Beh, questo però è il minimo. L'interpretazione deve cogliere qualcosa che è presente, se no non agisce. Ma non penso che debba per forza o solo spiegare: è il valore di perturbazione che la rende efficace. Prima dicevo che deve essere
insatura, cioè lasciare dubbi, aprire domande, creare movimento, altrimenti il percorso lo fa l'analista, non il paziente. Si deve spingere oltre la "credibilità" per smovere a livello strutturale, se no è rispecchiamento (che è utile contenitore, ma non produce trasformazione). Immagino che il buon ikaro o luigi potrebbero essere d'accordo che l'interpretazione deve rilanciare, decentrare, o, con altri termini, portare a micro-catastrofi strutturali.