• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 4 di 18 PrimoPrimo ... 2345614 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 46 fino 60 di 268
  1. #46

    Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Studiolover Visualizza messaggio
    Ogni atto comunicativo ha una pragmatica, ovvero, un atto per essere comunicativo deve avere l'intenzione di modificare lo stato mentale dell'interlocutore. "Mi passi il sale?". Questo atto contiene dichiaratamente l'intenzione di modificare la mente dell'altro, nella direzione di fargli sapere che desidero il sale (e che possibilmente me lo passi davvero). In altre parole, la tua definizione di "mezzi psicologici" è talmente vasta da poterci includere ogni atto comunicativo; e secondo questa definizione, se io lascio un commento su Facebook sto compiendo un atto in tutto e per tutto analogo a fare una psicoterapia (o a imbonire la gente in TV), o a ciò che faceva Socrate parlando ai suoi allievi. Messa così è un argomento interessante, ma rientra nel filone della speculazione.
    Ti ringrazio per l'interesse.
    Accetto il termine speculativo, o riflessivo.
    Per cui sarebbe bene dire chiaramente che in una seduta psicoanalitica Freudiana, Junghiana, Lacaniana, Adleriana toricamente ha la stessa che una seduta con Socrate o Epicuro, o con Ruosseau o Marx, o con Husserl o Heideggher, o Nietzsche, Adorno e Marcuse o Boella o altri.

    Ma penso che nell'elenco vorrebbero strare anche tanti sacerdoti di varie confessioni, che si dicono capaci di straformare la struttura unana rendendola migliore. E qui mi riferisco sia a Religioni che a filosofie religiose.

    Senza parlare poi dei sofisti dialettici, ora politici o avvocati, o assicuratori o procuratori finziari.

    e fermiamoci per non estendre troppo il campo, o restringerlo, pensando quanto un padre puo' influenzare un figlio, nel bene e nel male, o quanto un compagno possa influenzare l'amichetto, fino a plagiarlo e renderlo succube.

    .....................
    Ci sono evidenze psichiatriche statisticamente significative (scale di valutazione, diagnosi) che la psicoterapia porti miglioramenti in disturbi psichici correlati a macroscopiche alterazioni dell'attività neurofisiologica, ad esempio determinati disturbi dell'Asse I del DSM-IV. Quindi, data una precisa definizione di malattia e di salute, ci sono prove che la psicoterapia migliori l'assetto mentale nonostante o in accordo alla disfunzione neurofisiologica.
    Non esistono evidenze simili per il dialogo filosofico.
    Quindi la psicoterapia ha dimostrato qualcosa sul piano clinico, il dialogo filosofico no. L'onere della prova ora spetta al dialogo filosofico.
    Prima di parlare del dialogo filosofico ti porto quache fonte sulle presunte prove di efficacia...

    Una ricerca di Eysenck , dell' Istituteof Psychiatry dell'universita di Londra ha riferito di un suo studio sulla psicoanalisi e altre terapie "eclettiche", presentando dei buoni risultati.
    44% dei sottoposti a psicoanalisi, 64% dei sottoposti ad altre terapie. Ma due terzi di un gruppo di nevrotici [66%] mostro miglioramenti miglioramenti spontanei entri due anni, senza nessuna terapia.

    Schorter E.,1997, Storia della psichiatria, tr. It. Masson, Milano, 2000, pag. 300

    Un rapporto intitolato " Comparative Studies of Psychotherapies:Is It True That Everibody Has Won and All Must Have Prinzes?" del '75 in Archivies of General Psychiatry descrive la riverca di L. Luborsky. Universita' di pennsiylvania.

    La conclusione e' che valeva la pensa di fare psicoterapia, perche' qualche effetto c'era. Ma nessuna psicoterapia spiccava sulle altre. In sostnza erano tutte sullo stesso piano.

    Mettea in luce l'"effetto fedelta" secondo cui ogni terapista tende a sostenere la forma di terapia adottata.

    Sosteneva che le terapie erano efficaci se si sviluppava transfert fra terpista e paziente. Cioe', parole sue:- Una sorta di alleanza per raggiungere cosi nuove intuizioni-.
    J. Horgan, La mente inviolata, cap. 3, pag. 101

    L. Luborsky, Comparative Studies of Psychotherapies:Is It True That Everibody Has Won and All Must Have Prinzes? 32, 1975, pp. 995-1008, Archivies of General Psychiatry

    J. Frank, Johns Hopkins School of Medicine, e' giunto alla conclusione che il Placebo e' il maggior ingrediente delle psicoterapie.

    Furono somministare a pazienti depressi una delle tre forme di psicoterapia: settimanale individuale, settimanale di gruppo, individuale di mezz'ora ogni due settimane.

    -In tutti e tre i casi la stessa percentuale di guarigione dai sintomi-.

    J. Franc,Persuasionend Healing, Johns Hopkins University Press, Baltimore 1993, p. 228

    per ora mi fermo...ma, se interessa, poi continuo...

  2. #47
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281

    Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie

    Dato che Oscar ritira fuori sempre lo stesso argomento (e cioè che la psicoterapia funziona per mero effetto placebo, come il dialogo filosofico), provo a postare alcuni collegamenti ad articoli relativi al rapporto tra effetto placebo e psicoterapia.

    Sono comparsi sulla rivista "Journal of Clinical Psychology" tra il luglio 2005 ed oggi.

    Vediamo se possono interessare.

    Introduction to the special issue on the placebo concept in psychotherapy. By: Herbert, James D.; Gaudiano, Brandon A.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p787-790, 4p Abstract: As research on the effectiveness of psychotherapy has flourished over the past two decades, scholars have increasingly borrowed various research strategies, including the placebo concept, from medicine. The recent movement toward evidence-based treatment in mental health has also highlighted psychological placebos as control conditions against which to define empirically supported psychotherapies. Nevertheless, the application of the placebo concept to psychotherapy is fraught with both conceptual and pragmatic problems. This special issue brings together leading psychotherapy scholars to explore the concept of the placebo to psychotherapy. Historical, theoretical, ethical, and practical issues are discussed from various perspectives, and recommendations are offered to guide future research. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 787–790, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20125 (AN 17249184)

    Placebo psychotherapy: Synonym or oxymoron? By: Kirsch, Irving. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p791-803, 13p Abstract: Contrary to some recent claims, the placebo effect is real and in some cases very substantial. Placebo effects can be produced or enhanced by classical conditioning, but consistent with virtually all contemporary conditioning theories, these effects are generally mediated by expectancy. Expectancy can also produce placebo effects that are inconsistent with conditioning history. Although expectancy also plays an important role in psychotherapy outcome, the logic of placebo-controlled trials does not map well onto psychotherapy research. The idea of evaluating the efficacy of psychotherapy by controlling for nonspecific or placebo factors is based on a flawed analogy and should be abandoned. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 791–803, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20126 (AN 17249183)

    Problems with the use of placebo conditions in psychotherapy research, suggested alternatives, and some strategies for the pursuit of the placebo phenomenon. By: Borkovec, T. D.; Sibrava, Nicholas J.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p805-818, 14p Abstract: Due to the numerous conceptual, methodological, and ethical problems that are associated with placebo conditions in psychotherapy research, their use should be abandoned, and more powerful therapy outcome designs (dismantling, additive, parametric, and catalytic) that can contribute to basic knowledge through their ability to isolate specific cause-and-effect relationships are recommended. On the other hand, if indeed the placebo effect is a reliable phenomenon, it would be wise to pursue its causal mechanisms, and some research strategies for initiating such pursuit are briefly described. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 805–818, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20127 (AN 17249182)

    Experimental analysis of specific treatment factors: Efficacy and practice implications. By: Lohr, Jeffrey M.; Olatunji, Bunmi O.; Parker, Lisa; DeMaio, Christine. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p819-834, 16p Abstract: Interest in the empirical demonstration of the clinical efficacy of psychosocial treatments has been rekindled by societal concerns over accountability and cost effectiveness of mental health services. The result has been the identification of specific treatments for specific disorders. The prescription of treatment content should be based on the theory of therapeutic action and/or the disorder to which it is applied. The demonstration of specific treatment efficacy requires experimental evidence showing the influence of specific procedures beyond nonspecific factors of treatment. We provide an analysis of these factors and their effects in evaluating the specific efficacy of prescriptive psychosocial treatments. Experimental procedures and designs that test the validity of specific treatments are described and applied to cognitive-behavioral treatments of generalized anxiety disorder. The empirical and professional implications of specific treatment efficacy in evidence-based practice are discussed. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 819–834, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20128 (AN 17249181)

    The placebo is powerful: Estimating placebo effects in medicine and psychotherapy from randomized clinical trials. By: Wampold, Bruce E.; Minami, Takuya; Tierney, Sandra Callen; Baskin, Thomas W.; Bhati, Kuldhir S.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p835-854, 20p Abstract: The logic of the randomized double-blind placebo control group design is presented, and problems with using the design in psychotherapy are discussed. Placebo effects are estimated by examining clinical trials in medicine and psychotherapy. In medicine, a recent meta-analysis of clinical trials with treatment, placebo, and no treatment arms was conducted (Hróbjartsson & Gøtzsche, 2001), and it was concluded that placebos have small or no effects. A re-analysis of those studies, presented here, shows that when disorders are amenable to placebos and the design is adequate to detect the effects, the placebo effect is robust and approaches the treatment effect. For psychological disorders, particularly depression, it has been shown that pill placebos are nearly as effective as active medications whereas psychotherapies are more effective than psychological placebos. However, it is shown that when properly designed, psychological placebos are as effective as accepted psychotherapies. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 835–854, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20129 (AN 17249180)

    Early response in psychotherapy: Further evidence for the importance of common factors rather than “placebo effects”. By: Lambert, Michael J.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p855-869, 15p Abstract: Evidence is presented demonstrating that placebo control groups benefit more from psychotherapy than no-treatment control groups but less than patients who receive theory-driven treatments. Through a brief review of the results of comparative outcome studies, studies which compare patient outcomes for those seen by trainees or paraprofessionals versus professional therapists and those which show an early response of a sizable portion of patients, a case is made for the powerful effects of common factors in psychotherapy. The early response phenomenon has proposed another challenge to the unique effects of specific psychotherapies and to the wisdom of emphasizing the causative effects of specific techniques in the treatment of specific disorders. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 855–869, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI:

    Understanding placebo, nocebo, and iatrogenic treatment effects. By: Bootzin, Richard R.; Bailey, Elaine T.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p871-880, 10p Abstract: Placebo and nonplacebo treatments have both positive and negative effects on patient outcomes. To better understand the patterning of treatment effects, three specific interventions will be discussed that are reported to produce more harm than benefit: critical incident stress debriefing, group therapy for adolescents with conduct disorders, and psychotherapy for dissociative identity disorder. In each case, there is an interaction between mechanisms thought to underlie both placebo and specific treatment effects. Mechanisms hypothesized to underlie placebo and nocebo effects include patient expectancy, self-focused attention to symptoms, motivation to change, and sociocultural role-enactment cues. In the three treatments discussed, specific mechanisms interact with nonspecific mechanisms to produce iatrogenic effects. To advance knowledge, it is important both to specify the theory of treatment and its expected outcomes and to put the theory to test. Only with attention to the empirical findings from programmatic research of specific and nonspecific effects and their interaction is it possible to improve the outcomes of treatment beyond the status quo. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 871–880, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20131 (AN 17249178)

    Reducing exposure of clinical research subjects to placebo treatments. By: Noble, Ronald E. S.; Gelfand, Lois A.; DeRubeis, Robert J.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p881-892, 12p Abstract: The ethics of pill placebo and placebo psychotherapy conditions in clinical research are controversial. Even when not life threatening, mental disorders dramatically diminish the quality of life. Pill-placebo conditions in drug treatment research have been justified on the grounds that a placebo versus standard drug comparison is necessary to test the quality of the study, viz., the assay sensitivity method. The assay sensitivity method of judging study quality, however, results in misclassification of the quality of some studies, leading to bias in effect size estimation in the context of meta-analyses. This bias is of particular concern in relation to studies comparing psychotherapies to psychotropic drugs, which are conducted outside of the Food and Drug Administration (FDA) context. In cases in which control conditions may be justified on grounds other than as essential elements of an assay sensitivity test, statistical methods to reduce the number of study participants exposed to placebo should be strongly considered. Of the methods available, group sequential methods are the most widely used. Group sequential methods involve successive looks at accumulating data, with rules for terminating a trial (or an arm of a trial) early if results are strong enough. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 881–892, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20132 (AN 17249177)

    Moving from empirically supported treatment lists to practice guidelines in psychotherapy: The role of the placebo concept. By: Herbert, James D.; Gaudiano, Brandon A.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p893-908, 16p Abstract: The use of placebos is the “gold standard” in studies of investigational drugs, and of other medical procedures as well. Several recent trends have suggested the use of placebos in studies of psychotherapy to isolate effective treatment components, and as a basis for establishing lists of empirically supported treatments. Unlike within the domain of medicine, in which the logic of placebos is relatively straightforward, the concept of placebo as applied to psychotherapy is fraught with both conceptual and practical problems. The evidence-based practice of psychotherapy can best be promoted through the development of practice guidelines, for which psychotherapy placebos are unnecessary. Moreover, even if problems associated with psychological placebos could be overcome, they are not necessary in psychotherapy research. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 893–908, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20133 (AN 17249176)

    Is psychotherapy a placebo?
    Harvard Mental Health Letter, Jun2004, Vol. 20 Issue 12, p5-6, 2p; Abstract: Examines whether a placebo control in a test of a particular psychotherapeutic technique should include the features common to all forms of psychotherapy. Definition of placebo treatment; Information on a study which analyzed 21 clinical trials comparing various types of psychotherapy with alternatives; Important common factor in psychotherapy; Outcome of a study in which a number of depressed patients were treated for twelve weeks with a form of cognitive behavioral therapy. (AN 13162845)

    The 'Placebo' Effect in Psychotherapy: A Moose in the Rabbit Stew. By: Senger, Harry L.. American Journal of Psychotherapy, Jan1987, Vol. 41 Issue 1, p68, 14p; Abstract: Analyzes the placebo effect of psychotherapy from the standpoint of the historic, heuristic, semantic and theoretical with reference to its misuse regarding psychotherapy. History and basic concepts; Three main components of placebo effect; Recommendation for future research. (AN 5349047)

    DI questo articolo, invece, ho solo l'abstract. Magari qualcun altro potrebbe cercarlo e pubblicarlo?

    Effect of mind on brain activity: Evidence from neuroimaging studies of psychotherapy and placebo effect.
    By: Beauregard, Mario. Nordic Journal of Psychiatry, Feb2009, Vol. 63 Issue 1, p5-16, 12p, 2 color Abstract: Mentalistic variables must be considered to reach a correct understanding of the neurophysiological basis of behavior in humans. Confusion regarding the relative importance of neurophysiological and mentalistic variables can lead to important misconceptions about causes and effects in the study of human behavior. In this article, we review neuroimaging studies of the effect of psychotherapy in patients suffering from diverse forms of psychopathology (obsessive-compulsive disorder, panic disorder, unipolar major depressive disorder, spider phobia). We also review neuroimaging studies of the placebo effect in healthy individuals (placebo analgesia, psychostimulant expectation) and patients with Parkinson's disease or unipolar major depressive disorder. Mental functions and processes involved in diverse forms of psychotherapy exert a significant influence on brain activity. With regard to the placebo effect, beliefs and expectations can markedly modulate neurophysiological and neurochemical activity in brain regions involved in perception, movement, pain and various aspects of emotion processing. The findings of the neuroimaging studies reviewed here strongly support the view that the subjective nature and the intentional content of mental processes significantly influence the various levels of brain functioning (e.g. molecular, cellular, neural circuit) and brain plasticity. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/08039480802421182 (AN 36243961)

    On the impossibility of placebo effects in psychotherapy.
    By: DeMarco, C. Wesley. Philosophical Psychology, Jun98, Vol. 11 Issue 2, p207, 21p; Abstract: Opinion. Examines the impossibility of placebo effects in psychotherapy. How distinctive baselines set different standards of significance; Comparison of distinctions between therapeutic and non-therapeutic practices; Implications of baseline of significance on the placebo effect debate; Role of symbols in therapeutic research; How the proliferation of therapies link with cultural splintering; How this affects the placebo debate. (AN 752456)

    The healing context and efficacy in psychotherapy: Psychotherapy and the placebo phenomenon.
    By: Ekeland, Tor-Johan. International Journal of Psychotherapy, May97, Vol. 2 Issue 1, p77, 11p; Abstract: Discusses the question of what makes therapy therapeutic. Argument that efficacy is culturally contextual; Relation of psychotherapy to the placebo phenomenon; Working ability of psychotherapy; Details on the healing process. (AN 9708013564)

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #48
    Partecipante Assiduo L'avatar di Studiolover
    Data registrazione
    04-03-2009
    Messaggi
    141

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Il tuo libro di storia della psichiatria si è dimenticato di dirti che la ricerca di H. J. Eysenck ha una valore esclusivamente storico? La ricerca quantitativa sui risultati delle psicoterapie viene convenzionalmente fatta risalire al suo provocatorio studio, che è estremamente ingenuo per gli standard di oggi. Le seguenti ricerche sempre più perfezionate sull'argomento hanno fatto a pezzi le sue conclusioni.

    La ricerca di Luborsky ha grossi limiti nella definizione e valutazione di salute e malattia. In proposito, vedi Chambless, Beware the Dodo bird.

    La terza ricerca, poi. Le ricerche sperimentali hanno dimostrato al di là di ogni dubbio che l'efficacia della psicoterapia è significativamente maggiore di quella del placebo [Orlinsky, D. E., Grawe, K. e Parks, B. K. (1994). Process and outcome in psychotherapy].
    Resta da capire come avrebbe dovuto la ricerca da te citata dimostrare, con un confronto tra diversi tipi di psicoterapia, permettere conclusioni sull'effetto placebo, che non rientrava nel disegno sperimentale.
    Oscarmoreno, non basta leggere un libro di storia della psicologia per parlare di ricerca. Avresti dovuto accorgerti da solo che le conclusioni di Frank sono ipotesi arbitrarie non attribuibili ai dati.

    Mi autocito: "non ci si improvvisa psicologi". E aggiungo che non ci si improvvis neanche ricercatori. Nè psicoterapeuti.

  4. #49
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Secondo me non è possibile prendere un discorso che verte su qualcosa e stabilire una volta per tutte come lo si può usare.
    Può essere psicoterapeutica in linea ipotetica anche una dimostrazione matematica, può darsi che in qualche contesto possa servire a qualcosa usarla.
    Prendiamo una conversazione che tengono due persone A e B riguardo magari al fatto "tutte le donne sono cattive" (Ho scelto un argomento a caso... Se ci credete ). A cerca di convincere B che non è così, B invece ne è fermamente convinto. A usa argomenti, B usa argomenti, come si fa a stabilire se un discorso del genere è sostanzialmente filosofico o psicoterapeutico?

    Un saluto
    Dalla "sostanza", dalla "cornice" e dagli "effetti" sull'argomento che hai scelto a caso
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  5. #50
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Chiedo scusa ma non capisco cosa c'entri questo attacco alla psicoterapia in generale su un thread intitolato Psicoanalisi vs Analisi Transazionale a meno che non si voglia annullare il senso stesso del 3d ed anche dell'AT, che dovrebbe costituire un termine di confronto rispetto ad altre tipologie di psicoterapie.
    I thread non sono campi di battaglia con armi più o meno arruginite ed ormai in deposito o nuove, sono stanze di confronto e collaborazione, almeno come intenti, per fornire nuovi spunti ed ulteriori confronti sull'argomento che si é scelto.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 02-04-2009 alle ore 17.09.30
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  6. #51
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Rosa, non lo so proprio.
    Tra l'altro, avevo tentato di postare una serie di link a ricerche riguardanti l'effetto placebo in psicoterapia, ma mi è apparso un messaggio che mi avvertiva che il mio messaggio sarebbe stato pubblicato solo dopo che i moderatori l'avessero visionato e approvato.
    Probabilmente è stato un errore del sistema informatico, dato che vedo che altri postano tranquillamente, qui e altrove. Riproviamo a mettere i links:

    Commentaries on the placebo concept in psychotherapy.
    By: Thorn, Beverly. Journal of Clinical Psychology, Apr2007, Vol. 63 Issue 4, p371-372, 2p Abstract: This editorial note introduces the next five commentaries on the placebo effect in psychotherapy. These commentaries follow the July, 2005 publication of a special series of articles in the Journal of Clinical Psychology, entitled “The Placebo Concept in Psychotherapy.” © 2007 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 63: 371–372, 2007. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20348 (AN 24242752)

    Introduction to the special issue on the placebo concept in psychotherapy.
    By: Herbert, James D.; Gaudiano, Brandon A.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p787-790, 4p Abstract: As research on the effectiveness of psychotherapy has flourished over the past two decades, scholars have increasingly borrowed various research strategies, including the placebo concept, from medicine. The recent movement toward evidence-based treatment in mental health has also highlighted psychological placebos as control conditions against which to define empirically supported psychotherapies. Nevertheless, the application of the placebo concept to psychotherapy is fraught with both conceptual and pragmatic problems. This special issue brings together leading psychotherapy scholars to explore the concept of the placebo to psychotherapy. Historical, theoretical, ethical, and practical issues are discussed from various perspectives, and recommendations are offered to guide future research. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 787–790, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20125 (AN 17249184)

    Placebo psychotherapy: Synonym or oxymoron?
    By: Kirsch, Irving. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p791-803, 13p Abstract: Contrary to some recent claims, the placebo effect is real and in some cases very substantial. Placebo effects can be produced or enhanced by classical conditioning, but consistent with virtually all contemporary conditioning theories, these effects are generally mediated by expectancy. Expectancy can also produce placebo effects that are inconsistent with conditioning history. Although expectancy also plays an important role in psychotherapy outcome, the logic of placebo-controlled trials does not map well onto psychotherapy research. The idea of evaluating the efficacy of psychotherapy by controlling for nonspecific or placebo factors is based on a flawed analogy and should be abandoned. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 791–803, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20126 (AN 17249183)

    Problems with the use of placebo conditions in psychotherapy research, suggested alternatives, and some strategies for the pursuit of the placebo phenomenon.
    By: Borkovec, T. D.; Sibrava, Nicholas J.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p805-818, 14p Abstract: Due to the numerous conceptual, methodological, and ethical problems that are associated with placebo conditions in psychotherapy research, their use should be abandoned, and more powerful therapy outcome designs (dismantling, additive, parametric, and catalytic) that can contribute to basic knowledge through their ability to isolate specific cause-and-effect relationships are recommended. On the other hand, if indeed the placebo effect is a reliable phenomenon, it would be wise to pursue its causal mechanisms, and some research strategies for initiating such pursuit are briefly described. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 805–818, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20127 (AN 17249182)

    The placebo is powerful: Estimating placebo effects in medicine and psychotherapy from randomized clinical trials.
    By: Wampold, Bruce E.; Minami, Takuya; Tierney, Sandra Callen; Baskin, Thomas W.; Bhati, Kuldhir S.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p835-854, 20p Abstract: The logic of the randomized double-blind placebo control group design is presented, and problems with using the design in psychotherapy are discussed. Placebo effects are estimated by examining clinical trials in medicine and psychotherapy. In medicine, a recent meta-analysis of clinical trials with treatment, placebo, and no treatment arms was conducted (Hróbjartsson & Gøtzsche, 2001), and it was concluded that placebos have small or no effects. A re-analysis of those studies, presented here, shows that when disorders are amenable to placebos and the design is adequate to detect the effects, the placebo effect is robust and approaches the treatment effect. For psychological disorders, particularly depression, it has been shown that pill placebos are nearly as effective as active medications whereas psychotherapies are more effective than psychological placebos. However, it is shown that when properly designed, psychological placebos are as effective as accepted psychotherapies. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 835–854, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20129 (AN 17249180)

    Early response in psychotherapy: Further evidence for the importance of common factors rather than “placebo effects”.
    By: Lambert, Michael J.. Journal of Clinical Psychology, Jul2005, Vol. 61 Issue 7, p855-869, 15p Abstract: Evidence is presented demonstrating that placebo control groups benefit more from psychotherapy than no-treatment control groups but less than patients who receive theory-driven treatments. Through a brief review of the results of comparative outcome studies, studies which compare patient outcomes for those seen by trainees or paraprofessionals versus professional therapists and those which show an early response of a sizable portion of patients, a case is made for the powerful effects of common factors in psychotherapy. The early response phenomenon has proposed another challenge to the unique effects of specific psychotherapies and to the wisdom of emphasizing the causative effects of specific techniques in the treatment of specific disorders. © 2005 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 61: 855–869, 2005. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20130 (AN 17249179)

    Is psychotherapy a placebo?
    Harvard Mental Health Letter, Jun2004, Vol. 20 Issue 12, p5-6, 2p; Abstract: Examines whether a placebo control in a test of a particular psychotherapeutic technique should include the features common to all forms of psychotherapy. Definition of placebo treatment; Information on a study which analyzed 21 clinical trials comparing various types of psychotherapy with alternatives; Important common factor in psychotherapy; Outcome of a study in which a number of depressed patients were treated for twelve weeks with a form of cognitive behavioral therapy. (AN 13162845)

    Placebo Psychotherapies and Nonconscious Learning in the Placebo Effect: Reply to Kirsch (2004).
    Stewart-Williams, Steve; Podd, John; Psychological Bulletin, Vol 130(2), Mar 2004. pp. 344-345. [Comment/Reply] Abstract: In this reply, the authors explore several issues raised by I. Kirsch (2004; see record 2004-11156-008) concerning their original article (S. Stewart-Williams & J. Podd, 2004; see record 2004-11156-007), which dealt with the roles of expectancy and classical conditioning in the placebo effect. The only notable disagreement concerns a definitional issue, namely, Stewart-Williams and Podd's claim that the placebo concept can be extended to inert psychotherapies. The authors defend this claim against the criticisms Kirsch raised. In addition, they comment on the suggestion that nonconscious learning processes play only a small role in human placebo effects, arguing that there are theoretical reasons to expect these processes to be more important than has previously been recognized. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved)

    Establishing Specificity in Psychotherapy: A Meta-Analysis of Structural Equivalence of Placebo Controls.
    Baskin, Thomas W.; Tierney, Sandy Callen; Minami, Takuya; Wampold, Bruce E.; Journal of Consulting and Clinical Psychology, Vol 71(6), Dec 2003. pp. 973-979. [Journal Article] Abstract: Placebo treatments in psychotherapy cannot adequately control for all common factors, which thereby attenuates their effects vis-à-vis active treatments. In this study, the authors used meta-analytic procedures to test one possible factor contributing to the attenuation of effects: structural inequalities between placebo and active treatments. Structural aspects of the placebo included number and duration of sessions, training of therapist, format of therapy, and restriction of topics. Results indicate that comparisons between active treatments and structurally inequivalent placebos produced larger effects than comparisons between active treatments and structurally equivalent placebos: moreover, the latter comparison produced negligible effects, indicating that active treatments were not demonstrably superior to well-designed placebos. (PsycINFO Database Record (c) 2008 APA, all rights reserved)

    On the impossibility of placebo effects in psychotherapy.
    By: DeMarco, C. Wesley. Philosophical Psychology, Jun98, Vol. 11 Issue 2, p207, 21p; Abstract: Opinion. Examines the impossibility of placebo effects in psychotherapy. How distinctive baselines set different standards of significance; Comparison of distinctions between therapeutic and non-therapeutic practices; Implications of baseline of significance on the placebo effect debate; Role of symbols in therapeutic research; How the proliferation of therapies link with cultural splintering; How this affects the placebo debate. (AN 752456)


    Che direi bastano per iniziare a discutere in modo serio del se esista (e, se esiste, quanto conti) l'effetto placebo nelle psicoterapie. Secondo me.

    Buona vita
    Guglielmo
    Ultima modifica di willy61 : 02-04-2009 alle ore 18.12.56
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #52
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975

    Riferimento: Fattori comuni alle Psicoterapie

    Ti ringrazio per l'interesse.
    Accetto il termine speculativo, o riflessivo.
    Per cui sarebbe bene dire chiaramente che in una seduta psicoanalitica Freudiana, Junghiana, Lacaniana, Adleriana toricamente ha la stessa che una seduta con Socrate o Epicuro, o con Ruosseau o Marx, o con Husserl o Heideggher, o Nietzsche, Adorno e Marcuse o Boella o altri.
    Se è psicoanalisi questa è necessariamente didattica: non è sufficiente considerare che qualcosa abbia avuto beneficio per un soggetto, bisogna anche sapere quale è stata la molla di questo cambiamento. E’ cambiato qualcosa, ma come? Come l’analisi ha permesso questo cambiamento? Bisogna capire fino a che punto le cose cambiano perché cambiano le contingenze della vita o le cose cambiano perché c’è una molla interna all’analisi che ha permesso il cambiamento. Questa è la didattica in psicoanalisi, la didattica non vuol dire “diventare analista” la didattica significa aver imparato dall’esperienza e in ogni analisi c’è un beneficio epistemico, un beneficio di sapere. Questo beneficio di sapere e questo cambiamento non si può anticipare, è solo alla fine che si può sapere cosa è cambiato, cambiato in un modo che non si ripete più. Se questo avviene anche nelle altre sedute con Socrate, Epicuro, Marcuse, con il prete, con Pinco Pallino allora sono d'accordo, non c'è differenza alcuna.

    Saluti,
    ikaro

  8. #53
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da gieko
    Ad ogni modo basta pensare al fatto che se una persona depressa parla con amici, parenti, preti, filosofi, baristi e via dicendo non ottiene miglioramenti sintomatici significativi.
    Questa cosa in generale non è vera, molte volte certe relazioni sociali aiutano eccome alcuni depressi a stare meglio, non funzionano in tutti i casi, ma in diverse circostanze aiutano. Affermare questo non significa però dire che la psicoterapia sia inutile. A volte confrontarsi e relazionarsi con altre persone non esperte (ossia non psicologi o psicoterapeuti) aiuta, altrimenti non si spiegherebbe perché siano stati modificati certi tipi di psicoterapia basati sull'uso del dialogo, da un dialogo a due ad un dialogo tra molti, in cui non tutti gli altri utenti sono psicoterapeuti. Se quel che possono dire le altre persone non serve praticamente a niente perché li si fa parlare?
    Se un certo tipo di relazione dialogica risulta utile, che la si instauri con uno psicoterapeuta o con qualcun altro dovrebbe funzionare lo stesso.
    In certe circostanze penso che sia vero che vengano usati strumenti dialogici persuasivi già esistenti e noti, perciò in fondo potrebbe essere vero che un discorso volto a falsificare qualcosa con strutture argomentative già note possa risultare terapeutico, ma ammettere che questo sia vero perché risulta così problematico per voi psicoterapeuti?
    Al di là del contrasto che si è andato a creare con Oscar Moreno, a me date un po' l'impressione di voler rivendicare i diritti di autore e d'uso riguardo a qualcosa, "La cura tramite il dialogo", che non solo è qualcosa che esiste da molto tempo, ma non è detto che debba essere qualcosa che potete usare soltanto voi e che sappiate usare soltanto voi bene in ogni circostanza.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-04-2009 alle ore 22.42.37

  9. #54
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Caro char_lie a me non preme rivendicare diritti d'autore su alcunchè, mi preme invece cercare di contribuire a fornire una visione più dettagliata e precisa dello specifico della psicoterapia. Poi è chiaro che nella vita esistono anche altre cose, arricchenti certo, ma credo differenti.
    La psicoterapia è una scoperta piuttosto recente e credo si differenzi significativamente da altre forme di dialogo per un motivo: è l'unico rapporto umano che nasce e si esaurisce unicamente per occuparsi di sè stesso, delle basi su cui funziona. Ed è in questo che penso emerga il genio di Freud, che lo si voglia ammettere o meno: la psicoanalisi si occupa di una relazione per certi versi fittizia (la relazione transferale), dominata da aspetti ignoti (l'inconscio) e dalla contraddizione (il conflitto psichico). E checchè se ne dica, nessuno prima di Freud ha pensato in maniera così sistematica e approfondita alla psicopatologia ed alla sua cura.
    E questo è un elemento da considerare attentamente.
    Non a caso tu, nel tuo esempio riguardo le relazioni sociali, usi la parola aiuto: credo che amicizie, legami, ma anche sport, letture, musiche e quant'altro possano aiutare per processi di identificazione. Ma non curano, non trasformano. Perchè far ciò è necessario un dispositivo specifico, creato ed ideato apposta per occuparsi del cambiamento nell'unico modo possibile: occuparsi di sè stesso, cioè della coppia terapeutica, leggendo continuamente cosa avviene tra i due partecipanti oltre le parole ed i gesti.
    Le psicoterapie di gruppo sono un bell'esempio di questo meccanismo, dal momento che sono artificiali, nascono con l'unico scopo di occuparsi del gruppo stesso, mediante il lavoro di connessione svolto dal conduttore. Il dialogo tra i partecipanti non serve a fornire aiuto in sè, ma esprime i diversi aspetti inconsci del gruppo, ovvero le proiezioni presenti in tutti i membri e riportate in frammenti dai singoli parlanti. Solo l'intervento del conduttore (contemporaneamente partecipe e separato dal gruppo) permette di avere un quadro d'insieme in cui i frammenti sono ricomposti e ciascuno può riappropriasi di parti più complete di sè.
    Il dialogo è solo il mezzo, ma per la cura sono necessari strumenti specifici che non sono semplicemente posseduti comunemente. Ma non ci vedo nulla di strano o di svalutante verso chi non sia psicoterapeuta: le professioni esistono proprio perchè ci sono campi specialistici particolari.

    Saluti
    gieko

  10. #55
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    A volte confrontarsi e relazionarsi con altre persone non esperte (ossia non psicologi o psicoterapeuti) aiuta

    Un saluto
    Ma tu hai mai visto un ''depresso''?Sai di che cosa si tratta?Se lo sapessi col cavolo che ce lo manderesti a ''relazionarsi''...oltre al fatto che non ci andrebbe lui per ovvi motivi.

    Saluti,
    Luigi

  11. #56
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Ma tu hai mai visto un ''depresso''?Sai di che cosa si tratta?Se lo sapessi col cavolo che ce lo manderesti a ''relazionarsi''...oltre al fatto che non ci andrebbe lui per ovvi motivi.

    Saluti,
    Luigi

    Un depresso vero, per definizione, tende a sfuggire dal relazionarsi, cosa che gli costerebbe immane fatica, così come a suoi eventuali interlocutori non a conoscenza della sua situazione di depresso; io non ce lo manderei, né vedrei
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  12. #57
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
    Data registrazione
    28-07-2004
    Residenza
    In prov. di Novara
    Messaggi
    587

    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    IMPORTANTE:

    ho modificato nuovamente il titolo della discussione.
    L'intento è quello di far concentrare qui la diatriba critica alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie, come già stava avvenendo.

    Avviso che, a seguito di discussione in staff, si è deciso di essere più intransigenti con gli OT e con i messaggi al limite del regolamento, che verranno cestinati, con conseguenti infrazioni ove necessarie.
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


    VISITA IL MIO CENTRO DI PSICOLOGIA CLINICA E PSICOTERAPIA
    centroclinicopangea

  13. #58
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    E checchè se ne dica, nessuno prima di Freud ha pensato in maniera così sistematica e approfondita alla psicopatologia ed alla sua cura.
    E questo è un elemento da considerare attentamente.

    Saluti


    Saluti,
    Luigi

  14. #59

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    .................
    Le psicoterapie di gruppo sono un bell'esempio di questo meccanismo, dal momento che sono artificiali, nascono con l'unico scopo di occuparsi del gruppo stesso, mediante il lavoro di connessione svolto dal conduttore. Il dialogo tra i partecipanti non serve a fornire aiuto in sè, ma esprime i diversi aspetti inconsci del gruppo, ovvero le proiezioni presenti in tutti i membri e riportate in frammenti dai singoli parlanti.

    Solo l'intervento del conduttore (contemporaneamente partecipe e separato dal gruppo) permette di avere un quadro d'insieme in cui i frammenti sono ricomposti e ciascuno può riappropriasi di parti più complete di sè.

    Il dialogo è solo il mezzo, ma per la cura sono necessari strumenti specifici che non sono semplicemente posseduti comunemente. Ma non ci vedo nulla di strano o di svalutante verso chi non sia psicoterapeuta: le professioni esistono proprio perchè ci sono campi specialistici particolari.

    Saluti
    Sono d'accordo sulla dinamica ma ti faccio un rilievo:

    I gruppi, almeno quelli a cui ho partecipato io, non sono tenuti da solo da psicologi, ma anche da infermiere o educatori, che hanno seguito piu' o meno una preparazione di counselor o simili.

    Inoltre il fine del conduttore, anche quando e' psicologo o psicoanalista, rimane il suo fine personale, perche' poi e' il cliente che dovrebbe far sue le intenzioni dell'operatore.
    Ma questo e' un dato puramente soggettivo, che dipende dall'accessibilita' del cliente, dalla sua disponibilita' emotiva, dalla sua attenzione, e anche dalla sua intelligenza, probabilmente.

    Qui forse, la capacita' di coinvolgere un gruppo, e quindi la capacita' di animarlo, supera di molto la capacita' teorica dell'operatore e la sua preparazione nozionistica.

    Come dire:c'e' un aspetto terapeutico che si rifa' al carisma dell'operatore e alla sua capacita' di carpire l'attenzione e la fiducia, che si puo' definire la capacita' di stimolare il tranfert. Anche fra i partecipanti stessi al gruppo.

  15. #60

    Riferimento: Psicoanalisi VS Analisi Transazionale

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Ma tu hai mai visto un ''depresso''?Sai di che cosa si tratta?Se lo sapessi col cavolo che ce lo manderesti a ''relazionarsi''...oltre al fatto che non ci andrebbe lui per ovvi motivi.

    Saluti,
    Luigi
    Si, hai ragione. Un depresso grave probabilmente non trova giovamento da una relazione amichevole.
    Ma molto spesso non trova giovamento da nessuna relazione, neppure da quella con lo psicologo.

    Inoltre non si puo' pensare che un depresso importante che sta a domicilio, possa guarire con una seduta settimanale di un'ora di psicoterapia.

    Le altre ore e le altre giornate le deve passare ad aspettare la terapia salvifica?

    E' in depresso stesso che si sceglie le relazioni, e con quelle che gli sono congeniale, comunque c'e' un dialogo e un rapporto.
    E a volte non e' il terapista, ma altri.

Pagina 4 di 18 PrimoPrimo ... 2345614 ... UltimoUltimo

Privacy Policy