrufolo nel vostro trerd per chiedervi un parere sui disturbi di condotta...che noi, poverette e sole di sviluppo non riusciamo a capire!

    la terapia prevista per questi disturbi qual è????

    avanti..su..noi siamo ferrate sulla terapia cognitivo-comporatemntale che però, qui, misà ci azzecca poco..che dite?

    presa in carico familiare..ok, ma...come????
    ciao memole.
    boh non so, dipende ovviamente da dove parte la richiesta, se parte dalla scuola, dalla famiglia...comunque si, potrebbe essere utile una presa in carico familiare, ma attenzione però, molto spesso la famiglia potrebbe anche "strizzare l'occhio" al comportamento del figlio.
    Cmq sul DSM IV casi clinici, dice addirittura di ricoverare (se particolarmente grave) e responsabilizzare il più possibile il ragazzo soprattutto facendogli frequentare di più gli adulti e ridurre il contatto con gli altri adolescenti scarsamente controllati, che tendevano a provocarlo (il ragazzo in questione)!!!


    ragazze e ragazzi ( ghostchild ) io mi sto incasinando con i disturbi biolari I...qualcuno sa farmi capire cosa siano

    Io penso di aver capito che i disturbi bipolari siano praticamente episodi misti che compaiono con intervalli di due mesi...
    Ultima modifica di arabafenice82 : 14-02-2009 alle ore 13.24.52

  2. #167
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici


    a quanto ho capito io il dist bipolare I prevede la presenza di uno o più episodi maniacali o misti, e spesso anche uno o più episodi depressivi maggiori,
    mentre il dist bipolare II è caratterizzato da uno o più episodi depressivi maggiori accompagnati da almeno un episodio ipomaniacale (non maniacale nè misto)....

    per il fatto dei 2 mesi, ti riferisci a questo:
    "La ricorrenza viene definita come un cambiamento di polarità dalla depressione o un intervallo di almeno 2 mesi senza sintomi maniacali"?

  3. #168
    Partecipante Affezionato
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    27-10-2008
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio

    a quanto ho capito io il dist bipolare I prevede la presenza di uno o più episodi maniacali o misti, e spesso anche uno o più episodi depressivi maggiori,
    mentre il dist bipolare II è caratterizzato da uno o più episodi depressivi maggiori accompagnati da almeno un episodio ipomaniacale (non maniacale nè misto)....

    per il fatto dei 2 mesi, ti riferisci a questo:
    "La ricorrenza viene definita come un cambiamento di polarità dalla depressione o un intervallo di almeno 2 mesi senza sintomi maniacali"?
    si, ho omesso di scrivere sintomi maniacali.

    la cosa che non capisco è che cosa contraddistingue un bipolare da un misto giacchè prevedono la presenza di elementi depressivi e maniacali

    Allora ho pensato che forse quelli misti prevedono che i sintomi depressivi e quelli maniacali siano contemporanei, mentre nel bipolare sono successivi ossia prima episodio depressivo maggiore e poi episodio maniacale o misto e viceversa, e poi ho pensato che forse nel bipolare vi è una ciclicità che nell'episodio misto non c'è... ho detto una cavolata???

  4. #169
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    si, ho omesso di scrivere sintomi maniacali.

    la cosa che non capisco è che cosa contraddistingue un bipolare da un misto giacchè prevedono la presenza di elementi depressivi e maniacali

    Allora ho pensato che forse quelli misti prevedono che i sintomi depressivi e quelli maniacali siano contemporanei, mentre nel bipolare sono successivi ossia prima episodio depressivo maggiore e poi episodio maniacale o misto e viceversa, e poi ho pensato che forse nel bipolare vi è una ciclicità che nell'episodio misto non c'è... ho detto una cavolata???
    no, credo proprio che sia come dici:

    "Un Episodio Misto è caratterizzato da un periodo di tempo (di almeno una settimana) durante il quale risultano soddisfatti i criteri sia per l’Episodio Maniacale che per l’Episodio Depressivo Maggiore quasi ogni giorno (Criterio A). L’individuo esperisce rapide alternanze di umore (tristezza, irritabilità, euforia) accompagnate dai sintomi di un Episodio Maniacale e di un Episodio Depressivo Maggiore"

    in pratica nell'episodio misto i sintomi depressivi e maniacali sono praticamente contemporanei (quasi ogni giorno)

    tra l'altro un episodio misto non è una diagnosi, ma è equivalente a un episodio maniacale o ipomaniacale o depressivo......cioè in base a questi si fa la diagnosi di dst dell'Umore, per esempio per i dist Bipolari:
    -Bipolare I
    -Bipolare II
    -Ciclotimico
    -NAS

    spero di essermi spiegato

  5. #170
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    ciao memole.
    boh non so, dipende ovviamente da dove parte la richiesta, se parte dalla scuola, dalla famiglia...comunque si, potrebbe essere utile una presa in carico familiare, ma attenzione però, molto spesso la famiglia potrebbe anche "strizzare l'occhio" al comportamento del figlio.
    Cmq sul DSM IV casi clinici, dice addirittura di ricoverare (se particolarmente grave) e responsabilizzare il più possibile il ragazzo soprattutto facendogli frequentare di più gli adulti e ridurre il contatto con gli altri adolescenti scarsamente controllati, che tendevano a provocarlo (il ragazzo in questione)!!!

    grazie
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  6. #171
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    no, credo proprio che sia come dici:

    "Un Episodio Misto è caratterizzato da un periodo di tempo (di almeno una settimana) durante il quale risultano soddisfatti i criteri sia per l’Episodio Maniacale che per l’Episodio Depressivo Maggiore quasi ogni giorno (Criterio A). L’individuo esperisce rapide alternanze di umore (tristezza, irritabilità, euforia) accompagnate dai sintomi di un Episodio Maniacale e di un Episodio Depressivo Maggiore"

    in pratica nell'episodio misto i sintomi depressivi e maniacali sono praticamente contemporanei (quasi ogni giorno)

    tra l'altro un episodio misto non è una diagnosi, ma è equivalente a un episodio maniacale o ipomaniacale o depressivo......cioè in base a questi si fa la diagnosi di dst dell'Umore, per esempio per i dist Bipolari:
    -Bipolare I
    -Bipolare II
    -Ciclotimico
    -NAS

    spero di essermi spiegato
    non ho capito non è una diagnosi l'episodio misto?

  7. #172
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    non ho capito non è una diagnosi l'episodio misto?
    no, non è una diagnosi...
    Allora, ti riporto quanto scritto nel DSM, che è sicuramente più chiaro di me

    "La sezione Disturbi dell’Umore comprende i disturbi che hanno come caratteristica predominante un’alterazione dell’umore. La sezione è divisa in tre parti. La prima parte descrive gli episodi di alterazione dell’umore (Episodio Depressivo Maggiore, Episodio Maniacale, Episodio Misto ed Episodio Ipomaniacale), presentati separatamente all’inizio di questa sezione per facilitare la diagnosi dei vari Disturbi dell’Umore. Questi episodi non hanno codici diagnostici propri, e non possono essere diagnosticati come entità separate; rappresentano comunque la base per la diagnosi dei disturbi. La seconda parte descrive i Disturbi dell’Umore (per es., Disturbo Depressivo Maggiore, Disturbo Distimico, Disturbo Bipolare I). I criteri per la maggior parte dei Disturbi dell’Umore richiedono la presenza o assenza degli episodi di alterazione dell’umore descritti nella prima parte della sezione"

    Più chiaro adesso?

  8. #173
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    no, non è una diagnosi...
    Allora, ti riporto quanto scritto nel DSM, che è sicuramente più chiaro di me

    "La sezione Disturbi dell’Umore comprende i disturbi che hanno come caratteristica predominante un’alterazione dell’umore. La sezione è divisa in tre parti. La prima parte descrive gli episodi di alterazione dell’umore (Episodio Depressivo Maggiore, Episodio Maniacale, Episodio Misto ed Episodio Ipomaniacale), presentati separatamente all’inizio di questa sezione per facilitare la diagnosi dei vari Disturbi dell’Umore. Questi episodi non hanno codici diagnostici propri, e non possono essere diagnosticati come entità separate; rappresentano comunque la base per la diagnosi dei disturbi. La seconda parte descrive i Disturbi dell’Umore (per es., Disturbo Depressivo Maggiore, Disturbo Distimico, Disturbo Bipolare I). I criteri per la maggior parte dei Disturbi dell’Umore richiedono la presenza o assenza degli episodi di alterazione dell’umore descritti nella prima parte della sezione"

    Più chiaro adesso?
    penso che ti farò un monumento...questo denota la mia preparazione terrificante

  9. #174
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    penso che ti farò un monumento...questo denota la mia preparazione terrificante
    addirittura!

    anche per me i dist bipolari sono stati un po' ostici e certo non ricorderò mai tutte le diverse specificazioni....

  10. #175
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    ciao a tutte..mi intrufolo nel vostro trerd per chiedervi un parere sui disturbi di condotta...che noi, poverette e sole di sviluppo non riusciamo a capire!

    la terapia prevista per questi disturbi qual è????

    avanti..su..noi siamo ferrate sulla terapia cognitivo-comporatemntale che però, qui, misà ci azzecca poco..che dite?

    presa in carico familiare..ok, ma...come????
    Se parliamo di disturbi dalla condotta facciamo riferimento bambini pre-adolescenti e adolescenti... comunque con età inferiore ai 18 anni. Innanzi tutto dobbiamo sapere l'età del soggetto in questione... Secondo me in questi casi la psicoterapia più indicata è quella sistemico relazionale famigliare [1, 2 incontri al mese] integrata con un intervento nel contesto scolastico [dove insieme all'equipe devono essere coinvolti anche gli insegnanti]. A questo potrebbe essere affiancata una psicoterapia individuale per il bambino con lo scopo di promuovere l'empatia e la capacità riflessiva [ossia la capacità di mentalizzare l'altro capendo i propri stati interni...]. Il disturbo della condotta di solito si manifesta in bambini che vivono in famiglie disimpegnate dove i confini generazionali sono rigidi oppure dove ogni singolo individuo all'interno della famiglia funziona in maniera autonoma e nel disinteresse degli altri membri. Di solito le figure genitoriali hanno perso la loro funzione di educazione e promozione di un rapporto empatico con l'altro... L'intervento alcune volte può spostarsi sul sottosistema coppia [non di rado il disturbo del bambino può rappresentare una manifestazione di un conflitto di coppia...]. E' necessario intervenire subito in questo disturbo perchè nel corso degli anni potrebbe evolvere in un disturbo di personalità antisociale...

    questo è tutto quello che mi viene in mente...
    a presto

  11. #176
    Partecipante Assiduo L'avatar di misty983
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    Citazione Originalmente inviato da disappear Visualizza messaggio
    se vogliamo andare avanti ecco il prossimo caso (Alma, 34 anni)
    http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20506PEVO1.pdf

    io avevo già buttato giù qualcosa, seguendo i punti richiesti dalla traccia
    aspetto commenti
    anch'io ho finalmente iniziato ad affrontare i casi clinici! scusate se ritorno ad un caso che avete già affrontato tempo fa, ma ho bisogno di un confronto con voi...

    in seguito ad un confronto con chi esercita la professione da anni mi rimangio la diagnosi principale...in effetti l'ansia e i sintomi che mi hanno fatto pensare ad un attacco di panico non si presentano all'improvviso per raggiungere l'apice nel giro di una decina di minuti...sono piuttosto continui...giusto a titolo informativo, in seguito ad un acceso dibattito su quale potesse essere la diagnosi più adatta, si è arrivati a ritenere che fosse il disturbo da somatizzazione...infatti l'ansia sembra chiaramente essere riversata sul soma...anche se non vengono soddisfatti tutti i criteri (mancano infatti i due sintomi gastro-intestinali e l'età di insorgenza dovrebbe essere prima dei 30 anni-tuttavia ci troviamo in presenza di una donna giovane i cui sintomi sono insorti a 32 anni, mica a 40...)il disturbo di somatizzazione sembra quello che più del mio disturbo di panico con agorafobia (per il quale appunto manca come criterio la presenza di attacchi di panico) si adatti sia alla presenza di numerosissimi sintomi fisici, sia al quadro generale (ansia riversata sul soma)...se avessi fatto diagnosi di disturbo di panico con agorafobia mi sa che mi avrebbero bocciato all'istante....mi sono fatta infinocchiare come una pollastra....
    alla fine avete ipotizzato un disturbo di somatizzazione, ma non ho ben capito perchè dato che i criteri non vengono soddisfatti (a parte l'età d'esordio, sono presenti solo 3 sintomi dolorosi su 4 e mancano i due sintomi gastointestinali)...non potrebbe invece trattarsi di un disturbo somatoforme indifferenziato o un disturbo algico oppure agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico??? ci ho sbattutto tutta la mattinata e non ho ancora trovato risposta!!! anch'io ero stata infinocchiata dai sintomi dell'attacco di panico!
    che dite? grazie!
    Ultima modifica di misty983 : 15-02-2009 alle ore 15.56.29

  12. #177
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    [QUOTE=misty983;1917384]anch'io ho finalmente iniziato ad affrontare i casi clinici! scusate se ritorno ad un caso che avete già affrontato tempo fa, ma ho bisogno di un confronto con voi...


    ciao
    non riesco ad aprire il file... avete ancora il caso clinico?

  13. #178
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da misty983 Visualizza messaggio
    anch'io ho finalmente iniziato ad affrontare i casi clinici! scusate se ritorno ad un caso che avete già affrontato tempo fa, ma ho bisogno di un confronto con voi...

    alla fine avete ipotizzato un disturbo di somatizzazione, ma non ho ben capito perchè dato che i criteri non vengono soddisfatti (a parte l'età d'esordio, sono presenti solo 3 sintomi dolorosi su 4 e mancano i due sintomi gastointestinali)...non potrebbe invece trattarsi di un disturbo somatoforme indifferenziato o un disturbo algico oppure agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico??? ci ho sbattutto tutta la mattinata e non ho ancora trovato risposta!!! anch'io ero stata infinocchiata dai sintomi dell'attacco di panico!
    che dite? grazie!
    ti riporto il mio commento di allora :

    "scusate se torno un po' (tanto) indietro a questo caso, ma l'ho affrontato solo adesso e ho più di qualche dubbio....se qualcuno ha voglia di tornarci mi farebbe piacere

    la diagnosi di disturbo da somatizzazione non mi convince molto, proprio perchè non ci sono i criteri e, oltre all'età, mi sembra che i soggetti con disturbo da somatizzazione cercano continuamente un trattamento medico per curare i loro "malanni", invece Alma si rifiuta proprio di sottoporsi a visita medica....

    inoltre tutto il quadro sintomatologico è verosimilmente reattivo al trauma dell'incidente (di cui non conosciamo la gravità).....

    è ragionevole pensare ad una diagnosi di Disturbo dell'Adattamento?
    "

    alla fine la mia ipotesi sarebbe stata: Disturbo dell'Adattamento sottotipo "con ansia e umore depresso misti"...

  14. #179
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    ciao
    non riesco ad aprire il file... avete ancora il caso clinico?
    ecco il caso:

    Alma G. ha 34 anni, coniugata, due figli di 10 e 7 anni, lavora part-time come ragioniera. E' una bella donna,
    magra e curata nell'aspetto. Si rivolge allo psicologo perché due anni fa ha subito un incidente d'auto e da
    allora ha un'incombente paura di morire che le altera completamente stile e qualità di vita.
    Vorrebbe rinunciare a lavorare pur di non dover uscire la mattina, ma è consapevole di dover continuare a
    portare i figli a scuola e a far condurre loro una normale vita di relazione. Per cui... finge.
    "Continuo a fare tutto come prima, ma dentro scoppio, mi formicola tutto il corpo, mi sento una tenaglia che
    mi stringe il petto, e un nodo alla gola che prima o poi mi soffocherà".
    Solo con il marito Anna si permette di esprimere quello che sente, tanto che dall'epoca dell'incidente non
    hanno più avuto rapporti sessuali, ed approfitta della disponibilità dell'uomo per fargli fare tante cose fuori
    casa che a lei incutono terrore.
    Ma soprattutto è la paura di avere un "brutto male" che angoscia Anna, la quale tuttavia non vuole sottoporsi
    ad accertamenti medici per paura di scoprire qualche malattia, ne vuole prendere in considerazione eventuali
    prescrizioni di tarmaci.
    Afferma che il momento peggiore è quando si sveglia al mattino, ed il primo pomeriggio quando si rilassa un
    po' sul divano: "Allora mi arriva addosso di tutto, non c'è parte del corpo che non mi faccia male, soprattutto
    la testa e il collo, ma anche l'addome, il cuore sembra scoppiarmi e poi questo maledetto formicolio
    dappertutto".
    Dai colloqui che seguono Anna si rivela con tratti di personalità rigida e con un tono dell'umore orientato in
    senso depressivo come conseguenza delle sue paure e della mancanza di fiducia nel futuro.
    Il/la candidato/a indichi:
    a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti
    a giustificazione dell'ipotesi avanzata;
    b) la diagnosi differenziale e gli altri eventuali dati da elaborare;
    e) di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
    d) se ritiene necessario un trattamento, specificando il tipo di orientamento, obiettivi, setting

  15. #180
    Partecipante Assiduo
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    ti riporto il mio commento di allora :

    "scusate se torno un po' (tanto) indietro a questo caso, ma l'ho affrontato solo adesso e ho più di qualche dubbio....se qualcuno ha voglia di tornarci mi farebbe piacere

    la diagnosi di disturbo da somatizzazione non mi convince molto, proprio perchè non ci sono i criteri e, oltre all'età, mi sembra che i soggetti con disturbo da somatizzazione cercano continuamente un trattamento medico per curare i loro "malanni", invece Alma si rifiuta proprio di sottoporsi a visita medica....

    inoltre tutto il quadro sintomatologico è verosimilmente reattivo al trauma dell'incidente (di cui non conosciamo la gravità).....

    è ragionevole pensare ad una diagnosi di Disturbo dell'Adattamento?
    "

    alla fine la mia ipotesi sarebbe stata: Disturbo dell'Adattamento sottotipo "con ansia e umore depresso misti"...
    possiamo mettere disturbo somatoforme indifferenziato... [come categoria residua] anche se l'origine dei sintomi sembrerebbe dovuta ad un evento critico ben definito... Io personalmente sono più orientato per un disturbo dell'adattamento con ansia a umore depresso di tipo cronico [durata dei sintomi per più di 6mesi] nei colloqui successivi bisognerebbe approfondire l'evento traumatico per escludere un disturbo post-traumatico da stress. Possiamo escludere un disturbo da stress acuto perchè i sintomi sembrano durare da ben due anni... Inoltre vanno indagate la pervasività dell'ansia e l'umore depresso...la paura di avere un "brutto male" è strettamente legata allo stile di personalità della donna che sembra orientato alla somatizzazione come modo per gestire l'ansia e l'umore depresso. Il meccanismo difensivo principale sembra essere quello della proiezione, del mettere fuori da sé i contenuti che non possono essere pensati, in concomitanza con la somatizzazione che diventa un segno di qualcosa che non può essere espresso a parole, infatti il colloqui stesso è orientato principalmente alla descrizione di lamentele fisiche...

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