Corcordo con gli ultimi interventi ma mi sembra opportuno aggiungere che i dati che vengono citati sono certamente veri e che la terapia cognitivo-comportamentale dia ottimi risultati con i dusturbi dello spettro ansioso ma c'è una cosa molto importante da considerare: sembra abbastanza evidente dalla lettura dei suddetti dati che questo intervento assuma caratteristiche simili ad un trattamento farmacologico nel senso che studi di follow up rilevano che con l'attenuarsi della pratica delle tecniche comportamentali acquisite il paziente ricade quasi subito nella manifestazione sintomatologica;
E' vero per le tecniche comportamentali, molto meno per le *psicoterapie* cognitivo-comportamentali (che includono le tecniche, all'interno di un percorso complesso di psicoterapia che produce effetti anche a lungo termine). Il numero di ricadute è senz'altro minore rispetto all'intervento farmacologico e basta.
"in verità, questo sembra più un dato relativo al DOC ma con le nevrosi fobiche il passo è breve. "
Hai ragione, il DOC presenta più facilmente ricadute dopo il trattamento. Ma il passo non è così breve da disturbo d'ansia a DOC, visto che il DOC è (ahimè) uno dei disturbi più invalidanti e resistenti in assoluto.
Con i farmaci lo stesso: o si instaura un trattamento quasi 'vitale' (nel senso di un sostegno a tempo 'indeterminato')o i sintomi tornanon se non 'discussi' in una psicoterapia intensiva. Queste considerazioni vanno fatte non perchè si deve per forza fare un torto a qualcuno o altro ma perchè verosimilmente ci inducono ad una pratica fatta all'insegna dell'umiltà e del buon senso: io per esempio ho un orientamento analitico ma non ho problemi a consigliare (almeno come primo passo...)una terapia combinata ad esempio...
Sono assolutamente d'accordo con te

Saluti,
Alessandro
p.s.
sorry, sono una pippa nel quote