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  1. #391
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da disappear Visualizza messaggio
    infatti il mio consiglio rimane quello di dire solo ciò che ci viene richiesto, senza lanciarsi in spiegazioni psicodinamiche, a meno che non sia richiesto esplicitamente, e anche in quel caso mantenersi il più generici possibile e aderenti al caso in questione....
    a meno di due giorni dall'esame rimane la mia incapacità di svolgere il punto eventuali risorse di rete psicosociale da attivare...
    avete qualche formula universale?
    ok sulla famiglia...ma se dovessimo consigliare una terapia familiare, non sarebbe un'inutile ridondanza considerare la famiglia anche come risorsa di rete?
    anche io ho difficoltà con questo punto, anche perchè mi sembra più da disturbi psicotici.....tipo strutture day-hospital o centri specializzati..... boh!

    hai dato un'occhiata al caso che ho postato su? che te ne pare?

  2. #392
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    anche io ho difficoltà con questo punto, anche perchè mi sembra più da disturbi psicotici.....tipo strutture day-hospital o centri specializzati..... boh!

    hai dato un'occhiata al caso che ho postato su? che te ne pare?
    ho evitato di leggere i casi postati e i vostri commenti per non farmi prendere...è più interessante fare casi che memorizzare criteri e differenziale...mi ci dedico più tardi..ora stavo dando un'occhiata alle terapie che mi sembravano più scadenti...a proposito della bulimia voi che approccio consigliate?il gabbard afferma che la terapia dinamica non è necessaria o indicata per la maggior parte dei casi, ma solo per concomitanti disturbi psichiatrici (disturbo border) o in caso di mancata risposta a trattatamenti cognitivo-comportamentali....come regolarsi?
    io avevo pensato al consigliare la TCC ed eventualmente in un secondo tempo una terapia dinamica familiare o individuale...d'altronde anche gabbard dice che la bulimia può portare a modifiche nell'equilibrio elettrolitico causando attacchi cardiaci...quindi un intervento nel breve termine per tentare di contenere i sintomi più pericolosi mi sembra la terapia consigliabile in prima battuta, poi a seconda degli interessi dell'utente, del suo stato di sofferenza si potrebbe consigliare una terapia dinamica....voi che ne dite? scusate se vi assillo ma i dubbi dell'ultim'ora sono i peggiori

  3. #393
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    Ok

    se vi va, vi propongo quest'altro caso:

    "Una donna di 38 anni (aspetto triste ed affranto) si presenta allo psicologo accompagnata dal marito, su consiglio del neuropsichiatra poiché la colite spastica di cui soffre da tempo non ha base neurologica. Si era sottoposta ad un trattamento psicoterapeutico, concluso per sua volontà dopo due anni perché riteneva di non aver più nulla da dire. Lavora in un asilo nido, come insegnante di sostegno per bambini con problemi linguistici, le piace molto lavorare con i bambini anche se non ne ha. Ama accudire gli animali, soprattutto gatti abbandonati. I primi sintomi appaiono a 18 anni, in occasione del primo rapporto sessuale, avuto con il marito, in seguito al quale era preoccupata di rimanere incinta. Ha rapporti sessuali scarsi. I sintomi si riacutizzano perché il marito, una volta materno, inizia a stancarsi (esce con gli amici, fa lunghe passeggiate in bicicletta). Sintomi correlati sono: abbassamento della vista, herpes e stomatiti (i sintomi riguardano soprattutto la zona orale); si calmano quando è al lavoro. È stata allevata dai nonni perché i genitori si sono separati quando lei era molto piccola; vedeva il padre solo durante le vacanze e nei giorni prefissati dal giudice e, nonostante i rari momenti di incontro con lui, non riusciva a dirgli nulla. Aveva un buon rapporto con la nonna che viveva come figura positiva. Quando si è sposata, il padre voleva portarla all'altare, ma lei ha preferito che questo ruolo fosse rivestito dal nonno; in seguito a questo rifiuto, percepito come un affronto, il padre è sparito, e lei non l'ha più cercato. Ritiene la madre intrusiva, ma la usa per i lavori domestici e si fa contenere quando l'assale la paura di avere un cancro. Passa molto tempo in bagno poiché la colite spastica le impedisce di defecare, e riesce ad evacuare solo aiutandosi con le mani.

    Delineare il caso. Cosa ritenete che debba essere approfondito e con quali metodologie, ed indicate se i dati forniti sono sufficienti"

    In questo caso sono evidenti sintomi somatici senza base organica (per fortuna abbiamo i risultati medici). Per quanto riguarda una possibile diagnosi di disturbo di somatizzazione, vi sarebbero le lementele ricorrenti (primo sintomo a 18, e sarebbe rispettato anche il criterio che richiede l’insorgenza prima dei 30 anni) ed è presente un sintomo sessuale ed un sintmo pseudo-neurologico come richiesto, tuttavia mancano i sintomi dolorosi e i gastro intestinali (devono essere due, uno c’è ed è la difficoltà di evacuazione). Considerando che non ci sono fattori stressanti o psicologici scatenanti (la separazione dei genitori è precedente di molti anni all’esordio dei sintomi), escluderei una diagnosi di disturbo dell’adattamento, e di disturbo di conversione. È presente il timore di avere una grave malattia, ma secondo il DSM se questa preoccupazione si manifesta nel corso di un disturbo di somatizzazione non dovrebbe essere diagnosticata l’ipocondria, e comunque non mi sembra che sia la preoccupazione predominante di questa donna. Quindi provvisoriamente diagnosticherei un disturbo somatoforme indifferenziato (il disturbo dura da più di 6 mesi) e utilizzerei i colloqui successivi per scoprire se la donna presenti altri sintomi che possano deporre per una diagnosi di disturbo di somatizzazione (da cui poi, se venisse confermata questa diagnosi escluderei anche quella di ipocondria).
    Per quanto riguarda la terapia, considerando il fallimento della precedente esperienza con la psicoterapia, proporrei o una terapia sistemico-familiare individuale (si può fare vero bluesriver? Mi sembra di aver letto da qualche parte che l’approccio sistemico lavori anche a livello individuale) al fine di elaborare le problematiche familiari (il distacco del padre, l’assenza della coppia genitoriale, l’essere stata allevata dai nonni-passano quindi due generazioni tra la donna e le figure accudenti-) o una terapia sistemico-familiare di coppia, dal momento che la donna sembra soffrire anche della reazione del marito alle sue problematiche.
    Mi sono lanciata un po’ sulle considerazioni familiari prendendo spunto e insegnamento dall’orientamento manifestato da bluesriver…spero di non aver detto grandi c……e

  4. #394
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    che ne pensate di questo:

    "Giovane uomo di 23 anni, inviato dal medico di base, al quale si è rivolto ripetutamente nell'arco dell'ultimo mese. Teme di aver contratto il virus HIV. Operaio in un mobilificio. Recentemente i dipendenti della sua azienda sono stati sottoposti a degli esami medici. Lui è convinto che il medico abbia usato con lui, per un prelievo di sangue, la stessa siringa utilizzata per un suo collega, il quale poco tempo prima gli aveva confidato di essere stato con delle prostitute. Per questo motivo teme di aver contratto il virus.
    Ha la licenza media inferiore, vive con i genitori e una sorella, con i quali riferisce di avere buoni rapporti. Descrive la madre come ansiosa ed invadente con i figli.
    Non fuma, non beve, non si droga. Pratica sport a livello agonistico. Non ha mai avuto una relazione sentimentale, né rapporti sessuali completi.
    * Costruire una prima ipotesi diagnostica.
    * Specificare quali altri strumenti (test, indici, scale di livello) sarebbero necessari per la validazione dell'ipotesi e perché.
    * Specificare quali altre aree del colloquio andrebbero approfondite per il completamento dell'anamnesi.
    In base all'ipotesi fatta e alle ulteriori indagini ipotizzare un progetto di intervento".

    Provo fare la stesura del caso utilizzando le “linee guida per la stesura del caso clinico”.

    Per la stesura del caso clinico verrà utilizzato come referente principalmente il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali nella sua IV edizione riveduta.
    Dalla lettura del caso appare evidente la forte ansia del ragazzo in rapporto ad un avvenimento e per questo si è ripetutamente rivolto al proprio medico con la paura di aver contratto il virus dell'HIV. Dai dati che emergono possiamo fare una serie di ipotesi che verranno successivamente sottoposte a verifica. Innanzi tutto per quanto riguarda i disturbi d'ansia dell'asse I la paura di aver contratto l'HIV per uno scambio di siringhe potrebbe far pensare ad una fobia specifica riguardante la paura di contrarre malattie [tipo: sangue, infezioni, ferite]. La pervasività di tale paura potrebbe essere legata anche al fatto di non avere mai avuto una relazione sentimentale e rapporti sessuali, temendo forse di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.
    Un'altra ipotesi da prendere in considerazione potrebbe essere quella di ipocondria, un disturbo somatoforme dell'asse I. Per poter escludere questo disturbo dobbiamo avere informazioni su eventuali altri visite mediche che hanno escluso il contagio da HIV. Infatti il ragazzo potrebbe non fidarsi oppure non credere alle valutazioni mediche e quindi può rivolgersi in continuazione ad altri professionisti.
    Mentre per quanto riguarda i disturbi psicotici il testo non ci permette di escludere un disturbo delirante, infatti potrebbe essere un delirio non bizzarro che potrebbe aver preso spunto da un evento di vita reale come quello del controllo medico sul lavoro. Nei successivi colloqui sarebbe opportuno approfondire la pervasività di questa ideazione e il suo distacco dalla realtà. Possiamo escludere una condizione medica generale in quanto il medico di base indirizza il ragazzo verso una consultazione psicologica, forse perché ritiene inappropriata la risposta ansiosa dell'utente. Inoltre non bene, non fuma e non si droga, questo in parte escluderebbe gli effetti indotti da una sostanza, anche se non sappiamo se il ragazzo usa altri farmaci. Il ragazzo lavora come operaio e pratica sport a livello agonistico questo potrebbe confermare l'ipotesi di un disturbo legato alla sfera nevrotica anche se sarebbe opportuno indagare un'eventuale compromissione sia nella sfera lavorativa, sia nella sfera delle relazioni sociali. Visto che il ragazzo vive ancora con i genitori possiamo approfondire le diverse relazioni facendo riferimento sia al sottosistema genitoriale sia a quello dei fratelli.
    Per la validazione dell'ipotesi potrebbero bastare alcuni colloqui clinici, qualora il ragazzo mostrasse delle resistenze o difficoltà nel verbalizzare e descrivere la propria situazione possiamo somministrare la scala di valutazione SCID-I per confermare o escludere le nostre ipotesi di partenza in riferimento ai disturbi dell'asse I. Qualora venisse confermata l'ipotesi di una fobia specifica sull'asse I [disturbo d'ansia], possiamo inviare il ragazzo verso una psicoterapia cognitivo comportamentale volta alla riduzione dell'ansia nei confronti dello stimolo fobico. Nell'ipotesi che venisse confermata l'ipocondria possiamo consigliare una psicoterapia espressiva individuale ad indirizzo psicodinamico.

  5. #395
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    Per le finalità diagnostiche del caso verrà usato prevalentemente la quarta edizione riveduta del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali [DSM-IV-TR]. Questo manuale ateoretico basa la psicodiagnosi sulla raccolta dei dati a livello fenomenologico e utilizzando una procedura multiassiale.
    La donna viene inviata per una consultazione psicologia dal neuropsichiatra poiché la colite spastica non sembra avere una causa neurologica.
    La donna presenta una serie di disturbi che ci permettono di prendere in considerazione una serie di ipotesi diagnostiche. Innanzi tutto non possiamo escludere un disturbo da somatizzazione visto che i primi sintomi si presentano prima dei 30 anni e, anche se i sintomi descritti come la colite spastica, abbassamento della vista, herper e stomatiti non soddisfano a pieno i criteri diagnostici per questo disturbo potrebbero essere comunque approfonditi nei colloqui successivi. Qualora dagli approfondimenti diagnostici non si raggiungono i criteri minimi per una diagnosi di disturbo da somatizzazione, possiamo eventualmente prendere in considerazione come diagnosi residua un disturbo somatoforme indifferenziato. Sappiamo che la colite spastica non ha un base neurologica, lo stesso non possiamo dire per quanto riguarda gli altri disturbi riportati dalla donna. Quindi possiamo solo in parte escludere una condizione medica generale. Sarebbe opportuno inoltre raccogliere informazioni su un eventuale uso di sostanze come farmaci, sostanze stupefacenti, alcool ecc. Per quanto riguarda la paura di avere un cancro sarebbe opportuno approfondire questa ideazione per valutare un'eventule ipocondria o un'altro disturbo d'anisa...
    Dal caso emerge che la donna ha scarsi rapporti sessuali ma non sappiamo la motivazione, anche questa informazione potrebbe tornarci utile nel corso della valutazione. La donna riferisce che la sua sintomatologia si riacutizza in quanto il marito inizia a staccarsi. Da questo e dalle altre informazioni riguardanti la famiglia di origine della ragazza sarebbe opportuno un ulteriore approfondimento sia delle dinamiche relazionali con il coniuge sia di quelle con i propri famigliari. Queste informazioni sarebbero utili per un eventuale invio di psicoterapia. Qualora dai successivi colloqui emergesse una certa relazione tra la sintomatologia della donna e altre figure significative come il marito oppure i genitori, possiamo indirizzare la donna verso una psicoterapia espressiva di coppia o con l'intera famiglia con lo scopo principale di elaborare la separazione delle figure genitoriali, di cercare di esprimere la propria ansia con le parole...
    per gli approfondimenti diagnostici possiamo avvalerci oltre che dei colloqui clinici anche della scala di valutazione SCID-I per eventualmente confermare o escludere le nostre ipotesi di partenza...

    questo mi sembra il sistema più semplice per affrontare il caso...
    Ultima modifica di bluesriver : 21-02-2009 alle ore 19.07.52

  6. #396
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    ragazzi io mi sto infognando con i trattamenti, il perchè scegliere un tipo di terapia piuttosto che un'altra e gli obiettivi...leggo e rileggo il gabbard ma mi sembra che alla fine gli vada bene qualunque tipo di terapia...
    "gli studi di tizio dicono che una terapia cognitivo comportamentale è stata buona, ma gli studi di caio dicono che la terapia psicodinamica anche...ma gli studi di sempronio dicono che con quella di gruppo sta na favola..." sono depressa!!!aiutoooo...aiutatemiiiii PSICOLOGIIII!!! curate me!!! Ho una forte motivazione intrinseca alla terapia!!!

  7. #397
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    bluesriver tu che sei online...aiutami tu...sono disperataaaa!!!
    mi sto scaricando i riassunti su ops...e copio pari pari i trattamenti...mi posso fidare?
    Ultima modifica di arabafenice82 : 21-02-2009 alle ore 19.51.28

  8. #398
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    bluesriver tu che sei online...aiutami tu...sono disperataaaa!!!
    ciao!!! leggiti questo è molto utile... è un link su come strutturare il caso clinico secondo me è il metodo più semplice e veloce di fare l'esame... innanzi tutto ti limita ad usare solo due scale di valutazione SCID-I e SCID-II ma solo se i colloqui clinici non sono sufficenti... e il Rorschach solo nell'eventualità di soggetti che hanno difficoltà a verbalizzare o a riferire i propri vissuti... [come ad es. depressi gravi]

    http://www.professionepsicologo.com/...so_clinico.pdf

  9. #399
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    ciao!!! leggiti questo è molto utile... è un link su come strutturare il caso clinico secondo me è il metodo più semplice e veloce di fare l'esame... innanzi tutto ti limita ad usare solo due scale di valutazione SCID-I e SCID-II ma solo se i colloqui clinici non sono sufficenti... e il Rorschach solo nell'eventualità di soggetti che hanno difficoltà a verbalizzare o a riferire i propri vissuti... [come ad es. depressi gravi]

    http://www.professionepsicologo.com/...so_clinico.pdf
    concordo...nelle mie intenzioni c'è anche quello di evitare l'uso di troppi test!!! anche perchè non me ne ricordo manco uno!!!

  10. #400
    Partecipante Assiduo L'avatar di ghostchild
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    ciao!!! leggiti questo è molto utile... è un link su come strutturare il caso clinico secondo me è il metodo più semplice e veloce di fare l'esame... innanzi tutto ti limita ad usare solo due scale di valutazione SCID-I e SCID-II ma solo se i colloqui clinici non sono sufficenti... e il Rorschach solo nell'eventualità di soggetti che hanno difficoltà a verbalizzare o a riferire i propri vissuti... [come ad es. depressi gravi]

    http://www.professionepsicologo.com/...so_clinico.pdf
    mi fa piacere che sia risultato utile

    adesso capisci anche meglio le mie perplessità..... io da quando ho iniziato ad affrontare casi li ho sempre svolti più o meno come indicato lì.....
    comunque on è che dice di limitarsi alla SCID....penso fosse riferito a quel caso in particolare

    Sono stanco.....mi sa che mi fermo qui

  11. #401
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    Citazione Originalmente inviato da arabafenice82 Visualizza messaggio
    bluesriver tu che sei online...aiutami tu...sono disperataaaa!!!
    mi sto scaricando i riassunti su ops...e copio pari pari i trattamenti...mi posso fidare?
    -per i trattamenti se sono disturbi d'ansia e di somatizzazione viene consigliata una psicoterapia espressiva ad indirizzo psicodinamico [solo soggetti nevrotici].
    -per i disturbi dell'alimentazione una psioterapia famiglliare [sistemico relazionale]
    -per i disturbi personalità dipende dal cluster e dalla compromissione della struttura dell'Io [esame di realtà ecc.]
    -se abbiamo un esame di realtà compromesso viene sempre consigliata una psicoterapia supportiva [individuale, di gruppo o faligliare... dipende dal caso]
    -per i disturbi di personalità del cluster A la psicoterapia inizialmente è sempre supportiva e a volte può diventare espressiva

  12. #402
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    Citazione Originalmente inviato da ghostchild Visualizza messaggio
    mi fa piacere che sia risultato utile

    adesso capisci anche meglio le mie perplessità..... io da quando ho iniziato ad affrontare casi li ho sempre svolti più o meno come indicato lì.....
    comunque on è che dice di limitarsi alla SCID....penso fosse riferito a quel caso in particolare

    Sono stanco.....mi sa che mi fermo qui
    se facciamo una psicodiagnosi in questo modo... non so quanto ci possono servire gli altri test... perché quello che ci viene chiesto è di limitarci al DSM senza entrare nei particolari [complessi, dinamiche famigliari ecc.]... dobbiamo solo creare le condizioni più favorevoli per definire una disgnosi principale... forse ci può servire il rorschach quando ci troviamo di fronte a soggetti psicoastenici o depressi [insomma quelli che non parlano...]... comunque grazie per aver messo il link, secondo me ci risolve il proplema di dovere centrare a tutti i costi la diagnosi e si può fare anche quando ci sono pochissime informazioni...

    ciao buona serata

  13. #403
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    sono fusa...oggi non ho fatto niente mannaggia!!!
    io spero solo di capitare seduta vicino a qualcuno preparato

  14. #404
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    Citazione Originalmente inviato da bluesriver Visualizza messaggio
    -per i trattamenti se sono disturbi d'ansia e di somatizzazione viene consigliata una psicoterapia espressiva ad indirizzo psicodinamico [solo soggetti nevrotici].
    -per i disturbi dell'alimentazione una psioterapia famiglliare [sistemico relazionale]
    -per i disturbi personalità dipende dal cluster e dalla compromissione della struttura dell'Io [esame di realtà ecc.]
    -se abbiamo un esame di realtà compromesso viene sempre consigliata una psicoterapia supportiva [individuale, di gruppo o faligliare... dipende dal caso]
    -per i disturbi di personalità del cluster A la psicoterapia inizialmente è sempre supportiva e a volte può diventare espressiva
    Grazie blues sei stato gentilissimo...penso cmq che io inventerò alla grande...o meglio alla fine è vero che dipende tutto dal caso, le linee teoriche potranno servici come punti di riferimento, ma in quel momento faremo appello alle nostre capacità nell' hic et nunc (giusto per fare un po' la pissicologa) dello svolgimento del caso...
    detto questo a domani...ultimo giorno di agonia...

  15. #405
    Partecipante Assiduo L'avatar di misty983
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    Riferimento: Discussione Casi Clinici

    sono in piena fase "dubbi dell'ultimo momento"...

    Non mi è chiara una cosa: ma quando pensate di citare Gabbard? Quando si chiede il tipo di orientamento della psicoterapia (es: “Gabbard consiglia una terapia psicodinamica ad enfasi supportiva”) oppure quando viene richiesta la comprensione psicodinamica (es: “Gabbard sostiene che il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità deriva da…”)?

    Altra domanda: ma la comprensione psicodinamica riguarda il disturbo in generale (es: kenberg sostiene che i pazienti borderline…”) oppure il caso specifico (es: il soggetto presenta una difficoltà nel gestire l’aggressività)?

    Se utilizziamo per alcuni disturbi un orientamento cognitivo-comportamentale, non è un controsenso la comprensione psicodinamica??

    Per quanto riguarda le risorse di rete, nel punto della traccia c’è sempre scritto “eventuali risorse di rete da attivare”…quindi non sempre è prevista l’attivazione! Per esempio per i disturbi d’ansia non si attiva nessun servizio territoriale e neanche la famiglia…almeno credo!

    anch'io ho dubbi sulla forma, penso che quel link possa esserre utile per farsi un'idea. però al momento dell'esame penso che la forma dipenderà molto da quanto ci abbiamo capito del caso e da quanto sia complicato gestire le informazioni fornite.
    a domani!
    Ultima modifica di misty983 : 22-02-2009 alle ore 00.05.37

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