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  1. #16
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da gieko
    Il paziente non è costretto ad andare in seduta se ha la febbre, ma, pagandola, quella seduta si è svolta, almeno a livello fantasmatico.
    Se fossi il paziente gieko farei lo stesso discorso riguardo al pagamento, non pagherei l'analista e gli direi che anche il pagamento c'è stato "a livello fantasmatico" proprio come la seduta.
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-01-2009 alle ore 14.42.46

  2. #17
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Bella battuta, complimenti.
    gieko

  3. #18
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Ikaro ma sei proprio tu che parli di flessibilità? Non credo ai miei occhi o alle mie orecchie!!!!!!!!!!!!Ti stai forse un pò ammorbidendo?
    Forse sei tu che stai imparando a "leggere"?

  4. #19
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Forse sei tu che stai imparando a "leggere"?
    Hai ragione! Ho cambiato occhiali!
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #20
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    So che ti sembrerà strano, ma il codice deontologico non disciplina la pratica dello psicoanalista, quindi non ne terrei in conto più di tanto... In ogni caso, la questione della seduta saltata è delicata e credo che non sia possibile stabilire una regola standard, per cui va stabilita caso per caso. In linea generale, io sono per la possibilità di recupero della seduta saltata, non sono d'accordo sul fatto che venga pagata la seduta saltata per malattia o per gravi impedimenti. In ogni caso va valutato caso per caso (generalmente dopo il lavoro preliminare e nel passaggio, ove previsto, dal vis à vis al lettino). Non credo sia un abuso di potere, soprattutto se stabilito all'inizio del lavoro. Nella clinica contemporanea, comunque, credo che il setting debba prestarsi ad una certa flessibilità, ovviamente nei limiti che il lavoro richiede.Saluti,ikaro
    D'accordo con te
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  6. #21
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Se fossi il paziente gieko farei lo stesso discorso riguardo al pagamento, non pagherei l'analista e gli direi che anche il pagamento c'è stato "a livello fantasmatico" proprio come la seduta.
    Bella!
    Ottima battuta di spirito
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  7. #22

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Salve a tutti ho letto i diversi commenti a proprosito e vorrei dire la mia come psicoterapeuta;
    come terapeuta dico che non saltare la seduta, poichè questo dà continuità ad un lavoro che si stà facendo è una regola del setting ed io la applico senza sentirmi rigida ma cercando di dare un valore a quello che faccio. (vedi Freud cosa dice in proposito); questa regola che può essere ovviamente trasgredita dal paziente, "il paziente non si presenta" che fare ? parlarne e cercare di dare un senso a ciòè fondamentale.
    Come terapeuti ci perdiamo se dobbiamo andare dietro alle motivazioni che hanno impedito al paziente di venire in seduta. (la febbre è la scusa più ovvia, ma ce ne saranno tante altre...) e come faremo a decidere quando è una causa oggettiva o si tratta di una resistenza?
    ritengo che il paziente debba avvisare con netto anticipo se ha un impegno improrogabile tipo almeno tre quattro-giorni prima se non può venire, così sarà possibile concordare un'altra data, in modo da non perdere la seduta settimanale. Riguardo al fatto che il terapeuta può invece spostare la seduta non ritengo che sia un abuso di potere, ma è semplicemente una differenza di ruoli da una parte "il terapeuta" che dà un servizio e dall'altra il "paziente" che fino a prova contraria porta una richiesta di cura, per cui dovrebbe essere nel suo interesse non saltare le sedute!!! (non è così ...e con l'esperienza ci se ne rende conto).
    Il terapeuta in genere non sposta le sedute così, tanto per, senza un motivo veramente valido proprio perchè si ci assume una responsabilità di cura rispetto al paziente, ma anche nel caso in cui lo fà perchè capità, la motivazione è completamente diversa.
    La continuità nel lavoro tepautico è fondamentale e la seduta non è solo un tempo, ma è soprattutto un servizio, uno spazio mentale che viene messo a disposizione del paziente. Se questo vale solo per noi terapeuti e non per i pazienti allora dobbiamo chiederci quali obiettivi stiamo perseguendo, insieme al paziente.

  8. #23
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Credo che se un paziente viene ricoverato d'urgenza per un intervento, non serva fargli pagare la seduta.
    Certe rigidità uccidono la Psicoterapia.
    Secondo me, é necessario valutare caso per caso.
    Ciao.Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  9. #24
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Credo che se un paziente viene ricoverato d'urgenza per un intervento, non serva fargli pagare la seduta.
    Certe rigidità uccidono la Psicoterapia.
    Secondo me, é necessario valutare caso per caso.
    Ciao.Lucio
    Purtroppo può avvenire di peggio: ad una mia amica in terapia, l'analista ha fatto pagare la seduta, anche se avvertito telefonicamente dalla paziente che non poteva arrivare perchè il papà era morto improvvisamente da 1 ora.
    Ultima modifica di francesca63 : 02-03-2009 alle ore 01.09.02
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #25
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    E se la febbre non é una scusa ma é una reale febbre a 39,5 - 40, interpretata invece come scusa di cui trovare il senso dal terapeuta? mentre il paziente sta realmente male, per una grave infezione bronchiale? Mentre ad es., la seduta precedente era andato lo stesso pur avendo qualche lineetta di febbre?

    Il paziente non potrebbe sentito gravemente incompreso ed ai limiti dell'essere emotivamente "aggredito" dal terapeuta?

    Talvolta, certe adesioni rigide, almeno in teoria, a dei "regolamenti" della relazione, sembrerebbero andare pur di mantenerla entro certi canoni, ( che sembrano esprimere più timori di un terapeuta inesperto o poco incline alla riflessione caso per caso, parlando in generale) contro il buon andamento possibile di una relazione terapeutica; un buon terapeuta secondo me, dovrebbe essere flessibile e riconoscere i casi in cui é più adeguato esserlo, oltre quelli in cui sarebbe effettivamente sbagliato il contrario .
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  11. #26
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Io lavoro con bambini e spesso non sono loro a decidere di "saltare" la seduta ma i genitori...
    A volte si tratta di motivi oggettivi (i bambini si ammalano spesso) ma mi è capitato che ci fossero salti perchè "c'è la festina dell'amichetta" o perchè i genitori avevano un impegno e non potevano accompagnarli (e nessun altro poteva).
    Partendo dal presupposto che io l'affitto dello studio lo pago comunque per quel giorno, che il paziente venga o meno, che se tengo quell'ora fissata per lui non posso prendere altri pazienti (a meno che non lo sappia con giorni e giorni di anticipo) e quindi non lavorerei ma nemmeno guadagnerei (ricordiamo che come portatrice sana di p.IVA non ho ferie o altro)...
    ho concordato di farla pagare (anche perchè lavorando con i bambini spesso seguo il ritmo delle vacanze scolastiche: niente terapia dal 20 dic. al 10 genn. e da metà giugno a metà settembre: se ci mettiamo anche le sedute saltate e non pagate finisce per costarmi di più lo studio!).
    Non potendo però sapere quando la febbre è vera e quando invece coincide solo con la festina o altro, do la possibilità di recuperare la seduta in un altro giorno (fra quelli da me proposti: quindi può essere che richieda di spostare altri impegni o di venire in orari scomodi), oppure uso quella seduta per il colloquio mensile con i genitori (che in quel caso non viene conteggiato come colloquio in più).

    La mia analista faceva così (farmi recuperare le sedute saltate in orari in cui aveva "buchi") e questo per me è stato importante: ho sempre saltato pochissime sedute (quelle in cui ero ammalata) e ne ero sempre molto dispiaciuta, sia per l'interruzione del lavoro sia perchè essendo ammalata in quei giorni avevo anche la perdita economica del mancato lavoro!
    Questa possibilità mi ha fatto sentire un contesto accogliente ed empatico, non rigido ma comunque capace di tenere conto dei limiti di realtà.
    Vimae

  12. #27
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    [QUOTE=Vimae;1940559]Io lavoro con bambini e spesso non sono loro a decidere di "saltare" la seduta ma i genitori...
    A volte si tratta di motivi oggettivi (i bambini si ammalano spesso) ma mi è capitato che ci fossero salti perchè "c'è la festina dell'amichetta" o perchè i genitori avevano un impegno e non potevano accompagnarli (e nessun altro poteva).
    Partendo dal presupposto che io l'affitto dello studio lo pago comunque per quel giorno, che il paziente venga o meno, che se tengo quell'ora fissata per lui non posso prendere altri pazienti (a meno che non lo sappia con giorni e giorni di anticipo) e quindi non lavorerei ma nemmeno guadagnerei (ricordiamo che come portatrice sana di p.IVA non ho ferie o altro)...
    ho concordato di farla pagare (anche perchè lavorando con i bambini spesso seguo il ritmo delle vacanze scolastiche: niente terapia dal 20 dic. al 10 genn. e da metà giugno a metà settembre: se ci mettiamo anche le sedute saltate e non pagate finisce per costarmi di più lo studio!).
    Non potendo però sapere quando la febbre è vera e quando invece coincide solo con la festina o altro, do la possibilità di recuperare la seduta in un altro giorno (fra quelli da me proposti: quindi può essere che richieda di spostare altri impegni o di venire in orari scomodi), oppure uso quella seduta per il colloquio mensile con i genitori (che in quel caso non viene conteggiato come colloquio in più).

    Citazione Originalmente inviato da Vimae Visualizza messaggio
    La mia analista faceva così (farmi recuperare le sedute saltate in orari in cui aveva "buchi") e questo per me è stato importante: ho sempre saltato pochissime sedute (quelle in cui ero ammalata) e ne ero sempre molto dispiaciuta, sia per l'interruzione del lavoro sia perchè essendo ammalata in quei giorni avevo anche la perdita economica del mancato lavoro!
    Questa possibilità mi ha fatto sentire un contesto accogliente ed empatico, non rigido ma comunque capace di tenere conto dei limiti di realtà.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  13. #28
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Ci stiamo concentrando solo sul problema del pagamento, ma sarebbe interessante capire anche il valore, il significato terapeutico della seduta saltata. Perchè un paziente dovrebbe volontariamente mancare all'appuntamento senza un valido motivo? E' una resistenza che non riesco a definire....nessuno lo obbliga a seguire un percorso terapeutico, se lo decide è perchè lo ha scelto liberamente. E allora perchè marinare la seduta?
    FRANCESCA

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  14. #29
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    Cara francesca, se parliamo in generale delle espressioni della resistenza, ivi compresa quella del salto di seduta, dobbiamo considerare che, accanto alla spinta ed alla motivazione al percorso terapeutico, va considerata la spinta al mantenimento dello status quo. Freud parlava della coazione a ripetere proprio come di una forza che si esprime nelle resistenze e tende a mantenere la struttura patogena (sorretta quindi dalla pulsione di morte). Autori successivi hanno ulteriormente approfondito questo aspetto. La Klein ha esplorato particolarmente le espressioni della resistenza alla cura negli attacchi all'analista ed all'analisi, Bion ha parlato addirittura di "attacchi al pensiero". Sempre Bion ha ravvisato nel mantenimento della struttura patogena una resistenza imponente, tanto che l'analizzando arriva a percepire il cambiamento reale della struttura come "catastrofe".
    Anche riferendosi a contesti teorici differenti (fisica, biologia, matematica) si può vedere come l'intuizione clinica della psicoanalisi abbia fondamento. Ad esempio, riferendosi alla teoria dei sistemi dinamici lineari, l'importanza della coerenza del sistema vivente può diventare vera e propria rigidità strutturale, finalizzato al mantenimento dell'identità e, paradossalmente, della propria sofferenza.

    Un saluto
    gieko

  15. #30

    Riferimento: Il valore terapeutico della seduta saltata e il suo (o del suo) pagament

    E' vero ci possono essere dei casi veramente "estremi", come quelli sopra citati, (gravissimo incidente o morte improvvisa di un genitore) e me ne guarderei bene dal fare pagare la seduta.
    Però credo che questi casi siano talmente rari, che costituiscono delle eccezioni. Per cui in linea generale,le sedute saltate si pagano, proprio come assetto mentale di partenza del terapeuta.
    A tal riguardo pure io ho uno studio in affitto e a mio avviso diventa ingiusto, quasi paradossale che finiamo per assumerci ogni responsabilità economica. Ci sono dei limiti e bisogna fare i conti con la realtà!!!
    E aggiungo..
    Prima di essere terapeuta, sono stata anch'io paziente; e per esperienza posso dire di avere sempre pagato le sedute saltate, quelle in cui stavo male, febbre o gastrite e quelle in cui i motivi erano diciamo...molto soggettivi. certo, questo mi pesava, non lo nascondo ,però riconoscevo che era una cosa giusta, non mi sentivo certo "aggredita" nei miei bisogni. Era così e basta;non rigidità bensì chiarezza e rispetto.
    Di fatto poi in quell'ora "saltata" ,in cui mi trovavo "altrove" , mi succedeva spesso di pensare alla stanza di analisi, alla dottoressa, a quello che avrei potuto dire, al fatto che avrei dovuto corrispondere comunque l'importo della seduta, che con la mi assenza avevo perso. E allora forse solo così, si può comprendere il valore terapeutico del pagamento della seduta saltata.
    Ultima modifica di annacaputo : 02-03-2009 alle ore 17.02.33

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