rosa blu.....non sapevo facessi uso di tecniche pedagogiche...!evidentemente non ci sono solo quelle psicologiche.....ed io che ero convinta del contrario.....ma guarda un pò...
rosa blu.....non sapevo facessi uso di tecniche pedagogiche...!evidentemente non ci sono solo quelle psicologiche.....ed io che ero convinta del contrario.....ma guarda un pò...
Si. Anche io ho fatto molti esami sul sistema nervoso centrale e periferico: anatomia, fisiologia, neuroscienze comportamentali e neuropsicologia evolutiva...genetica medica e biologia: tutti esami che andrebbero nella direzione di una formazione biologico-medica. Anche se una formazione del genere non può mancare allo psicologo contemporaneo la struttura accademica e scientifica della professione non mi permette di sconfinare nel campo medico anche se, in fase di diagnosi, ogni psicologo clinico deve saper riconoscere complicazioni palesemente organiche e, per esempio, valutare la possibilità di un intervento farmacologico. Il codice deontologico impone comunque che si contatti un medico in tal caso, in ogni caso del genere. Quindi una conoscenza deve servire ai propri scopi professionali e non essere utilizzata spregiudicatamente senza riguardo per l'etica professionale: la psicologia è un sapere presente in tutto ciò che l'uomo fa, ma tutti gli ordini professionali dovrebbero tener presente che essa è di competenza dello psicologo (che può essere anche un criminale per carità!...non difendo l'indifendibile) e dunque contattare, confrontarsi quando è necessario. Sconfinare in campi affini è possibile: ma la credibilità di un siffatto ''sconfinare'' è degna solo quando è supportata da conoscenze, studio, e percorsi accademici obbligatori. Non da fantasticherie pseudo-cliniche, se stiamo parlando di disagio.
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Tutti i dubbi legati alla professione di counsellor si potrebbero azzerare semplicemente smettendo di utilizzare questo termine straniero e usando invece il termine italiano di consulente.
Il consulente è un libero professionista in una determinata area.
Mi spiego meglio. Un piccolo studio di architetti ha bisogno dei computer per lavorare, quindi di un sistemista. Questo sistemista deve avere competenze di alto livello nell'informatica: non è sufficiente prendere uno degli architetti e fargli studiare un po' d'informatica, perchè rimarrebbe un sistemista mediocre; e non è neanche possibile assumere un informatico che, a conti fatti, starebbe in studio 40h la settimana girandosi i pollici per 38.
A questo punto ci si rivolge a un consulente: un professionista che conosce l'informatica benissimo e che viene 4h al mese a verificare la stabilità del sistema, risolvere i bug, implementare la sicurezza informatica eccetera. E lo si paga per 4h al mese.
Questo consulente è quindi un professionista nel suo campo che fa una scelta precisa: invece che andare in una grande azienda con centinaia di dipendenti e computer, che ha bisogno di uno o più sistemisti a tempo pieno, si apre la partita IVA, si gestisce lavoro e contributi da solo, si pubblicizza, e si occupa dei bisogni informatici delle aziende la cui dimensione non giustifica l'assunzione di un sistemista a tempo pieno.
Un consulente informatico, per fare questo lavoro, non va a studiare consulenza, ma va studiare informatica ovviamente.
L'assurdo è quando una persona si forma in counseling: consulenza di cosa? Ripeto, fare il consulente significa avere una preparazione in un determinato campo e lavorare come libero professionista, e non avere una preparazione in "consulenza" non si sa bene su quale argomento.
Un altro esempio di consulenza è quello dell'orientamento scolastico. Un giovane all'ultimo anno di liceo può desiderare una consulenza con un professionista che gli spieghi bene come è organizzato il mondo dell'università: conoscere i campi di studio delle diverse facoltà, l'organizzazione universitaria, le classifiche degli istituti in Italia e all'estero, le possibiltà di avere borse di studio o posti letto nei collegi, gli sbocchi occupazionali eccetera. Per fare questo non c'è bisogno di essere psicologi, o ingegneri, e neanche professori: bisogna prepararsi sull'argomento.
Il problema sorge quando venga richiesta una consulenza di tipo diverso: quando uno studente vuole sapere sì le informazioni sul mondo dell'università, ma vuole anche essere aiutato a fare chiarezza sulle proprie motivazioni, sul significato che dà a una professione rispetto ad un'altra, sul proprio desiderio di studiare nella propria città o all'altro capo dell'Italia.
Per approfondire la cosa insieme a lui, non è sufficiente un'infarinatura di psicologia. E' necessario essere degli psicologi, e magari avere una conoscenza approfondita della psicologia degli adolescenti. Oltre a conoscere bene l'ordinamento universitario.
Quindi, le possibilità sono due: o prendiamo uno psicologo e lo formiamo sulle offerte universitarie (tre mesi) o prendiamo un esperto di offerte universitarie e lo formiamo in psicologia (sei anni). Comunque, nel momento in cui un ragazzo chiede una consulenza anche psicologica, non è ammissibile fargliela fare con una persona con una generica infarinatura di psicologia, il corso di laurea relativo infatti dura cinque anni perchè è il tempo minimo per avere una formazione accettabile.
Il counsellor quindi altro non è che un consulente in un determinato campo, e di nuovo ribadisco che per fare il consulente in un campo, devo essere un esperto nel campo relativo, e non un esperto in consulenza.
Il problema nasce nella situazione attuale nel marketing sulla parola counsellor: che, nella fantasia popolare e nei corsi, si propone come un professionista che aiuta a risolvere un problema "psicologico", ricollegandosi alle dementi idee che tutto è psicologia e tutti sono un po' psicologi. Così l'utente si rivolge al counsellor convinto dal marketing che sia un'alternativa più veloce e meno costosa allo psicologo. E si trova di fronte un professionista formato in "consulenza" (consulenza non si sa bene su che cosa).
Cosa fa un consulente in filosofia? Boh. Dovrebbe essere un esperto in filosofia che mi aiuta a risolvere problemi di filosofia. Magari ho dei problemi a capire il costruttivismo radicale e gli chiedo una consulenza. Il counsellor antropologico? Mi rivolgerò a lui quando ho problemi sull'antropologia. Se d'altronde ho problemi su questioni spirituali, potrò ben rivolgermi al consulente teologico - probabilmente un prete molto esperto in teologia.
Se invece un bambino ha problemi di bullismo, o se un adulto vuole capire cosa desidera, se stare vicino alla famiglia o accettare la promozione e il rasferimento per due anni in Brasile, sarà il caso di rivolgersi a un counsellor psicologico, ovvero a uno psicologo che svolge attività di consulenza, ovvero a uno psicologo libero professionista, ovvero a un qualsiasi psicologo.
Sì, infatti... io aspetto ancora un esempio di queste tecniche da Rosablu!rosa blu.....non sapevo facessi uso di tecniche pedagogiche...!evidentemente non ci sono solo quelle psicologiche.....ed io che ero convinta del contrario.....ma guarda un pò...
studiolover sono d'accordo con la prima parte del tuo discorso ma non con la seconda in quanto potrebbe essere un problema educativo in famiglia e il consulente in questo caso potrebbe essere liberamente un pedagogista!
Studiolover nel tuo intervento hai detto tutto quello che nessuno è mai riuscito a spiegare in un unico pensiero. FANTASCTICO, se me lo permetti prenderò degli spunti per un articolo che devo scrivere per l'ordine della mia regione.
Zuccherina , leggendo i tuoi interventi mi è sembrato di capire che della discussione che stiamo facendo ne sai veramente poco o meglio che non hai approfondito alcune tematiche, mi sembra che parli per un "sentito dire" l'intervento di studiolover è esaustivo e spiega esattamente perchè il counsellor come figura a se non ha senso. Se qualcuno ha voglia di ribattere questo intervento vuol dire veramente che ha voglia semplicemente di cercare lo scontro. punto e basta.
PS per chi si lamentava che gli psicologi invadono il campo degli educatori..... la professione di educatore non è normata, anche uno con la terza media può essere assunto da cooperativa e fare da educatore, so benissimo che fa rabbrividire ma può succedere.
scusa in base a che cosa ritieni che io parli per sentito dire?
Per quanto riguarda i test che usano i pedagogisti per le difficoltà d'apprendimento, non vi saprei dire perchè non me ne occupo.
Tempo fa mi era stato chiesto se li avessi mai usati per una collaborazione con uno studioma ho risposto di no e non me ne sono interessata perchè è un ambito che al momento, non ho preso in considerazione...
Ultima modifica di rosablu77 : 15-05-2009 alle ore 00.05.58
No, mi dispiace il problema non può essere arginato cambiato denominazione..
Counselling e consulenza non sono la stessa cosa..
Perchè altrimenti anche nell'abo degli psicologi ci sarebbe la differenziazione tra consulenza e counselling???
Il consulente da una risposta al cliente.
Il counsellor non fornisce risposte, aiuta il cliente a trovarle da sè attraverso una serie di tecniche di comunicazione che nel colloquio riguardano ad esempio il modo in cui le domande vengono fatte e stabilendo all'interno del colloquio un contratto con un obiettivo preciso.
Nel counselling di gruppo ad es. ci si focalizza sulle dinamiche di gruppo.
Nell'entrare in contatto con studenti universitari, non si forniscono informazioni sui corsi.
La consulenza è un'altra cosa, si restituisce un parere professionale a un cliente, non si aiuta il cliente a cercare in se stesso la soluzione ma, gli si fornisce la soluzione al problema o alla difficoltà portata.
Quindi uno studente universitario indeciso sulla scelta da compiere dovrebbe x forza rivolgersi a uno psicologo perchè ha difficoltà psicologiche???
Cosa c'è di pertinenza esclusiva dello psicologo in questo??
Se poi parliamo di orientamento perchè non dovrebbe farlo anche un pedagogista???
In questo caso ravviso proprio un intervento di cousnelling socioeducativo.
Il counsellor potrebbe invitarlo a esplicitare le sue attitudini e le motivazioni su cui basa la scelta universitaria (genitoriali o altro).
Nel caso lo studente fosse indeciso sull facoltà potrebbe chiedergli quali sono le ragioni che propendono x l'una e quali per l'altra scelta...
Dovrebbe chiedere allo studente se ad. es. in passato si è mai trovato a fare scelte del genere e se si, cosa l'ha guidato in questo.
Il cliente in questo modo, attiva le proprie risorse personali, si rende consapevole di alcuni processi e trova da solo le soluzioni sentendosi autogratificato.
Ultima modifica di rosablu77 : 15-05-2009 alle ore 00.42.48
Quindi il problema è la norma???
Debbo dire la verità, non ho mai incontrato educatori con la III media...
Cosa c'entra la norma con l'etica o il saper fare una cosa???
Quindi gli psicologi anche se non sanno fare una cosa la fanno lo stesso??
E state qui ad accusare i consellor che si fanno i master per specializzarsi e potrebbero farlo anche senza a questo punto???Allora differenziamo tra educatori senza titolo ed educatori professionali...
I secondi hanno il titolo per farlo.
La amministarzioni pubbliche sono molto chiare al riguardo..non ho mia visto amministrazioni che ti assumono senza laurea o il diploma professionale..ci sono norme anche nazionali su questo...
In tutta sincerità io non andrei a "giocare a fare lo psciologo con persone in difficoltà"...se non avessi titolo x farlo...
Ma questa è la mia etica e mi rendo conto non sia di tutti..
soprattutto degi psicologi che si preoccupano tanto dei consellor che vanno a rovinare (secondo loro) l'utenza ma da queste affermazioni mi pareche dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status...
Beh, apritevi anche voi uno studio di counselling, la professione non è normata e ognuno fa come gli pare...
Sarà il mercato a selezionare...
Ultima modifica di rosablu77 : 14-05-2009 alle ore 23.56.31
rosablu.....la pecca degli psicologi è vedere il disagio psichico ovunque....(attenzione non parlo di malattia ma di disagio psichico)....cioè una persona che va da uno psicologo poichè non sa orientarsi sulle scelte di vita o altro deve per forza avere qualcosa da modificare nella struttura della personalità....o perchè è troppo ansioso(e chi non ha un po d'ansia)o perchè chissà cosa è successo nella sua infanzia.....etc. etc. è raro che dallo psicologo esci con un "lei non ha niente che non va"!E' ora di abbandonare questi stereotipi....
Non è affatto ironico, perchè non provi a spiegare, praticamente, quello che hai scritto?Scusate ma non comprendo il tono ironico della cosa!!!
ho semplicemente detto, che ho un approccio che mi permette, nel momento in cui "mi prendo cura dell'altro" e non "curo" (come ormai dicono di fare gli psicologi, assorbendo in pieno il modello medico e dimenticando le ragioni che in primo momento li avevano portati a differenziarsene) di tenere presenti diverse scienze che mi permettono di comprendere la ragione per cui l'individuo si trova in quella condizione
Vorrei saperne qualcosa di più, di questo tuo approccio che tiene presente le diverse scienze e che ti permette di comprendere le ragioni per cui l'individuo si trova in quella condizione. In un caso concreto, non manie o ossessioni, ma un problema educativo di un'insegnante o una mamma alle prese con un adolescente ribelle che si rivolgono ad un counsellor educativo perchè non sanno più che pesci pigliare. Proviamo a partire da qui, per un confronto? Che ne dici?
Saluti,
ikaro
Ultima modifica di ikaro78 : 15-05-2009 alle ore 00.12.13
Parliamo di 2 piani diversi..
Un conto è il cousnelling per cui sono ancora in formazione, un conto è il lavoro come educatrice professsionle o pedagoggista in cui posso anche usar eabilità di counselling ma ovviamente non faccio un intervento di questo tipo...
vedi un pò quello che ho scritto sopra riguardo lo stuedente universitario.
Detta così non vorrei cadere nella banalità...
A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
Ultima modifica di rosablu77 : 15-05-2009 alle ore 00.40.59