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  1. #121
    Partecipante Assiduo
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    12-07-2007
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    Roma
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    158

    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Giorgia io posso inserire delle domande CHIUSE che avevo riportato dai vecchi appelli (comprese alcune che erano uscite al mio appello di gennaio di quest'anno):

    1. Il temperamento carattere riguarda: (pag. 97)
    a) il cosa (ABILITÀ)
    b) il perché (MOTIVAZIONE)
    c) il modo (CARATTERE)

    2. La genetica del comportamento indaga: (pag. 84)
    Le differenze tra individui.

    3. La prosocialità è: (pag. 313)
    a) altruismo
    b) socialità
    Il termine PROSOCIALE è stato coniato allo scopo di raggruppare tutti gli aspetti dell’aiutare, del prendersi cura, del condividere, del cooperare e del provare solidarietà i cui segni sono evidenti almeno a partire dal secondo anno di vita.

    4. Autostima (pag. 194)
    L’AUTOSTIMA è il sentimento che ogni individuo, maschio o femmina, ha del proprio valore e della propria capacità. Rappresenta perciò l’aspetto valutativo del sistema del sé e si riferisce all’immagine di un sé ideale che tutti possediamo: laddove la discrepanza tra il sé ideale e quello realmente percepito è minima, l’individuo proverà un’alta stima di sé; dove invece la discrepanza è forte, si avrà di conseguenza una bassa stima di sé.

    5. Legame attaccamento (pag. 154)
    FASE ETA’ (MESI) Caratteristiche Principali
    PREATTACCAMENTO 0-2 Risposta sociale indiscriminata
    SVILUPPO DELL’ATTACAMENTO 2-7 Riconoscimento di persone familiari
    ATTACCAMENTO BEN SVILUPPATO 7-24 Protesta da separazione; diffidenza verso le persone non familiari; comunicazione intenzionale
    RELAZIONE GESTITA IN FUNZIONE DELL’OBIETTIVO Da 24 in su Relazioni più bilanciate: il bambino comprende le esigenze dei genitori

    6. Interazione genitore-bambino (da pag. 123)
    FASE ETA’ DI INIZIO (MESI) COMPITO EVOLUTIVO
    REGOLAZIONE BIOLOGICA 0 Regolarizzare i processi biologici di base del neonato come l’alimentazione, gli stati di veglia e sonno e armonizzarli con le richieste dei genitori
    SCAMBI “FACCIA A FACCIA” 2 Regolare l’attenzione reciproca e la capacità di risposta nelle situazioni faccia a faccia
    CONDIVISIONE DI ARGOMENTI 5 Inserire gli oggetti nelle interazioni sociali e assicurare ad essi azioni e attenzione
    RECIPROCITA’ ed INTENZIONALITA’ 8 Iniziare azioni intenzionali dirette verso altri e sviluppare relazioni più simmetriche e flessibili
    RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA 18 Sviluppare strumenti verbali e simbolici di relazione con gli altri e riflettere sugli scambi sociali

    7. Modelli operativi interni (da pag. 155 a pag. 156)
    Mano a mano che i bambini diventano capaci, verso il secondo anno di età, di avere una rappresentazione interna del mondo in forma simbolica, sviluppano anche un modello di se stessi, delle persone importanti che li circondano e delle relazioni che hanno con queste persone, tali modelli fungono sempre di più da guida delle azioni del bambino.
    I MODELLI OPERATIVI INTERNI (Bowlby) vengono costruiti sulla base dell’esperienza vissuta rispetto a figure particolari verso le quali il bambino ha sviluppato un attaccamento e rispecchiano la qualità della relazione con queste persone.
    I Modelli Operativi Interni sono costruiti, secondo Bowlby, in funzione di tutti gli aspetti esistenziali importanti, ma nessuno è così importante come quello che riguarda le relazioni interpersonali del bambino, in particolare perché egli costruisce un modello del sé a partire dalle relazioni interpersonali, una madre punitiva, che lo respinge, indurrà il bambino a provare un senso di fallimento e a considerarsi di scarso valore: l’esperienza di un sé non accettabile agli occhi della figura verso la quale il bambino ha sviluppato un legame di attaccamento avrà un impatto negativo sul modo in cui il bambino costruisce la propria immagine.

    8. Attaccamento sicuro…. (da pag. 167 a pag. 177)
    CATEGORIE COMPROTAMENTO NELLA “STRANGE SITUATION”
    ATTACCAMENTO SICURO (TIPO B) Il bambino mostra un livello moderato di ricerca della vicinanza con la madre. L’uscita della madre lo turba e accoglie con entusiasmo il suo rientro. 65% della popolazione media. Nord Americana
    ATTACCAMENTO INSICURO: EVITANTE (TIPO A) Il bambino evita il contatto con la madre, in modo particolare quando rientra dopo un episodio di separazione. Non appare molto turbato quando viene lasciato solo con una persona estranea. 20% della popolazione media. Nord Americana
    ATTACCAMENTO INSICURO: RESISTENTE (TIPO C) Il bambino è molto turbato dalla separazione dalla madre. Quando ritorna, risulta difficile consolarlo; mostra sia ricerca sia rifiuto di consolazione. 15% della popolazione media. Nord Americana
    ATTACCAMENTO INSICURO: DISORGANIZZATO (TIPO D) 5% della popolazione media. Nord Americana

    9. Senso di sé (consapevolezza dell’altro): (pag. 202)
    a) Appare prima sugli altri
    b) Appare prima su di sé
    c) Il senso di sé e il senso dell’altro emergono nello stesso periodo

    10. Empatia globale (HOFFMAN) (pag. 210 e 314)
    FASE ETA’ DI INIZIO CARATTERISTICHE
    EMPATIA GLOBALE Nel primo anno Gli altri non sono percepiti come distinti da sé, perciò l’angoscia di un altro è confusa con i propri sentimenti spiacevoli. I bambini agiscono quindi come se quando accade a un altro bimbo accadesse a loro stessi. L’empatia avviene attraverso contagio cioè con una reazione involontaria (es. piange se sente piangere un bimbo).
    EMPATIA “EGOCENTRICA” Nel secondo anno Il bambino è ora consapevole del fatto che un’altra persona e non lui è angosciata, ma gli stati interiori degli altri sono ancora considerati come parte di sé. Offrono aiuto ciò che loro stessi desidererebbero avere come conforto.
    EMPATIA PER I SENTIMENTI DELL’ALTRO A circa 2 o 3 anni Il bambino diviene consapevole del fatto che gli altri hanno sentimenti distinti e vi rispondono in modo non egocentrico.
    EMPATIA PER LE CONDIZIONI DI VITA DELL’ALTRO Tarda infanzia o prima adolescenza I bambini percepiscono i sentimenti degli altri non solo come reazione momentanee ma come espressioni delle loro esperienze generali di vita. L’affetto attivato empaticamente è quindi combinato con una rappresentazione mentale delle condizioni generali degli altri, e il bambino risponde in modo differente agli stati di angoscia cornici e a quelli transitori. Sono in grado di immaginare lo stato d’animo dell’altro.

    11. Genitori permissivi, genitori autorevoli… (pag. 257 e 258)

    12. La vergogna e l'orgoglio riguardano: (pag. 199)
    a) il sè emotivo (il sé emotivo è il sé che valuta sé stesso)
    b) il sè che valuta
    (LA VERGOGNA E L’ORGOGLIO: TALI EMOZIONI SOPRAVVENGONO QUANDO IL SÉ GIUDICA SE STESSO).

    13. Autoregolazione (es. controllo, autocontrollo….) (Pag. 290)
    FASI DI AUTORELAZIONE DEI BAMBINI: KOPP LA MODULAZIONE NON E’ NE’ COSCIA NE’ INTENZIONALE
    FASI ETA’ APPPROSSIMATIVA (MESI) CARATTERISTICHE
    MODULAZIONE NEUROFISIOLOGICA 0-2/3 Modulazione dell’attivazione
    MODULAZIONE SENSOMOTORIA 3-9 + Modifica il comportamento in atto in risposta all’ambiente
    CONTROLLO (VOLONTARIO) 12-18 + Comportamento intenzionale, consapevolezza dell’azione (rispetta gli ordini)
    AUTOCONTROLLO (INTERIORIZZAZIONE) 24 + Pensiero rappresentativo e memoria rievocativa; comportamento in accordo con le aspettative sociali in assenza dell’adulto (autonomamente)
    AUTOREGOLAZIONE 36 + Produzione di strategia, introspezione conscia, flessibilità del controllo per far fronte alle mutevoli richieste delle situazioni

    14. Disobbedienza dei bambini…. (pag. 292 e 293)
    15. Regola morale, regola convenzionale…(pag. 311)
    16. Aggressività dei bambini, caratteristiche dei genitori…(pag. 332 e 333)

    17. Stadi della morale….(Kohlberg) (pag. 344)
    a) Gli stadi non possono essere saltati e la progressione è perciò ordinata

    18. Disciplina induttiva….(pag. 354)
    19. Bambini ignorati, rifiutati, popolari… (pag. 371…)
    20. Bambini di genitori permissivi…(pag. 257 e 258)

    Ciao ed in bocca al lupo.

  2. #122
    Partecipante Assiduo L'avatar di Giorgia1984
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Grazie mille Francesca come al solito sei gentilissima!!! Ma qst domande chiuse sono ricorrenti o le cambia ad ogni appello? Grazie ancora.
    Baci

  3. #123
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Giorgia, alcune erano uguali, magari riformulate in modo diverso...

  4. #124
    Partecipante Assiduo L'avatar di Giorgia1984
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Francy spprofitto della tua disponibilità per chiederti un consiglio su come è meglio studiare per qst esame....A me sembra infinito allora mi chiedo se la preparazione deve essere mirata a schemi tappe di sviluppo stadi ecc. oppure se conta più una preparazione generale....Grazie

  5. #125
    Venditore Accreditato OPs L'avatar di caramellina84
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Citazione Originalmente inviato da Giorgia1984 Visualizza messaggio
    Francy spprofitto della tua disponibilità per chiederti un consiglio su come è meglio studiare per qst esame....A me sembra infinito allora mi chiedo se la preparazione deve essere mirata a schemi tappe di sviluppo stadi ecc. oppure se conta più una preparazione generale....Grazie
    Ciao, se posso darti un consiglio per le domande a crocette la preparazione deve essere soprattutto sulle varie tappe, bisogna ricordarsi le età precise, chiede soprattutto quelle, ti conviene farti degli schemini promemoria per il ripasso!
    Per le domande aperte, lei mette una domanda(relativamente facile) che riguarda una teoria famosa e le altre un po' più difficili, per es io scelsi il temperamento, le altre erano domande un po' più difficili tipo autocontrollo, obbedienza..quindi fatti bene le teorie più famose cioè temperamento, attaccamento etc, quelle che sembrano più probabili, e almeno una ne dovrebbe uscire, basta che ti guardi un po' le domande già uscite negli latri appelli..
    per quanto riguarda bambini insieme l'ho fatto molto in generale, perchè su quello fa domande molto generiche.. io scelsi la domanda sui gruppi in età prescolare, posso dirti che nonostante abbia scritto poco di questo, solo i concetti più rilevanti del capitolo, il voto è stato alto! lei vuole che si colga il nucleo della questione..
    certo non è una passeggiata, è lungo e mi ci sono voluti una quindicina di giorni per prepararlo bene, però non è difficilissimo come modalità di esame per il fatto che almeno permette di scegliere tra varie domande

  6. #126
    Partecipante Assiduo L'avatar di Giorgia1984
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Ti ringrazio per i consigli...é che mi sto facendo prendere dall'ansia visto che ho solo l'appello di gennaio per farlo (grazie a qst fantastica riforma!!!), è il mio ultimo esame e sapere che o la va o la spacca con un esame che a me sembra molto tosto mi sta mandando in ansia!!!
    Cmq grazie ancora

  7. #127
    Partecipante Assiduo
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    12-07-2007
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Giorgia stai tranquilla. Io ho cercato di memorizzare più cose possibili; le domande aperte erano molto generali mentre erano un pò più specifiche quelle chiuse. Come dice Caramellina concentrati sulle varie teorie, il confronto di alcuni autori (es. la morale di Piaget....)....
    Il programma è molto ampio ma a me l'esame era piaciuto, anche se avevo difficoltà a ricordarmi tutte quelle cose nello specifico.
    Ciao
    Ultima modifica di SPEBENESSERE : 07-10-2008 alle ore 15.06.02

  8. #128
    Neofita
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Buonasera a tutti...volevo maggiori informazioni sulla tesina da consgnare:
    1. devo rispettare i punti meticolosamente o posso fare un discorso generale?
    2. ma in pratica devo fare un riassunto del cpaitolo che scelgo??
    aiutatemi.....questa prof non è mai troppo chiara!!!!
    Grazie x l'eventale risposta

  9. #129
    Partecipante Esperto L'avatar di xcabalax
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Citazione Originalmente inviato da Jador1984 Visualizza messaggio
    Buonasera a tutti...volevo maggiori informazioni sulla tesina da consgnare:
    1. devo rispettare i punti meticolosamente o posso fare un discorso generale?
    2. ma in pratica devo fare un riassunto del cpaitolo che scelgo??
    aiutatemi.....questa prof non è mai troppo chiara!!!!
    Grazie x l'eventale risposta
    io feci un discorso in generale del capitolo scelto, alla prof andò bene!le chiesi quanto dovevano essere 3 cartelle e lei mi disse che corrispondeva tipo a 3 pagine!

  10. #130
    Neofita
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    grazie speriamo bene

  11. #131
    Partecipante Esperto L'avatar di xcabalax
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    05-04-2007
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Citazione Originalmente inviato da Jador1984 Visualizza messaggio
    grazie speriamo bene
    questo è quello che portai alla prof

    LO SVILUPPO SOCIALE IN ETA’ PRESCOLARE

    Per molto tempo i bambini dai 3 ai 6 anni hanno catturato pochissimo interesse da parte degli studiosi, il comportamentismo classico ritenevano questi bambini “scomodi” per lo sperimentatore, Piaget, d’altro canto, restituiva una immagine impoverita dell’età prescolare come se fosse solo l’età dell’errore: gli insuccessi erano ricondotti all’egocentrismo del bambino.
    Bisogna notare però che Piaget ha registrato dei progressi rispetto alla prima infanzia grazie alla funzione simbolica ( i bambini si possono affidare alla rappresentazione mentale ), però fino ai 6-7 anni restano ancorati al dato percettivo, ragionando in maniera rigida e non avendo dei concetti veri e propri.
    Per quanto riguarda la teoria psicoanalitica, anche qui, c’è stata una sottovalutazione di questa età, la teoria ritiene che il motore della crescita si trovi nel rapporto con l’adulto, la madre in primis, la storia dello sviluppo emotivo e sociale si gioca nella relazione primitiva con l’adulto nei primi 3 anni di vita; anche nella teoria di Bowlby si ritrova questo modello, la psicoanalisi spiega lo sviluppo sociale ed affettivo alla luce dei legami affettivi primari considerati prototipici e fondanti di tutte le relazioni sociali successive.
    Tutte queste teorie hanno sottovalutato l’importanza di questo periodo evolutivo dove il bambino diventa un individuo sociale autonomo, capace di compiere l’apprendistato sociale senza l’aiuto dell’adulto, confrontandosi direttamente con i propri coetanei.
    Fortunatamente vi sono state delle indagini che ci hanno permesso di rivalutare questo periodo e che si possono ritrovare nel filone della teoria della mente dove i 4 anni sono definiti come uno “spartiacque”, vale a dire un’età dove si manifesta una rivoluzione nel pensiero del bambino:questi è capace di pensare il pensiero, ovvero di rendersi conto che oltre al comportamento manifesto l’individuo è un essere psicologico, che agisce sulla base di stati interni, non trasparenti, che possono essere motivati e compresi.
    Attribuire a se stesso e agli altri un’attività psicologica ha importanti collegamenti con il linguaggio, questo, infatti, fornisce gli strumenti per esprimere l’esperienza, le interazioni sociali sono facilitate dall’abilità di comprendere stati emotivi interni e le credenze delle altre persone.
    L’età prescolare è un tempo della vita dedicato alla costruzione del Sé e dell’altro, bisogna però non pensare che le relazioni familiari perdano il ruolo centrale che hanno avuto nell’infanzia, succede solo che in quest’età il mondo del bambino si fa policentrico, oltre alla famiglia compare un altro luogo d’esperienza che è rappresentato dagli altri bambini.
    I bambini arrivano all’età prescolare già attrezzati dal punto di vista delle competenze, nella prima infanzia hanno acquisito alcuni prerequisiti dell’interazione sociale, hanno sviluppato interesse verso i propri coetanei e sanno coordinare i propri turni di azione con quelli dell’interlocutore.
    Anche affettivamente l’età prescolare è una età di relativa indipendenza, i bambini sono capaci di tollerare la separazione e l’assenza della madre, questa condizione di sicurezza permette loro di fare esperienze significative al di fuori della famiglia.
    Quali sono le competenze attuali di un bambino di quest’età da un punto di vista interattivo?
    Vi sono diversi tipi di competenze: da un punto di vista dell’agire sociale notiamo l’uso di strategie complesse e artificiose che richiedono empatia, regolazione delle emozioni, capacità di lettura e decodifica delle informazioni sociali; però se chiediamo a un bambino di dirci perché si è comportato in quella maniera la sua risposta sarà estremamente povera e semplificata, questo significa che vi è uno scarto tra il saper fare sociale e la possibilità di esprimerlo verbalmente, come se il bambino non fosse consapevole delle proprie capacità.
    Le competenze che una persona manifesta solo sul piano pratico senza riuscire a spiegare a parole, sono definite “competenze tacite”; lo scarto tra competenze tacite ed esplicite dei bambini si osserva sia nelle relazioni di gruppo che nei rapporti diadici.
    Nel rapporto diadico si osserva una notevole stabilità delle preferenze sociali (i bambini si cercano, condividono le attività, mantengono la vicinanza fisica), anche qui se chiediamo al bambino di esprimere la propria idea sull’amicizia è possibile che ne emerga una immagine effimera, contingente, instabile e mutevole.
    La scuola dell’infanzia dovrebbe essere il luogo in cui si impara a stare bene con gli altri, il luogo del benessere collettivo e non la sede in cui ci si prepara alla competizione individuale, tipica dell’esperienza scolastica successiva.
    Questo luogo d’incontro è definito scuola intesa come comunità educativa, ma al tempo stesso non possiede le limitazioni che la scuola vera e propria impone,non possiede le scadenze date dall’obbligo dell’apprendimento e non è costretta a promuovere lo sviluppo cognitivo del singolo individuo.
    Quindi qual è la funzione di questa scuola rispetto alle esperienze scolastiche successive?
    Come si sa la prima fanciullezza (early childhood), ha tra i suoi compiti di sviluppo il consolidamento e l’ampliamento della socialità, in particolare con i propri pari.
    Le relazioni con l’adulto sono definite verticali o asimmetriche, il bambino impara dall’adulto la grammatica e il vocabolario dei rapporti sociali che poi metterà in pratica nei rapporti definiti orizzontali o simmetrici, ovvero con i suoi pari (tra questi due tipi di relazioni vi sono relazioni intermedie come quelle tra fratelli che è inserita nelle relazioni orizzontali ma di cui non fa realmente parte in quanto non è esattamente paritaria e inoltre il sottosistema fraterno è caratterizzato da ambivalenza e rivalità, ed è modulato dal sottosistema genitoriale).
    La scuola dell’infanzia è il primo luogo di vita extra familiare dove s’incontrano con regolarità i bambini.
    Negli Orientamenti del 1991 ( aggiornati con le Indicazioni ministeriali del 2002) si afferma che la funzione della scuola d’infanzia è quella di promuovere la formazione integrale della personalità del bambino dai 3 ai 6 anni; la scuola deve preoccuparsi dell’acquisizione dell’identità personale aiutando il bambino a sviluppare fiducia in se stesso, motivazione alla curiosità e capacità di vivere i propri stati emotivi in modo equilibrato.
    Si afferma così che i bambini devono interagire con il nuovo aprendosi alla scoperta e al rispetto dei valori universalmente condivisibili quali la libertà, il rispetto di sé, degli altri dell’ambiente, la solidarietà, la giustizia e l’impegno ad agire per il bene comune..
    Così gli Orientamenti del 1991 configurano la scuola d’infanzia come una sede di processo di acculturazione globale che comprende in toto il sapere sociale che diviene così lo specifico apprendimento della scuola dell’infanzia.
    A questo punto però sorge un problema: la socialità non è stata pensata come oggetto pedagogico, si è pensato che per far si che si sviluppi una relazione tra i bambini bastava creare il contatto; i bambini venivano considerati come individui isolati e non come degli appartenenti a delle nicchie ecologiche che possono promuovere o ostacolare lo sviluppo ( il concetto di nicchia ecologica intende i contesti o le situazioni di vita, favorevoli o sfavorevoli all’adattamento e si rifà alla teoria ecologica espressa da Bronfenbrenner).
    La funzione dell’adulto è quella di predisporre delle occasioni di socializzazione, delle opportunità attentamente pianificate in funzione delle caratteristiche del gruppo di bambini e dei problemi specifici di ciascun gruppo.
    Esiste un curricolo della socialità che deve essere esplorato ed esaurito al termine della scuola d’infanzia, questo curricolo inizia con l’interazione con l’adulto e prevede il passaggio alla regolazione sociale mediata e sostenuta dal genitore ( che favorisce l’alternanza dei turni, la condivisione delle attività e la referenza), all’autoregolazione, prima diadica poi plurima; questo curricolo prevede molti ambiti: l’acquisizione delle regole, la conquista del decentramento, il superamento di una prospettiva individualistica e lo sviluppo emotivo.
    L’obiettivo finale della socializzazione dovrebbe essere identificato dal passaggio dalle abitudini al pensiero.
    È stata effettuata una ricerca sulle relazioni interpersonali tra bambini in età prescolare, specificatamente nel gruppo dei pari.
    L’ipotesi di fondo era che i bambini dispongano di un buon livello di competenza sociale, manifesta a livello comportamentale rilevabile con strumenti di natura simbolica.
    La ricerca si è svolta in 3 scuole statali e in ognuna è stata scelta una classe che rispondesse ai seguenti requisiti:
    1. composizione bilanciata per numero di maschi e femmine
    2. assenza di situazioni limite
    3. possibilità di intervistare tutti i partecipanti
    Per una più approfondita conoscenza del campione è stato distribuito alle famiglie un questionario (con domande relative l’età,il titolo di studio,l’età del bambino e la struttura della fratria, la frequenza dell’asilo e della scuola d’infanzia e sulle amicizie del bambino dentro e fuori le strutture scolastiche), che è stato riconsegnato quasi da tutte le famiglie in modo completo e da alcune con qualche piccola lacuna.
    I bambini avevano un’età media di 5 anni e 7 mesi, 20 bambini erano figli unici i restanti 62 hanno fratelli (il campione era composto da 82 bambini), 18 erano primogeniti, 30 secondogeniti 14 terzo o quartogeniti.
    Tutte le famiglie erano intatte, la maggioranza delle madri aveva tra i 30 e i 40 anni, i padri tra 35 e 45 anni; le famiglie hanno complessivamente un buon livello di istruzione, le occupazioni sono di livello medio-basso e per la maggioranza di padri (59), si tratta di un impiego a tempo pieno, mentre 29 madri delle 48 non casalinghe svolgono un lavoro a tempo parziale.
    Ben 21 bambini ( 19 con regolarità) avevano frequentato l’asilo nido, mentre 57 bambini avevano iniziato un’esperienza extra familiare a 3 anni con l’inserimento nella scuola d’infanzia (la scuola d’infanzia è la fonte principale dei rapporti con i coetanei, circa la metà delle risposte al questionario indica uno o più degli attuali compagni di classe come principale compagno fuori dalla scuola).
    I bambini delle 3 classi, oltre ad essere bilanciati per età e anche per sesso, non differivano per alcuna variabile anagrafica né per l’età di scolarizzazione e le ore passate in asilo, ma differivano per la “compattezza storica”,infatti la classe A era l’unica che non aveva cambiato insegnanti rispetto all’anno precedente e comprendeva il numero maggiore di bambini provenienti da altre classi e scuole, i bambini della classe A coltivavano il maggior numero di amicizie pregresse e avevano contemporaneamente il minor numero di incontri extra-asilo con i compagni attuali.
    Tre osservatori indipendenti avevano valutato il clima educativo delle 3 classi, il clima sociale migliore era risultato quello della classe A, seguita dalla classe B che era risultata migliore della classe C (nella classe A il controllo degli insegnati era limitato, i bambini erano liberi di muoversi, nella classe B le risorse erano sufficienti, i bambini abbastanza liberi, nella classe C il controllo esercitato dagli insegnati era elevato e riguardava sia la scelta delle attività che le aggregazioni sociali).
    Gli strumenti usati per quanto concerne il comportamento sociale fu l’osservazione diretta, senza alterare i contesti naturali ma impiegando una griglia strutturata che prevedeva la rilevazione di comportamenti sociali particolari a determinati intervalli di tempo.
    Per quanto riguarda le rappresentazioni che i bambini hanno delle relazioni con i compagni fu usato il test sociometrico ( in una versione ridotta in quanto venne utilizzato un solo criterio), che si basava sulla nomina di uno o più membri del gruppo preferiti per qualche attività-criterio e includeva anche la nomina dei membri non graditi per la medesima attività.
    Tramite le indicazioni di tutti i componenti si costruiva il sociogramma, che evidenziava la rete creata dalle scelte, unidirezionali o reciproche, ed eventualmente anche dal distribuirsi dei rifiuti.
    Per la creazione del sociodramma veniva utilizzato il Class Dynamic Test (CDT), che si basava sulla distribuzione di bamboline recanti le foto dei membri del gruppo su un ampio foglio raffigurante uno spazio di vita del gruppo, al bambino si chiedeva di mettere vicino quello che “giocano molto insieme”.
    Oltre a questo strumento per rilevare la presenza delle relazioni di gruppo, furono usati altri 2 strumenti per esaminare la concezione dell’amicizia: il disegno e l’intervista, dove si chiedeva in entrambi i casi di parlare del migliore amico e del “non amico”.
    Sottoporre bambini a svariate prove può causare affaticamento, per ridurlo gli strumenti usati furono divisi in 2 sessioni e l’ordine delle sessioni fu bilanciato tra i soggetti e all’interno di ciascuna sessione fu bilanciato l’ordine delle 2 prove.
    I disegni non riportarono i risultati sperati in quanto le 2 rappresentazioni non si diversificavano in maniera apprezzabile nelle 2 situazioni proposte; l’intervista invece fornì risultati di notevole interesse.

  12. #132
    Partecipante Esperto L'avatar di terry
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Qualcuno sa dirmi la data dell'esame? Sul sito della facoltà non risulta ci sia nessun appello per questo esame! Grazie
    terry


    Siediti lungo la riva del fiume e aspetta. Prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

  13. #133
    Matricola
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Il prossimo appello della baumgartner è a maggio perchè adesso a marzo ci sono solo gli esami di fine modulo,cioè delle lezioni che si stanno svolgendo fino al 7 marzo.......lo so perchè devo darlo anch'io. Ciao Ciao!!!!!!

  14. #134
    Partecipante Esperto L'avatar di terry
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Citazione Originalmente inviato da memyquattro Visualizza messaggio
    Il prossimo appello della baumgartner è a maggio perchè adesso a marzo ci sono solo gli esami di fine modulo,cioè delle lezioni che si stanno svolgendo fino al 7 marzo.......lo so perchè devo darlo anch'io. Ciao Ciao!!!!!!
    Quindi a marzo c'è l'esame per noi della specialistica?
    Ultima modifica di terry : 16-02-2009 alle ore 15.56.37
    terry


    Siediti lungo la riva del fiume e aspetta. Prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

  15. #135
    Partecipante Esperto L'avatar di snorchis
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    Riferimento: [Ben.] Sviluppo sociale e regolazione emotiva (Baumgartner)

    Citazione Originalmente inviato da terry Visualizza messaggio
    Quindi a marzo c'è l'esame per noi della specialistica?
    Provo a risponderti io; a Marzo, per noi della specialistica, ci sono gli appelli di:
    Sviluppo del linguaggio
    Tecniche psicometriche
    Software statistici per l'analisi dei dati
    In più i due esami opzionali (PINTO e MELOGNO)
    Sono tutti corsi dei quali le lezioni terminano a Marzo.
    Buona serata,
    Elisa

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