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rosablu77
DEFINIZIONE DI COUNSELLING (WIKIPEDIA)
Il termine counseling (o anche counselling secondo l'inglese britannico) indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).
L'attività di counseling
È svolta da un counselor, persona professionalmente in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali, private e talvolta emotivamente significative. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali.
Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi»,[10] ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».[11]
Secondo Rollo May – uno dei padri fondatori del counseling insieme allo psicologo statunitense Carl Rogers – il counselor ha il compito di «favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare eventuali problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno [...] il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso». [12]
La BACP (British Association for Counselling and Psychotherapy) fornisce la seguente definizione dell'attività di counseling: «Il counselor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo e seguire quella che sceglierà. Il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counselor [...] lo scopo fondamentale è l'autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere».[13]
Analogamente la SICo (Società Italiana di Counseling) definisce l'attività di counseling come: «[...] la possibilità di offrire un orientamento o un sostegno a singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente».[14]
L'attività di counseling può essere svolta in ambito privato (individuale, di coppia, familiare, di gruppo), comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.), lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.) e socio-assistenziale (artistico, esistenziale, sociale, etc.).
Differenze tra il counseling e la psicoterapia
Da un punto di vista epistemologico il counseling si differenzia dalla psicoterapia per:
l'adozione di un metodo diverso da quelli riferiti a "medico-paziente" propri dei modelli psicoterapeutici;
la definizione dell'obiettivo concreto e del contesto spazio-temporale della relazione counselor-cliente;
l'esclusione della patologia come settore di intervento.
A differenza del paziente nella psicoterapia, il cliente nel counseling non ha bisogno di essere curato né aiutato a superare una sofferenza psicologica, ma si avvale delle competenze del counselor come sussidio delle capacità che già possiede in modo da conseguire obiettivi che desidera nei modi e nei tempi che gli sono consoni.
Aree di applicazione:
Problemi interpersonali limitati e specifici all'area del conflitto
Ambivalenza, stress, scelte e decisioni difficili da compiere (difficoltà)
Fattori esterni
Crescita, prevenzione e sviluppo della personalità, questioni educative e di Orientamento vocazionale
Tempi brevi
E ora leggete i pro e i contro espressi dalle associazioni di psicologi e le pronunce invece dell'Antitrast e della giurisprudenza a riguardo...Critiche al counseling
CRITICHE DA PARTE DI UNA PARTE DEGLI PSICOLOGI AI COUNSELLOR:
Le maggiori critiche all'attività di counseling vengono mosse da una parte della categoria degli psicologi (alcuni Ordini regionali ed alcune associazioni di categoria) e riguardano, in particolare, i seguenti punti:
la non regolamentazione della professione di counseling nuoce agli utenti in quanto vengono a mancare i presupposti minimi per la tutela che, invece, una professione regolamentata garantisce (Legge di ordinamento, codice deontologico, etc.);
l'attività di counseling è in realtà attività di consulenza psicologica e, pertanto, i counselor che si definiscono tali ma che non sono psicologi iscritti all'Ordine compiono un abuso (esercizio abusivo della professione);
molte competenze del counseling sono competenze proprie alla professione di psicologo e dunque, le stesse scuole di formazione che erogano corsi di counseling a non psicologi, compiono un abuso in riferimento all'art. 21 del codice deontologico degli psicologi;
molte competenze del counseling, essendo competenze proprie alla professione di psicologo, possono essere esercitate solo da psicologi iscritti all'Albo, ex art. 1, L. 56/89.
ASSOCIAZIONI DI PSICOLOGI, ANTITRUST E GIURISPRUDENZA A FAVORE DEL COUNSELLING:
già l'Antitrust si è espresso nel 1999, in seguito ad una segnalazione dell'Ordine Nazionale degli Psicologi;
rispetto alla non obbligatorietà dell'esistenza di un Ordine professionale per esercitare una professione l'ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) nel 2003 effettua una delibera suggerendo al Ministero della Giustizia di comprendere anche professioni affini alla psicologia tra i propri contribuenti;
la giurisprudenza attualmente esistente in Italia non ha fino ad oggi rilevato – nonostante precise accuse rivolte a counselor di esercizio abusivo della professione di psicologo ai sensi dell'art. 348 del Codice penale – abusi di professione da parte di counselor;
i tentativi effettuati dalle commissioni deontologiche degli Ordini territoriali degli psicologi si sono, fino ad oggi, conclusi con l'archiviazione dei procedimenti disciplinari precedentemente aperti per violazione dell'art. 21 del codice deontologico;
già fin dagli anni novanta alcune Regioni italiane hanno depositato il profilo professionale di counselor – attestato di qualifica professionale e titolo pubblico – senza prevedere tra i requisiti di accesso né la laurea in psicologia né il possesso del titolo di psicologo;
UDITE UDITE....
il recepimento della Direttiva dell'Unione Europea 2005/36/CEoffre la possibilità per le associazioni di categoria di counseling di potersi iscrivere in uno speciale elenco redatto dal Ministero della Giustizia. La dialettica di questa differenza di posizioni si estrinseca attraverso tre distinti canali:
politico-professionale: attraverso la discussione e il dibattito interno alle due categorie;
normativo: attraverso pressioni lobbistiche di entrambi gli schieramenti tese a promuovere o meno specifiche leggi;
legale: attraverso interventi promossi sia per iniziativa privata (singoli professionisti e associazioni di categoria) che istituzionale (ordine professionale).
P.S. (Avvalersi della non iscrizione all'albo per definire una professione non legale è patetico perchè già i Pedagogisti, come i Sociologi non hanno un albo e sono pienamente riconosciuti senza che nex possa usurpare il loro posto)!!!
Iniziate a ragionare con la vs testa e ad operare capacità di giudizio critico nell'esprimere pareri , non fatevi influenzare all'Albo...
iL VS STESSO ENTE PREVIDENZIALE HA CHIESTO DI FAR ENTRARE NELL'albo..professioni affini..
Ma di che stiamo parlando????