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  1. #331
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Parliamo di 2 piani diversi..
    Un conto è il cousnelling per cui sono ancora in formazione, un conto è il lavoro come educatrice professsionle o pedagoggista in cui posso anche usar eabilità di counselling ma ovviamente non faccio un intervento di questo tipo...

    vedi un pò quello che ho scritto sopra riguardo lo stuedente universitario.

    Detta così non vorrei cadere nella banalità...
    A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
    Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
    Vuoi dire che devi conoscere nell'ambito ad es., di una utenza di tipo "delinquenziale" giovanile, quindi molto spesso (anche in base a livelli di sviluppo cognitivo d interiorizzazioni di diverso tipo), ben e più facilmente "recuperabile", tra le teorie sociologiche della devianza, le cui origini troviamo in Cesare Beccaria e Durkheim, (in primis, poi ce ne sono altri, come Lombroso e naturalmente, sviluppi d'altro tipo), degli sviluppi della Scuola di Chicago nei primi decenni del '900 (costruttivismo e teorie della rappresentazione sociale) delle differenze sostanziali tra Teorie del Consenso e le Teorie del Conflitto al cui interno, si colloca la Teoria dell'etichettamento, più nota come Labelling Theory di Beckert, Lemert e Matza? Oltre naturalmente, all'Associaz. Differenziale di Sutherland e del concetto di devianza rapportandolo al complesso Persona - situazione, nel momento in cui il comportamento deviante viene emesso? Quindi, essere capaci di differenziare tra teorie che considerano primariamente la norma e teorie che considerano primariamente la persona e (in base alla labelling theory) e il suo "aderire" ad un etichetta che viene data ad un singolo comportamento dovuto all'appartenza ad es., ad una subcultura "spontanea" derivata da situazioni generali particolari (quindi non nata realmente con una "intenzione pienamente consapevole e volontaria" di azione deviante con consapevolezza delle sue conseguenze) e successiva ristrutturazione della personalità e/con relativa emissione di comportamenti globali ed azioni singole finalizzate all'aderire all'etichetta che viene a costituire una sorta di "identità" con cui essere riconosciuti ed in cui "riconoscersi" ma di cui il giovane rimane in realtà "vittima" sia a livello di sviluppo personale che sociale in senso bi - direzionale? (vera delinquenza ><istituzioni>< stigmatizzazione sociale>> ricerca di approvazione>> reclutamento>>stigm > istituzioni >>>rafforzamento identità da etichetta?). L'intervento dell'operatore, deve essere finalizzato ad interrompere tale dinamica prima che essa si instauri in modo "incoercibile ", anche nell'intervento di cui parli tu? Parli di interventi anche preventivi? Se si a che livello e di che tipo? (sociologico, psicologico, educazione, aiuti assistenziali ed economici, rieducazione, psicologico - ><psichiatrico, [lì dove necessario, per eventuali personalità problematiche di un certo tipo, ai fini di un supporto al lavoro riorganizzativo più generale, purché non a sua volta "stigmatizzante"] residenze protette, ad es., altro).

    Inoltre nei gruppi, vuoi dire che bisogna differenziare tra gruppogenesi e gruppodinamica, giusto? Ad es., in ambito di subculture delinquenziali, tra criminogenesi e criminodinamica? Quindi, comprendere a quale livello agire e con l'interazione coordinata tra diverse figure professionali? Comprendendo le priorità, in base al gruppo ed al singolo? Priorità del contesto, gruppo/contesto e della Persona? E dei loro modi di interagire con relativi feeback?

    Grazie

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 15-05-2009 alle ore 06.54.45
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  2. #332
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Detta così non vorrei cadere nella banalità...
    A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
    Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
    in altre parole tutti argomenti di psicologia (non è una provocazione, ma solo una constatazione, ora non ti scaldare)

  3. #333
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Quindi il problema è la norma???
    Debbo dire la verità, non ho mai incontrato educatori con la III media...
    Cosa c'entra la norma con l'etica o il saper fare una cosa???
    Quindi gli psicologi anche se non sanno fare una cosa la fanno lo stesso??
    E state qui ad accusare i consellor che si fanno i master per specializzarsi e potrebbero farlo anche senza a questo punto???Allora differenziamo tra educatori senza titolo ed educatori professionali...
    I secondi hanno il titolo per farlo.
    La amministarzioni pubbliche sono molto chiare al riguardo..non ho mia visto amministrazioni che ti assumono senza laurea o il diploma professionale..ci sono norme anche nazionali su questo...
    In tutta sincerità io non andrei a "giocare a fare lo psciologo con persone in difficoltà"...se non avessi titolo x farlo...
    Ma questa è la mia etica e mi rendo conto non sia di tutti..
    soprattutto degi psicologi che si preoccupano tanto dei consellor che vanno a rovinare (secondo loro) l'utenza ma da queste affermazioni mi pareche dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status...
    Beh, apritevi anche voi uno studio di counselling, la professione non è normata e ognuno fa come gli pare...
    Sarà il mercato a selezionare...
    Le amministrazioni non assumo, le cooperative ti assumono, e assumono chi gli pare, anche chi non ha una laurea. Queste conversazioni sono proprio di basso livello. Io parlo di counsellor e di condizioni di legge. Quindi dati reali di normativa. Tu parli in generale e per tue idee " mi pare che dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status..." se vogliamo continuare cosi x me va bene.

  4. #334
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    in altre parole tutti argomenti di psicologia (non è una provocazione, ma solo una constatazione, ora non ti scaldare)
    Quali sarebbero gli argomenti psicologici???

  5. #335
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Vuoi dire che devi conoscere nell'ambito ad es., di una utenza di tipo "delinquenziale" giovanile, quindi molto spesso (anche in base a livelli di sviluppo cognitivo d interiorizzazioni di diverso tipo), ben e più facilmente "recuperabile", tra le teorie sociologiche della devianza, le cui origini troviamo in Cesare Beccaria e Durkheim, (in primis, poi ce ne sono altri, come Lombroso e naturalmente, sviluppi d'altro tipo), degli sviluppi della Scuola di Chicago nei primi decenni del '900 (costruttivismo e teorie della rappresentazione sociale) delle differenze sostanziali tra Teorie del Consenso e le Teorie del Conflitto al cui interno, si colloca la Teoria dell'etichettamento, più nota come Labelling Theory di Beckert, Lemert e Matza? Oltre naturalmente, all'Associaz. Differenziale di Sutherland e del concetto di devianza rapportandolo al complesso Persona - situazione, nel momento in cui il comportamento deviante viene emesso? Quindi, essere capaci di differenziare tra teorie che considerano primariamente la norma e teorie che considerano primariamente la persona e (in base alla labelling theory) e il suo "aderire" ad un etichetta che viene data ad un singolo comportamento dovuto all'appartenza ad es., ad una subcultura "spontanea" derivata da situazioni generali particolari (quindi non nata realmente con una "intenzione pienamente consapevole e volontaria" di azione deviante con consapevolezza delle sue conseguenze) e successiva ristrutturazione della personalità e/con relativa emissione di comportamenti globali ed azioni singole finalizzate all'aderire all'etichetta che viene a costituire una sorta di "identità" con cui essere riconosciuti ed in cui "riconoscersi" ma di cui il giovane rimane in realtà "vittima" sia a livello di sviluppo personale che sociale in senso bi - direzionale? (vera delinquenza ><istituzioni>< stigmatizzazione sociale>> ricerca di approvazione>> reclutamento>>stigm > istituzioni >>>rafforzamento identità da etichetta?). L'intervento dell'operatore, deve essere finalizzato ad interrompere tale dinamica prima che essa si instauri in modo "incoercibile ", anche nell'intervento di cui parli tu? Parli di interventi anche preventivi? Se si a che livello e di che tipo? (sociologico, psicologico, educazione, aiuti assistenziali ed economici, rieducazione, psicologico - ><psichiatrico, [lì dove necessario, per eventuali personalità problematiche di un certo tipo, ai fini di un supporto al lavoro riorganizzativo più generale, purché non a sua volta "stigmatizzante"] residenze protette, ad es., altro).

    Inoltre nei gruppi, vuoi dire che bisogna differenziare tra gruppogenesi e gruppodinamica, giusto? Ad es., in ambito di subculture delinquenziali, tra criminogenesi e criminodinamica? Quindi, comprendere a quale livello agire e con l'interazione coordinata tra diverse figure professionali? Comprendendo le priorità, in base al gruppo ed al singolo? Priorità del contesto, gruppo/contesto e della Persona? E dei loro modi di interagire con relativi feeback?

    Grazie

    Ciao
    E' chiaro che l'intervento, nel mio caso, è sempre di tipo educativo e quindi volto al recupero delle autonomie con obiettvi educativi specifici.
    Il punto di partenza è che non posso isolare un aspetto e farlo derivare esclusivamente da una scienza o dall'altra.
    Ad es. non posso pensare che l'educazione ricevuta in famiglia sia il solo aspetto che ha influito su un comportamento di un certo tipo da parte di un figlio. Io mi occuperò di quello, ma non posso ignorare che vi possono essere aspetti diversi che entrano in gioco, anche di personalità dell'utente o della madre, così come l'influenza del gruppo dei pari etc...E ti ho già citato diverse scienze: la pedagogia, la psicologia e la sociologia...

  6. #336
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Peterpan1977 Visualizza messaggio
    Le amministrazioni non assumo, le cooperative ti assumono, e assumono chi gli pare, anche chi non ha una laurea. Queste conversazioni sono proprio di basso livello. Io parlo di counsellor e di condizioni di legge. Quindi dati reali di normativa. Tu parli in generale e per tue idee " mi pare che dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status..." se vogliamo continuare cosi x me va bene.
    Io parlo di educatori e di counsellor e di condizioni di legge.
    Dov'è la differenza nella normativa???
    State accusando qualcun altro di rubarvi il lavoro senza mai aver visto come opera realmente un counsellor e nel frattempo dite che siccome non c'è una legge chiunque può fare l'educatore.
    Non parlo in generale ma è quello che è emerso in questo forum...
    Voi dite che potete lavoarare come educatori, tanto la legge non esiste.
    Il punto per me è proprio questo: è una questione etica e professionale nei confronti dell'utenza e del rispetto che dovresti avere x quest'ultima.
    Dal momento che non esiste una norma che regolamenta il counselling, io potrei aprirmi uno studio anche domani e andare a praticarlo.
    Siccome so che non riuscirei a farlo senza un'aadeguata preparazione non lo faccio e, probabilemnte dopo che avrò finito il master, mi farò supervisionare nel mio lavoro...
    Questa per me è serietà professionale...
    Non è la stessa cosa dire che si può fare e quindi automaticamente che si sa fare....
    Ultima modifica di rosablu77 : 15-05-2009 alle ore 10.12.11

  7. #337
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Una vostra collega su questo forum, alla discussione cousellor o counselor ha riassunto bene cosa fa un consellor....

    Ragazzi, capisco bene la frustrazione che regna oggi
    Frustrazione legata alla difficoltà di trovare lavoro nel campo in cui per tanti anni ci si è impegnati e sacrificati attraverso studi e tirocini.
    Lo capisco perchè personalmente lavoro tanto e ogni giorno per autopromuovermi come libera professionista.
    Ma questa non è una giustificazione valida per dimenticarsi di ogni principio etico e professionale.
    Lavoriamo con gente che soffre e abbiamo una responsabilità molto elevata nei confronti di chi si rivolge a noi.

    Occorre rispettare il fatto che ogni livello di preparazione fornisca competenze diverse e specifiche. Vi fareste mai curare un dente malato da un tecnico che fa solo apparecchi? Ho ascoltato tante .. troppe persone e pazienti scoraggiati .. Persone sofferenti che non credevano più alla possibilità di recuperare grazie ad un lavoro profondo su loro stessi (psicoterapia)

    PROPRIO perchè capitati nelle mani di psicologi e counsellor che, contro ogni etica professionale, hanno proposto loro percorsi inadeguati, superficiali e inefficaci nei confronti delle loro patologie (lasciandoli passare per "psicoterapia" o non informandoli della differenza sostanziale di approccio)

    Lo psicologo o il counsellor NON SONO PSICOTERAPEUTI, NON SONO ABILITATI A PRENDERE IN CURA PAZIENTI perchè non ne hanno la preparazione teorica e pratica necessaria. Esistre l'obbligo di una Specializzazione almeno quadriennale.

    Il COUNSELLOR è una figura professionale che, avendo conseguito uno specifico Diploma al seguito di un Corso di Studi almeno triennale, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali che non comportino, tuttavia, una ristrutturazione profonda della personalità. Si tratta di un "ascoltatore professionista" che non dà consigli, ma competenza e comprensione, il Counsellor è un Agevolatore nella relazione di aiuto, rappresenta un riferimento per coloro che, trovandosi in un momento di difficoltà, sentono il bisogno di essere accolti ed ascoltati da qualcuno competente ed esperto in:
    •comunicazione
    •accoglienza
    •problem solving
    •decisionalità
    •orientamento

    Credo sia davvero grave approfittare così delle persone sofferenti che hanno bisogno di cure adeguate e che sia altrettanto grave partecipare alla svalutazione di una risorsa tanto importante quale è la nostra professione..

    E poi da parte di chi...? proprio di noi psicologi???
    __________________
    Dott.ssa Serena Sorrentino
    Psicologa Psicoterapeuta Analista Transazionale
    Roma
    a

  8. #338
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Buongiorno......devo dire che il discorso mi sta appassionando....ormai è diventata una droga andare a vedere il forum e discutere......
    Cmq in tutti gli interventi (o se preferite nella maggior parte)non esiste solo la componente psicologica......ma anche pedagogica sociologica etc....
    Mi sembra riduttivo voler spiegare un comportamento umano con la sola psicologia...poichè i fattori che influenzano l'essere umano sono tanti....e forse ancora non li sappiamo tutti(chissà domani ci sarà una scienza chiamata "fenomenologia"tanto per buttare un nome a caso.......)
    Sembra che voi vogliate far ricomprendere nella psicologia anche le altre scienze....ma non capite che sono scienze autonome che possono prendere dalla psicologia solo alcuni elementi ed elaborare una teoria propria....
    Vi fa tanto strano pensare ad un altro modo di concepire la realtà?

  9. #339
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    E' chiaro che l'intervento, nel mio caso, è sempre di tipo educativo e quindi volto al recupero delle autonomie con obiettvi educativi specifici.
    Il punto di partenza è che non posso isolare un aspetto e farlo derivare esclusivamente da una scienza o dall'altra.
    Ad es. non posso pensare che l'educazione ricevuta in famiglia sia il solo aspetto che ha influito su un comportamento di un certo tipo da parte di un figlio. Io mi occuperò di quello, ma non posso ignorare che vi possono essere aspetti diversi che entrano in gioco, anche di personalità dell'utente o della madre, così come l'influenza del gruppo dei pari etc...E ti ho già citato diverse scienze: la pedagogia, la psicologia e la sociologia...
    Francamente non capisco come la sociologia, ad esempio, possa aiutarci in un lavoro clinico (inteso qui come lavoro sul caso singolo, non faccio qui riferimento alla psicoterapia). Voglio dire accertata l'influenza del gruppo dei pari (tema peraltro caro alla psicologia sociale ed anche alla psicoanalisi, ma anche al comune buon senso, non ci vuole una laurea!) cosa ce ne facciamo? Abbiamo capito che Gennarino si lascia influenzare dal gruppo dei pari, e poi? Anche sull' "educazione ricevuta" io avrei qualche perplessità, anche perchè il modo in cui un genitore educa dipende strettamente dagli altri aspetti diversi che entrano in gioco, puoi forse separare la personalità della madre dal modo in cui questa educa suo figlio?

    Saluti,
    ikaro

  10. #340
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Se giri un pò su internet troverai l'esistenza della sociologia clinica......oltre ad elaborare teorie la sociologia può spiegare anche come applicare queste teorie.....ora io non sono una sociologa...ma una scienza non elabora solo teorie vaghe ed astratte ma dà elementi "per cambiarla" quella realtà....sia negli aspetti micro che macro!

  11. #341
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Il COUNSELLOR è una figura professionale che, avendo conseguito uno specifico Diploma al seguito di un Corso di Studi almeno triennale, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali che non comportino, tuttavia, una ristrutturazione profonda della personalità. Si tratta di un "ascoltatore professionista" che non dà consigli, ma competenza e comprensione, il Counsellor è un Agevolatore nella relazione di aiuto, rappresenta un riferimento per coloro che, trovandosi in un momento di difficoltà, sentono il bisogno di essere accolti ed ascoltati da qualcuno competente ed esperto in:
    •comunicazione
    •accoglienza
    •problem solving
    •decisionalità
    •orientamento
    E basta, sono parole vuote queste, ma cosa significa? Gli esperti dell'accoglienza, gli esperti dell'ascolto, gli esperti della comunicazione, gli esperti della decisionalità, gli esperti dell'orientamento, che non danno consigli ma danno competenza, che non curano ma agevolano, ma per favore...

  12. #342
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Se giri un pò su internet troverai l'esistenza della sociologia clinica......oltre ad elaborare teorie la sociologia può spiegare anche come applicare queste teorie.....ora io non sono una sociologa...ma una scienza non elabora solo teorie vaghe ed astratte ma dà elementi "per cambiarla" quella realtà....sia negli aspetti micro che macro!
    Non ho detto che una scienza elabora solo teorie vaghe ed astratte, mi chiedevo come la sociologia possa operare sul caso clinico e soprattutto mi chiedo come possa rendere conto di questo dal punto di vista clinico: qualcosa è cambiato, ma cosa e come? E' questo un punto di discrimine, anche il cartomante ha una teoria che può spiegare le sue applicazioni, anche l'astrologo, tutti insomma, ma questo non sposta di un passo la questione che ci stiamo ponendo, peraltro anche in altre discussioni...

    Saluti,
    ikaro

    PS Da quel poco che ne so la sociologia clinica preleva più dalla psicologia sociale e cognitiva che dalla sociologia, qualcuno di questi "sociologi" attinge anche dal lavoro di Rogers, come vedi non andiamo troppo lontano... Comunque se giri su internet trovi quello che vuoi!
    Ultima modifica di ikaro78 : 15-05-2009 alle ore 11.33.28

  13. #343
    Partecipante Figo
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    non importa dove "preleva " le cose....la cosa importante è che le elabora creando una teoria nuova.....non è così che funziona?
    Per il resto che mi chiedi non saprei rispondere poichè non sono sociologa nonostante abbia studiato mooolta sociologia.....speriamo che ci risponda qualche sociologo clinico!

  14. #344
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    non importa dove "preleva " le cose....la cosa importante è che le elabora creando una teoria nuova.....non è così che funziona?
    Per il resto che mi chiedi non saprei rispondere poichè non sono sociologa nonostante abbia studiato mooolta sociologia.....speriamo che ci risponda qualche sociologo clinico!
    Già, speriamo! Anche perchè qui, non appena si entra un po' più nel merito delle cose, si risponde "Io non sono, anche se ho studiato!", ma che avete studiato a fare allora?!

  15. #345
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    a differenza di alcuni laureati in psicologia direi che si esprimono anche su argomenti che non sono di loro competenza.....scusa ikaro ma te la sei cercata!

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