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  1. #46
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Originariamente postato da Lisa1969
    Se vuoi rinchiuderci in azienda e in tribunale fai pure, io questa risorsa la userò per fare la psicologa. Il contesto c'è e si vede, è il foglio su cui si scrive. Ne deduci quindi pure in quale ambiente, con le sue caretteristiche di personalità, potrebbe essere collaborativa e dove non lo sarebbe.
    Mi sono espressa male: non parlavo di "riduzione a", ma di spendibilità lavorativa, cioè dove potete trovare un lavoro con più facilità poiché esiste già una domanda abbastanza certa (almeno così mi è sembrato di capire); soprattutto se il grafologo non è anche psicologo!!!!

  2. #47
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Allora si, sicuramente. Infatti dove il grafologo non è psicologo lavora in azienda nella selezione del personale e in ribunale nella perizia delle firme, ma se gli fosse dato credito potrebbe lavorare anche nei consultori e in altri ambiti di staff, il problema è che quasi nessuno psicologo o medico pensa mai di consultare la nostra opinione...!!! A me gli altri ambiti interessano relativamente e la vedo molto utile e consona affiancata all'utilizzo del colloquio psicologico diagnostico o come consulto durante una terapia, quindi ho deciso di aggiungere anche la laurea.

    Comunque è veramente molto difficile poter spiegare a parole le potenzialità accertate o meno, standardizzate o meno di questa disciplina che ha riscontri reali e scientifici poco considerati per troppi pregiudizi nei suoi confronti.
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  3. #48
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Si, sono d'accordo con quello che dici! Comunque penso che tu la userai bene come specialità, all'interno della terapia che farai come psicologa. Comunque terrò presente il vostro lavoro....magari in delle situazioni mi potrà essere utile!

  4. #49
    Partecipante Affezionato L'avatar di Lisa1969
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    Siamo qua per questo...! approved:
    il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

  5. #50
    ninfaverde
    Ospite non registrato
    Ho seguito tutto il dibattito e ne sono rimasta affascinata. Io non credo che si possa etichettare una disciplina in maniera superficiale, perchè sono sicura che a prescindere dallo stato di scientificità può dare input significativi ad una serie interminabile di ricerche e conoscenze. La grafologia è una branca della conoscenza del sè e va rispettata. Capisco che gli animi si infiammino, ma uno psicologo non ha la benchè minima ragione di concorrere o mettersi in competizione con un grafologo, perchè le competenze pur avendo una base comune (la psiche) sono differenti, a maggior ragione anni luce da uno psicoterapeuta. Quindi ritengo che sia bello accogliere questa corrente di studio e annetterla nella nostra cultura, svilupparla e valutarne la validità nel tempo e senza giudizi preliminari.
    Ovviamente un grafologo non può sostituirsi ad un terapeuta (non credo lo vogliano fare) e potrà giocare la sua parte, lavorare nel campo in cui è specializzato. Personalmente ritengo che di mezzi di conoscenza del sè ce ne siano moltissimi e che non sempre sia indispensabile percorrere tutte le vie possibili per arrivare ad un profilo di personalità, a maggior ragione se gli studi su validità e attendibilità sono esigui. Lo psicologo spesso lavora con le parole e anche l'ascolto dell'organizzazione e trasposizione di concetti mentali in parole, è una ricchissima fonte di informazione. Richiedere la consulenza di un grafologo da parte di uno specialista in proprio è inusitato, proprio perchè il percorso messo in atto è volto sì alla consapevolezza, ma parte principalmente da un bisogno e da un obiettivo di cambiamento (presupposto differente e obiettivo diversificato). Da libera professionista non sento l'esigenza d richiedere l'apporto professionale di un grafologo, perchè con il mio lavoro seguo un percorso completamente diverso e ho i miei mezzi di conoscenza tra l'altro variegati e complicati già per conto loro, ma sono certa che possa essere prezioso ricorrere all'aiuto di un grafologo in tanti altri casi già citati nella discussione.

  6. #51
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    io ho consultato un po' di siti di sedicenti "grafologi" che, esaminando la scrittura, stilavano: un profilo di personalità, un profilo psico-attitudinale per l'orientamento universitario, un profilo psico-attitudinale per l'orientamento professionale. Insomma, con pretese molto "psico". Eppure controllando i curriculum, nessuno aveva un background psicologico: uno era laureato in scienze biologiche, uno in scienze della comunicazione, uno in informatica, uno veniva da uno di questi corsi privati, molti neanche dicevano che studi avevano fatto. Come fanno a maneggiare con questa disinvoltura costrutti psicologici come personalità, profili psico-attitudinali, e altre cose psico, senza un background psico? Poi ho letto degli esempi di profili, sinceramente mi sembravano molto ingenui e "naif"
    No, ci vuole comunque un solido background psico

  7. #52
    Matricola
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    26

    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    Soprattutto bisognerebbe stare attenti a cosa si intende per "metodo scientifico" ... a cosa si intende per "strumento d'indagine" e ricordare che la grafologia e la PERIZIA CALLIGRAFICA sono due cose completamente diverse...

    Riporto da Wikipedia:

    La grafologia è una tecnica psicologica che ha come finalità la descrizione delle caratteristiche di personalità di un individuo attraverso l'interpretazione della sua grafia. In quanto analisi del gesto grafico, rientra nell'ambito della psicologia dell'espressione. La validità di questo procedimento è controversa.

    La metodologia d'indagine parte dal presupposto che la scrittura, superate le fasi dell'apprendimento, diventa un processo automatico, risultato delle risposte motorie ai neuroni. Il gesto grafico, quindi, viene interpretato come "gesto espressivo".

    Tali risposte comportamentali non possono essere che uniche, come esclusive sono le esperienze emozionali degli individui. Da queste premesse deriverebbe la possibilità di interpretazione della scrittura per la descrizione della personalità umana, un'indagine che nella visione della scuola grafologica morettiana comprende anche l'aspetto somatico, sia dal puto di vista marfologico che espressivo. L'utilizzo della "grafologia somatica", tuttavia, è piuttosto marginale nelle ricerche e nella pratica attuale.

    Esistono moltissimi approcci allo studio della psicologia della scrittura. Si potrebbe quasi affermare che, almeno fno a pochi decenni fa, ogni studioso di grafologia che ha scritto il proprio manuale sia diventato automaticamente caposcuola di un nuovo approccio metodologico. Ciò è dovuto in massima parte al fatto che la pofessione di grafologo non è regolamentata da un albo professionale. Inoltre, pur vantando una storia ormai bicentenaria, la grafologia si è di fatto sviluppata in modo parallelo e spesso antitetico rispetto alle discipline psicologiche, per cui eccettuati alcuni tentaivi non si è instaurato il meccanismo di controllo e di validazione che caratterizza le discipline scientifiche. Tale meccanismo prevede la condivisione di un linguaggio comune e l'enunciazione di leggi falsificabili, ovvero che contengano in sé gli strumenti di replicazione, in modo che la comunità scientifica (attraverso la pubblicazione delle ricerche su riviste accreditate) possa convalidare o smentire i risultati raggiunti.

    Pur esistendo moltissime scuole grafologiche, di fatto oggi i vari approcci confuiscono in tre pricipali idirizzi: l'indirizzo francese, di Jules Crepieux-Jamin, il cui metodo fu successivamente sviluppato da Jean-Charles Gille-Maisani; l'indirizzo italiano, di Girolamo Moretti, il cui metodo viene ripreso e modificato da Marco Marchesan; l'indirizzo tedesco di Ludwig Klages, attualmente integrato con le intuizioni di W.H. Muller e A. Enskat.

    In questi tre indirizzi confluiscono le teorie e le ricerche di alcuni tra i maggiori protagonisti della disciplina graologica: va ricordato innanzitutto lo svizzero Max Pulver che ha introdotto l'interpretazione simbolica vettoriale della scrittura; poi la psicologa Ania Teillard, allieva di Jung, che ha introdotto l'inerpretazione analitica in grafologia; i neuroscienziati tedeschi Rudolf Pophal, William Thierry Preyer e i russi Aleksandr Romanovič Lurija e Nikolai Alexandrovic Bernestein i cui studi sul movimento e sulla neurofisiologia della motricità grafica hanno gettato le basi per una maggiore comprensione della cmportamento grafico; lo scienziato Robert Saudek che ha approfondito sperimentalmente la categoria della velocità e dell'accuratezza.

    Girolamo Moretti, il fondatore della scuola grafologica italiana, la definiva scienza sperimentale, perché ne fissò principi e regole attraverso esperimenti e pratica clinica.

    La scuola francese è molto anteriore a quella italiana. Il suo fondatore fu l'abate Jean Hippolyte Michon che nel 1872 pubblica "I misteri della Scrittura". Allievo di Michon fu Jules Crepieux-Jamin (1859-1940) il cui testo "ABC della grafologia" riprende il lavoro del maestro rioragnizzandolo però in una visione più organica e sistemica.

    Le due scuole, ovvero quella francese e quella italiana, differiscono profondamente, soprattutto perché la scuola italiana ha come caposaldo l'univocità della corrispondenza segno-carattere, mentre nell'ambito della scuola francese si ha un approccio prettamente gestaltista (il segno non ha motivo d'essere in quanto unico, ma si rifà al tutto (teoria del campo).

    Cesare Lombroso (v. fisiognomica) scrisse un libro sulla grafologia nel 1895 intitolato "Grafologia".
    Non a caso, la grafologia, nasce come branca della fisiognomica; a Camillo Baldi spettò l'onore di essere ricordato come il primo "grafologo" grazie al saggio Trattato come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrittore pubblicato nel 1622. Ma dovettero passare molti anni prima che illustri scienziati come Johann Kaspar Lavater nel suo Physiognomische Fragmente 1775 si accorsero della analogia fra linguaggio, scrittura e modo di camminare. La grafologia però è stata per secoli legata, in qualche modo, alla chiromanzia e alla astrologia e infatti ancora Les Mystères de l'écriture dell'abate Michon fu pubblicato con una lunga introduzione iniziale di un chiromante, Desbarrolles. La grafologia, facendo parte della semiotica, comunque, potrebbe essere stata influenzata dalla scuola stoica, visto che quest'ultima distinse fra segni e significati; inoltre un altro aggancio probante potrebbe essere quello con il misticismo ebraico che comprese il legame fra le lettere e la spiritualità e l'irrazionalità.

    La grafologia non ha nulla in comune con la perizia calligrafica, in quanto la grafologia tende ad interpretare la personalità del soggetto, mentre la perizia calligrafica è una comparazione scientifica di segni grafici allo scopo di stabilirne giudizialmente la autenticità e la riconducibilità all'autore. Le perizie calligrafiche si conducono utilizzando strumenti di precisione quale il microscopio stereoscopico digitale, onde poter studiare la pressione della scrittura. La pressione della scrittura è un indice per individuarne l'autore in quanto una persona scrivendo in velocità non riuscirà mai ad emulare la pressione grafica di un'altra. Altri strumenti indispensabili sono la lampada di Wood, per evidenziare potenziali cancellature o scolorinature, e la fotografia all'infrarosso, per identificare scritture sovrapposte di diverso colore (come nei quadri).

    Esistono oggi ulteriori mezzi sofisticati per lo studio dei falsi in scrittura: metodi computerizzati ed addirittura strumenti a base nucleare.

    Stando a pubblicazioni autorevoli, la grafologia non sarebbe in grado di determinare in maniera affidabile le caratteristiche personologiche del soggetto. [1] Mancano inoltre studi che diano prova della validità e della attendibilità della grafologia.[2]

  8. #53
    Partecipante Affezionato L'avatar di Leeonardo
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    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    Avete anche qualche strumento utile per chi scrive tramite tastiera ? Come vi ponete di fronte a questa realtà ?

  9. #54
    Partecipante Figo L'avatar di anturium_rosa
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    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    io ho consultato un po' di siti di sedicenti "grafologi" che, esaminando la scrittura, stilavano: un profilo di personalità, un profilo psico-attitudinale per l'orientamento universitario, un profilo psico-attitudinale per l'orientamento professionale. Insomma, con pretese molto "psico". Eppure controllando i curriculum, nessuno aveva un background psicologico: uno era laureato in scienze biologiche, uno in scienze della comunicazione, uno in informatica, uno veniva da uno di questi corsi privati, molti neanche dicevano che studi avevano fatto. Come fanno a maneggiare con questa disinvoltura costrutti psicologici come personalità, profili psico-attitudinali, e altre cose psico, senza un background psico? Poi ho letto degli esempi di profili, sinceramente mi sembravano molto ingenui e "naif"
    No, ci vuole comunque un solido background psico
    Beh ma il grafologo a volte si occupa di campi che non hanno nulla a che vedere con la psicologia, ad esempio le consulenze peritali, ovvero verificare l'autenticità di un testamento, lettere anonime, assegni con firma falsificata, si può vedere se la persona fa uso di droghe, etc....
    In ogni caso il corso di grafologia dura 3 anni, che servono a fornire gli strumenti di cui parli. Tieni presente comunque che il grafologo non è uno psicologo, non può attuare terapie di nessun tipo. Redige un profilo di personalità in modo che la persona possa valutare se stessa e conoscere meglio gli aspetti di sè che di solito emergono con difficoltà. Se poi i problemi che vengono fuori necessitano di terapia psicologica, allora è il grafologo stesso ad indirizzare la persona verso una psicotarapia.

    Citazione Originalmente inviato da Leeonardo Visualizza messaggio
    Avete anche qualche strumento utile per chi scrive tramite tastiera ? Come vi ponete di fronte a questa realtà ?
    Si chiede alla persona di scrivere a mano.
    Ultima modifica di anturium_rosa : 14-10-2008 alle ore 13.05.21

  10. #55
    Partecipante L'avatar di chiaraisabella
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    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    Ciao,
    sono capitata qui....
    Se volete davvero sostenere l'ipotesi che la grafologia rispecchi la personalità dovete dimostrarlo.
    Non ci si può improvvisare scienziati....non è lecito ed è anche un po pericoloso.
    Fate dei test e convalidateli, DIMOSTRATE la fondatezza di questa " scienza "

  11. #56
    Partecipante Esperto L'avatar di LaurAt
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    Riferimento: consulente grafologa...snobbata :-(

    personalmente sono molto interessata alla grafologia tanto che probabilmente dopo la laurea di psicologia mi piacerebbe dedicarmi a questo studio.

    purtroppo stamattina ho letto che è stato chiuso l'unico corso di laurea di grafologia a URBINO (se non erro)... mi dispiace molto ed è un chiaro segno che questa professione è poco valorizzata.

    comunque vorrei capire meglio l'iter per diventare grafologo:
    1. corso triennale presso scuola riconosciuta dall'AGP
    2. esame
    3. si ottiene il titolo di "perito"?
    4. poi? ...per esempio per lavorare nei tribunali cosa bigna fare?
    "Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita." - C.F. Kettering

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