Ti ringrazio per l'interesse.
Accetto il termine speculativo, o riflessivo.
Per cui sarebbe bene dire chiaramente che in una seduta psicoanalitica Freudiana, Junghiana, Lacaniana, Adleriana toricamente ha la stessa che una seduta con Socrate o Epicuro, o con Ruosseau o Marx, o con Husserl o Heideggher, o Nietzsche, Adorno e Marcuse o Boella o altri.
Ma penso che nell'elenco vorrebbero strare anche tanti sacerdoti di varie confessioni, che si dicono capaci di straformare la struttura unana rendendola migliore. E qui mi riferisco sia a Religioni che a filosofie religiose.
Senza parlare poi dei sofisti dialettici, ora politici o avvocati, o assicuratori o procuratori finziari.
e fermiamoci per non estendre troppo il campo, o restringerlo, pensando quanto un padre puo' influenzare un figlio, nel bene e nel male, o quanto un compagno possa influenzare l'amichetto, fino a plagiarlo e renderlo succube.
Prima di parlare del dialogo filosofico ti porto quache fonte sulle presunte prove di efficacia........................
Ci sono evidenze psichiatriche statisticamente significative (scale di valutazione, diagnosi) che la psicoterapia porti miglioramenti in disturbi psichici correlati a macroscopiche alterazioni dell'attività neurofisiologica, ad esempio determinati disturbi dell'Asse I del DSM-IV. Quindi, data una precisa definizione di malattia e di salute, ci sono prove che la psicoterapia migliori l'assetto mentale nonostante o in accordo alla disfunzione neurofisiologica.
Non esistono evidenze simili per il dialogo filosofico.
Quindi la psicoterapia ha dimostrato qualcosa sul piano clinico, il dialogo filosofico no. L'onere della prova ora spetta al dialogo filosofico.
Una ricerca di Eysenck , dell' Istituteof Psychiatry dell'universita di Londra ha riferito di un suo studio sulla psicoanalisi e altre terapie "eclettiche", presentando dei buoni risultati.
44% dei sottoposti a psicoanalisi, 64% dei sottoposti ad altre terapie. Ma due terzi di un gruppo di nevrotici [66%] mostro miglioramenti miglioramenti spontanei entri due anni, senza nessuna terapia.
Schorter E.,1997, Storia della psichiatria, tr. It. Masson, Milano, 2000, pag. 300
Un rapporto intitolato " Comparative Studies of Psychotherapies:Is It True That Everibody Has Won and All Must Have Prinzes?" del '75 in Archivies of General Psychiatry descrive la riverca di L. Luborsky. Universita' di pennsiylvania.
La conclusione e' che valeva la pensa di fare psicoterapia, perche' qualche effetto c'era. Ma nessuna psicoterapia spiccava sulle altre. In sostnza erano tutte sullo stesso piano.
Mettea in luce l'"effetto fedelta" secondo cui ogni terapista tende a sostenere la forma di terapia adottata.
Sosteneva che le terapie erano efficaci se si sviluppava transfert fra terpista e paziente. Cioe', parole sue:- Una sorta di alleanza per raggiungere cosi nuove intuizioni-.
J. Horgan, La mente inviolata, cap. 3, pag. 101
L. Luborsky, Comparative Studies of Psychotherapies:Is It True That Everibody Has Won and All Must Have Prinzes? 32, 1975, pp. 995-1008, Archivies of General Psychiatry
J. Frank, Johns Hopkins School of Medicine, e' giunto alla conclusione che il Placebo e' il maggior ingrediente delle psicoterapie.
Furono somministare a pazienti depressi una delle tre forme di psicoterapia: settimanale individuale, settimanale di gruppo, individuale di mezz'ora ogni due settimane.
-In tutti e tre i casi la stessa percentuale di guarigione dai sintomi-.
J. Franc,Persuasionend Healing, Johns Hopkins University Press, Baltimore 1993, p. 228
per ora mi fermo...ma, se interessa, poi continuo...








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così come a suoi eventuali interlocutori
non a conoscenza della sua situazione di depresso; io non ce lo manderei, né vedrei
