Ho una persona a me cara che è viva per puro miracolo dopo essere scampata al terremoto e che mi ha raccontato cose orribili di quei momenti. Cose che, probabilmente, la segneranno per molto e molto tempo a venire.
Nel mio piccolo ho cercato di contribuire ad alleviare le sofferenze di chi è rimasto laggiù, e ancora lo farò in futuro. Ma questa volta PRETENDO che lo Stato, quello Stato che contribuisco a mantenere con le mie tasse, sia presente e attivo: non solo oggi, sotto lo sguardo delle telecamere, ma anche domani, quando l'attenzione di tutti sarà scemata... Quando, tra un mese o anche meno, nessuno più parlerà più dei morti in Abruzzo, se non le cronache interne dei giornali locali. Ma quando ancora l'orrore che quella povera gente ha vissuto sarà indelebilmente impresso nelle loro menti.