Come dicevo sopra, hai completamente stravolto il senso di ciò che dicevo, perlatro con la curiosa tendenza a passare dal considerare la realtà oggettiva (vedi "il sasso resta sempre un sasso, la fame sempre la fame" e via di questo passo), o relativa (come in questo caso) quando fa comodo a te.
Quello che ti si sta dicendo è che se una persona si reca dallo psicoanalista sostenendo che è una tragedia essere rimasto senza moglie, o anche che è una vera e propria catastrofe che le foglie degli alberi siano verdi, l'analista lo prenderà sul serio e lavorerà col paziente su questa sua sofferenza. (un atteggiamento consolatorio, tanto per essere chiari, può essere proprio di un sostegno psicologico, non di certo di un'analisi.) Che poi il colore delle foglie rimanga un problema o meno nella vita di questa persona, quello sarà affar suo, ma - tanto per essere chiari - lavorando sul problema "foglia" preso sul serio in quanto sintomo portatore di altri significati del paziente, esso non avrà più ragione di esistere.
Non so se adesso ti è più chiaro che con consolazione e convincimenti l'analisi non ha nulla a che vedere.








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