Bisogna intendersi su che cosa intendiamo per struttura di personalità e in base a quale modello di riferimento teorico. Parlare di "disturbo borderline di personalità" e di "disturbo antisociale di personalità" e in generale di tutti i disturbi di personalità che compaiono nel DSM non ci permette affatto di ragionare sulle strutture. Per dirla alla Kernberg, ad esempio, un disturbo borderline di personalità e un disturbo antisociale sottendono tutti una organizzazione borderline della personalità (secondo i 3 criteri strutturali che lui poneva in essere), quindi è sempre bene riferirci ad un sistema teorico (quello di Kernberg è solo un esempio, che io peraltro non condivido), altrimenti si rischia solo di fare confusione, soprattutto nella pratica clinica.L'approccio cambia molto in base al tipo di motivazione, struttura di personalità - diversa nell'antisociale e nel bordeline,- per le dinamiche intrapsichiche ed interpersonali che li caratterizzano.
Saluti,
ikaro







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: 
piacere est reciproco se si dialoga ,con reciprocità
rifiutando in genere di mettere in discussione se stesse se non adeguatamente indirizzate (e se seguono poi tale indirizzamento,qualora ci sia e venga "ascoltato" perché questa situazione é ad es., un ottimo contenitore di rabbia e sentimenti negativi, oltre che in alcuni primi momenti di ammirazione destinati poi a sfociare in altro) e permanendo in certe posizioni. Altrettanto, se era il loro inconscio ad aver bisogno di questo, evidentemente non possono a loro volta essere colpevolizzate per tale motivo, innanzitutto e per non fornire loro ulteriori spunti vittimizzanti creando un circolo vizioso che gli farebbero solo male. Bisognerebbe portarle, ad es., su un terreno dell'autoriflessione e dello sviluppo della capacità empatica, perdendo il terrore di fondersi,(terrore che attiva meccanismi parossistici talvolta, di difesa) in primo luogo
