Essendo gli psicologi iscritti ad un albo, che prevede un codice deontologico, non presente altrove in professioni contigue ma fortemente diverse, dovrebbe essere scontato che come il codice stesso prevede e così il buon senso, del saoer essere e saper fare, la terapia venga interrotta anche dallo psicologo stesso o psicoterapeuta se comprende che questa é inefficace o non é plausible attendersi miglioramenti ulteriori o se sopraggiungono situazioni nuove che ostacolano il buon proseguimento ed esito del processo terapeutico. Non solo, psicologo e psicoterapeuta, hanno anche il dovere di indicare se richiesto, quale potrebbe essere secondo loro, in totale onestà, una via migliore da seguire per quel determinato paziente, garantendogli però assistenza, se necesaria e non in contrasto con il benesere stesso del paziente, fino a che questi non trovi una soluzione alternativa potenzialmente positiva e migliorativa.
Forse chi proviene da altre professioni, non é sempre al corrente dell'esistenza del codice da te citato e di queste regole base del comportamento corretto, finalizzato al benessere, seppure attraverso percorsi di sofferenza, talvolta, a seconda della situazione individuale, al benessere e miglioramento del paziente e sviluppo e consapevolizzazione delle sue risorse.
Ciao
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Rispondi citando
se una domanda serve per argomentare, non vedo dove sta il problema. La domanda che ti è stata fatta, era costruttiva e pertinente all'argomento