Tenerlo chiudo dove non possa più fare male, sino alla sua morte.
Polvere , alla polvere.
Tenerlo chiudo dove non possa più fare male, sino alla sua morte.
Polvere , alla polvere.
Io creo sogni, voi li uccidete
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ma lo speciale lo han gia trasmesso?
io l'ho visto ieri sera su Italia1...comunque ne faranno altri probabilmente.
credo che chiunque abbia ricevuto un minimo di informazioni più approfondite sulla vicenda non possa continuare a tirare in ballo la moglie di lui...scusate ma alla fine di tutta la faccenda anche lei è una vittima come gli altri! non so, c'è qualcuno esperto su questo tipo di meccanismi che si mettono in atto quando ci sono maltrattamenti da parte del partner, per cui la persona rimane succube e non riesce a ribellarsi...? magari ci può dire qualcosa di più... io so solo che non so quante storie si sono sentite. e dopo aver visto lo speciale in particolare mi sono convinta della marginalità del ruolo della moglie...è sicuramente una persona fragile e sottomessa. liquidare il tutto con un "le conveniva" mi sembra eccessivo (che poi vorrei sapere a chi è che "conviene" una situazione del genere, a parte lui).
Io creo sogni, voi li uccidete
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Adesso avranno bisogno di molto aiuto.
hanno vissuto in una situazione senza speranza, durata così a lungo chissà che difficile sarà riprendersi per loro...poveretti...
Ultima modifica di Arte1misia : 08-05-2008 alle ore 21.32.08
Styrofoam Crown
ho visto lo speciale anche io...non so se è peggio pensare che una madre non cerchi sua figlia quando le manda i nipoti o che sappia e non faccia nulla.Ma ho i miei dubbi su questa donna..lui per un mese è partito in vacanza,possibile che lei non ne avesse approfittato per scendere in cantina dopo che lui le aveva ordinato di non farlo per tutti questi anni?(a me verrebbe un minimo di sospetto che ci sia qualcosa di losco)mica lui poteva menarla,era in vacanza...quindi o questa donna ha il cervello atrofizzato dal marito o ha fatto finta,oppure valla a capire la mente umana posta sotto certe condizioni..
UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
17 Luglio 2011, Udine
We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It
29 Giugno 2013, Milano
Jon Bon Jovi
vinciamonoigrace(at)hotmail.it
La combinazione per entrare in cantina la sapeva solo lui
Styrofoam Crown
io avevo capito che era la combinazione per entrare nelle porte della "cella",nascosta dietro uno scaffale della cantina...forse ho capito male!
comunque solo il fatto che lui le vietasse di scendere lì avrebbe dovuto metterla in guardia!
UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
17 Luglio 2011, Udine
We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
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29 Giugno 2013, Milano
Jon Bon Jovi
vinciamonoigrace(at)hotmail.it
ho da porvi una domanda.
Avete esplicitato "mille" ipotesi sulla moglie, i vicini, la polizia, la figlia ed i figli della figlia .. ma secondo voi, il padre, dopo 24 anni di costruzione di un "equilibrio" familiare, sociale e relazionale che definirei da bunker o iper invischiata, come mai ha deciso, ad un certo punto, di rompere lo schema portando fuori la figlia malata?
Per "noi" è normale l'associazione: persona malata --> invio all'ospedale;
ma per una persona che costruisce un "regno" claustro-centrico in cemento armato, che porta il messaggio: "si nasce e si muore qua dentro", che genera figli dai sui figli, potrebbe non apparire tanto normale la decisione di mettere paradossalmente a rischio la vita di sua figlia e quella del suo "regno" per una malattia... chi e cosa avrebbe favorito tale cambiamento?
Ciao, Accadueo
Non ho risposte alla tua bella domanda. Però, ho trovato, su "Psichiatry on line", un bell'articolo. Corto, interessante. E provocatorio assai. Così lo posto, anche per vedere che reazioni suscita.
P.S. L'autrice è una psicoanalista
Il padre e la figlia. Misteri e divieti.
di Laura Pigozzi
Di rado capita di sfiorare un mistero: proprio in quel punto si erge, pericolosamente, un divieto. Là dove il vivere si fa meno ovvio c'è sempre una norma che cattura: occorre pagare per il coraggio di lasciarsi rapire.
A volte non è neppure coraggio ma semplice ineluttabilità.
Difficile per un padre non vedere nella figlia qualcosa di magicamente annientante, così vicino e così `suo'. A volte una irresistibile attrazione.
Che suscita orrore.
Una madre e un figlio. L'incesto declinato al femminile sembra meno disgustoso. Pare quasi il prolungamento di un rapporto fatto di effusioni e tenerezze. Qualcosa di lieve, di profondo ma delicato. Qualcosa che richiama non le tinte della violenza ma piuttosto i tenui colori del gioco.
Un gioco, una parentesi una sorta di iniziazione.
Qualcosa che non distrugge l'asse familiare.
La proibizione dell'incesto pare non tutelare altro che un principio d'ordine radicato nell'integrità della famiglia. Allora è tanto più grave che un uomo possa distruggere quest'ordine, perché è l'uomo che, da sempre, lo deve garantire.
Se un padre compie un incesto non pensiamo mai al gioco. Ne percepiamo solo la coercizione.
Anche l'incesto di fratello e sorella non ci pare tanto brutale.
Il padre è sempre l'imputato preferito.
Forse non è l'incesto ad essere intrinsecamente brutale ma i comportamenti assimilati. Immaginiamo un padre che ha il coraggio di presentarsi alla figlia così com'è, come un uomo di fronte a una donna.
Che mette in conto l'eventualità di essere respinto. O amato.
Per l'occhio della legge costui sarebbe ancor più di un mostro, un vero malato. Violentare la figlia è un eccesso inaccettabile, ma almeno si resta all'interno dell'idea di proprietà. Amarla sarebbe un intollerabile scardinamento delle regole. Del tutto inconcepibile un padre che perde la testa, che si piega alla figlia, che diventa suo schiavo d'amore.
Il rapporto d'amore tra padre e figlia non si dà.
E' tanto più facile pensare alla sopraffazione. Dove c'è una vittima, c'è un carnefice: due figure distinte e definite che ci rendono agevole lo schieramento.
Pensare che un rapporto incestuoso tra un padre e la figlia sia sempre violento e repellente è anche una scappatoia della mente che rifugge da qualcosa che fatica a comprendere.
Un padre ama la figlia perché è sua figlia o perché è una giovane donna?
Un giorno un padre seppe che la figlia che lo attraeva così tanto, non era per nulla sua figlia; così racconta ciò che fece dopo la sconcertante scoperta:
“Un attimo di vuoto del corpo e della mente. Non persi però il controllo, né la lucidità, o almeno così credetti allora. Il mio senso pratico recitava: meglio così, meno complicazioni. Arrivai in ritardo all'appuntamento con `mia figlia'. Lei era già lì, serena ma impaziente, morbida e piena di energia. Un paio di jeans e una casacca scollata. Si vedeva che era felice. In me accadde qualcosa di strano, di muto, di ineluttabile. Mi fermai ad una cinquantina di metri da lei. Il mio cuore taceva. Avvertita da non so quale animalesco istinto vidi che stava per volgere lo sguardo nella mia direzione. Un attimo prima di sentirmi i suoi occhi addosso, mi voltai e infilai velocemente uno stretto vicolo laterale.”
L'incesto è un enigma. Un mistero.
E la nostra vuole essere una società senza misteri. Accetta al più quelli trascendenti e codificati, quelli che hanno comandamenti. Quelli che non sono più tali, che si sono trasformati in legge.
L'incesto è uno dei più grandi misteri del mondo. Ma per incontrarlo l'abito sacerdotale, di qualunque chiesa, anche laica, è d'impaccio. Alla verità si accede nudi.
Pubblicato in Legenda. Il Padre e la Figlia. Ottobre 1989, Tranchida Editori. Milano.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Risposta molto semplice da parte mia: nel momento in cui non ci sono emozioni e sentimenti a governare un rapporto, ma solo basi chimiche allora niente è garantito.
Se non c'è il sentimento di affetto fraterno o filiale, scegleite voi, che attiva altri meccanismi allora tutto appare accessibile, tanto.
E tralasciamo i problemi e le deviazioni che fanno cercare esattamente cose "tabù" o particolari per il "piacere" di andare controcorrente.
allora se parliamo di maltrattamento, dobbiamo cominciare con il tenere conto che la persona che maltratta in questo caso (come nella maggior parte) è una persona della famiglia, quindi cara, con un legame affettivo forte. Nel caso del marito, è una persona su cui si è investito parecchio, con un progetto di vita insieme. Quindi non è nemmeno così facile e scontato dire "lo mollo", perchè vorrebbe dire che la persona in questione ha sbagliato, e spesso che ha sbagliato in modo clamoroso (e gli essere umani fanno fatica ad ammetterlo...).
inoltre il maltrattamento più potente non è quello fisico, con le botte, ma bensì quello psicologico dove in pratica c'è un vero e proprio lavaggio del cervello attraverso una continua svalutazione, ridicolizzazione, lo sminuire, etc etc per cui la persona che ne è il bersaglio arriva a pensare di non valere più nulla, di non essere capace, di non poter pensare e decidere in modo autonomo. e, si capisce allora, dove sta la difficoltà del cercare aiuto ed uscire da questa situazione.
forse ci si scorda di considerare che quando la ragazzina era andata a raccontare gli abusi subiti dal padre erano anche tempi diversi, in cui nessuno parlava di abuso ai minori e men che meno di abuso sessuale sui figli... i tempi sono cambiati, l'attenzione per questi temi ora è alta e ci si mobilita in modo differente.La cosa più assurda però è che diversi anni fa si è fatto 1 anno e mezzo di carcere per aver violentato due ragazzine (questo mentre era sposato), nonostante ciò quando Elizabeth è ripetutamente fuggita di casa e ha raccontato gli abusi non è stata creduta ed è stata rispedita in famiglia (con un padre condannato per stupro!!). E qui iniziano le varie stranezze secondo me...insomma una bambina fugge di casa e racconta alla polizia di aver subito abusi da parte di un padre, condannato per stupro, e non si fa un minimo di indagine ma anzi la si rispedisce dal padre, mentre una ragazza (la figlia di Elizabeth) arriva in ospedale con in tasca un biglietto con scritto che sua madre è segregata da 24 anni in una cantina insieme a lei e agli altri figli avuti da un incesto...e allora vanno a verificare? Ben venga per carità, ma qua ci sono anche delle gravi manchevolezze da parte della polizia...
Não sei o motivo pra ir
só sei que não posso ficar
não sei o que vem a seguir
mas quero procurar.
(Mafalda Veiga)
Il mio blog
Scusate se riesumo ma è di questi giorni il processo... a me ha colpito parecchio questa storia, anche perché insomma ha talmente tanti risvolti, non è una semplice storia di sequestro, non è una semplice storia di violenza sessuale, non una semplice storia di abuso su minori, né di incesto ecc. ecc., è tutto questo e più di questo. E soprattutto cos'è? A parte l'articolo postato da willy61 qualcun altro si è "lanciato in interpretazioni" sotto il punto di vista professionale? Metto tra virgolette perché non so cosa ci sia da interpretare effettivamente. Per quanto riguarda quell'articolo, forse non ci arrivo io ma non capisco perché l'incesto sia un mistero, io pensavo fosse un cosiddetto tabù, qualcosa che per cultura è proibito, per natura un po' meno, poi si potrebbe discutere sul significato poco adattativo di un tale comportamento.Ergastolo a Josef Fritzl, ma può tornare libero tra 14 anni
È stato condannato all’ergastolo ma potrebbe essere libero tra 14 anni. Josef Fritzl, il 73enne padre-mostro austriaco che ha abusato della figlia Elisabeth per 24 anni tenendola segregata nella cantina di casa, ieri è stato condannato a scontare la massima pena prevista dalla giustizia austriaca in un istituto psichiatrico. Eppure potrebbe non finire i suoi giorni rinchiuso, come si è augurata la figlia Elisabeth. Infatti, secondo la legge austriaca, come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph, se in clinica risponderà alle terapie e sarà giudicato riabilitato verrà trasferito in carcere e da qui, grazie a uno sconto di pena, dopo 15 anni dal primo giorno di reclusione, potrebbe essere rilasciato. Considerando che ha già passato un anno dietro le sbarre, nel 2023 potrebbe tornare un uomo libero. Anche se quel giorno avrà 87 anni.
Un'altra cosa che mi incuriosisce è: esattamente quale tipo di terapia e riabilitazione pensano di fare in quell'istituto che potrebbe portarlo ad essere rilasciato se considerato riabilitato? Cioè da quante e quali cose deve essere riabilitato e soprattutto è possibile e come si fa?
(Riguardo il post qui sopra, è chiaramente falso che al tempo addirittura non si parlasse di abuso su minori, tanto più che il padre era già stato condannato per violenze su minori. Quindi non solo se ne parlava ma si prendevano anche provvedimenti.)
Ultima modifica di *_ele84_* : 21-03-2009 alle ore 21.18.32