
Originalmente inviato da
Studiolover
Le basi metodologiche le hai acquisite. Non sai condurre un colloquio psicologico? Ne sei certa? Capisci se sai condurre un colloquio psicologico solo quando ti trovi nella situazione, e le prime volte sei in ansia, per forza.
I test? Con le conoscenze che dovresti aver acquisito, non dovrebbe risultarti difficile imparare ad usare, per dire, l'MMPI o il TAT o qualsiasi altro test; chiaro che la preparazione specifica sull'uno o sull'altro sta a te. Però, nel momeno in cui leggerai ad esempio che l'MMPI si basa su confronti statistici tra le risposte di un gruppo di controllo senza diagnosi psichiatriche e gruppi di persone con specifiche diagnosi psichiatriche, capirai cosa significa... cosa preferivi, che ti insegnassero come si mettono le crocette sul foglio dell'MMPI, invece che darti gli strumenti per imparare ad usarlo sul serio?
E la diagnosi? Non credere che una diagnosi sia chissà che. Un tizio va dallo psichiatra, parlano dieci minuti, lo psichiatra prende nota di alcuni sintomi e dopo aver consultato il DSM appioppa la diagnosi. Credo che tu abbia imparato, in questi cinque anni, a fare diagnosi un po' più approfondite di così. Solo che hai il timore di non saper fare niente, come se ci fosse una frattura insanabile tra "studiare" all'università e "fare" nel lavoro.
Quello che devi "fare", semplicemente, è applicare ciò che hai studiato. Anche se venisse qualcuno ad accompagnarti mano nella mano nelle diverse situazioni del mondo del lavoro, prima o poi dovresti camminare con le tue gambe, e non avresti fatto altro che posticipare il momento dell'ansia. Sei una dottoressa, vai.