Mah, per non annoiare, non sto a elencare di che cosa si trattasse, ma erano veramente quisquilie. Incomincio a pensare che ha passato gli otto anni in cui non ci siamo visti rimuginando su di me.
Forse non mi sono spiegato bene. Di codipendenti ne avrà trovati certamente degli altri (mi ricordo che otto anni fa mi parlava spesso di un suo amico che abitava vicino casa mia), e poi nel 2006 si è sposato. Ma ho il sentore che ha rimuginato molto sulle cose che gli dicevo e, di conseguenza, sulla mia persona. Non per niente sono stato anche l'oggetto delle sue sedute con la psicoterapeuta.
Originalmente inviato da dogana_vecchia
Cambiando discorso, mi ha impressionato molto il fatto che a dieci anni di distanza si ricordasse delle cose insignificanti relative alla mia persona, mentre avesse dimenticato del tutto dei dettagli importanti relativi a una sua ex fidanzata (lui si giustificava dicendo di aver rimosso quel periodo della sua vita, ma la risposta non mi ha mai convinto)..
Johnny forse semplicemente erano cose insignificanti per te ma non per lui
nel senso che quando dogana_vecchia dice che il suo amico ricorda cose insignificanti, forse sono insignificanti per lui ma non per il suo amico e per questo li ricorda. Viceversa, quando dice che ha dimenticato dettagli importanti, forse sono considerati importanti da lui ma non dal suo amico e per questo li ha dimenticati.
E' cmq un discorso generale e non si riferisce specificatamente al disturbo borderline....come l'ho pensato l'ho dettodopotutto il significato (e quindi anche l'importanza) attribuito agli eventi è soggettivo ed è la conseguenza di come il soggetto stesso vede il mondo
Ultima modifica di Johnny : 15-02-2009 alle ore 22.06.56
Se non da noia vorrei dire qualcosa della mia esperienza con ragazzi, e non piu' tali, con una personalita' che ha gli elementi del disturbo antisociale e o del border line, secondo i parametri vigenti.
Secondo me e' impossibile stabilire se questi soggetti sian piu borderline o affetto da antisocialita', perche' i comportamenti sono pressoche' simili.
La diagnosi differenziale che ho visto stilare era piu' legata allo psichiatra che non ai sintomi.
Dal punto di vista pratico i comportamenti erano sommariamente simili. Fanno del male a se, autolesionandosi in modo cruento [tagli, TS, menomazioni estetiche] e violento, con alcol e droghe di ogni tipo, sfide e ricerca del pericolo.
Fanno del male agli altri, maschi o femmine che siano. Gli uni e gli altri tendono alla violenza fisica e verbale, e sono pronti anche a gesti estremi, come dare una coltellata, o una sprangata. Diventano spacciatori, ladri, promiscui sessualmente, senza nesssun rispetto ne per se ne per gli altri, anche se mantengono sempre una apparente buona o ottima opinione di se.
Se ci sono delle differenza lo sono per via dela carattere di fondo.
C'e' quello che preferisce fare piu' del male a se stesso, per punire il mondo[i genitori?], e chi invece preferisce farlo agli altri, per lo stesso motivo.
A pag. 9 ho letto una distinzione e cioe' che l'antisociale non ha super io, mentre il border line si.
Tutti e due, secondo la mia esperienza, manifestano una anaffettivita' di fondo, diffidenza, svalutazione di se, degli altri, della realta', a secondo delle circostanze.
Forse la differenza sta nell'intelligenza personale, perche' il bordeline piu' autolesionista e' anche quello piu' intelligente, mente quello piu antisociale e' il meno dotato. Ma e' un mio parere.
Quello piu' intelligente cerca di crearsi un Super -io personale [Genitore] mentre il meno intelligente non ne ha bisogno.
Comunque per ripondere alla domanda iniziale, direi che il borderline [se esiste] ha bisogno sopratutto di continuita' affettiva.
Secondo l'analisi transazionale lui e' Si, mentre il mondo e' No. Ovviamente dentro di se, nel profondo, si sente No, cioe' inadeguato, ma non lo ammettera' mai all'esterno.
Sopratutto con un estraneo. Tantomeno con un terapista di qualsiasi tipo.
A meno che...non ci sia continuita' affettiva.
In questo caso la persona lentamente cede le difese, non senza prima aver provato in tutti i modi a mettere alla prova il Salvatore di turno[terapeuta o altro].
Sa bene chi e' il Salvatore, ed e' capace di valutarlo con una occhiata.
Sa da chi puo' ottenere qualcosa, quello che e' manipolabile ai suoi fini, e quello da cui dovra' guardarsi.
Per fare questo provochera', mettera' alla prova, tentera' di manipolarlo, tentera' di rifiutarlo, cerchera' anche di fargli del male, se possibile, facendo del male a se stesso o a lui, o agli altri.
Sara' solo la continuita' affettiva che avra' ragione della sua rabbia e della sua diffidenza. L'esserci sempre, in modo fermo, tranquillo, inossidabile, irremovibile, instancabile.
La persona borderline e' affascinata da queste qualita', perche' sono le qualita' che lui non ha: la stabilita' affettiva e la tranquillita' umorale.
Ma mi riferisco a persone giovani, perche' oltre una certa soglia non c'e' piu' ritorno, e la persona si fossilizza sulle sue convinzioni di copione.
A quel punto, secondo l'intelligenza che ha, si fa solamente piu scaltro e piu' furbo, affina le sue strategie, ma manterra' l'opinione che ha di se, dell'altro e del mondo.
E il mondo di costui non prevede affetto, solo cose. O per creare una immagine legata al bambino, non amore ma solo latte.
Secondo me.
La diagnosi differenziale non é un problema per chi lavora con i Borderline.
Forse la differenza sta nell'intelligenza personale, perche' il bordeline piu' autolesionista e' anche quello piu' intelligente, mente quello piu antisociale e' il meno dotato. Ma e' un mio parere.
Dipende dal tipo di antisociale (il truffatore, solitamente, é molto intelligente; Il ricettatore, anche)
Ovviamente dentro di se, nel profondo, si sente No, cioe' inadeguato.
Perfettamente d'accordo.
ma non lo ammettera' mai all'esterno.
Sopratutto con un estraneo. Tantomeno con un terapista di qualsiasi tipo.
Qui, secondo me, proprio non ci siamo.
Grazie per l'intervento Oscarmoreno; credo offra molti spunti che io ho appena sfiorato.
Ciao. Lucio
Lucio Demetrio Regazzo
Questo avviene a che età, secondo te?Ma mi riferisco a persone giovani, perche' oltre una certa soglia non c'e' piu' ritorno, e la persona si fossilizza sulle sue convinzioni di copione.
A quel punto, secondo l'intelligenza che ha, si fa solamente piu scaltro e piu' furbo, affina le sue strategie, ma manterra' l'opinione che ha di se, dell'altro e del mondo.
Due border di mi conoscenza, come si sono avvicinati alla quarantina, nel confidarsi con me hanno incominciato a farsi (apparentemente) più spavaldi e sicuri di sé. In poche parole, abbandonavano i panni del tenente Colombo e assumevano un tono da "Vi frego tutti io!".
Cioe' hanno abbandonato i panni del manipolatore, per mostrare la loro posizione:- Io sono ok, e voi non valete un asso-?
Il momento di non ritorno penso sia individuale.
E' chiaro che piu' le eperienze confermano le loro convinzioni di copione, cioe' le decisioni prese quando erano piccini, piu' diventano saldi nei loro propositi.
Anche perche' parallelamente aumenta la diffidenza verso tutti, compreso i terapisti.
Ma non pretendo di far testo.
ps Se mi e' concesso un esempio...il presidente del consiglio lo sembra. Ma se non posso lo cancello
Ultima modifica di oscarmoreno : 20-02-2009 alle ore 19.23.00
Diciamo che in certi momenti lasciavano cadere la maschera e diventavano vanesi, beffardi, perfino strafottenti. Il tutto cambiando voce, sguardo, espressione del volto, movimenti del corpo, eccetera.Cioe' hanno abbandonato i panni del manipolatore, per mostrare la loro posizione:- Io sono ok, e voi non valete un asso-?
Per fare un esempio recente, uno dei miei border, nel corso di una conversazione in mezzo alla strada, di colpo ha incominciato ad agitarsi e, ghignando, mi ha fatto con una voce gutturale: "Non sai quante balle gli racconto a quelli dell'ufficio." (testuali parole).