Introducendo il tema generale dell’archetipo come base di ogni aspetto della realtà, Jung ha portato nella Psicologia Analitica una potente tensione interdisciplinare. Gli archetipi sono forze che promuovono l'autoorganizzazzione di ogni campo della natura nel suo dispiegarsi tra natura e materia. Nel 1928, in “Energetica psichica”, Jung introdusse la tesi di un parallelismo tra fisica e psicologia, postulando una contiguità tra la nozione di energia nell’uno e nell’altro ramo del sapere. Una volta tradotta la nozione di libido in quella di energia psichica, si apre la possibilità di vederla in azione in molteplici campi dell’espressione umana. (M.Conforti)
Le varie immagini che compongono l'universo archetipico dell'umanità, sono il frutto del sedimentarsi delle esperienze conoscitive nel corso del tempo: il Vecchio Saggio, la Grande Madre, l'Eroe, la Croce etc. Ma anche senza risalire a modelli ancestrali mitologici che si perdono nella notte dei tempi, l'educazione religiosa, o morale o comportamentale che ci hanno inculcato in famiglia o a scuola, fin da bambini, non sono un valido esempio di preconcetti che ci imprigionano in una gabbia? La fissazione, nel corso del tempo, di modelli di comportamento, pregiudizi, credenze, superstizioni, tabù inconsci che tendono a ripetersi e a consolidarsi, ha un notevole potere coattivo nei confronti dell'individuo che si trova in tal modo ad essere attraversato da una contraddizione: da una parte, manifesta la tendenza a ripetere comportamenti ed atteggiamenti collettivi che appartengono al passato dell'umanità, dall'altra, lo induce a sperimentare il desiderio di salvaguardare la propria libertà dando risposte personali alle situazioni nuove ambientali che affronta, una presa di coscienza individuale, per integrare il deposito di tracce latenti, provenienti da lsuo passato ancestrale, con consapevolezze nuove.
Ecco che allora la dinamica archetipica, in quanto disposizione alla rappresentazione finalizzata alla conoscenza, acquista il significato di attitudine riflessiva, attraverso il cui esercizio procede l'evoluzione della conoscenza nella dialettica coscienza/inconscio.
Potremmo ,dunque, definire l'archetipo come una dinamica che via via si oggettiva per poi nuovamente dinamizzarsi, e così via? Come una forma universale del pensiero dotato di contenuto affettivo?
Jung vede nella personalità dell'individuo il prodotto e la sintesi della sua storia ancestrale. L'uomo nasce già con molte predisposizioni trasmesse dai suoi antenati e queste lo guidano nella sua condotta. Quindi esiste una personalità collettiva e preformata che è modificata ed elaborata dalle esperienze di vita : l'individuo nell'esperienza conoscitiva riflette, si ferma, si distanzia per riflettere ancora, per poi ritrovarsi in una nuova esperienza portando con sé tutta la conoscenza fatta precedentemente:è corretto considerare il pensiero e la materia come due momenti della stessa dinamica conoscitiva, che.....interagiscono in un campo energetico?
Mi auguro che l'argomento susciti il vostro interesse.
Un salutino. Francesca







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