[QUOTE=gurney halleck;1980470]interessante quanto hai scritto: "Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress".
allora assenteismo turnover riduzione performance infortuni, considerati INDICATORI oggettivi di situazione di stress, NON sono i fattori di rischio, ma conseguenze a livello organizzativo. allora perché generalmente vengono valutate?
credo che la situazione sia questa (direi che lo è certamente nella versione ISPESL e SIMLI): turnover, incidenti ecc. sono spie di una situazione già degenerata, potenzialmente attribuibile allo stress, quindi già da correggere; orari lunghi, macchinari che non funzionano, rischio percepito di licenziamento sono fattori stressogeni e quindi di rischio (per la salute fisica e psichica dei lavoratori), quindi sulle quali intervenire per prevenire.
La distinzione almeno in questo è molto chiara, a mio parere, e ampiamente trattata da chi si occupa di rischi sul lavoro.
Il dubbio rimane su come adeguare a questo strumenti nati per altro, cioè per gli studi sul clima organizzativo o sullo stress soggettivo (possono andare bene, ma hanno bisogno di essere filtrati: dal punto di vista aziendale mi dice poco che un lavoratore sia stressato perchè ha divorziato, perchè non ho molto da proporre per sostenerlo, ed è invece questo lo scopo del mio lavoro).







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