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  1. #271
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    Intanto vi propongo un altro caso:

    "B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare ormai da sola.

    La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l'uso di tranquillanti o sonniferi.

    Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch'essa vedova, ma questo non pare esserle di aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.

    B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso dalla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.

    Sulla base dei dati anamnestici, il candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un'ipotesi diagnostica, ed illustri un piano di intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi"....

    Che ne pensate?


    La donna viene inviata allo psicologo dal suo medico di famiglia, in questo caso l'analisi della domanda va fatta in base alla reale motivazione della donna ad intraprendere un percorso psicoterapeutico. Bisogna lavorare sulla trasformazione della motivazione da estrinseca ad intrinseca. Il disturbo della donna sembra essere una reazione depressiva in seguito al lutto per la morte del marito. Questa grave situazione visto la giovane età della moglie e la morte improvvisa del marito ha creato una situazione di disequilibrio all'interno del nucleo famigliare. La morte di una persona porta come conseguenza una nuova ristrutturazione del sistema famiglia. La reazione di lutto genera sempre vissuti depressivi come reazione al trauma, di solito si ha una fase di elaborazione del lutto che può variare da persona a persona. Nel nostro caso sei mesi sono un lasso di tempo relativamente breve per superare un lutto così importante in maniera adeguata...

    Possiamo ipotizzare come diagnosi principale provvisoria:
    - Disturbo dell'adattamento con umore depresso di tipo acuto [abbiamo l'evento traumatico]

    Diagnosi differenziale:
    - Disturbo depressivo maggiore cronico, grave ma senza manifestazioni psicotiche [come reazione di lutto]

    la valutazione psicologia tramite una serie di colloqui volti all'approfondimento del caso, si può avvalere di una valutazione della personalità tramite il test proiettivo Rorschach e la somministrazione di un MMPI-2 per la valutazione della personalità nello stato attuale. Sarebbe opportuno raccogliere informazioni anche sulla figlia visto che anche lei mostra una certa quota di disagio.

    Le idee di suicidio della donna implicano un intervento diretto sulla persona con l'invio sia per una consultazione psichiatrica sia per una psicoterapia supportiva individuale o famigliare [nel caso in cui anche la figlia fosse disposta a partecipare] ad indirizzo sistemico relazionale. Gli obbiettivi principali sono quelli di ascolto empatico e di contenimento, visto la sofferenza della donna e della figlia. Successivamente la psicoterapia può focalizzare l'obbiettivo sulla strutturazione di un nuovo equilibrio famigliare e cercare inoltre di rafforzare delle alleanze con altri famigliari, soprattutto con la madre della donna... dopo aver contenuto la fase acuta si può intraprendere una psicoterapia più espressiva volta all'elaborazione del lutto.

  2. #272
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da magretta Visualizza messaggio
    tossicodipendenze t. support espress sistemico famil o di gr strumenti mmpi hcs
    mi puoi spiegare che cosa è HCS
    grazie

  3. #273
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    La donna viene inviata allo psicologo dal suo medico di famiglia, in questo caso l'analisi della domanda va fatta in base alla reale motivazione della donna ad intraprendere un percorso psicoterapeutico. Bisogna lavorare sulla trasformazione della motivazione da estrinseca ad intrinseca. Il disturbo della donna sembra essere una reazione depressiva in seguito al lutto per la morte del marito. Questa grave situazione visto la giovane età della moglie e la morte improvvisa del marito ha creato una situazione di disequilibrio all'interno del nucleo famigliare. La morte di una persona porta come conseguenza una nuova ristrutturazione del sistema famiglia. La reazione di lutto genera sempre vissuti depressivi come reazione al trauma, di solito si ha una fase di elaborazione del lutto che può variare da persona a persona. Nel nostro caso sei mesi sono un lasso di tempo relativamente breve per superare un lutto così importante in maniera adeguata...

    Possiamo ipotizzare come diagnosi principale provvisoria:
    - Disturbo dell'adattamento con umore depresso di tipo acuto [abbiamo l'evento traumatico]

    Diagnosi differenziale:
    - Disturbo depressivo maggiore cronico, grave ma senza manifestazioni psicotiche [come reazione di lutto]

    la valutazione psicologia tramite una serie di colloqui volti all'approfondimento del caso, si può avvalere di una valutazione della personalità tramite il test proiettivo Rorschach e la somministrazione di un MMPI-2 per la valutazione della personalità nello stato attuale. Sarebbe opportuno raccogliere informazioni anche sulla figlia visto che anche lei mostra una certa quota di disagio.

    Le idee di suicidio della donna implicano un intervento diretto sulla persona con l'invio sia per una consultazione psichiatrica sia per una psicoterapia supportiva individuale o famigliare [nel caso in cui anche la figlia fosse disposta a partecipare] ad indirizzo sistemico relazionale. Gli obbiettivi principali sono quelli di ascolto empatico e di contenimento, visto la sofferenza della donna e della figlia. Successivamente la psicoterapia può focalizzare l'obbiettivo sulla strutturazione di un nuovo equilibrio famigliare e cercare inoltre di rafforzare delle alleanze con altri famigliari, soprattutto con la madre della donna... dopo aver contenuto la fase acuta si può intraprendere una psicoterapia più espressiva volta all'elaborazione del lutto.
    d'accordo su tutto, stesse considerazioni che ho fatto anch'io

    in questo caso ci concentriamo sulla presenza di un evento stressante, con una reazione che va al di là di un Lutto "normale".......ma un dist depressivo lo escludiamo?

    una cosa.......ma sbaglio o questo Disturbo dell'adattamento ricorre più spesso di quanto si possa pensare?
    Ultima modifica di ghostchild : 19-02-2009 alle ore 12.32.37

  4. #274
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    d'accordo su tutto, stesse considerazioni che ho fatto anch'io

    in questo caso ci concentriamo sulla presenza di un evento stressante, con una reazione che va al di là di un Lutto "normale".......ma un dist depressivo lo escludiamo?

    una cosa.......ma sbaglio o questo Disturbo dell'adattamento ricorre più spesso di quanto si possa pensare?

    in questo caso il vissuto depressivo è aggravato dalle idee di suicidio [che vanno un po' oltre la semplice reazione del lutto], mi sembra strano che il DSM non prenda in considerazione il disturbo depressivo come conseguenza di un lutto importate... mah comunque...
    Secondo me è importante conoscere il disturbo dell'adattamento, ci aiuta sia per differenziare un disturbo post-traumatico da stress sia per un disturbo da stress acuto... insieme alle diverse reazioni depressive...

    uno dei problemi che dobbiamo affrontare per fare l'esame è la forma... ossia come mettere sia l'invio alla psicoterapia, consultazione psichiatrica sia le varie diagnosi principale e differenziale...

    secondo te come dobbiamo comportarci?

  5. #275
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    in questo caso il vissuto depressivo è aggravato dalle idee di suicidio [che vanno un po' oltre la semplice reazione del lutto], mi sembra strano che il DSM non prenda in considerazione il disturbo depressivo come conseguenza di un lutto importate... mah comunque...
    Secondo me è importante conoscere il disturbo dell'adattamento, ci aiuta sia per differenziare un disturbo post-traumatico da stress sia per un disturbo da stress acuto... insieme alle diverse reazioni depressive...

    uno dei problemi che dobbiamo affrontare per fare l'esame è la forma... ossia come mettere sia l'invio alla psicoterapia, consultazione psichiatrica sia le varie diagnosi principale e differenziale...

    secondo te come dobbiamo comportarci?
    mi sono venuti dei dubbi sul dist dell'adattamento perchè sul DSM viene specificato che "questa categoria non dovrebbe essere usata se l’anomalia soddisfa i criteri per un altro disturbo specifico in Asse I (per es., un Disturbo d’Ansia o un Disturbo dell’Umore specifico)".......
    in questo caso si potrebbe codificare un dist depressivo (magari minore), ma l'enfasi è su un evento forte come la morte del marito, per cui il dist sembra "reattivo"......
    insomma, mi sembra che spesso il DSM aumenti la confusione, più che migliorare le cose

    a proposito del dist depressivo maggiore, il dsm riporta:
    "I sintomi non sono meglio giustificati da Lutto, cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi persistono per più di 2 mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio".....
    quindi mi sembra di capire che se tali sintomi persistono per più di 2 mesi e comprendono anche aspetti che vanno al di là della reazione di Lutto, allora la diagnosi più adatta sarebbe quella di un dist depressivo...... ed ecco che tornano i dubbi!


    per il fatto della forma.....è vero, è un problema....
    bisogna vedere se ci sarà una scaletta da seguire più o meno rigidamente (e a giudicare dalla prima e dalla seconda prova credo di sì....)......
    comunque io cercherò di non scendere troppo in particolari, di attenermi a quanto richiesto e di mettere la diagnosi che mi sembra spieghi meglio il quadro, aggiungendo tutte quelle che possono essere prese in considerazione....

    che ne dici?

  6. #276
    L'avatar di Melody82
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    ragzzzi scusate la latitanza ma non ho avuto un atitmo di tempo ora darò uno sguardo a questo ultimo caso.

    nel frattempo vi incollo quello che dice il DSM

    "Z63.4 Lutto [V62.82]

    Questa categoria può essere usata quando l’oggetto dell’attenzione clinica è una reazione alla perdita di una persona cara. Come parte della loro reazione alla perdita, alcuni soggetti si presentano con i sintomi caratteristici di un Episodio Depressivo Maggiore (per es., sentimenti di tristezza e sintomi associati come insonnia, scarso appetito, e perdita di peso). Il soggetto in lutto tipicamente considera “normale” l’umore depresso, sebbene possa ricercare un aiuto professionale per alleviare i sintomi associati come insonnia o anoressia. La durata e l’espressione del lutto “normale” variano in modo considerevole tra i diversi gruppi culturali. La diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore (Episodio Singolo e Ricorrente) non viene generalmente fatta se i sintomi non sono più presenti 2 mesi dopo la perdita. Comunque, la presenza di certi sintomi che non sono caratteristici di una reazione “normale” di lutto può essere utile per differenziare il lutto da un Episodio Depressivo Maggiore. Questi includono: 1) sentimenti di colpa riguardante cose diverse dalle azioni fatte o non fatte dal soggetto sopravvissuto al momento della morte; 2) pensieri di morte diversi dal sentimento del soggetto sopravvissuto che sarebbe meglio essere morto o che avrebbe dovuto morire con la persona deceduta; 3) pensieri eccessivi e morbosi di inutilità; 4) marcato rallentamento psicomotorio; 5) prolungata e intensa compromissione di funzionamento; 6) esperienze allucinatorie diverse dal pensare di udire la voce, o di vedere fuggevolmente l’immagine della persona deceduta."


    nel frattempo volevo chiedervi ma voi vi ricordate a memoria, per ogni disturbo, da quanto tempo devono essere presenti i sintomi???
    io assolutamente no, e questo è un problema, ma non mi entrano in testa...
    Ultima modifica di Melody82 : 19-02-2009 alle ore 13.57.12

  7. #277
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da Melody82 Visualizza messaggio
    .......

    nel frattempo volevo chiedervi ma voi vi ricordate a memoria, per ogni disturbo, da quanto tempo devono essere presenti i sintomi???
    io assolutamente no, e questo è un problema, ma non mi entrano in testa...
    assolutamente no!

  8. #278
    L'avatar di Melody82
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    e come cacchio facciamo a discriminare in sede di esame, quando a volte il tempo è l'unica discriminante sigh &sob

  9. #279
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da Melody82 Visualizza messaggio
    e come cacchio facciamo a discriminare in sede di esame, quando a volte il tempo è l'unica discriminante sigh &sob
    ottima domanda........
    per quanto mi riguarda, se avrò una seppur vaga idea mi baserò su quella........altrimenti, mi terrò sul vago!!

  10. #280
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    ciao ragazzi...mi intrufolo anche io
    anche io avevo pensato a disturbo dell' adattamento e un disturbo depressivo maggiore, anche se, nel depressivo maggiore cronico, non ci siamo come tempistiche perchè prevede che ci siano mesi di assenza di sintomi.

    una cosa invece sugli interventi. io non manderei da uno psichiatra una pesona solo perchè ha detto che pensa al suicidio...quale vedova di 36 anni non PENSEREBBE al suicidio? e poi è stata inviata dal medico di base quindi diciamo che un parere "medico" ce l'abbiamo, penso sia inutile mandarla da "un altro medico".
    Per il resto concordo con un incontro anche con la bambina per valutare il come sta affrontando e quanto ha metabolizzato il lutto del padre!

  11. #281
    L'avatar di Melody82
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    concordo ' che ansia -.-

    cmq...piccolo sfogo...non capisco perchè non possiamo fare questo esame col DSM davanti...è assurdo pretendere che sappiamo certe cose a memoria, non siamo neppure psichiatri...

  12. #282
    Partecipante Affezionato
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    Citazione Originalmente inviato da Melody82 Visualizza messaggio
    concordo ' che ansia -.-

    cmq...piccolo sfogo...non capisco perchè non possiamo fare questo esame col DSM davanti...è assurdo pretendere che sappiamo certe cose a memoria, non siamo neppure psichiatri...
    non farmici pensare...io andrei ad interrogare al presidente dell'ordine con il DSM in mano e ad ogni errore sbang in testa!!!

  13. #283
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    ciao ragazzi...mi intrufolo anche io
    anche io avevo pensato a disturbo dell' adattamento e un disturbo depressivo maggiore, anche se, nel depressivo maggiore cronico, non ci siamo come tempistiche perchè prevede che ci siano mesi di assenza di sintomi.
    .....
    il punto è che il dist dell'adattamento è un quadro che, scondo il DSM, "non dovrebbe essere usata se l’anomalia soddisfa i criteri per un altro disturbo specifico in Asse I (per es., un Disturbo d’Ansia o un Disturbo dell’Umore specifico)".........
    in questo caso, i sintomi soddisfano o meno i criteri per un disturbo depressivo (maggiore, NAS, minore.....)?? e anche in caso affermativo, si potrebbe fare ugualmente diagnosi di dist dell'adattamento vista la rilevanza dell'evento stressante??

  14. #284
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    non farmici pensare...io andrei ad interrogare al presidente dell'ordine con il DSM in mano e ad ogni errore sbang in testa!!!
    Ottima idea!!

  15. #285
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    ciao ragazzi...mi intrufolo anche io
    anche io avevo pensato a disturbo dell' adattamento e un disturbo depressivo maggiore, anche se, nel depressivo maggiore cronico, non ci siamo come tempistiche perchè prevede che ci siano mesi di assenza di sintomi.

    una cosa invece sugli interventi. io non manderei da uno psichiatra una pesona solo perchè ha detto che pensa al suicidio...quale vedova di 36 anni non PENSEREBBE al suicidio? e poi è stata inviata dal medico di base quindi diciamo che un parere "medico" ce l'abbiamo, penso sia inutile mandarla da "un altro medico".
    Per il resto concordo con un incontro anche con la bambina per valutare il come sta affrontando e quanto ha metabolizzato il lutto del padre!
    il medico di base non è uno psichiatra... [ed è ben lontano anche dalla psicologia] alcune volte le idee o le fantasie di suicidio si traducono in un gesto reale... poi appare evidente indagare la pervasività ti tali idee, se sono troppo presenti e il rischio è imminente si può anche passare all'ospedalizzazione. Dobbiamo ricordarci che il tentativo di suicidio di per se è un gesto psicotico dove si scinde il proprio Io nelle due componenti buona e cattiva, qualsiasi idea o tentativo di suicidio implica una certa componente di prevalenza nella posizione schizoparanoide [più o meno frequente...]. Il tentativo di suicidio è il gesto estremo di salvare la componente buona dell'Io da quella cattiva che sembra di gran lunga più forte...

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