a fortuna non c'entra una s..a, mio caro.
E, sinceramente, preferirei vedere un manager pestato a bistecca, come quel rumeno stupratore di cui ho visto le foto sui giornali, che non assistere a questa esaltazione continua dello Stato Di Diritto (che mi tocca pure scriverlo maiuscolo, altrimenti Napolitano e Bossi e Tutti Gli Altri In Coro si arrabbiano...), quando al massimo siamo in presenza di un Comitato d'Affari (e neanche più della borghesia, che - come classe - era almeno in grado di produrre intelligenza).
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Comunque ronda per ronda, legalizziamo (ove lega-lizziamo si intenda il verbo la cui nascita è precedente alla Lega) anche lo sputtanamento di denuncia: denunciamo tutti i professionisti che non pagano le tasse, ad esempio, compresi psicologi con studio :-) o imprenditori, o anche corrotti e corruttori...ne vedremo delle belle...
"......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ...."
(da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)
Clicca qui e godi con le foto di Semplificatore su Flickr
http://it.youtube.com/user/accrocchio70
"rOnda su rOnda
il mare mi porterà
alla deriva..".
(Paolo Conte)
Ma i poteri delle ronde sono inferiori a quelli dei poliziontti (i quali non possono intervenire sempre e comunque) praticamente coem cittadini comuni
che possono difendersi in proporzione al possibile danno che ricevono
per cui non potendo chiedere di identificarsi, non potendo fermare
a che cavolo servono ste ronde?
Oppure servirebbero se questi fossero dei picchiatori
ma siamo nella totale abdicazione dello stato
non è che a forza di ronde sempre più larghe si ritorna alla marcia su Roma?
"......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ...."
(da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)
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Mi meraviglia che ci si domandi questo. Io penso che la donna quarantunenne stuprata a Roma (un esempio fra tanti) avrebbe tanto voluto che ci fosse stato qualcuno vicino alla fermata dell'autobus dove è stata presa e trascinata per diversi metri, prima di essere violentata da un animale. Perché? Non certo per dare una meritata punizione al suo aguzzino, bensì per non fargli nemmeno venire l'idea di prenderla con la forza; il che è una soluzione ancor più auspicabile.
Mi pare sia inconfutabile che la stragrande maggioranza degli episodi di stupro avvenga sfruttando un momento propizio nel quale non c'è - almeno apparentemente - il rischio di essere visti.
La ronda inoltre non ha solo lo scopo di mostrare una presenza ufficialmente riconosciuta, ma anche qullella di denunciare situazioni a rischio come nuovi campi nomadi non autorizzati e via discorrendo.
Poi certamente questa proposta lascia delle perplessità, ma visto che questa non è ancora stata ufficialmente presentata, a conti fatti stiamo parlando del niente più assoluto. Ma se vogliamo farlo, io ho due perplessità, in particolare: vedere una pettorina può provocare ritorsioni a opera non tanto dei piccoli delinquenti quanto di gruppi politici (lo abbiamo già visto pochi giorni orsono), quindi magari sarebbe opportuno non darne ai volontari che dovessero far parte di questa iniziativa; in secondo luogo, come si configureranno i fondi privati offerti a queste associazioni?
Di sicuro pare ci siano solo pochi punti: nessuno sarà armato, in nessun caso e nemmeno se il soggetto dovesse avere un regolare porto d'armi; non sarà più possibile stabilire attività simili senza l'autorizzazione della prefettura (come accade oggi) e dunque operare nel pressoché totale anonimato e di conseguenza nell'eventuale impunità; in nessun caso dovrà essere scavalcata l'autorità delle forze di polizia, che manterranno sempre e comunque l'esclusivo compito di avere un contatto diretto con persone e situazioni sospette.
Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto!
"......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
/ ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ...."
(da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)
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