
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Vuoi dire che devi conoscere nell'ambito ad es., di una utenza di tipo "delinquenziale" giovanile, quindi molto spesso (anche in base a livelli di sviluppo cognitivo d interiorizzazioni di diverso tipo), ben e più facilmente "recuperabile", tra le teorie sociologiche della devianza, le cui origini troviamo in Cesare Beccaria e Durkheim, (in primis, poi ce ne sono altri, come Lombroso e naturalmente, sviluppi d'altro tipo), degli sviluppi della Scuola di Chicago nei primi decenni del '900 (costruttivismo e teorie della rappresentazione sociale) delle differenze sostanziali tra Teorie del Consenso e le Teorie del Conflitto al cui interno, si colloca la Teoria dell'etichettamento, più nota come Labelling Theory di Beckert, Lemert e Matza? Oltre naturalmente, all'Associaz. Differenziale di Sutherland e del concetto di devianza rapportandolo al complesso Persona - situazione, nel momento in cui il comportamento deviante viene emesso? Quindi, essere capaci di differenziare tra teorie che considerano primariamente la norma e teorie che considerano primariamente la persona e (in base alla labelling theory) e il suo "aderire" ad un etichetta che viene data ad un singolo comportamento dovuto all'appartenza ad es., ad una subcultura "spontanea" derivata da situazioni generali particolari (quindi non nata realmente con una "intenzione pienamente consapevole e volontaria" di azione deviante con consapevolezza delle sue conseguenze) e successiva ristrutturazione della personalità e/con relativa emissione di comportamenti globali ed azioni singole finalizzate all'aderire all'etichetta che viene a costituire una sorta di "identità" con cui essere riconosciuti ed in cui "riconoscersi" ma di cui il giovane rimane in realtà "vittima" sia a livello di sviluppo personale che sociale in senso bi - direzionale? (vera delinquenza ><istituzioni>< stigmatizzazione sociale>> ricerca di approvazione>> reclutamento>>stigm > istituzioni >>>rafforzamento identità da etichetta?). L'intervento dell'operatore, deve essere finalizzato ad interrompere tale dinamica prima che essa si instauri in modo "incoercibile ", anche nell'intervento di cui parli tu? Parli di interventi anche preventivi? Se si a che livello e di che tipo? (sociologico, psicologico, educazione, aiuti assistenziali ed economici, rieducazione, psicologico - ><psichiatrico, [lì dove necessario, per eventuali personalità problematiche di un certo tipo, ai fini di un supporto al lavoro riorganizzativo più generale, purché non a sua volta "stigmatizzante"] residenze protette, ad es., altro).
Inoltre nei gruppi, vuoi dire che bisogna differenziare tra gruppogenesi e gruppodinamica, giusto? Ad es., in ambito di subculture delinquenziali, tra criminogenesi e criminodinamica? Quindi, comprendere a quale livello agire e con l'interazione coordinata tra diverse figure professionali? Comprendendo le priorità, in base al gruppo ed al singolo? Priorità del contesto, gruppo/contesto e della Persona? E dei loro modi di interagire con relativi feeback?
Grazie
Ciao