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  1. #46
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da uao838383 Visualizza messaggio
    Indubbiamente i mass media hanno la loro influenza,tutti noi diamo più importanza e ci lasciamo maggiormente coinvolgere da una notizia in primo piano,rispetto a una notizia in ultimo piano,credo che sia normale,
    No, non è normale, ci hanno fatto credere che sia normale, ma non lo è, è una cosa A-B-O-M-I-N-E-V-O-L-E!!!!
    Ma ti rendi conto di cosa significa ciò che hai scritto ( e che è verissimo, sia chiaro!!! ): significa che c'è qualcuno che, dietro le quinte ( oddio, per la verità neanche tanto dietro le quinte... ) decide ciò che tu devi provare, se tristezza, allegria, orrore, paura.. E PER COSA lo devi provare, per i morti in Abruzzo piuttosto che per un'altra tragedia, SOLTANTO decidendo la scaletta di giornali e televisioni, decidendo se una notizia debba essere data per prima o per ultima, quanto spazio le deve essere concesso, con che toni, con che intensità...
    Qualcuno che può girare l'interruttore dei tuoi sentimenti, spegnerli o accenderli secondo la sua convenienza... Qualcuno che, se tra qualche tempo non avrà più interesse a far parlare di questi poveri morti, semplicemente farà sparire la notizia dai media e nessuno ci penserà più.. O che, se continuerà a farne parlare, lo farà ponendo in piena luce certi aspetti e mettendo la sordina su altri....

    Io questo non lo trovo normale... E, non trovandolo normale, da tempo, da molto tempo, semplicemente, non guardo più la tv... Almeno quella canonica delle reti nazionali... E sarà forse per questo che il mio approccio, la mia sensibilità nei confronti delle varie tragedie che avvengono nel mondo in ogni momento è un po' diverso...
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    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  2. #47
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    cercherò di scrivere il mio pensiero anche se è una cosa un pò complessa,sperando che si torni all'argomento originario del thread. solo leggendo questi post ho saputo del ban,dato che questi giorni ho letto meno thread leggeri del solito, sono un pò triste e non mi andava,ma ovviamente mantengo tutto il rispetto e la comprensione per gli utenti che lo hanno fatto.
    riflettendo sulle mie personali reazioni al dolore,credo che queste cambino in relazione alla mia età, alla situazione in cui mi trovo, alla vicinanza del dolore altrui. Mi è capitato di vedere la scomparsa di una persona molto cara e di continuare,dopo qualche giorno, la mia vita da adolescente; mi è capitato anche di sapere della scomparsa di altre persone care, in momenti in cui mi trovavo lontana da casa, e di essere rimasta lontana da casa nonostante, forse, sarei potuta partire. ma ho vissuto il mio dolore qui.
    l'anno scorso ho svolto il tirocinio con i pazienti "manicomiali", così li chiamano. mentre cercavamo di farli ridere,parlare,dargli affetto,vedevamo comunque quanto soffrivano e a volte si tornava a casa con le immagini tipiche dei manicomi e l'odore tipico degli ospedali,la tristezza di sapere che non sarebbero più usciti da lì, ma abbiamo continuato la nostra vita. dopotutto, nelle professioni di aiuto,come la nostra,come quella del medico,dell'infermiere, della protezione civile, è consigliato se non previsto mantenere un distacco, per tutelare anche la nostra salute mentale, per non incorrere nel "burn out".
    credo che l'assuefazione di certe immagini, fin da quando siamo piccoli, dalle tragedie dell'immigrazione,alle guerre, alla fame nel mondo, ci abbia fatto passare tutto questo come una cosa normale, o forse solo ordinaria, ma che accade lontana da noi e che perciò teniamo lontana da noi.
    quest'ultima tragedia mi ha colpito in maniera particolare. la notte prima, c'è stata una scossa nella zona di forlì che si è sentita anche qui al nord e io abito in una casa dello studente che non reggerebbe mai, credo, una scossa dell'entità di quelle avvenute dopo in Abruzzo. è 5 giorni che io vado avanti a pensare che se la scossa forte fosse stata quella di domenica alle 22:20 anzichè quella delle 30, la casa dello studente caduta sarebbe stata la mia e tutte quelle immagini che stiamo vedendo avrebbe potuto riguardare noi. questo pensiero oltre ovviamente al dolore nel vedere quelle immagini di paesi distrutti, persone morte, disperate, file di bare e persone intorno pronte per il funerale.persone che non hanno più nulla. poi penso a quanto è strana la vita, o il destino se esiste, se sono morti tanti bambini e ragazzi e una vecchietta di 98 anni si è salvata e ha continuato a fare l'uncinetto sotto le macerie. è una cosa triste e inspiegabile.
    ma nonostante questo,nonostante la tristezza, vado avanti, esco, festeggerò pasqua e pasquetta, senza sentirmi in colpa, mi chiedo poi perchè mai dovrei.

    credo che questo sia stato il post più lungo che abbia mai scritto,scusatemi!

  3. #48
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da Grace Visualizza messaggio
    ma nonostante questo,nonostante la tristezza, vado avanti, esco, festeggerò pasqua e pasquetta, senza sentirmi in colpa, mi chiedo poi perchè mai dovrei.
    Non esistono morti giuste e morti ingiuste, morti dolorose e morti accettabili. La morte è SEMPRE ingiusta e inaccettabile e dolorosa, a pochi mesi di vita o a 90 anni, non fa differenza... La morte è la nostra compagna di strada, cammina con noi, al nostro fianco fin dal momento in cui nasciamo. Colpisce a caso, basta una curva presa male, un attimo di incertezza sul pedale del freno.. O basta trovarsi in un dato posto cinque minuti prima o cinque minuti dopo perché ci accolga nelle sue nere braccia...
    E prima o dopo, potete esserne certi, lo farà, prima o dopo l' "incontro" che tutti temiamo e di cui tutti abbiamo paura e ribrezzo avverrà...
    Questa è una verità assoluta e innegabile, ma ci vuole tanto, tantissimo tempo prima che ciascuno di noi ne prenda coscienza e la introietti... E molti non ci riescono neanche a 90 anni... Però una volta che ne hai preso coscienza ( e professioni come la mia "aiutano", purtroppo, a farlo e anche in fretta... ) hai un solo modo per continuare a vivere senza impazzire: imparare a vivere la vita con leggerezza, a progettarla come se non dovesse avere mai fine ma, nello steso tempo, a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Cosa che non significa AFFATTO fregarsene del prossimo, ma, al contrario, avere la piena consapevolezza del destino comune che unisce il genere umano e li affratella al di là di ogni differenza e distanza.

    Per cui: fai bene a vivere la Pasqua con spensieratezza, negarti questo piacere non servirebbe a niente e a nessuno.
    Ultima modifica di doctor2009 : 10-04-2009 alle ore 11.48.29
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  4. #49
    Postatore Epico L'avatar di euphoria
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    L'altro giorno c'è stata una piccola polemica, poi subito rientrata, sull'opportunità o meno di continuare a scrivere in thread "leggeri" anche in presenza dell'enorme tragedia abruzzese e delle immagini di dolore e devastazione con cui ormai tutti dobbiamo fare i conti accendendo in qualunque momento la tv o leggendo un giornale.
    Anche io che, pure, mi sento molto coinvolto dalla vicenda sia in modo indiretto ( attraverso persone a me care... ) che diretto ( perchè le scosse le sento anche io e molto bene.. ), ho continuato, sia pure con meno "verve" del solito, a giocare e scherzare.
    La polemica è stata, giustamente, chiusa sia perchè era OT sia perchè le polemiche, in generale, non sono una bella cosa... Ma l'argomento è tutt'altro che peregrino, merita sicuramente una discussione approfondita ( e, possibilmente, con toni civili... ): ed è per questo che apro questo thread apposito.
    Vorrei, però, andare "oltre" la contingente vicenda del dramma del terremoto per allargare lo sguardo, più in generale, alle reazioni psicologiche di fronte al dolore altrui...
    E' giusto continuare a giocare, ridere, scherzare anche quando vediamo intorno a noi gente che soffre orribilmente? non è giusto?... E' segno di cinismo e indifferenza o, come diceva Gaber in uno splendido pezzo "il senso della vita che ti spinge fuori"?....
    Non è una domanda che mi pongo solo adesso. Ho visto la mia prima autopsia che non avevo neanche 19 anni e da allora la morte, la sofferenza e il dolore sono state una presenza costante, "concreta" nella mia vita di medico.
    Ero ancora uno studente quando, a 22 anni, mentre facevo uno stage in un Ospedale all'estero ( allora frequentavo chirurgia perchè avrei voluto intraprendere quella strada... ), mi è letteralmente morta tra le mani una paziente appena operata. Io le stavo accanto e assistevo al suo risveglio, le parlavo e lei mi rispondeva tranquillamente, sembrava tutto OK...
    All'improvviso, ha perso conoscenza: ricordo il terrore di quando mi sono accorto che non aveva più il polso carotideo, ricordo la concitazione con cui chiamai l'anestesista e l'angoscia di quando mi resi conto che il suo cuore non sarebbe più ripartito.
    Quella sera andai in discoteca, ballai fino a tardi e mi ubriacai. Era cinismo? Era la reazione di un ragazzo di 22 anni che si rendeva conto, forse per la prima volta, di tante cose, allora probabilmente, più grandi di lui?
    E poi i lunghi anni in ospedale, le mille storie strazianti di cui sono stato testimone...
    Adesso, grazie a Dio, il lavoro che faccio è più "tranquillo", almeno per quanto possa esserlo il lavoro di un medico... Perché, comunque, tutti i giorni ho, lo stesso, a che fare con gente che soffre, sta male. Che magari deve morire a breve e lo sa. Se io dovessi assorbire il loro dolore senza filtri, impazzirei, questo è sicuro. E se, come potete constatare anche in questo forum, continuo a mantenere uno spirito goliardico, a trovare tutti i modi possibili per ridere, scherzare, cazzeggiare è, probabilmente, per una reazione di autodifesa, per spirito di sopravvivenza...
    Però: quanto è labile la linea di demarcazione tra una ( legittima... ) reazione di autodifesa e il cinismo, la semplice indifferenza al dolore altrui? Dove finisce l'una e comincia l'altra?
    Non lo so, semplicemente non lo so... Penso che una risposta valida per tutti non ci sia, penso che vari da persona a persona... E, nell'ambito di una stessa persona, da momento a momento della propria vita e, persino, da un'ora all'altra della giornata....
    Il mondo è pieno di tragedie e non c'è una graduatoria del dolore: non è meno doloroso e straziante morire per un cancro o un infarto piuttosto che sotto le macerie di una casa. Così come non dovrebbe essere meno tragica la morte in mare, per annegamento ( morte orribile... ) di 200 immigrati, qualche giorno fa, tra la Libia e Lampedusa... Notizia, lo dico tra parentesi, che ha avuto solo qualche trafiletto sui giornali e il giorno dopo non ne ha parlato più nessuno. Il punto è che E' LA VITA ad essere una condizione tragica: tragedia che, lo sappiamo tutti, può colpire in qualunque momento anche noi e le persone a noi vicine. E che prima o poi, anche questo lo sappiamo bene, di fatto lo farà, ci colpirà, in un modo o nell'altro: questa è l'unica cosa di cui possiamo essere certi.
    E allora, se di questo si è ben consapevoli, forse, può anche avere un senso continuare a discutere di mutande e peli superflui...
    Prima di decidere di rispondere a caldo , ho lasciato trascorrere del tempo , continuare a leggere voi e a spiegarmi la mia reazione.
    Ho evidenziato delle parti in neretto di doc , perchè mi ci sono perfettamente riconosciuta.
    Alcuni di voi già sanno che lo scorso Natale persi mio padre per un tumore.In quei giorni , e il giorno del funerale piansi...ma era un pianto "anestetizzato".
    Due giorni dopo stavo a ridere e a scherzare con il mio ragazzo.
    I giorni a venire cercavo una spiegazione del mio "non star male" , non ero disperata.Il mio ragazzo si chiedeva come fosse possibile che il mio equilibrio non si fosse lontanamente alterato.Comune reazione al lutto.


    Citazione Originalmente inviato da Alesxandra Visualizza messaggio
    Ringrazio davvero Doc per aver aperto questo 3d!
    Ho seguito la polemica che c'è stata riguardo il cazzeggiare mentre da qualche altra parte la gente vive una vera tragedia........... Certo, su un tema del genere, così delicato, non è facile esprimere opinione che non possa essere criticata da qualcuno. Io esprimerò la mia, in totale sincerità. Non mi sento particolarmente toccata dalla vicenda abruzzese, perchè non conosco nessuno di quelle parti, per me è un posto come un altro, e soprattutto è una tragedia come un'altra, come purtroppo ne accadono tutti i giorni, senza che ne siamo consapevoli, o magari senza che se ne faccia un gran parlare. Io in questi giorni continuo la mia vita come se nulla fosse successo, perchè non è una vicenda che mi riguarda, fortunatamente, e lo dico dall'alto del mio egoismo, come potrà sembrare.....ma è la verità. Non è toccato a me, punto. Ho avuto le mie sofferenze private, nel corso della mia vita, e le ho viste vivere alle persone a me care. Sono quelle le vicende che mi toccano, quelle che riguardano me e le persone a cui voglio bene. Non riesco a vivere anche il dolore del mondo, quello di gente che non conosco. Sarà per difesa, sarà per egoismo, quello che volete.....ma è così. La sola cosa che mi sta a cuore è che non capiti nulla alle persone che amo.
    Detto questo, anch'io credo che ognuno viva ed esprima il dolore a modo suo, e credo anche che la cosa più preziosa che la psicologia possa insegnare è a non giudicare, mai.....ma a COMPRENDERE, invece. Comprendere che siamo tutti diversi, con reazioni diverse allo stesso evento....e giudicare in base a criteri morali, in base alla dicotomia giusto/sbagliato, non serve a nulla e a nessuno. Innescare gratuitamente il senso di colpa in un gruppo di persone che sta cazzeggiando mentre altre soffrono....beh, non ha senso, è solo un modo per litigare inutilmente. Ognuno può scegliere cosa fare in un determinato momento, ognuno può fregarsene o meno, ognuno può vivere la vicenda a modo proprio, e non spetta a noi trarre conclusioni sulla sua presunta sensibilità o insensibilità.

    Li per li , la stessa frase che ho evidenziato , me l'hai scritta su msn , sono rimasta un pò di stucco , sinceramente.
    La domanda che mi sono posta io fu questa: per quale diamine di motivo a me tremano le gambe , pur non avendo nessuno li , tranne monellina e qualcun'altra forumina , mentre lei è irritata dello psicodramma collettivo....
    Qualche giorno fa , ieri mi sono data la risposta: Io non ho sofferto , come convenzionalmente ci si aspetta , la morte di mio padre , ma mi sta segnando la tragedia in abruzzo , a lei - evidentemente - è successa la cosa inversa Proprio perchè non siamo tutti uguali.L'ipocrisia sta nel "dimostrare" sofferenza platealmente , solo perchè "cosi si fa".
    Non nel continuare la propria vita , mantenendo un certo distacco.


    A me personalmente, visto che ci siamo, infastidisce anche quella sorta di psicodramma collettivo che sto vedendo anche sul forum, però me ne sto zitta, perchè non ho il diritto di censurare nessuno..... Se io non mi sento toccata dalla vicenda, devo riconoscere che qualcun altro può invece sentirsene toccato profondamente, in un modo magari inspiegabile per me, ma pur sempre vero. Se io scelgo di non dire nulla e di cazzeggiare, per altri può non essere così. Ognuno può e deve essere libero!
    Citazione Originalmente inviato da aryannaz Visualizza messaggio
    vorrei intervenire al di fuori di questa questione particolare.
    io credo che sia falso e ipocrita imporre una determinata azione in rispetto a determinate situazioni. io personalmente non ho bisogno di fare 2 minuti di silenzio in memoria di tizio e caio perchè io il mio silenzio e il mio rispetto e il mio dolore lo coltivo dentro di me, senza bisogno che un tale mi dica di farlo, senza bisogno di doverlo dimostrare agli altri in modo più o meno plateale.
    vorrei inoltre ricordare a tutti che ogni giorno nel mondo muoiono sistematicamente migliaia e migliaia di persone per cause che vanno dalla mancanza d'acqua fino alle guerre, e che quindi, a meno che il dolore provato per le sofferenze dell'uomo abbia un impatto diverso a seconda dell'etnia, ogni giorno non si dovrebbero scrivere post "leggeri", non si dovrebbe ridere più nè divertirsi.bisognerebbe vivere la propria vita esclusivamente in funzione della commiserazione e della partecipazione agli altrui dolori.
    esattamente!!

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    No, non è normale, ci hanno fatto credere che sia normale, ma non lo è, è una cosa A-B-O-M-I-N-E-V-O-L-E!!!!
    Ma ti rendi conto di cosa significa ciò che hai scritto ( e che è verissimo, sia chiaro!!! ): significa che c'è qualcuno che, dietro le quinte ( oddio, per la verità neanche tanto dietro le quinte... ) decide ciò che tu devi provare, se tristezza, allegria, orrore, paura.. E PER COSA lo devi provare, per i morti in Abruzzo piuttosto che per un'altra tragedia, SOLTANTO decidendo la scaletta di giornali e televisioni, decidendo se una notizia debba essere data per prima o per ultima, quanto spazio le deve essere concesso, con che toni, con che intensità...
    Qualcuno che può girare l'interruttore dei tuoi sentimenti, spegnerli o accenderli secondo la sua convenienza... Qualcuno che, se tra qualche tempo non avrà più interesse a far parlare di questi poveri morti, semplicemente farà sparire la notizia dai media e nessuno ci penserà più.. O che, se continuerà a farne parlare, lo farà ponendo in piena luce certi aspetti e mettendo la sordina su altri....

    Io questo non lo trovo normale... E, non trovandolo normale, da tempo, da molto tempo, semplicemente, non guardo più la tv... Almeno quella canonica delle reti nazionali... E sarà forse per questo che il mio approccio, la mia sensibilità nei confronti delle varie tragedie che avvengono nel mondo in ogni momento è un po' diverso...
    Io , sin dal primo momento , ho seguito il dramma , stando appiccicata ai vari tg1 , tg2 , tg3 , tg5 , porta a porta ,annozero , matrix , ansa.it .Tremavo , ero in ansia , non dormivo.
    Contavo le vittime , aggiornavo gli altri sulle scosse....Mi sono sentita inutile.
    A me spaventa piu la morte per catastrofi naturali che quelle causate da altri motivi , pur sempre importanti , pur sempre laceranti.


    Citazione Originalmente inviato da Grace Visualizza messaggio
    cercherò di scrivere il mio pensiero anche se è una cosa un pò complessa,sperando che si torni all'argomento originario del thread. solo leggendo questi post ho saputo del ban,dato che questi giorni ho letto meno thread leggeri del solito, sono un pò triste e non mi andava,ma ovviamente mantengo tutto il rispetto e la comprensione per gli utenti che lo hanno fatto.
    riflettendo sulle mie personali reazioni al dolore,credo che queste cambino in relazione alla mia età, alla situazione in cui mi trovo, alla vicinanza del dolore altrui. Mi è capitato di vedere la scomparsa di una persona molto cara e di continuare,dopo qualche giorno, la mia vita da adolescente; mi è capitato anche di sapere della scomparsa di altre persone care, in momenti in cui mi trovavo lontana da casa, e di essere rimasta lontana da casa nonostante, forse, sarei potuta partire. ma ho vissuto il mio dolore qui.l'anno scorso ho svolto il tirocinio con i pazienti "manicomiali", così li chiamano. mentre cercavamo di farli ridere,parlare,dargli affetto,vedevamo comunque quanto soffrivano e a volte si tornava a casa con le immagini tipiche dei manicomi e l'odore tipico degli ospedali,la tristezza di sapere che non sarebbero più usciti da lì, ma abbiamo continuato la nostra vita. dopotutto, nelle professioni di aiuto,come la nostra,come quella del medico,dell'infermiere, della protezione civile, è consigliato se non previsto mantenere un distacco, per tutelare anche la nostra salute mentale, per non incorrere nel "burn out".
    credo che l'assuefazione di certe immagini, fin da quando siamo piccoli, dalle tragedie dell'immigrazione,alle guerre, alla fame nel mondo, ci abbia fatto passare tutto questo come una cosa normale, o forse solo ordinaria, ma che accade lontana da noi e che perciò teniamo lontana da noi.
    quest'ultima tragedia mi ha colpito in maniera particolare. la notte prima, c'è stata una scossa nella zona di forlì che si è sentita anche qui al nord e io abito in una casa dello studente che non reggerebbe mai, credo, una scossa dell'entità di quelle avvenute dopo in Abruzzo. è 5 giorni che io vado avanti a pensare che se la scossa forte fosse stata quella di domenica alle 22:20 anzichè quella delle 30, la casa dello studente caduta sarebbe stata la mia e tutte quelle immagini che stiamo vedendo avrebbe potuto riguardare noi. questo pensiero oltre ovviamente al dolore nel vedere quelle immagini di paesi distrutti, persone morte, disperate, file di bare e persone intorno pronte per il funerale.persone che non hanno più nulla. poi penso a quanto è strana la vita, o il destino se esiste, se sono morti tanti bambini e ragazzi e una vecchietta di 98 anni si è salvata e ha continuato a fare l'uncinetto sotto le macerie. è una cosa triste e inspiegabile.ma nonostante questo,nonostante la tristezza, vado avanti, esco, festeggerò pasqua e pasquetta, senza sentirmi in colpa, mi chiedo poi perchè mai dovrei.
    Io abito in una zona ad alto rischio sismico.
    Nel 1908 , un terribile tsunami , rase al suolo Reggio e Messina , provocando circa 86.000 vittime , altrettanti feriti.Le nostre case sono state costruite con norme antisismiche aggiornate , ma sono pur sempre a 800 metri dal mare...Insomma la paura di sentirsi la terra mancare sotto i piedi , mi accompagna tutte le ore.Ma questo perchè sono stata preda del "magna-magna" mediatico.Rispetto a lunedi , sto cercando di ridimensionarmi.
    Cercando di dare un senso alle mie risposte emotive.Che già di per loro , sono ampiamente intricate e disordinate.
    Ma di certo il cazzeggiare o il partecipare non sono mica soggetti a giudizio.
    Ognuno esperisce il proprio dolore nel modo in cui gli è piu congeniale , come diceva lepre.

  5. #50
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    a frizzante, piccirilla, picci_rilla e magari da domani picci_rolla...
    hai rotto!!!

  6. #51
    Partecipante Figo L'avatar di uao838383
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Anche a me fa più effetto sentir 292 morti per terremoto rispetto ad altre tragedie ecredo che se i media gli hanno dato tutta questa importanza,è perchè lo ha........perchè è un qualcosa di sconvolgente,terrificante ed è giusto che abbia questa risonanza da parte dei mass media.Allora io posso non attaccare le opinioni di chi la pensa diversamente,ma in alcuni casi ci sono dei pensieri che a stento riesco a tollerare e a rispettar,perchè a mente fredda è facile razionalizzar e dire rispettiamo le opinioni di tutti,ma a mente calda ci sono certe cose che ti fanno ribollir dalla rabbia!!!io sono stata solo più paziente a non esprimer le mie opinioni con una certa veemenza,perchè altrimenti credo che sarei stata bannata anch'io,però condivido quello stato d'animo e quelle opinioni.è facile essere freddi,distaccati,quando le tragedie non ci toccano personalmente.........è ovvio che sìa auspicabile che tutti reagiscono di fronte ai vari dolori della vita,però credo che debba eserci un lasso di tempo in cui è giusto seguire certe regole che caratterizzano il rispetto:per esempio quando si va a un funerale si sta in silenzio e non si ride,scherza........penso che queste regole vadìno seguite anche in altri ambìti e più generalizzate.Va bene che poi ognuno se lo porta dentro di sè il dolore,ma credo che certe manifestazioni di gioia siano fuori luogo in certe occasioni e io non me la sentirei in primis di comportami così allegramente,poi col tempo sicuramente.........ma anch'io trovo fuori luogo parlar di crti argomenti,divertirmi come se nulla fosse successo........non ce la farei e non credo sìa rispettoso.Quello che mi domando è se fosse successo a me una simile tragedia o anche un dolore più intimo,sicuramente mi darebbe fastidio veder le persone accanto a me che ridono e scherzono,mi verrebbe rabbia,prima di farlo anch'io mi ci vorrebbe un pò di tempo.Questo è quello che non capisco possibile che a caldo uno già riesca a reagir ridendo,uscendo ,come se nulla fosse............io parlo delle reazioni immediate,delle ore successive a un qualcosa che sconvolge la vita,in quelle ore voi già riuscite a chiuder la porta e a proseguir come se nulla fosse successo???

  7. #52
    Postatore Epico L'avatar di LovelyGirl
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da uao838383 Visualizza messaggio
    io posso non attaccare le opinioni di chi la pensa diversamente,ma in alcuni casi ci sono dei pensieri che a stento riesco a tollerare e a rispettare,perchè a mente fredda è facile razionalizzar e dire rispettiamo le opinioni di tutti,ma a mente calda ci sono certe cose che ti fanno ribollir dalla rabbia!!!io sono stata solo più paziente a non esprimer le mie opinioni con una certa veemenza,perchè altrimenti credo che sarei stata bannata anch'io,però condivido quello stato d'animo e quelle opinioni.è facile essere freddi,distaccati,quando le tragedie non ci toccano personalmente.........
    Bè...sicuramente tutta la questione su come affrontare i momenti tragici è estremamente soggettiva...C'è chi resta più colpito di fronte a certi eventi,chi un pò meno.
    C'è chi non riesce a tollerare che una persona scriva nei forum,esca,o si diverta in momenti come questo, e chi non tollera che altri [che invece sono particolarmente scossi dall'accatuto da non rispettare il modo in cui gli altri "superano" la cosa (o evitano di affrontarla dentro di sè,ve lo siete mai chiesti?forse no,altrimenti non sarebbero volate parole come mancanza di rispetto e di sensibilità....)],giudichino in maniera negativa un post in più in una discussione "leggera".
    E' vero che è facile essere distaccati quando una cosa non ci tocca personalmente...ma 1)non credo che tutti siano distaccati o irrispettosi,2)anche se fosse,allora chi mi vieterebbe ipoteticamente di esserlo?
    Io penso che se un giorno succedesse qualcosa al vesuvio ci sarebbero comunque delle persone che pur dicendo:"povera gente,mi dispiace tanto",continuerebbe la sua vita normalmente...e fanno bene...perchè a me PERSONALMENTE,non importa nulla se mentre sto male o sto morendo una persona dall'altra parte dell'Italia (e che quindi non potrebbe aiutarmi) stesse chattando,scrivendo su un forum,oppure in discoteca ad ubriacarsi...nè direi che è una persona irrispettosa...
    Pensiero egoistico forse,ma per me è così....

    è ovvio che sìa auspicabile che tutti reagiscono di fronte ai vari dolori della vita,però credo che debba eserci un lasso di tempo in cui è giusto seguire certe regole che caratterizzano il rispetto:per esempio quando si va a un funerale si sta in silenzio e non si ride,scherza........penso che queste regole vadìno seguite anche in altri ambìti e più generalizzate.Va bene che poi ognuno se lo porta dentro di sè il dolore,ma credo che certe manifestazioni di gioia siano fuori luogo in certe occasioni e io non me la sentirei in primis di comportami così allegramente,poi col tempo sicuramente.........ma anch'io trovo fuori luogo parlar di crti argomenti,divertirmi come se nulla fosse successo........non ce la farei e non credo sìa rispettoso
    Io non credo che esistano regole che caratterizzano il rispetto,come tu dici,o almeno non in queste situazioni...
    E' ovvio che se vado ad un funerale non è che mi metto a ridere e sdrammatizzare,perchè si suppone che se ci vado ci tenevo alla persona morta,altrimenti IO non ci vado proprio...resto a casa...
    Ma,in questi casi,quali sono le regole di cui tu parli?Io non vedo regole,ma persone che fanno quello che si sentono...Chi vuole aiutare aiuta,chi non può farlo non lo fa,chi aiuta a distanza...ecc...ecc...
    Dici "non credo sia rispettoso parlare di certi argomenti..."
    Io non riesco ancora a capire il perchè.

    voi già riuscite a chiuder la porta e a proseguir come se nulla fosse successo???
    Se ti riferisci a questo caso specifico,IO si...e non è cinismo o strafottenza...perchè ho seguito la vicenda in tutti i suoi sviluppi...e molte immagini mi hanno profondamente toccata (come la bara piccola bianca poggiata su quella grande...con una rosa rossa sopra...,la storia della vecchietta che ha ricevuto una proposta di ospitalità...,i ragazzi della casa dello studente,...ecc...ecc...) poi è ovvio che se la cosa riguarda me o qualcuno che conosco la questione è diversa...perchè in quel caso provo disperazione,non tristezza...

    Scusate il post infinito e le varie parentesi tonde e quadre addirittura,ma ho scritto di getto...e soprattutto quello che penso...opinabile ma vero.
    "Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui,e ti è toccato partire bambina;con una piccola valigia di cartone che hai cominciato a riempire.
    Due foglie di quella radura che non c'era già più,rossetti finti ed un astuccio di gemme...e la valigia ha cominciato a pesare:dovevi ancora partire...
    E gli occhi han preso il colore del cielo a furia di guardarlo,e con quegli occhi ciò che vedevi nessuno può saperlo..." -Ligabue-



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  8. #53
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da uao838383 Visualizza messaggio
    Anche a me fa più effetto sentir 292 morti per terremoto rispetto ad altre tragedie ecredo che se i media gli hanno dato tutta questa importanza,è perchè lo ha........perchè è un qualcosa di sconvolgente,terrificante ed è giusto che abbia questa risonanza da parte dei mass media.Allora io posso non attaccare le opinioni di chi la pensa diversamente,ma in alcuni casi ci sono dei pensieri che a stento riesco a tollerare e a rispettar,perchè a mente fredda è facile razionalizzar e dire rispettiamo le opinioni di tutti,ma a mente calda ci sono certe cose che ti fanno ribollir dalla rabbia!!!io sono stata solo più paziente a non esprimer le mie opinioni con una certa veemenza,perchè altrimenti credo che sarei stata bannata anch'io,però condivido quello stato d'animo e quelle opinioni.è facile essere freddi,distaccati,quando le tragedie non ci toccano personalmente.........è ovvio che sìa auspicabile che tutti reagiscono di fronte ai vari dolori della vita,però credo che debba eserci un lasso di tempo in cui è giusto seguire certe regole che caratterizzano il rispetto:per esempio quando si va a un funerale si sta in silenzio e non si ride,scherza........penso che queste regole vadìno seguite anche in altri ambìti e più generalizzate.Va bene che poi ognuno se lo porta dentro di sè il dolore,ma credo che certe manifestazioni di gioia siano fuori luogo in certe occasioni e io non me la sentirei in primis di comportami così allegramente,poi col tempo sicuramente.........ma anch'io trovo fuori luogo parlar di crti argomenti,divertirmi come se nulla fosse successo........non ce la farei e non credo sìa rispettoso.Quello che mi domando è se fosse successo a me una simile tragedia o anche un dolore più intimo,sicuramente mi darebbe fastidio veder le persone accanto a me che ridono e scherzono,mi verrebbe rabbia,prima di farlo anch'io mi ci vorrebbe un pò di tempo.Questo è quello che non capisco possibile che a caldo uno già riesca a reagir ridendo,uscendo ,come se nulla fosse............io parlo delle reazioni immediate,delle ore successive a un qualcosa che sconvolge la vita,in quelle ore voi già riuscite a chiuder la porta e a proseguir come se nulla fosse successo???
    Rispettando il fatto che ognuno ha il diritto di reagire interiormente come si sente senza perc questo dover o voler imporre ad altri quale sia il modo giusto o sbagliato di farlo di fronte ad un dato evento cui viene di proposito dato enorme risalto - eventi scelti dai mass media come ti ha già detto anche DOC, di volta in volta,su cui far convrìergere le reazioni emozioni della massa, sviandole da altro, con tutto il rispetto per questa terribile sciagura che ci ha colpiti tutti profondamente; io stessa, ad es., ho sentito tutte le tre magiori scosse, alle 3.33 sono stata buttata già dal letto, la prima notte, alle 19.30, ho letteralmente "ballato" nella poltrona che si é spostata sul pavimento, e così per un'altra minore, senza contare che ho dei parenti laggiù; in precedenza, ad es., ci mandarono sulle stesse reti di ora, per ore ed ore con le stesse immagini, dell'attaco alleTorrei Gemelli con persone che si lanciavano come se "razionalmente" avessero potuto così salvarsi, dall'89° piano di un grattacielo, ed erano simili a pupazzi nel vuoto che li avebbe inghiottiti, poi, i bombardamnti alle 5 di mattina, le vittime innocenti da ogni parte, come migliaia di bambini di ogni parte, iracheni, palestinesi, israeliani, africani, indiani usati come merce per i traffici per i trapianti d'organo (che non ci fanno impressione, forse, possiamo tranquillamente continuare a fare tutto ciò che facciamo, ridere, scherzare, mentre un bambino viene privato di un rene per far mangiare la sua famiglia, tanto ne ha un altro, solo per fare un esempio e così per migliaia di quei bambini e dei loro padri, senza pensare a cosa accadrà se poco dopo poi quell'unico rene smettesse di funzionare- ed é giusto, perché altrimenti saremmo sopraffatti. Ciò che non é giusto é la discriminazione su ciò che é lecito provare dolore e commiserazione e perché più vicino, più posto in risalto con un bombardamento continuo di notizie che manovra le tendenze emotive delle persone più fragili o più abitualmente ciniche o distantanzianti rispetto ai fatti , o che si sentono tali e che d'improvviso possono ricevere una scossa che risveglia la loro coscienza andando in un tilt emozionale-cognitivo, per cui vorrebbero imporre l'esistenza del dolore ad altri, non pensando quanti tra questi altri, già lo conoscono profondamente, ci sono stati e ci sono a contatto quotidianamente o durante certe fasi della loro vita, senza per ciò decidere che gli altri che continuano tranquillamente ad andare a mangiare una pizza, a ballare, a ridere, mentre loro piangono o compiangono, sia sbagliato o giusto; anzi, forse chi conosce realmente il senso del dolore può comprendere meglio che c'é purtroppo, un senso di giustezza in tutto ciò,) ti vorrei porre una domanda: sei mai stata ad es., in un centro di terapia subintensiva per ustionati di un ospedale a vedere ed assistere bambini cui vengono staccate le stelline della minestrina caduta loro addosso ed attaccata alla pelle una ad una dai medici ? Hai visto cosa succede quotidanamente al Sant'Eugenio di Roma, nei reparti grandi ustionati, senza che nessuno metta mai in risalto l'orrore che vi accade giorno e notte, se non quando funzionale a far notizia? Medici, psicologi e volontari, lo sanno bene.
    Eppure nessuno si sciocca di questo, nessuno critica chi ride e scherza mentre questi orrori accadono ed accadono nella realtà quotidiana e quotidianamente ignorata, perché non sono trasmessi in tv. E purtroppo, le vittime di questi orrori, sono ben maggiori e spesso sopravvivono con orrende mutilazioni.
    Hai mai visitato un Centro Risvegli? Un posto di riabilitazione post-coma?
    seguito i ritmi massacranti di tutte le fasi di una riabilitazione, dalla respiratoria ai movimento segmentari, a quelli oculari a quella della della parola?

    Eppure accade, accade ogni giorno.

    E così tante altre cose.

    Sta forse a noi di decidere per cosa, rispetto a tutto ciò che accade e che qui ho detto in minima parte, sia più giusto gli altri reagiscano secondo dei nostri parametri? Qual'è la qualità umana che ci fa arrogare questo diritto?
    Ed il diritto di giudicare? In generale?

    Forse dovremmo riflettere su questo punto, mentre interiormente é lecito che ognuno reagisca come gli detta il proprio cuore. Nella speranza che il proprio cuore diventi il proprio timone e sia capacedi comprendere ed abbracciare in modo più ampio, così come anche di autotutelarsi, senza aver voglia di giudicare un altro o un gruppo di altri che non sappiamo cosa vivono quotidianamente, talvolta ora per ora. E quali sono le loro esperienze pregresse.

    A volteanche quella che appare ad altri, non avvezzi a certi contatti, come un apparente insensibilità, potrebbe semplicemente essere una difesa da un'eccessiva sensibilità, quindi non esiste reazione giusta o sbagliata da giudicare, perché non ci é dato di sapere l'oltre l'apparenza di una reazione al dolore, perché il dolore é sempre ingiusto in tutte le sue manifestazioni. Siano esse trasmesse in tv o vissute un un angolo di una stanza, che non sarà mai visitata da nessuno.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 11-04-2009 alle ore 17.19.26
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  9. #54
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Ho letto il titolo di questa discussione e pochi interventi, quindi se ripeterò cose che voi avete già ripetuto vogliate scusarmi.
    Per me il doc. ha creato un ottima discussione: io studio a L'Aquila. Per voi le immagini alla televisione sono solo immagini, per me ricordi.
    Ogni giorno nel mondo muoiono migliaia di persone... perché vi dispiacete per L'Aquila?
    Perché vi è più vicina geograficamente?
    La verità è che se ci disperassimo per tutti coloro che muoiono o vivono delle tragedie impazziremmo e basta. Per me ha un senso essere addolorato, per voi no, quindi invece di abbracci virtuali e dei simbolici minuti di silenzio bisogna solo fare del proprio meglio per tirare avanti e aiutare chi soffre.
    Gli aiuti ci sono e l'Italia si è mossa bene. L'Aquila, soprattutto grazie all'università, può ripartire e vivere.
    Il resto non serve. Non serve che voi proviate un dolore non vostro e che vi sentiate in colpa se non vi viene da piangere.
    Non serve chiudere discussioni allegre. Non solo è inutile (i pianti non donano soldi o aiuti), ma deprime solo coloro che cercano di non pensarci e di distrarsi.
    Quindi non pensate di essere egoisti e freddi. Ogni morte d'uomo diminuisce l'umanità, ma essere tristi per qualcuno e totalmente indifferenti ad altri è un controsenso.
    Anche un viaggio di mille leghe comincia con un passo.
    (proverbio giapponese)

    http://www.fantasymagazine.it/libri/...uore-di-corvo/ ecco cos'é Cuore di Corvo

  10. #55
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Purtroppo al mondo d'oggi ci sono tante tragedie di cui non siamo a conoscenza e che si verificano nel quotidiano,ma ovviamente ognuno di noi ha esperienze diverse e viene a contatto con realtà differenti,anch'io se mi trovassi a contatto con bambini che muoiono di fame o con persone ammalate o con gravi fardelli alle spalle ne sarei sicuramente sensibilizzata e mi farebbe male,però quando qualcosa salta all'occhio di tutti come nel caso dei terremotati d'Abruzzo o la notizia recente di quel che è accaduto a Viareggio,io non riesco a esser indifferente e a far finta di nulla,mi addolora e in qualche modo mi lascio coinvolgere,però è indubbio che non sto sempre a pensarci,passa........ma ci vuole un pò di tempo,di primo impatto ne risento,ma sarà per questo che sono iperansiosa e sto in terapìa,non credo che il mio modo di fare sìa tanto salutare,ma non so perchè,mi lascio facilmete coinvolgere.Ieri ho saputo di un amico gravemente ammalato che potrebbe non farcela,sto tutt'ora tesa,a volte odio questa mia ipersensibilità che mi fa star così male,ma come si diventa più freddi........forse volendosi più bene e con un sano egoismo,cose che a me mancano......quindi non voglio dire che il mio modo di viver certe tragedie sìa giusto,però credo che quando accade qualcosa di molto tragico e tu fai finta di nulla,io in quel momento penso che sìa una persona insensibile e non parlo di quelle persone che ridono e scherzano per reagire,ma di quelle che veramente se ne fregano,però è difficile giudicar tra chi reagisce al dolore ridendo e chi davvero se ne frega.Ma come ho già detto credo che in certe situazioni sìa giusto aver un certo rispetto e magari evitar certi discorsi,ma proprio perchè non te la senti,io non dico che non si può rider e scherzar,anzi lo trovo anche salutare,ma non cader nel volgare e quindi nell'irrispettosità.Io per esempio ieri sera dopo aver sentito la notizia dell'amico ammalato,sono uscita con mioa sorella per prendrmi qualcosa da bere e non pensarci.Quindi io non dico che bisogna star nel silenzio,ma neanche ecceder nel lato opposto e ripeto io non sono insensibile di fronte alle tragedie che accadono nel quotidiano,ma quando una notizia ha una particolare salienza al di là del fatto che i mass media ci marciano sopra,ma nel momento in cui ti bombardano con certe immagini,come si fa a rimaner indifferenti e a cazzeggiar come se nulla fosse???Solo questo mi domando.........!!!

  11. #56
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da uao838383 Visualizza messaggio
    ma nel momento in cui ti bombardano con certe immagini,come si fa a rimaner indifferenti e a cazzeggiar come se nulla fosse???Solo questo mi domando.........!!!
    Basta non guardare la TV: cosa che io faccio da anni e che ti consiglio caldamente di imitare.
    La TV è un elettrodomestico come la lavatrice e il frigorifero e bisognerebbe utilizzarla con lo stesso spirito e dandole la stessa importanza ( anche meno, visto che lavatrice e frigorifero sono sicuramente più utili... ).
    -



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  12. #57
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Caxxeggiare durante una tragedia

    Citazione Originalmente inviato da uao838383 Visualizza messaggio
    Purtroppo al mondo d'oggi ci sono tante tragedie di cui non siamo a conoscenza e che si verificano nel quotidiano,ma ovviamente ognuno di noi ha esperienze diverse e viene a contatto con realtà differenti.


    Io per esempio ieri sera dopo aver sentito la notizia dell'amico ammalato,sono uscita con mioa sorella per prendrmi qualcosa da bere e non pensarci.Quindi io non dico che bisogna star nel silenzio,ma neanche ecceder nel lato opposto e ripeto io non sono insensibile di fronte alle tragedie che accadono nel quotidiano,ma quando una notizia ha una particolare salienza al di là del fatto che i mass media ci marciano sopra,ma nel momento in cui ti bombardano con certe immagini,come si fa a rimaner indifferenti e a cazzeggiar come se nulla fosse???Solo questo mi domando.........!!!
    Ti sei chiesta però tu come fai a conoscere il reale stato d'animo delle persone che giudichi indifferenti? Non si può stare dentro persone altre da te né leggere i loro pensieri, domande e modalità usate per difendersi dal dolore. Soprattutto quando e se troppo forte. Prova a pensare cosa potrebbe pensare qualcun altro da te, leggendo che venendo a sapere del tuo amico - al di là che si capisce che ti dispiaccia per chi conosce un pò la tua ansietà che trapela anche da vari altri post, come a tutti in occasioni simili - che sei andata "a bere qualcosa"; io il senso l'ho capito e così altri, credo, ma prova a riflettere che potrebbe esserci chi - d'impatto - valuta questo tuo comportamento in modo simile a come tu valuti quello degli altri di fronte a grandi dolori. Naturalmente, questo é solo uno spunto perché hai tutta la mia comprensione, nel complesso.
    Per i media, per non sovraccarti di ansie, dato che il dubbio che ci marcino sopra ce l'hai, prova a non ascoltarne troppi, se ci riesci; ci sono fonti alternative nel quotidiano di troppi notiziari tv.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 27-07-2009 alle ore 21.05.41
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