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Discussione: Psicosi

  1. #31
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da tiger lily Visualizza messaggio
    Ho letto una serie di cose gravi uscire dalla bocca di Psicologi.
    1. Intanto Quando non si conoscono le malattie non si dovrebbe buttare facili e pericolose soluzioni.
    2. Ma avete presente cos'è la malattia mentale? Non è roba da poco?! E' devastante... Uno psicologo deve saperla riconoscere, per potergli garantire cure necessarie e poter lavorare in team con uno psichiatra.
    3. Per fare la diagnosi ad uno psicotico scompensato non servono tante sedute, vi garantisco che lo capite subito appena apre bocca!
    4. Se qualcuno di voi inventa un test psicologico da somministrare ad uno psicotico scompensato per fare diagnosi, sappia che vincerà il nobel!...e poi cosa gli vorreste dire? torni fra una settimana che le griglio i test? Dai....
    5. E' poco professionale intromettersi nelle scelte terapeutiche di altri professionisti e tanto di più consigliare di provarne un altro perchè la diagnosi non piace, mica siamo dal salumaio!
    6. La negazione di malattia in presenza di segni contrari è sempre un buon indice per comprendere la gravità della situazione....non si va di sicuro dalla psichiatra perchè le ragazze non ti parlano e soprattutto non si prende il Risperdal che è un signor farmaco.
    Citazione Originalmente inviato da tiger lily Visualizza messaggio
    Ciao Luigi84. Quello che ho scritto, che non è per niente un anatema e non era rivolto a qualcuno in particolare, ma è stato il frutto del rimanere senza parole in generale.
    Immagino che tutti abbiano risposto in buona fede, ma spesso i peggiori danni li si fanno con le migliori intenzioni.
    Voglio sperare che il post iniziale sia uno scherzo per vedere la reazione di professionisti, ma se non fosse così? Ribadisco, meglio non dire niente se non si conosce approfonditamente la situazione della persona con cui si interloquisce. Ho sempre creduto che occorre toccare con delicatezza le persone che si affidano, per evitare di creare delle fratture, se poi parliamo di psicosi..
    Di sicuro c'è differenza tra una psicosi in fase di scompenso e no e quindi degli strumenti da applicare per il testing.
    Certo poi che i farmaci hanno molteplici usi, ma il risperidone ha usi elettivi e quelli secondari seguono lo stesso filone (l'amitriptilina usata come antidepressivo, è sì usata per il trattamento dell'emicrania, ma perchè blocca gli stessi recettori).
    Comunque mi fa piacere leggere le reazioni in seguito al mio post e continuare la discussione senza mettere in mezzo melvin-uldall e devo dire che qualcuno mi ha fatto ricredere sulla sua preparazione.

    sn completamente d'accordo.

  2. #32
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    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno
    Comunque: Se porti una ragazza a vedere un film porno, senza averglielo preventivamente chiesto, mi sembra un comportamento da sciocchino. Ti pare?

    Dove sta' il rispetto?
    Se sei d'accordo vuol dire che anche tu usi una serie di conoscenze generalizzate rispetto alla categoria ragazze e donne che non verifichi direttamente su ognuna di loro. Quella del sasso era solo un'analogia, ma probabilmente non l'hai colta.
    Anche il rispetto è qualcosa che ha a che fare con la categoria donne: cosa è lecito fare nei confronti di una donna per rispettarla non è una generalizzazione comunque? Tu non sai con chi hai a che fare, come fai già a sapere cosa dover fare in generale per rispettare l'altra persona?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno
    Se si parte dal presupposto che io mi do un valore, non andro' in giro sporco e puzzolente.
    Ma cos'è questo presupposto? Guarda che per non andare in giro malandato hai bisogno comunque di un posto dove c'è acqua e sapone per lavarti, di vestiti puliti e così via... Tutte queste cose per procurartele presuppongono che tu abbia acquisito una serie di abilità sociali e non, e quindi che tu possieda un certo valore sociale per altre persone. Non è certo un fantomatico darti valore che ti dà valore, ma una serie di capacità e mezzi che riesci ad acquisire. Quando avrai acquisito queste capacità e mezzi poi magari non te ne andrai più in giro sporco. Non è che dal momento in cui decidi di darti valore tutto si risolve magicamente se non hai nemmeno la più vaga idea di come risolverlo in modo efficace ed efficiente.
    Non è certo il darsi valore che dà valore dal punto di vista soggettivo, ma la valutazione di una serie di capacità che si riescono a verificare su sè stessi, alcune capacità dipendono da una serie di mezzi che si possiedono, altre dipendono dalla qualità delle relazioni che si riescono ad instaurare.
    Poi il valore secondo me è qualcosa di relativo agli ambiti, si può autovalutarsi positivamente in ambito professionale e molto male in altri ambiti (in modo magari abbastanza realistico), inoltre dipende sempre dall'importanza soggettiva che ognuno da a questa o quella capacità, ad esempio se tu fossi un cinico te ne fregheresti altamente anche del fatto di andartene in giro in una botte o di defecare in pubblico, il rispetto per il prossimo non sarebbe di certo per te un obiettivo allettante da conseguire .
    Il valore che una persona si dà dipende dalla capacità che la persona si attribuisce nel procurarsi una serie di cose che secondo la persona sono importanti.

    Ciao a tutti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2009 alle ore 09.52.35

  3. #33

    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Se sei d'accordo vuol dire che anche tu usi una serie di conoscenze generalizzate rispetto alla categoria ragazze e donne che non verifichi direttamente su ognuna di loro. Quella del sasso era solo un'analogia, ma probabilmente non l'hai colta.
    Anche il rispetto è qualcosa che ha a che fare con la categoria donne: cosa è lecito fare nei confronti di una donna per rispettarla non è una generalizzazione comunque? Tu non sai con chi hai a che fare, come fai già a sapere cosa dover fare in generale per rispettare l'altra persona?
    Forse basta limitarsi al buon senso.
    Quello che darebbe fastidio a me ha buona probabilita' di dare fastidio agli altri.
    Nel dubbio, accertiamocene.

    Ma cos'è questo presupposto? Guarda che per non andare in giro malandato hai bisogno comunque di un posto dove c'è acqua e sapone per lavarti, di vestiti puliti e così via... Tutte queste cose per procurartele presuppongono che tu abbia acquisito una serie di abilità sociali e non, e quindi che tu possieda un certo valore sociale per altre persone. Non è certo un fantomatico darti valore che ti dà valore, ma una serie di capacità e mezzi che riesci ad acquisire. Quando avrai acquisito queste capacità e mezzi poi magari non te ne andrai più in giro sporco. Non è che dal momento in cui decidi di darti valore tutto si risolve magicamente se non hai nemmeno la più vaga idea di come risolverlo in modo efficace ed efficiente.
    Non è certo il darsi valore che dà valore dal punto di vista soggettivo, ma la valutazione di una serie di capacità che si riescono a verificare su sè stessi, alcune capacità dipendono da una serie di mezzi che si possiedono, altre dipendono dalla qualità delle relazioni che si riescono ad instaurare.
    Poi il valore secondo me è qualcosa di relativo agli ambiti, si può autovalutarsi positivamente in ambito professionale e molto male in altri ambiti (in modo magari abbastanza realistico), inoltre dipende sempre dall'importanza soggettiva che ognuno da a questa o quella capacità, ad esempio se tu fossi un cinico te ne fregheresti altamente anche del fatto di andartene in giro in una botte o di defecare in pubblico, il rispetto per il prossimo non sarebbe di certo per te un obiettivo allettante da conseguire .
    Il valore che una persona si dà dipende dalla capacità che la persona si attribuisce nel procurarsi una serie di cose che secondo la persona sono importanti.

    Ciao a tutti
    Cadiamo nella soggettivita'.
    Cosa e' l'auto-stima?

  4. #34
    tiger lily
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicosi

    Ma adesso di cosa state psrlando? qual'è l'argomento?

  5. #35
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    Riferimento: Psicosi

    Tiger lily io sto parlando della seconda parte del post iniziale. Penso che l'idea esposta da chi l'ha scritto non è così delirante, la consapevolezza di avere attualmente scarso successo con l'altro sesso può rappresentare un problema concreto e non mi sembrava che la spiegazione che seguiva fosse così irrazionale:

    Ora : il mio problema è che non mi caga nessuna ragazza. Per non essere psicotico dovrei accettare il fatto che non sono cagabile e basta vero ? Non posso invece pensare che al giorno d'oggi le ragazze, avendo in generale più possibilità di scelta del partner dei ragazzi ( e questo è risaputo ) hanno pretese alte. Ecco, per la mia psichiatra questa è un'idea a quanto pare delirante. Sembra che mi sia costruito un mio mondo.
    Nel senso che il mondo sociale che la persona ha costruito mentalmente non è così lontano da quello con cui hanno a che fare tutti gli altri. Come fa un'idea vera ad essere delirante? Se delle idee sono davvero così deliranti dovranno pur esserci molti controesempi! O no?
    Un conto è capire abbastanza chiaramente quello che si ha intorno, dentro e fuori, un altro è essere anche abbastanza felici riguardo a quello che si ha intorno, dentro e fuori. A me sembra che chi scrive ci vede abbastanza bene, non ha bisogno di cambiare occhiali ma di tutt'altro. Il problema vero a me sembra che non gli sta affatto bene quel che vede perché probabilmente non riesce a soddisfare quelli che sente come dei bisogni importanti (questi sono inevitabilmente soggettivi anche se possono essere largamente condivisi, visto che socialmente spesso si aprono anche una serie di aspre lotte per accaparrarsi alcuni spazi importanti allo scopo di soddisfarli).
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2009 alle ore 18.30.51

  6. #36
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Come fa un'idea vera ad essere delirante?
    è il problema della psicopatologia: per questo ti consiglio un buon trattato. Criteri di quantita e qualità fanno di una idea un costrutto delirante. In questo senso non esistono 'idee' o 'gruppi di idee e categorie' propriamente deliranti: la dimensione del delirio avvolge o meglio può avvolgere d'altro canto qualsiasi produzione del pensiero e della percezione che si trovano ad essere incluse in una 'atmosfera' del tutto nuova. Certamente esistono anche dei 'temi' sui quali il delirio preferisce strutturarsi ma non è l''idea in sè' chè è delirio: è come se una idea volesse nutrirsi di un nettare dolce e squisito (il delirio...) per sviluppare maggiore 'concretezza', una maggiore 'sostanza' e 'forza', ma il 'rigonfiamento' a cui l'idea va incontro la porta ai confini del mondo; là dove è ormai molto difficile il ritorno...questa idea ormai così 'inflazionata' non riesce a tornare sui propri passi e, nella festa assoluta dell'istante, si crede padrona del mondo quando ormai volteggia vorticosamente 's-catenata' dalla realtà di mondo in verità già molto lontano.

    Saluti,
    Luigi

  7. #37
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    è il problema della psicopatologia: per questo ti consiglio un buon trattato. Criteri di quantita e qualità fanno di una idea un costrutto delirante. In questo senso non esistono 'idee' o 'gruppi di idee e categorie' propriamente deliranti: la dimensione del delirio avvolge o meglio può avvolgere d'altro canto qualsiasi produzione del pensiero e della percezione che si trovano ad essere incluse in una 'atmosfera' del tutto nuova. Certamente esistono anche dei 'temi' sui quali il delirio preferisce strutturarsi ma non è l''idea in sè' chè è delirio: è come se una idea volesse nutrirsi di un nettare dolce e squisito (il delirio...) per sviluppare maggiore 'concretezza', una maggiore 'sostanza' e 'forza', ma il 'rigonfiamento' a cui l'idea va incontro la porta ai confini del mondo; là dove è ormai molto difficile il ritorno...questa idea ormai così 'inflazionata' non riesce a tornare sui propri passi e, nella festa assoluta dell'istante, si crede padrona del mondo quando ormai volteggia vorticosamente 's-catenata' dalla realtà di mondo in verità già molto lontano.

    Saluti,
    Luigi
    Leopardianamente parlando, "il giorno del dì di festa" e "dell' 'eterno' - ritorno"?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 13-03-2009 alle ore 14.49.26
    Gaia

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  8. #38
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Leopardianamente parlando, "il giorno del dì di festa" e "dell' 'eterno' - ritorno"?
    Scusa Gaia ma non ho capito...è una domanda riferita all'espressione 'festa assoluta dell'istante'?

    Saluti,
    Luigi

  9. #39
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio

    Nel senso che il mondo sociale che la persona ha costruito mentalmente non è così lontano da quello con cui hanno a che fare tutti gli altri. Come fa un'idea vera ad essere delirante?

    secondo il DSM il delirio è una "falsa convinzione basata su erronee deduzioni riguardanti la realtà esterna, che viene fermamente sostenuta contrarimanete a quanto gli altri credono e a quanto costituisce prova ovvia e incontrovertibile della verità del contrario".
    Tralasciando la nosografia psichiatrica e volgendo lo sguardo alla Fenomenologia (Gaetano Benedetti) il delirio è definito come una "esperienza particolare della realtà che si discosta da quella generalmente umana, che difficilmente se ne lascia influenzare e nella quale le possibilità esistenziali si atrofizzano". Ovviamente il delirio ha un senso e un significato, che va compreso e interpretato, poiché è un simbolo, è l'esito finale di una segreta e unica storia psichica: il soggetto infatti esprime attraverso un'idea delirante una lunga, unica e irripetibile storia interiore.
    Ultima modifica di Johnny : 13-03-2009 alle ore 18.18.57

  10. #40
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    Riferimento: Psicosi

    Scusate ma stavo morendo dal ridere, quando ho letto la superdiagnosi di oscarmoreno.

    E a volte mi sorprendo che psicologi e psichiatri pensino di poter capire tutto di una persona. Certo, poi è molto più facile dare del pazzo che cercare di capire quello che uno sta dicendo.

    Poi mi son chiesto : ma se una qualsiasi persona ( anche che non ha nessun problema ) prendesse appuntamento da uno psicologo, siamo sicuri che lo psicologo non troverebbe almeno una malattia in questa persona ?

    Oscarmoreno, tu invece soffri di doppia personalità ( oscar+moreno )

  11. #41
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    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da melvin_udall Visualizza messaggio

    E a volte mi sorprendo che psicologi e psichiatri pensino di poter capire tutto di una persona. Certo, poi è molto più facile dare del pazzo che cercare di capire quello che uno sta dicendo.

    Poi mi son chiesto : ma se una qualsiasi persona ( anche che non ha nessun problema ) prendesse appuntamento da uno psicologo, siamo sicuri che lo psicologo non troverebbe almeno una malattia in questa persona ?
    ...potrà suonarti strano...ma in un certo senso sono d'accordo con te. Io però sono ancora più estremo di te nel giudizio: io dico che folli lo siamo un pò tutti ma generalmente il più pazzerello è proprio il cosiddetto 'sano'...
    Mi fai venire in mente Galimberti che ebbe a dire: ''Il pensiero è folle...maledetta quella servetta che è la logica''...

    Saluti,
    Luigi

  12. #42
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    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Scusa Gaia ma non ho capito...è una domanda riferita all'espressione 'festa assoluta dell'istante'?

    Saluti,
    Luigi
    Si, esattamente, é riferita a questa espressione.
    Gaia

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  13. #43
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    Riferimento: Psicosi

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84
    io dico che folli lo siamo un pò tutti ma generalmente il più pazzerello è proprio il cosiddetto 'sano'...
    melvin_udall visto che ti è stata diagnosticata una psicosi allora puoi stare tranquillo, pensa se malauguratamente la persona che ti ha visitato non avesse trovato nulla che non andava... Allora sì che avresti dovuto iniziare a preoccuparti

    Un saluto a tutti

  14. #44
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da melvin_udall Visualizza messaggio
    E a volte mi sorprendo che psicologi e psichiatri pensino di poter capire tutto di una persona. Certo, poi è molto più facile dare del pazzo che cercare di capire quello che uno sta dicendo.
    infatti psicologi e psichiatri non pretendono di capire tutto sulle persone, ma si limitano a fare il proprio lavoro e con gli strumenti che hanno a disposizione

  15. #45
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Ovviamente il delirio ha un senso e un significato, che va compreso e interpretato, poiché è un simbolo, è l'esito finale di una segreta e unica storia psichica: il soggetto infatti esprime attraverso un'idea delirante una lunga, unica e irripetibile storia interiore.
    Oltre ad essere l'esito, di una lunga ed irripetibile storia interiore, molto spesso il delirio, per alcuni psichiatri fenomenologi, come in origine Karl Jaspers, che fu un grande ispiratore di molti, sia in psichiatria, come asd es. E. Borga nell'attualità e di psicoanalisti come Wilfred Bion, in modo particolare, e da alcuni suoi successori francesi, argentini e brasiliani, esso può rappresentare in molti casi, così come alcune allucinazioni, un vero e proprio ponte sia per ricucire dei nessi di pensiero che hanno subito "eccessive turbolenze", sia un ponte, essendo esso talvolta - metti il caso, ma non é specifico di esso, di un catatonico - un risveglio, tra mondo interno e mondo esterno. Perché tra i due si ricostituisca una relazione, é necessario un processo analitico in cui l'analista sappia sintonizzarsi sullo specifico lnguaggio del paziente, comprendendo e restituendo ad esso pian piano il senso in forma via via più strutturata e stimolando cautamente, codici alternativi. In tal modo, anche se il processo, é molto complesso, si ricostruisce nel paziente - quando ancora vi é questa possibiltà oppure si tratta soltanto di una effettiva mancata strutturazione per motivi inerenti la soggettività in termini di sviluppo interpersonale - la capacità di ricominciare in sé stesso a pensare (i propri pensieri, per utilizzare un'espressione bioniana) in modo più organizzato e, quindi di comunicare. E' sempre necessaria una relazione adeguata e specifica preparazione per poter far questo.

    Un discorso di contatto interno con idee un pò "pazzerelle", e fortemente inclini a farci evolvere se non le affossiamo, sono quelle archetipiche che dimorano nella nostra Anima individuate da Car G. Jung, che, in modo diverso e con alcuni punti di vicinanza con Bion, si molto occupato in partenza, di psicosi.

    E' proprio strana, la mente umana
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 13-03-2009 alle ore 21.04.00
    Gaia

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