i modelli operativi interni sono una ipotesi di lavoro di john bowlby. invece la teoria dell'attaccamente è più propriamente una ipotesi di lavoro empiricamente verificata ed etologicamente sperimentata. non confondiamo le due cose. bowlby è il teorico per eccellenza del sistema comportamentale dell'attaccamente e prima di lui ne avevano descritto nel loro contesto di pertinenza gli etologi soprattutto per quanto riguarda i mammiferi. è stato bowlby a coglierne tutto il potenziale esplicativo e clinico di tale concetto, elaborandolo e mettendone in evidenzas tutta la ricchezza operativa di questo fondamentale sistema comportamentale.
poi, quando utilizzi la parola "dinamico", ne fai un uso piuttosto largo. è chiaro che lo si può utilizzare dappertutto, ma se si ha un minimo di attenzione epistemica si capisce che non lo si può appioppare a concetti che rimandano a ben altre concezioni.
per il resto, per cairtà, maggiore interscambio tra i modelli migliore sarà la possibilità di "accedere" sperimentalmente al mondo del paziente nell'unico modo possibile: la relazione.
è una delle ipotesi che ha origine nel modularismo e nel connessionismo (fodor) quello dei moduli mentali, ma che hanno pochi riscontri neuropsicologici e tra l'altro ancora di difficile interpretazione, specie per i processi mentali via via più complessi che richiedono una visione di insieme non strettamente legata alla fisiologia.
ne deriva che in teoria non è possibile trovare una corrispondeza tra aree neurali e moduli mentali. forse non è nemmeno auspicabile per l'inevitabile utilizzo a cui verrebbero sottoposte tali presunte congetture a livello psicofrmacologico e similia.
te lo chiedo per l'ennesima volta: cosa sono e che funzione hanno le emozioni dal punto di vista psicoanalitico?
ciaz.








. Non sono ancora così rimbambito da attribuire consapevolmente i MOI a Freud.
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