Ci sono le prove neurologiche legate all'uso della PET e della TAC funzionale che indicano che in un ragionamento articolato di qualsiasi natura e oggetto, le zone cerebrali messe in movimento, cioe' piu' sanguificate, con molteplici diffuse e alternanti, sono le stesse.
Lo stesso si ottiene in tutte le partecipazioni attive ad un dialogo psicologico, il che vale a dire che Carmide, Cratilo e Critone che discutono con Socrate, metteno in moto gli stessi meccanismi mentali messi in moto durante una psicoterapia colloquiale o di gruppo.
Molto meno invece se si tratta di psicoanalisi, dove il dialogo e' praticamente inesistente [perdonate la schiettezza del linguaggio].
Da cui si deduce che non e' possibile distiguere "funzionalmente" i vantaggi di una psicoterapia rispetto ad un "dialogo sui massimi sistemi".
Ma procediamo...
Con Carmide il dialogo e' volto a cio' che e' saggezza, cioe': “agire in ogni circostanza in modo pacato”, come risponde Cratilo.
Inutile dire che questo dovrebbe esser anche lo scopo di buona parte della psicoterapia, ma che qui qualcuno non sa cosa sia. Anche se psicologo.
Ma quando interviene Crizia la definizione di saggezza e': "Conoscere te stesso", che presuppone una scienza, perche' il "conoscere" e' prerogativa di una scienza [episteme] e non dell'opinione [doxa].
Per cui "conoscere se stessi" diventa la "scienza del conoscere se stessi", che si puo' tradurre liberamente in "psico analisi".
Ora chi mi assicura che riflettere su me stesso con un filosofo che sappia proporre adatte insinuazioni, non sia comparabile a cio' che compie lo psicologo? Le prove di laboratorio? Le statistiche? la misurazione della soddisfazione del paziente?
Ma passando oltre...
Socrate e' solo un nome, e di solito abusato. Nessuno psicologo andra' mai a leggere i suoi dialoghi, anche se forse ne varrebbe la pena.
Molto meglio tutta l'abbondante bibliografia sui benefici della filosofia per il benessere psicologico, dallo stranoto PLatone e' meglio del prozacdi M.Lou, a La consulenza filosofica, di A. Gerd, alla nascita ormai diffusa dei Caffe' filosofici, il cui setting e' appunto un locale pubblico, e la terapia, una terapia di gruppo.
Si puo' obiettare che le discussioni non vertono su questo o quel sintomo accusato dal paziente, ma di solito si sente dire che nemmeno gli psicologi si occupano del sintomo, ma della struttura della personalita'.
In questo senso L'analisi transazionale mette in rilievo l'importanza dell'Adulto nella gestione del se, cosi come la psicoanalisi l'importanza di un Io efficace per l'equilibrio della personalita'.
Quindi non e' tanto importante l'argomento dibattuto, a mio parere, quanto la capacita di energizzare l'adulto, la capacita' di indagine e ragionamento, il rafforzamento degli schemi razionali, l'aderenza al qui e adesso, e la padronanza di se.
Che qui deficita un po', almeno in un caso.
Ma non vorrei andare ot, perche' poi il cattivo sono sempre io...








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(io mi tengo fuori...
)