Non fraintendiamo... Per assurdo qualsiasi comportamento potrebbe non essere patologico se inserito in una struttura di personalità funzionale. Tuttavia alcuni comportamenti sono il segnale che la struttura è disfunzionale, irrigidita su temi patogeni. Il comportamento perverso segna delle difficoltà strutturali di un certo tipo, non a caso implica delle invarianti di personalità che ne suggeriscono la rigidità patologica. E questo, lo ripeto per l'ennesima volta, al di là che la persona lo percepisca consapevolmente come un problema.
Ma che DSM... Ribadisco, hanno caratteristiche specifiche descritte abbondantemente in letteratura.
E dovrei essere io a rileggere il post di enrico? L'ho scritto sopra, è una richiesta di aiuto in relazione ad una situazione di sofferenza. Mi pare che basti e avanzi a indicare che c'è un problema.
Ma forse per te il termine "patologia" implica qualcosa di sbagliato, ed è per questo che lo trovi così sconveniente. Per me si tratta di una sofferenza comunicata, che va accolta, ascoltata e rispetto alla quale il compito del terapeuta è quello della cura.
gieko
Su questo simoncino potrei seguirti. Ma non credo che sia il tipo di criterio che basterebbe a gieko per sostenere il suo discorso
Mi sa che devi entrare nel merito, così le tue restano petizioni di principio.
Se ad esempio elencassi queste caratteristiche specifiche di cui parli...
o meglio se potessi accennare a come sono state ricavate.
Capisci che il tuo discorso dipende troppo da questo criterio di patologicità per lasciarlo implicito.
E' sicuramente interessante come criterio e apre un discorso altrettanto interessante.
La parafilia diventa sicuramente problematica quando non c'è consenso. Ma,mi chiedo, diventa problematica per lo psicologo o per il giudice?
In altre parole il consenso può essere un criterio psicologico?
Prendiamo il consenso e portiamolo in un altro scenario. Il furto, dove vi è appropriazione senza consenso. E' un problema dello psicologo? Il ladro ha un disturbo psicologico?
Potremmo indicare la patologia in una mancata acquisizione delle norme morali o del rispetto interpersonale.
Ma neanche qui abbiamo un punto di appoggio solido, ci sono casi in cui violare il consenso è giusto e quindi non patologico.
E' che niente separa la patologia dalla normalità se non il fatto che uno psi se ne occupi.
In altri termini chiamiamo patologico ciò di cui ci occupiamo, ciò che a nostro parere ha bisogno di cambiare.
Ultima modifica di Pietro Abelardo : 18-04-2009 alle ore 18.21.21
naaaaaaaa...attenzione a non confodere il consenso con la normalità, sono due concetti differenti.
Una parafilia può risultar strana ai nostri occhi(quindi potremo anche non definirla normale)però non è detto che sia patologica(qui entra in gioco il consenso)
L'avevo inteso come consenso del partner.Ti ho frainteso?
Aggiungo che al discorso che facevo prima che anche il criterio della sofferenza a cui cerca di aggrapparsi geiko è scivoloso. Anche in questo caso non è detto che dove ci sia sofferenza ci sia patologia.
Ultima modifica di Pietro Abelardo : 18-04-2009 alle ore 19.50.32
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
L'argomento è interessante ma si sta veramente andando ot.
Si può aprire una discussione nella stanza di psicoterapia, sperando che qualche moderatore sposti i post lì.
gieko
Ultima modifica di simoncino : 19-04-2009 alle ore 19.04.04